Famiglia Dawson
Famiglia Dawson



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  • Monique_Vireau

    Serpeverde

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    Non arriva nessuno... va a finire che ho davvero sbagliato casa!
    E adesso che m'invento se mi apre un estraneo e mi chiede cosa voglio?? Diable!!


    *Stava già imprecando nella sua lingua Monique Vireau, il corpo leggermente girato così da essere pronta per andarsene, quando la porta di casa si aprì ed una figura familiare posò gli occhi su di lei.*

    Perché non mi hai chiamato?! Sarei venuto a prenderti!


    Ma come diavolo sei vestito, e se fosse stato qualcuno d'importante e ti avesse trovato in pigiama?!

    *La serpina rimase in silenzio per qualche istante, prima di sentire le proprie labbra tremare ed una risata salirle in gola: la bocca si dischiuse appena ed eccolo lì, il suono del suo riso divertito uscire allo scoperto per qualche istante.*

    Fammi entrare che è meglio, mi sono portata dietro un blocco per gli appunti e non vedo l'ora di segnarmi tutte le cose che non vanno in questa casa!

    *Esclamò, scuotendo la testa mentre ancora ridacchiava piano, lanciando una lunga occhiata allo sguardo di Daniel: qualcosa non andava. Spesso l'aveva visto serio e pensieroso, in sei anni una persona impari a conoscerla almeno un po', ma questa volta sembrava una cosa totalmente diversa, una tristezza che sembrava avergli risucchiato parte dell'anima.*

    Tieni... l'ho portato per festeggiare questa casa...
    ... ed il nostro primo incontro dopo mesi.


    *Gli disse, ora più seria in volto, aprendo la borsa e porgendogli il proprio regalo: una bottiglia di pregiato champagne, qualcosa che di sicuro sarebbe piaciuto ad entrambi.*



    *Rimase dunque in attesa sulla soglia di casa, aspettando che lui la facesse entrare così da poter passare un po' di tempo insieme.. e perchè no, così da capire cosa diavolo fosse successo al Daniel Dawson che lei conosceva.*

    serpeverde


  • Daniel_Dawson

    Serpeverde

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        Daniel_Dawson
    Serpeverde
       
       

    *Chissà perchè non fu per nulla sorpreso di vederla ridicolizzare tutto. Ovviamente non aveva capito il doppio senso della sua frase, e come avrebbe fatto d'altronde, lei che era all'oscuro di tutto. Be proprio all'oscuro no, i giornali doveva pur averli letti. Ma come sempre Monique, era una di quelle persone che andava in contro al pericolo noncurante delle conseguenze. Proprio come lui.*

    Tieni... l'ho portato per festeggiare questa casa...
    ... ed il nostro primo incontro dopo mesi.


    *D'un tratto fu come stordito. Con espressione accigliata e vuota si fece da parte per lasciar entrare la ragazza prendendo la pregiata bottiglia di champagne che quest'ultima gli porgeva. Sfiorando le sue mani si accorse che era fredda. Naturale visto il clima tempestoso.*

    Avrai freddo vieni...

    *Chiuse la porta e la scortò fino in salotto dove entrambi furono accarezzati dal calore del camino che si propagava per la stanza cacciando via ogni spiffero di aria gelida entrato in casa. Il salotto era rigorosamente addobbato per il Natale e avrebbe messo di buon umore chiunque,nel vedere tutte quelle allegre decorazioni che davano una sensazione di calore e accoglienza, ma Dan ormai non ci faceva più caso..passava senza accorgersi di nulla.*



    Sto facendo il te, ne vuoi un po?!

    *Senza attendere la sua risposta, Dan svoltò l'angolo e attraversando il corridoio, andò in cucina lasciando la ragazza sola al centro del salotto. Aveva bisogno di qualcosa di caldo per scaldarsi dopo il lungo tragitto a piedi... Sarebbe stata troppo orgogliosa per ammetterlo e Dan ormai, lo sapeva bene.*

  • Monique_Vireau

    Serpeverde

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    Avrai freddo vieni...

    *Le disse lui, prendendo la bottiglia che lei gli porgeva e facendosi da parte così da farla entrare in casa per poi condurla in salotto, dove il camino acceso diffondeva ovunque un piacevole tepore.*

    Complimenti all'arredatore...
    ... anche se con tutti questi addobbi mi sarà difficile perdermi nelle mie solite critiche velenose.. la casa quasi non si vede per nulla!


    *Esclamò Monique, guardandosi intorno e fermandosi sull'albero di Natale che troneggiava in un angolo della stanza: la sua maestosità e la pienezza dei suoi addobbi fece scurire per un momento gli occhi della giovane serpina, persa nei suoi ricordi d'infanzia non esattamente felici.*

    Sto facendo il tè, ne vuoi un po'?!

