Hogwarts - Dintorni
Hogwarts - Dintorni


  • Stefano_Draems

    Fondatore Amministratore Ministro Ad Honorem Certificato

    Dormitorio: VIP
    Livello: 16
    Galeoni: 584328
       
       



    Role Aperta da Marcus_Largh




    Ultima modifica di Marcus_Largh Domenica, modificato 2 volte in totale


  • Marcus_Largh

    Tassorosso Insegnante
    AUROR

    Dormitorio: Tassorosso
    Livello: 9
    Galeoni: 2221
        Marcus_Largh
    Tassorosso Insegnante
       
       


    *Il sole spendeva alto in cielo quella mattina, circondato da qualche nube che ogni tanto rischiava di oscurarlo. Le temperature si erano notevolmente abbassate dall'ultima esercitazione che il professor Largh aveva tenuto nella sua aula che, diversa dalle altre si trovava all'esterno.
    L'aula di Cura delle Creature Magiche non erano altro che grandi tronchi di legno utilizzati come sedute dai giovani studenti che frequentavano le sue lezioni e le sue esercitazioni. Oltre a quello non c'era nient'altro che un grande recinto.
    Quella volta il recinto delle creature era vuoto.
    Il professore dai capelli color del rame si trovava a poca distanza da li, proprio sotto il gazebo che il docente prima di lui aveva fatto costruire per poter continuare a svolgere in tranquillità le lezioni anche nei mesi invernali.
    Magicamente riscaldato il gazebo permetteva ad un intera classe di poteri sedere comodamente su colorati cuscini, proprio difronte al professore che per l'occasione aveva portato con sé una piccola gabbietta.
    Quella gabbia era la stessa che si trovava nel suo ufficio. Era molto tempo che possedeva quella piccola creatura magica e, finalmente, era giunto il momento di farla conoscere ai suoi studenti.
    Sorridente il professor Largh rimase in attesa degli studenti che quel giorno avrebbe deciso di affollare la sua aula oppure no.
    In lontananza sentì rintoccare per ben dieci volte il grande orologio della torre che, assieme alla campanella, scandiva l'orario delle lezioni.
    Un leggero chiacchiericcio attirò di nuovo la sua attenzione.
    Seduto a gambe incrociate su un grande cuscino osservò alcuni studenti avvicinarsi al grosso gazebo magico. Un sorriso comparve sul volto del professore ex Tassorosso.*

    Buongiorno

    *Disse cordialmente.
    Lui stesso quasi quattro anni prima lasciato Hogwarts dopo aver sostenuto i M.A.G.O., di conseguenza sapeva bene cosa potesse passare per la mente di uno studente. Lui stesso era stato uno studente di Hogwarts.
    Da semplice Tassorosso era passato ad essere Prefetto. Ne era stato così fiero, anche suo padre lo era di lui, anche se del mondo magico non sapeva nulla essendo un semplice Babbano. E da semplice Prefetto era diventato un mago Magizoologo e successivamente docente della stessa scuola che aveva frequentato da adolescente.
    Insegnare a riconoscere le varie creature era la sua mansione ma dietro c'era molto di più.
    La PASSIONE.
    Quella era la passione di Marcus, la stessa che voleva trasmettere alle giovani menti che affollavano le sue lezio i, la stessa passione che l'aveva messo in contatto con il nuovo Ordine della Fenice della quale faceva parte. Avvolto dal suo mantello color grigio topo si poteva notare una piccola ma interessante spilla proprio a forma di Fenice, unico segno distintivo dei vari membri.*

    Bene, direi di iniziare. Che dite?


    *Affermò il professore rivolto agli studenti di fronte a lui.
    Era giunto il momento di raccontare qualcosa di più su quell'uccellino azzurro che arruffava le piume e muoveva le ali senza emettere un singolo rumore.*




    BENVENUTI ad una nuova esercitazione di Cura delle Creature Magiche.
    Questa role durerà fino al 25 novembre.

    Come scritto nel mio post, per adesso potete narrare e descrivere il vostro arrivo nell'aula in attesa dell'inizio vero e proprio dell'esercitazione.


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  • Luke_Deaggle

    Grifondoro

    Dormitorio: Grifondoro
    Livello: 1
    Galeoni: 17
        Luke_Deaggle
    Grifondoro
       
       

    *La cravatta dai sgargianti colori rosso-oro era perfettamente annodata sulla camicia bianca che si intravedeva sotto il maglioncino con lo stemma della casa, e sopra di esso il mantello si avvolgeva attorno all'undicenne riparando Luke dal freddo novembrino mentre questi si dirigeva verso l'aula del professor Largh per la prima lezione della giornata. Luke proveniva da una nobile famiglia purosangue, per cui era stato abituato sin da piccolo a saper vestire in modo elegante e impeccabile e, sebbene per qualche suo cugino quel modo di vestire fosse solo un'odiosa costrizione, per Luke non lo era affatto, anzi aveva imparato ad apprezzare quel genere di abbigliamento che in quelle circostanze più formali dava un'immagine di Luke molto ordinata e diversa dal solito. Alle già di per sé numerose cene di famiglia, con persone più o meno variamente imparentate, si aggiungevano i ricevimenti che il padre teneva di frequente per lavoro, essendo uno dei membri dell'Ufficio per la Cooperazione Magica Internazionale, per questo, benché avesse soltanto 11 anni annodare la cravatta era per lui facile come annodare i lacci delle scarpe. Per queste ragioni, Luke era sempre vestito in modo inappuntabile quando andava a lezione, amava la divisa della scuola così elegante e raffinata e amava portarla in perfetto ordine. Un ordine esteriore che tuttavia contrastava fortemente con il disordine regnava sovrano nella sua mente, da quando era arrivato a Hogwarts la situazione era precipitata sfuggendogli presto di mano, ora il controllo della bacchetta era sempre più parziale e le forze fisiche sempre più instabili. Ma nulla all'esterno lo dava a vedere o lo doveva dare a vedere, nessuno avrebbe dovuto insospettirsi, né i suoi compagni né tantomeno gli insegnanti, tutto era a posto.
    Solo i capelli in realtà, nonostante Luke cercasse ogni tanto di pettinarli, si ostinavano a rimanere del tutto fuori controllo, e quella mattina, mentre i passi del Grifondoro si affrettavano verso l'aula di Cura delle Creature Magiche il vento li scompigliava rendendoli ancora più indomiti. Solo i capelli potevano riflettere all'esterno l'estremo caos che regnasse nella coscienza dell'undicenne rosso-oro benché quella fosse la loro normale conformazione anche quando il ragazzino era del tutto tranquillo.*



    *Quella mattina Luke non aveva però motivo di preoccuparsi oltre il dovuto, la lezione che si stava apprestando a frequentare era infatti una lezione che non aveva in sé elementi che potessero mettere in pericolo il segreto che il ragazzo celava, o almeno così sperava, inoltre si trattava di una delle materie che più affascinava il ragazzino: Cura delle Creature Magiche. Luke aveva già assistito a qualche lezione del professor Largh e quella di quel giorno era la sua prima esercitazione pratica; era pertanto un po' emozionato per quella lezione che, non sapendo esattamente come si sarebbe svolta, aveva per lui inevitabilmente il fascino misterioso della novità. Un po' l'imperativo categorico di calma che si era imposto, un po' la curiosità del momento, un po' l'amore per la materia e per le creature magiche, un po' la somma di tutti questi fattori, stavano riempiendo la mente del ragazzo in quel momento impedendo alle ombre dense e scure che da tempo premevano su di lui di avere il sopravvento. I passi si susseguivano veloci sotto quel Sole pallido novembrino che quella mattina aveva deciso di palesarsi sul cielo di Hogwarts dopo giorni in cui il grigio era stata la tinta predominante; erano circa cinque minuti alle 9.00 quando Luke entrò nell'aula e non erano in molti ad essere già arrivati. Luke trovò il professor Largh già in aula seduto su un cuscino sotto un grande gazebo in compagnia di una gabbia che ospitava probabilmente la creatura magica di cui si sarebbero occupati quel giorno. Luke sorrise educatamente al professore salutandolo.*

    Buongiorno professor Largh


    *Il professor Largh era un omone alto e corpulento con una folta barba, a Luke piaceva molto il suo modo di fare lezione, una grande passione per le creature magiche trapelava dal modo con cui le descriveva e le raccontava ai ragazzi. Dopo aver salutato il professore Luke andò a sedersi in uno dei tronchi di legno che fungevano da sedie per gli studenti. Si guardò intorno ma oltre a qualche corvonero più grande non conosceva nessuno, nessuno dei suoi amici era ancora arrivato, quindi aspettando di vedere qualche viso noto estrasse la pergamena che ancora riportava gli appunti della lezione precedente, un'appassionante lezione sui Glow Bug e sulla Ramora. Luke riguardò i disegni delle creature che aveva tracciato in modo abbozzato sulla pergamena sollevando leggermente le labbra sorridendo per quei disegni che aveva fatto che tuttavia gli erano utili per fissare nella mente le creature studiate. Luke sollevò poi lo sguardo in direzione della gabbietta, aggrottò le sopracciglia cercando di vedere meglio di cosa si trattasse ma da quella distanza non vedeva altro che qualcosa di piccolo e azzurro muoversi, tuttavia non avrebbe saputo dire di più a proposito di cosa si trattasse. Luke tornò con gli occhi sulla pergamena sulle proprie ginocchia, la voltò dalla parte in cui era completamente bianca. Luke la fissò, tra non molto quella pergamena avrebbe avuto una nuova creatura da raccontare, tra non molto quel foglio bianco avrebbe saputo dire qualcosa di più di quell'uccellino azzurro che ora silenziosamente abitava la gabbietta.*






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  • Amelia_Smith

    Grifondoro

    Dormitorio: Grifondoro
    Livello: 4
    Galeoni: 244
        Amelia_Smith
    Grifondoro
       
       

    *Amelia Smith, tutta contenta, stava trotterellando verso l'aula di Cura delle Creature Magiche: la prima esercitazione di quell'anno era stata attesa con impazienza dalla quattordicenne, e finalmente era arrivato il giorno.
    La Grifondoro reputava la materia molto interessante, ma allo stesso tempo divertente, e secondo lei il professore era uno tra i più bravi: era sempre gentile, cordiale e di buon umore, e le piaceva molto il modo in cui spiegava.
    Anche il luogo dove si tenevano le lezioni era molto apprezzato da Amelia: era bellissimo fare lezione fuori, all'aria aperta, dove si sentiva libera. A volte si distraeva, perché per lei era sempre eccitante stare fuori insieme ai suoi amici, ma era pur sempre lì per fare lezione e imparare, e la materia, seppur molto divertente, andava presa seriamente, perciò si stava impegnando per riuscire a rimanere concentrata.
    La materia la metteva sempre di buon umore; infatti, una massa di capelli rossi stava saltellando su e giù, seguendo la sua padrona, che sorrideva e si stava dirigendo verso l'aula del professor Largh.
    Quando arrivò, l'uomo dai capelli ramati stava salutando cordialmente gli studenti che stavano arrivando.*

    Buongiorno

    *La sua voce calda la raggiunse, e lei ricambiò il saluto del professore.*

    Buongiorno, professor Largh.

    *Salutò, felice; il suo sorriso si allargò quando il suo sguardo si posò su Luke, un suo grande amico, al momento con lo sguardo chino su una sua pergamena.*



    Hey Luke. Come stai?