    *Le domandò Daniel, e la ragazza non fece in tempo a rispondere che lo vide scomparire nella cucina: in effetti aveva piuttosto freddo, il clima era quello che era a Londra... difficilmente avrebbe potuto aspettarsi qualcosa di meglio.*

    Almeno correggilo con un po' di champagne!!

    *Gli urlò dal salotto con un piccolo sbuffo divertito, togliendosi il mantello che la copriva, sfilandosi gli occhiali e liberando i capelli dal fermaglio che li teneva imprigionati: si guardò un po' intorno e si sedette poi sul divano, in attesa dell'altro.*

    Allora... vuoi dirmi subito che cos'hai, o preferisci che ti dia tregua almeno fino a dopo il tè?

    *Gli domandò quando il ragazzo tornò in salotto, alzando gli occhi su di lui e lanciandogli un'occhiata penetrante, di quelle che ti leggono nell'anima.*



    serpeverde


  • Daniel_Dawson

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        Daniel_Dawson
    Serpeverde
       
       

    *Monique, urlò qualcosa dal salotto, il ragazzo sperò che non fosse un "va al diavolo. Era contento della sua sorpresa mattutina, aver qualcuno con cui passare un po di tempo e distrarsi un po. Ma non si rendeva conto che in realtà alla ragazza aveva trasmesso l'esatto opposto con la sua accoglienza fredda e disinteressata. Fu quando tornò dalla cucina, con un vassoio in mano, che lo capì davvero.*


    Allora... vuoi dirmi subito che cos'hai, o preferisci che ti dia tregua almeno fino a dopo il tè?

    *La sorpresa delle sue parole giunse con la consapevolezza di quanto aveva appena fatto. Stupito restò immobile per qualche secondo con la bocca leggermente spalancata. orse la ragazza si stava chiedendo se Dan fosse nelle sue piene capacità mentali o se avesse iniziato a drogarsi. Posò il vassoio sul tavolino e ritornò a fissare la serpina con la stessa espressione stupita e contrita.*

    Oh...mi dispiace, io l'ho rifatto vero?!

    *Accennò un sorriso di scuse e la guardò. Non aveva bisogno di sapere la sua risposta, perchè già la conosceva. Non guardare oltre la punta del suo naso, dimenticarsi degli altri e avvolgerli nella sua bolla depressiva che si portava dietro, si, lo aveva rifatto. Che egoista.*

    Ho sbagliato tutto....credo che non vincerò il premio di "Miglior Padrone di Casa" quest'anno.

    *Nonostante stesse blaterando la sua voce era bassa e sincera come se da qualche parte esistesse davvero un concorso per "Migliori Padroni di Casa". Scosse il capo e contrasse le labbra. E per la prima volta da quando era entrata guardò la ragazza veramente, come se solo in quel momento si accorgesse della sua presenza.*

    Si, mi dispiace, ho infranto almeno una decina di regole del Galateo. Avrei dovuto aprire la porta accogliendoti calorosamente e salutandoti, senza stupidi rimproveri di mezzo. Mi sarei dovuto vestire e non farmi trovare in questo stato come un disoccupato depresso. Avrei dovuto accettare il tuo regalo di Benvenuto e ringraziarti, ma non l'ho fatto. Avrei dovuto invitarti subito ad entrare, accedere tutte le luci e mostrarti ogni angolo della casa lamentandomi di quanta fatica c'è voluta per arredarla. E poi solo alla fine, saremmo scesi qui in salotto, aperto lo champagne, ci saremmo ubriacati e avremmo riso di tutti quei nababbi purosangue che tanto ci stanno sulle gobbiglie.

    *Parlava a voce bassa con un tono caldo e sincero*

    Quello che sto cercando di dirti Monique, è che sono davvero felice che tu sia qui.

    *Concluse rivolgendo quel sorriso speciale che sarebbe appartenuto per sempre a lei.*

  • Monique_Vireau

    Serpeverde

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    *Sembrava che Daniel si fosse improvvisamente reso conto che Monique era reale, e non una qualche proiezione della sua mente: posò il vassoio col thè sul tavolino e la fissò con espressione contrita.*

    Ho sbagliato tutto....credo che non vincerò il premio di "Miglior Padrone di Casa" quest'anno.

    *Monique rimase in silenzio: se lo conosceva bene, di lì a poco avrebbe liberato i pensieri che riempivano la sua mente fino a raggiungere il nocciolo della questione e sentirsi, finalmente, più leggero ed in pace con se stesso.*

    Si, mi dispiace, ho infranto almeno una decina di regole del Galateo. Avrei dovuto aprire la porta accogliendoti calorosamente e salutandoti, senza stupidi rimproveri di mezzo. Mi sarei dovuto vestire e non farmi trovare in questo stato come un disoccupato depresso. Avrei dovuto accettare il tuo regalo di Benvenuto e ringraziarti, ma non l'ho fatto. Avrei dovuto invitarti subito ad entrare, accedere tutte le luci e mostrarti ogni angolo della casa lamentandomi di quanta fatica c'è voluta per arredarla. E poi solo alla fine, saremmo scesi qui in salotto, aperto lo champagne, ci saremmo ubriacati e avremmo riso di tutti quei nababbi purosangue che tanto ci stanno sulle gobbiglie.