    *Chiese, con un sorriso sinceramente amichevole dipinto sulle labbra, per poi andare a prendere posto in un tronco più o meno in mezzo all'aula: non voleva fare la figura della secchiona, ma neppure della scansafatiche, quindi un posto in una fila al centro era perfetto.
    Si portò i capelli dietro alle spalle, gesto che ormai era diventato una specie di tic che ripeteva più e più volte anche in un solo minuto, e attese l'inizio della lezione.*

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  • Varyare_King

    Serpeverde Membro del Consiglio di Hogsmeade Barista 3MDS

    Dormitorio: Serpeverde
    Livello: 4
    Galeoni: 155
        Varyare_King
    Serpeverde Membro del Consiglio di Hogsmeade Barista 3MDS
       
       

    *Varyare dovette alzarsi presto quella mattina, solitamente odiava svegliarsi presto per le lezioni motivo per cui spesso arrivava con qualche minuto di ritardo, ma quel giorno era diverso.
    Infatti il Professore Largh, docente di Cura delle Creature Magiche, teneva un'esercitazione a cui tutti gli studenti erano invitati a partecipare. Le piaceva molto quella materia e così anche il Professore era uno dei suoi preferiti.
    Nei quattro anni che aveva passato ad Hogwarts quella materia l'aveva da sempre incuriosita, e anche se preferiva le esercitazioni alle lezioni teoriche ogni volta partecipava più che volentieri.
    Indossò velocemente la divisa con il simbolo di Serpeverde che la caratterizzava come una figlia di Salazar e dopo aver preso la bacchetta e un foglio di pergamena si precipitò all'esterno delle mura del castello.
    Era abbastanza presto perciò non incontrò parecchi studenti tra i corridoi, motivo per cui arrivò a lezione leggermente in anticipo.
    In poco tempo arrivò al gazebo magico dove regolarmente si svolgevano le lezioni, in fondo all'aula vi era una gabbia con un uccellino azzurro al suo interno. Non aveva mai visto una creatura simile e non vedeva l'ora che il professore iniziasse a descriverla.*

    Buongiorno Professore

    *Salutò cordialmente il docente della materia con un educato sorriso che le si era aperto sulle labbra, per poi guardarsi attorno per vedere se c'era qualche suo amico. Notò subito Amelia e Luke, due Grifondoro che conosceva. La prima le era molto simpatica ma nonostante ciò non avevano avuto tante occasioni per conoscersi, mentre il secondo era un suo grande amico ancor prima che iniziassero a frequentare la scuola.
    Si avvicinò a loro e li salutò con un sincero sorriso sul volto.*

    Ciao ragazzi! Come state?

    *Poi si sedette in un posto abbastanza vicino all'undicenne in attesa dell'inizio della lezione.*


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    Ultima modifica di Varyare_King 2 settimane fa, modificato 1 volta in totale


  • Ronald_Canard

    Corvonero

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 5
    Galeoni: 352
        Ronald_Canard
    Corvonero
       
       

    [Torre Corvonero]


    *Ronald dopo aver fatto pace con Amelia si sentiva più leggero poichè aveva fatto pace con Amelia. Poi era anche contento perché oggi c'era lezione di Cura delle Creature Magiche. Indossò la divisa da Corvonero invernale apparentemente uguale a quelle estiva solamente più pesante, poiché quella materia si faceva all’aria aperta. Prese tutto il materiale cioè il solito zaino e il suo fedele catalizzatore. S’incamminò verso l’aula.*

    [aula Cura delle Creature Magiche]


    *Quando arrivò li in aula prima salutò il professore visto che era stato anche buono con lui e con Amelia durante l'estate, nonostante avesse raccontato una grossa frottola:*

    Buongiorno Professor Largh

    *Ronald non s'accorse subito di Luke perché per lui Amelia era tutto il suo mondo e quindi si sedette accanto ad Amelia dicendo:*

    Ciao Amelia

    *Ronald s'accorse solamente quando Amelia salutò Luke e quindi cercando di combattere la gelosia e pensò:

    ”non DEVO fare scenate di gelosia, DEVO dimostrarle che so cambiare. Altrimenti mi lascia”

    * E pensando quello gli venne una lacrimuccia, che cercò di asciugarla più velocemente possibile con un lembo della divisa. Quindi disse:*

    Ciao anche a te Luke

    *Poi vide anche Varyare quindi la salutò:*

    Ciao Varyare, come va ? Io sto bene e tu ?

    *Si cercò di concentrare più su Varyare che gli altri due e in attesa delle loro risposte, si domandò:*

    ”non sarà mica l’uccello azzurro della felicità ?”

    *Lui conosceva quello perché c'erano delle fiabe o leggende o miti babbani che narravano che di una delle piume di quell'uccello azzurro poteva esaudire un qualunque desiderio almeno cosi c'era scritto in quel libro.*

    @Marcus_Largh, @Luke_Deaggle, @Amelia_Smith, @Varyare_King,


  • Helena_Strange

    Corvonero

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 1
    Galeoni: 29
       
       

    *Helena era pronta già da parecchio tempo, l'aspettava una lezione molto interessante tenuta dal professor Largh. Non è che fosse una amante di qelle partcolari lezioni , ma le seguiva comunque con interesse.
    Avvolta nel suo mantello nero si avviò verso il gazebo allestito per la lezione, la cosa più bella del corso era proprio il posto dove venivano svolte le lezioni. Nonostante il freddo Helena amava stare all'aria aperta. Trovò già alcuni studenti già ai loro posti , così li salutò con un cenno della mano lì conosceva tutti lì aveva visti in giro per Hogwatrs , ma alcuni come Luke , Amelia e Varaye lì aveva conosciuti prima dell'inizio della scuola. Si accorse che della sua casa c'erano solo lei e Ronald , tutto faceva pensare ad una lezione tranquilla. Prima di prendere posto salutò l'insegnante*

    buongiorno professore

    *sorrise al corpulento uomo e notò la gabbietta senza però capire cosa stesse svolazzando al suo interno . Come sempre Helena prese posto in prima fila ,legò i suoi lunghissimi capelli corvini e aspetto l'inizio della lezione*

    @Luke_Deaggle, @Amelia_Smith, @Ronald_Canard, @Helen_White, @Varyare_King,




    Ultima modifica di Helena_Strange 2 settimane fa, modificato 2 volte in totale


  • Raffaella_Saxon

    Serpeverde

    Dormitorio: Serpeverde
    Livello: 1
    Galeoni: 17
       
       

    [ Sala Comune Serpeverde]

    *Raffaella si era svegliata molto presto, siccome era in ansia per la lezione di Cura delle Creature Magiche, quindi iniziò ad accarezzare la sua gattina e iniziò a leggere la sua copia di "Animali fantastici e dove trovarli" per farsi un'idea di quali animali avrebbe studiato quell'anno e si chiese quale sarebbe stata la creatura che il professore avrebbe mostrato ed insegnato.
    Un miagolio la riscosse dai pensieri e quindi Raffaella guardò l'orologio era l'ora di fare colazione e lei era ancora nel suo dormitorio e aveva ormai sentito il libro scritto da Newt Scamander. Si alzò dal letto e corse a prepararsi.*

    E' meglio che vada a lezione adesso.
    *Disse tra se ed accarezzò la sua gattina in segno di saluto prima di uscire dal dormitorio di Serpeverde.*

    [ Aula di Cura delle Creature Magiche]


    *Raffaella arrivò in anticipo rispetto alla maggior parte degli altri studenti dato che aveva preferito non fare colazione per assicurarsi di essere puntuale a lezione. Lì vide alcuni suoi amici che salutò prontamente.*

    Ciao ragazzi.
    *Disse rivolgendosi ai suoi amici mentre la classe si riempì abbastanza rapidamente e poi Raffaella vide entrare il professor Largh, il quale era un omone alto e corpulento con una folta barba ed aveva con se un meraviglioso uccellino azzurro.*

    Buongiorno professore
    *Raffaella lo salutò insieme si suoi compagni ansiosi di prendere parte alla lezione.*

    @Marcus_Largh, @Ronald_Canard, @Amelia_Smith, @Luke_Deaggle




    Ultima modifica di Raffaella_Saxon 2 settimane fa, modificato 4 volte in totale


  • Dorcas_Moore

    Corvonero

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 6
    Galeoni: 433
        Dorcas_Moore
    Corvonero
       
       

    *Sei anni erano passati e ancora non si abituava all’idea di doversi svegliare per andare a lezione. Odiava svegliarsi presto, fosse stato per lei avrebbe dormito fino ad ora di pranzo, specialmente considerando che non si addormentava mai prima delle tre di notte.
    Con gli anni si era convinta che andare a dormire stanca impedisse agl’incubi di tormentarla. Come se stando sveglia sfinisse il cervello a tal punto da impedirgli di sognare.
    Forse era vero, forse no. Poco importava. Tutto purché dormisse.
    Si alzò dal letto con il volto sfatto, l’espressione distrutta di chi ha dormito a malapena tre ore.
    Andò in bagno, si guardò allo specchio e si chiuse la porta alle spalle.

    Ne uscì dopo meno di venti minuti, truccata e vestita di tutto punto, tirata a lucido, emanava un profumo di lavanda e bergamotto. Prese la tracolla, già piena con i libri necessari e uscì dal dormitorio, senza neanche salutare.

    Attraversò tutto il castello, senza neanche vagliare l’idea di fermarsi in sala grande per la colazione. Il solo pensiero di mangiare qualcosa le annodava lo stomaco.
    Uscì dal castello saggiando, per la prima volta da quando aveva aperto gli occhi, il calore del sole.
    Le faceva bene il sole, quello freddo, delle mattine d’inverno. Le colorava la pelle, le ricordava di respirare, perché era viva, perché il cuore le batteva ancora nel petto.

    Prese un profondo respiro, prima di continuare a camminare.
    Camminò, fino a raggiungere l’aula di cura delle creature magiche.*


    Buongiorno professore


    *Salutò il professore con un saluto cordiale e si andò a sedere, su uno dei cuscini.
    Erano arrivate solo poche persone prima di lei, così non le restò che scegliere, accuratamente, il posto più isolato che fosse in grado di trovare.
    Era un’abitudine ormai, ricercare la solitudine. Si sentiva troppo bene con se stessa per desiderare la compagnia di altri. E quei pochi la cui compagnia fosse gradita, avevano troppe carte in mano per deluderla, di questo era convinta.*



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  • Eirwen_Quinn

    Grifondoro Insegnante Giornalista Certificato

    Dormitorio: Grifondoro
    Livello: 4
    Galeoni: 353
        Eirwen_Quinn
    Grifondoro Insegnante Giornalista Certificato
       
       

    *Quella giornata era iniziata molto bene per Eirwen Quinn, studentessa del quarto anno, che in quel momento attraversava i giardini del Castello a passo svelto. Dopo giorni di nuvole e pioggia, un timido sole autunnale era comparso, quella mattina, alle spalle delle alte montagne che circondavano quell’angolo delle Highlands. Aveva atteso per giorni di poter sentire i raggi solari riscaldarle la pelle, di sentire il calore che le penetrava sotto pelle dandole la sensazione che un po’ delle sue tensioni e dei suoi problemi si sciogliessero al suo passaggio. Ovviamente il bel tempo tanto atteso era arrivato in un giorno settimanale, quando lei doveva seguire le lezioni e non poteva concedersi una passeggiata ristoratrice.
    Uno solo era stato il pensiero che l’aveva spinta ad affrontare quella giornata in maniera più spensierata di quanto facesse da tempo: alla seconda ora di lezione si sarebbe potuta recare fuori dalle mura del Castello. Fu così che, mentre il grande orologio suonava i suoi rintocchi per dieci volte, lei si ritrovò a correre per i giardini, nel tentativo di non arrivare in ritardo a lezione. La prima lezione della giornata, quella di Incantesimi, era finita con qualche minuto di anticipo e lei ne aveva approfittato per allungare un po’ la strada che l’avrebbe condotta nell’aula di Cura, se così poteva essere definito lo spazio all’aperto che ospitava le lezioni della materia.
    Solo quando arrivò in prossimità dei tronchi che formavano l’aula rallentò il passo, i suoi piedi tornarono a macinare passi ad un ritmo che non le provocasse il fiato grosso. Si fermò poco prima di arrivare in un posto ben visibile dal gazebo dove si sarebbe tenuta la lezione, quando le temperature si abbassavano troppo fortunatamente qualcuno aveva avuto l’idea di mettere a disposizione quella struttura coperta e magicamente riscaldata. Raddrizzò la divisa, assicurandosi che non ci fossero pieghe, sistemò la cravatta che portava i colori rosso-oro della sua casa e portò i lunghi capelli castani dietro le spalle. Per il viso arrossato dallo sforzo non avrebbe potuto fare molto, ma almeno era riuscita a riprendere il controllo della propria voce.
    Si fece largo all’interno del gazebo e superando i cuscini sistemati a terra più distanti si avviò sicura verso quelli davanti al professore.*

    Ciao a tutti.

    *Disse ad alta voce, rivolgendo un saluto generale ai suoi compagni già lì radunati. Tra essi c’erano alcuni volti familiari, come Amelia la sua compagna di stanza alla quale rivolse un caloroso sorriso. Posò la borsa di pelle marrone a terra e si sedette a gambe incrociate sul cuscino che aveva scelto, proprio di fronte al docente.*

    Buongiorno professor Largh.

    *Salutò educatamente l’uomo alto e dall’inconfondibile chioma rossa, anche da seduto sovrastava tutti i giovani che sedevano in attesa di sentire la sua voce dare inizio alla lezione. Non era una grande appassionata delle creature magiche, non pensava che fosse un settore adatto a lei, ma non rinunciava mai a seguire un’esercitazione del professor Largh. La verità era che riteneva il docente dotato di una grande qualità: sapeva trasmettere la sua passione per la magizoologia e riusciva a coinvolgere e incantare anche lei. Anche quel giorno era sicura che il tempo sarebbe volato, in men che non si dica si sarebbe ritrovata stupita che il tempo fosse volato così velocemente.
    Per la prima volta da quando aveva messo piede nel gazebo si guardò attorno alla ricerca di qualcosa. Era abituata ad arrivare a lezione di Cura accolta dalle creature più particolari e affascinanti, ma quel giorno nel recinto non aveva trovato nessun animale. Fu solo in quel momento che notò la gabbietta che l’uomo aveva posato accanto a sé, con curiosità la osservò meglio e solo la voce profonda dell’uomo richiamò la sua attenzione: la lezione stava per iniziare.*

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  • Miruku_Constantine

    Corvonero

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 1
    Galeoni: 185
       
       

    *Miruku_Constantine era appena arrivato di corsa. Aveva perso un sacco di tempo a fissare le meraviglie di Hogwarts, ad annusare le pagine dei suoi nuovi libri che non si era accorto che aveva la lezione da lì a qualche minuto. Vide @Eirwen_Quinn che si era appena seduta nel gazebo e la salutò con la mano, sorridendo. Erano di anni di scuola diversi, ma era contento di vederla a lezione dopo averla conosciuta in treno. In un certo senso era la prima amica che si era fatto in quel posto. Si avvicinò al professore, intenzionato a fare una buona impressione, salutando rispettosamente e formalmente*

    Buongiorno, professor Largh

    *Sperò mentalmente di aver detto bene il nome. Essendo nuovo molte cose gli erano ancora nuove, come la pronuncia dei nomi degli insegnanti o come andavano le lezioni. Sperò mentalmente di trovare qualcuno che lo aiutasse. Si sistemò gli occhiali ad otto, andando a sedersi poco distante e tirando fuori pergamena e penna, pronto a prestare attenzione alla lezione. Il terreno era umidiccio, ma non tanto di acqua come dopo la pioggia, più come se la rugiada avesse appena toccato un terreno secco, baciandolo leggermente dei suoi germogli di vita*



    Ultima modifica di Miruku_Constantine 2 settimane fa, modificato 1 volta in totale


  • Derek_Bailey

    Serpeverde

    Dormitorio: Serpeverde
    Livello: 1
    Galeoni: 201
        Derek_Bailey
    Serpeverde
       
       

    *Una giornata turbolenta per il giovane serpeverde, il quale se spesso gli capitava di non dormire o di svegliarsi all'alba, quel giorno per colpa di forze maggiori, si era preso tardi. Ecco il motivo che lo stava spingendo a correre all'impazzata lungo le scale del castello, con una direzione ben precisa: la lezione del Professor Largh.*

    Non va bene, non va affatto bene!

    *Ripeteva tra sè e sè, mentre ancora stava terminando di vestirsi. Si, correva rapido lungo ,scale e corridoio, diretto verso l'esterno del castello; la cravatta era avvolta intorno al collo ma ancora bisogna fare il nodo; il mantello ce l'aveva,ma era adagiato sulla spalla destra e con la rispettiva mano tentava invano di non perderlo dietro di sè. Insomma un casino. Una di quelle mattine in cui si vorrebbe tanto usare una giratempo e rifare tutto con calma. Non ci volle molto ad arrivare nel luogo della lezione. Aveva il fiatone e il volto normalmente pallido, era di un tenue color rosato, per via della corsa. Il busto si reclinò di poco in avanti e riprese fiato. Lo sguardo vagò vacuo verso i compagni li presenti e senza minimamente farsi problemi, si avvicinò ad un posto libero, facendo ricadere lo zaino per terra. Per prima cosa il mantello; eccolo infilarselo con velocità e poi la cravatta; stava ancora facendo il nodo, con lo sguardo verso il tessuto bicolore, mentre salutò a sua volta il professore.*

    Buongiorno Professore!

    *Fare il nodo fu una cosa semplice, per fortuna ed eccolo che terminata quell'impresa magistrale del "vestirsi", si lasciò ricadere pesantemente sulla sedia, come un corpo morto. Un sospiro, mentre le mani scivolarono sulle ginocchia. Era sfinito ancora prima di incominciare la giornata. Prese un profondo respiro, raddrizzando la schiena con fare meccanico.

  • Blair_Volkov

    Serpeverde

    Dormitorio: Serpeverde
    Livello: 1
    Galeoni: 233
        Blair_Volkov
    Serpeverde
       
       

    *Giorno dopo giorno le lezioni al castello si susseguivano in un'interminabile sfilza di ore consecutive, incaricando gli studenti di svolgere accurate ricerche in biblioteca o riassumere interi capitoli sui fogli di pergamena. Tutto ad Hogwarts aveva un ordine rigoroso e preciso che veniva preteso anche dagli studenti che lo frequentavano, delle regole che Blair ancora non comprendeva pienamente. Ad esempio l'orario di coprifuoco che ogni sera non permetteva ai ragazzi di uscire dalle quattro mura, oppure il divieto di portare gli animali da compagnia, anche piccoli, in biblioteca. Non sapeva se questi pensieri passavano nella mente di qualche altro studente e forse non l'avrebbe mai saputo, non tanto presto almeno.
    Blair era ancora sdraiata sotto le coperte, guardando ininterrottamente la lancetta dei secondi muoversi scandendo l'orario. Di lì a poco sarebbe iniziata la lezione di Cura delle Creature Magiche. Anche se controvoglia la Serpina si alzò dal letto recandosi subito in bagno per prepararsi. Indossò il consono abbigliamento scolastico che, seppur non fosse il suo preferito, la faceva sentire abbastanza a suo agio, le uniforme erano infatti tutte uguali per gli studenti di una casata e in questo modo sarebbe riuscita a confondersi senza alcuna difficoltà nella mischia. Era un'abitudine babbana quella di cercare la solitudine e di restarci, e così anche il fatto di passare per i corridoi a testa bassa era divenuto un rito per ogni giorno che passava in quella nuova scuola. Il nero cappuccio della divisa andò a coprire come di consueto i lunghi capelli biondi della giovane, legati in una semplice treccia laterale che sbucava appena sotto la stoffa scura. L'uniforme scolastica, essendo di qualche taglia più grande della sua, andava a nasconderle anche parte del volto, riducendo così anche le possibilità che qualcuno si accorgesse dello strano colore dei suoi occhi, di un azzurro ghiacciato il destro e di un caldo marrone il sinistro.*



    *Appena pronta recuperò dal suo baule un foglio di pergamena e la sua bacchetta per poi dirigersi verso l'aula di Cura delle Creature Magiche. Questa si trovava fortunatamente all'aperto, la giovane Serpeverde infatti preferiva passare il suo tempo libero all'esterno delle mura di Hogwarts per quanto le era possibile, in modo da non sentirsi come prigioniera della scuola. Il cambiamento più drastico che aveva subìto passando dal Mondo babbano a quello Magico era appunto il non poter andare dove desiderava, dovendo rispettare il coprifuoco imposto dal regolamento. Anche se ormai erano passati quasi tre mesi non si era ancora abituata a tutto ciò, non riusciva a sentirsi parte di quegli studenti che affollavano il castello e non solo perché loro compivano facilmente magie e lei no; nemmeno lei sapeva il motivo però si sentiva continuamente fuori posto.
    Fortunatamente la lezione che si sarebbe presentata quella mattinata non necessitava del continuo uso della bacchetta nonostante si trattasse di un'esercitazione, in genere infatti cura delle creature magiche si basava appunto sulla conoscenza di diverse creature che popolavano quel nuovo mondo. Era una materia che la affascinava molto, le erano sempre piaciuti gli animali e scoprire che ne esistevano altri che conoscevano solo i maghi era qualcosa che la incuriosiva parecchio. Non vedeva l'ora di scoprire come si sarebbe svolta l'imminente lezione.
    Con passo affrettato percorse i corridoi dei sotterranei giungendo fino al portone d'ingresso che divideva l'interno del castello dal cortile. Appena mise piede fuori notò subito il bel tempo, un sole splendeva alto nonostante fosse solo primo mattina circondato da chiazze bianche di nuvole che al minimo soffio di vento rischiavano di oscurare la luce che illuminava il mattino. Senza prestare troppa attenzione a chi incontrava per strada iniziò ad incamminarsi verso il gazebo dove ad aspettare gli studenti vi era il professor Largh.*

    Buongiorno

    *Disse cordialmente una volta essersi presentata vicino al docente. Con sguardo vacuo cercò un tronco libero, abbastanza in disparte dagli altri studenti, e si sedette. Lo trovò in fondo all'aula dove poteva avere una visione di quasi tutto ciò che la circondava, ciò che sperava era di poter passare la lezione da sola e non dover iniziare una conversazione con qualcuno. Questo era sempre un problema per lei, dovutro principalmente all'inspiegabile timidezza che da sempre la caratterizzava.
    Concentrò tutta la sua attenzione sulla piccola gabbia contenente un uccellino azzurro, non sapeva che animale fosse ma di certo non vedeva l'ora di scoprirlo. *

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  • Marcus_Largh

    Tassorosso Insegnante
    AUROR

    Dormitorio: Tassorosso
    Livello: 9
    Galeoni: 2221
        Marcus_Largh
    Tassorosso Insegnante
       
       

    Bene, direi di iniziare. Che dite?

    *Disse il professor Largh attirando l'attenzione degli studenti che si erano seduti difronte a lui.
    Anche loro seduti su comodi cuscini varipinti erano pronti ad affrontare l'argomento di quel giorno. Alcuni dei loro sguardi incuriositi si erano posati sull'uccellino al fianco dell'uomo. Di solito durante le esercitazioni o durante le lezioni il professore di Cura delle Creature Magiche era solito sfoderare le sue conoscenze di Magizoologo per mostrare le creature più strane ed interessanti che esistessero, quella volta però non aveva attinto a quelle conoscenze ma semplicemente alla gabbietta presente nel suo ufficio.*

    Ho notato che già alcuni di voi hanno notato il mio nuovo amico pennuto.
    Per chi ogni tanto mi viene a trovare nel mio ufficio potrà sembrare famigliare, ed infatti è così.


    *Affermò Marcus, che possedeva quel piccolo uccellino dal piumaggio azzurro fin da quando era diventato professore a Hogwarts.*

    Questo, cari ragazzi, è un Jobberknoll.


    Citazione:
    Denominazione: Jobberknoll
    Catalogazione Ministeriale Creature: Animali
    Classificazione Ministeriale Creature: XX


    *Il semplice uccellino all'interno della gabbietta di metallo fece un piccolo saltello da un trespolo all'altro attirando maggiormente l'attenzione su di sé.*

    Il suo habitat naturale è l'Europa settentrionale e il Nord America e, come ogni piccolo volatile di nutre di piccoli insetti.

    *Che cosa c'era di così interessante da mostrare quell'uccellino durante un Esercitazione? Probabilmente quello era ciò che pensava chi era cresciuto nel mondo dei Babbani, ma in realtà il Jobberknoll aveva una caratteristica particolare che nessun altro possedeva.*

    Forse alcuni di voi staranno pensando che questo azzurro uccellino non ha nulla di particolare, ed invece non è così.

    *L'uomo dai capelli color del bronzo aprì la piccola porticina da dove la creatura sarebbe uscita dalla sua prigione di metallo. Marcus aveva addomesticato quella creatura Magica per molto tempo, di conseguenza non aveva paura se fosse volata via. Fece uscire il Jobberknoll.
    Le sue piccole zampette si posarono sulla robusta mano del mago che, piano e con delicatezza si avvicinò maggiormente agli studenti difronte a lui.*

    Ecco vedete...

    *Disse interrompendosi per osservare anche lui l'uccellino.*

    La particolarità di qualsiasi esemplare di Jobberknoll è quella di non emettere alcun suono fino al momento della morte e, quando questo accade, si esibisce in un lungo urlo straziante fatto di tutti i suoni che ha sentito nella sua vita, rigurgitati alla rovescia.


    *L'uccello azzurro leggermente a macchie agitò le ali, ricordando al professore il vero scopo di quell'esercitazione.*

    Dovete anche sapere che le sue penne vengono usate come ingredienti nel Veritaserum e nella Pozione della Memoria.
    Motivo principale per la quale ci troviamo qua oggi.


    *Fu così che l'uomo, ex Tassorosso, indicò ai presenti una cesta di legno dove all'interno, purtroppo, c'erano esemplari di Jobberknoll senza vita.
    Un suo conoscente magizoologo gli aveva raccontato di una moria di quelle creature magiche nella loro riserva, e così Marcus aveva colto la palla al balzo per aiutare la professoressa di Pozioni e allo stesso tempo togliere quell'impiccio al collega Magizoologo.*

    Dato che alla docente di Pozioni servono, per le prossime lezioni dei MAGO, le piume di Jobberknoll per la dimostrazione della pozione Veritaserum, oggi raccoglieremo le piume dagli esemplari deceduti.
    Anche questo fa parte delle mansioni di un Magizoologo.


    *Spiegò Marcus dopo aver avvicinato la creaturina alla gabbia, dove con tranquillità rientrò.
    Sapeva che poteva essere un duro compito, come quella volta che avevano dovuto imparare ad amputare la coda biforcuta dei cuccioli di Crup con la magia, ma sulle Creature Magiche e sull'essere Magizoologi dovevano imparare tutto. Anche la parte negativa e più “cruda”.*




    OFF GDR

    Vostro compito, oltre ad imparare tutto sui Jobberknoll, è appunto come scritto ONGDR, recuperare le piume dagli esemplari deceduti che trovati a poca distanza da voi.
    Ovviamente se volete potete chiacchierare tra di voi nel mentre, oppure fare qualsiasi domanda al professore che è rimasto in vostra compagnia.
    Buona esercitazione!


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  • Eirwen_Quinn

    Grifondoro Insegnante Giornalista Certificato

    Dormitorio: Grifondoro
    Livello: 4
    Galeoni: 353
        Eirwen_Quinn
    Grifondoro Insegnante Giornalista Certificato
       
       

    *A differenza di quanto le capitava con altre materie, difficilmente si ritrovava a trascorrere ore in biblioteca per approfondire e saperne di più su Cura delle Creature Magiche. Se si trattava di Trasfigurazione o Pozioni si ritrovava spesso e volentieri con in mano grossi manuali per scoprire curiosità o argomenti che ancora non aveva trattato a lezione, ma lo stesso interesse non lo provava per le Creature Magiche. Proprio per quel motivo quando quella mattina arrivò a lezione, il piccolo pennuto azzurro non le risultò familiare e non riuscì nemmeno a capire cosa ci fosse di interessante in un semplice uccellino.
    Aveva fatto appena in tempo a porsi quella domanda quando la voce profonda dell’uomo richiamò l’attenzione della classe.*

    ”Jobberknoll...Jobberknoll….questo nome mi dice qualcosa, ma sono sicura che non c’entri con Cura. Dove mai potrò averlo sentito?”

    *Continuava a rigirarsi quel nome nella testa da lunghi minuti, cercava nella memoria il ricordo che quel nome le stuzzicava, ma non riusciva a venire a capo di quel mistero. Era talmente assorta in quel pensiero, o forse tarlo, che stava prestando attenzione solo in parte a quanto il professor Largh stava raccontando. Non era preoccupata della sua distrazione, in fondo sapeva bene che quel pomeriggio stesso si sarebbe chiusa in biblioteca per approfondire l’argomento e fare le sue ricerche.
    Una frase pronunciata dall’uomo attirò tuttavia l’attenzione della ragazza, che con una smorfia accolse la notizia della peculiarità di quel apparentemente anonimo uccellino. Non potè evitare di provare una strana sensazione di inquietudine nel petto, mentre pensava che vedere quel volatile azzurro morire doveva essere uno spettacolo che lasciava il segno. Non riusciva nemmeno ad immaginare la potenza emotiva che poteva avere udire un urlo di quel tipo, per non parlare del fatto che immaginava che quel suono non durasse proprio pochi istanti.
    Fortunatamente pensieri ben più allegri richiamarono l’attenzione della quattordicenne. La domanda che continuava a girarle in testa aveva finalmente avuto risposta: si era imbattuta nel nome del piccolo volatile azzurro approfondendo una delle sue materie preferite. La Pozione della Memoria, a differenza del Veritaserum, era un preparato di livello medio che di lì a poco avrebbe sicuramente imparato a preparare nella maniera corretta. Si era imbattuta in esso settimane prima, mentre, più per noia che per voglia di studiare, sfogliava distrattamente un pesante manuale di Pozioni.
    La sua mente aveva elaborato quei pensieri nel giro di pochi secondi, giusto il tempo necessario al professore per concludere la frase e indicare agli studenti una cesta che non aveva notato prima e che la raggelò sul posto. Le parole pronunciate dall’uomo, che seguirono quel gesto, si persero nella nebbia che aveva riempito la mente della ragazza nel momento in cui aveva notato cosa vi fosse nella cesta. Non aveva bisogno di ascoltare per sapere quale fosse il loro compito quel giorno. Era perfettamente consapevole del fatto che procurarsi gli ingredienti per le Pozioni non sempre era un compito facile o piacevole, ma si era illusa che almeno non sarebbe mai toccato a lei avere a che fare con le Creature che, volente o nolente, offrivano parti di sé per quella nobile disciplina.
    Seduta sul suo cuscino a gambe incrociate non si rendeva più conto di ciò che le stava accadendo intorno, non sapeva se i suoi compagni avessero iniziato a svolgere quello spiacevole compito, nè se qualcun altro come lei si trovava in difficoltà all’idea di portarlo a termine. Le sembrava che fossero passati molti minuti, mentre cercava di deglutire il groppo che le si era formato in gola, ma la sua percezione era alterata dallo stato in cui si trovava. Non era nemmeno sicura di cosa la mettesse così tanto in difficoltà, quasi sicuramente però si trattava del dovere avere a che fare con una creatura morta.
    Un profondo sospiro le sollevò il petto, fin dall’inizio sapeva che non si sarebbe tirata indietro, ma solo a quel punto di convinse che era arrivato il momento di agire. Con passo incerto si avvicinò alla cesta dove alcuni esemplari di Jobberknoll giacevano, purtroppo, morti. Allungò la mano tremante per afferrarne uno e con tutta la delicatezza di cui era capace lo tenne saldamente tra le sue mani, l’azzurro vivo del volatile contrastava con il pallore delle sue dita. Così come si era avvicinata rifece il percorso a ritroso e si inginocchiò sul cuscino che aveva lasciato pochi secondi prima. Percepiva la morbidezza delle piume tra le dita, ma non era sicura di come avrebbe dovuto comportarsi. Dove avrebbe raccolto le piume? Per un istante ebbe l’istinto di controllare cosa stessero facendo i suoi compagni, ma a prevalere fu il desiderio di non incrociare lo sguardo degli altri presenti, non voleva far notare a nessuno il proprio turbamento.
    I secondi passavano mentre lei rifletteva, finchè la vocina implacabile dentro di lei non la richiamò all’ordine. Con la mano destra estrasse dalla borsa di pelle marrone un fazzoletto di stoffa bianco, lo sistemò aperto davanti alle sue ginocchia e respirando profondamente un’altra volta richiamò tutto il coraggio che aveva. Con delicatezza scostò una delle piccole ali del pennuto, le sembrava sbagliato quello che stava per fare, sapeva che l’uccellino non avrebbe provato nulla, ma le sembrava comunque di causargli un dolore.*

    ”Scusami.”

    *Pensò, mentre con un grande sforzo di volontà, usando la mano destra, staccò prendendola dall’attaccatura la prima piuma azzurra.
    Probabilmente ci aveva messo fin troppo tempo per portare a termine il suo compito, ma non se ne curò. Si sollevò incerta sulle gambe, aveva mantenuto per troppo la posizione inginocchiata e le ci sarebbe voluto qualche minuto per riprendere il corretto uso degli arti inferiori. Qualunque sensazione era comunque migliore dell’amaro in bocca che provava, mentre con la mano sinistra raccoglieva con cura il fazzolettino bianco su cui aveva posato le piume. Consegnò il frutto del suo lavoro al Professor Largh, rivolgendo all’uomo un piccolo sorriso che non raggiunse gli occhi, adagiò delicatamente il piccolo volatile nuovamente nella cesta e infine raccolse la borsa da terra. Solo dopo aver ottenuto il permesso dal docente, lasciò il gazebo, strofinando tra loro le mani, si illudeva che così la sensazione del piccolo corpo e delle piume sarebbe svanita.*

    @Marcus_Largh,



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