    *La serpina fece un mezzo sorriso, ammettendo mentalmente che sì, quella era l'idea di accoglienza con cui era partita quando aveva deciso di andarlo a trovare. Ma era troppo legata a lui per fargliene una colpa, o farlo sentire in difetto.*

    Quello che sto cercando di dirti Monique, è che sono davvero felice che tu sia qui.

    Se ci aggiungi anche un "ti voglio bene", un bacio sulla guancia ed un mare di coccole per il resto della giornata avrai il mio perdono.

    *Replicò lei divertita, alzandosi dal divano per avvicinarsi a lui e passargli le braccia intorno al collo, stringendolo così in un abbraccio dolce e caloroso, accompagnato da un piccolo bacio sul collo.*

    E' bello rivederti Dan... mi sei mancato in questo periodo.
    Soprattutto perchè mi hai costretto a trascinarmi dietro il tuo regalo di Natale fino ad oggi!


    *Esclamò la serpina, staccandosi da lui per andare verso la propria borsa ed estrarne due pacchettini regalo.*

    Okay, questo è quello da francesina snob e viziata che gira i negozi babbani più chic nel centro di Parigi per trovare l'oggetto più bello e prezioso...

    *Gli spiegò, passandogli il primo pacchettino con all'interno un bracciale a catena acciaio con diamante che - secondo Monique - sarebbe stato benissimo al polso del ragazzo.*



    Mentre questo... è semplicemente da parte della tua Moni.

    *Aggiunse, passandogli un secondo pacchetto più piatto e lungo, con all'interno un poster molto particolare.*



    Buon Natale cucciolo... e buon Anno, anche se entrambi in ritardo!

    *Esclamò Monique con un gran sorriso, ansiosa di sapere se i regali gli fossero piaciuti o meno, e sperando che per entrambi la risposta fosse un sì.*

    serpeverde


  • Daniel_Dawson

    Serpeverde

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        Daniel_Dawson
    Serpeverde
       
       

    *Non si stupì della sua reazione. Sapeva che lei non ne avrebbe fatto una colpa o ammesso che in realtà era rimasta "delusa" dalla sua accoglienza fredda perchè ormai dopo anni, conosceva l'anima di Dan meglio di chiunque altro per sapere che ammetterlo lo avrebbe rattristito ancora di più. E lui a sua volta sapeva questo.*

    Se ci aggiungi anche un "ti voglio bene", un bacio sulla guancia ed un mare di coccole per il resto della giornata avrai il mio perdono.

    *Rispose come Dan si aspettava che rispondesse. Il suo abbraccio caldo e familiare fu come un "bentornato a casa". Sorrise e pensò che quel contatto era mille volte meglio di quello con il vetro duro e freddo di poco prima. Un altro modo per sentirsi vivo, ma questa volta anche amato. Una familiare sensazione di calore lo avvolse dissolvendo a poco a poco quell'aura fredda che lo circondava da giorni. Era da tanto che non riceveva un abbraccio sincero da una persona amica....Contraccambiò, stringendo a se la ragazza e si stupì nel constatare che nonostante fosse passato del tempo l'alchimia tra loro non ne aveva risentito affatto.*

    E' bello rivederti Dan... mi sei mancato in questo periodo.

    *Aggiunse dopo un lungo silenzio. Stava per rispondere "mi sei mancata anche tu Monique ma lei dolcemente mollò la presa allontanandosi da lui per ritornare al divano e prendere la borsa che aveva con se*

    Soprattutto perchè mi hai costretto a trascinarmi dietro il tuo regalo di Natale fino ad oggi!

    *Scosse la testa e ridacchiò. Dalla borsa estrasse due pacchetti regalo, uno piccolo e quadrato e l'altro lungo e piatto.*

    Okay, questo è quello da francesina snob e viziata che gira i negozi babbani più chic nel centro di Parigi per trovare l'oggetto più bello e prezioso...

    *Gli spiegò, passandogli il primo pacchettino. Dan scartò l'involucro che avvolgeva la piccola confezione quadrata. Sul davanti in una nitida grafia dorata ed elegante emergeva il nome di una nota ditta babbana di gioielli. Sollevò il coperchio e prese l'oggetto depositato sul fondo della scatolina. Se lo rigirò tra le dita osservando ogni dettagli di quel bracciale. Monique era sempre stata famosa per il suo buon gusto e la sua classe impareggiabili.*

    E' bellissimo Monique....semplice ma di classe. Spero di essere all'altezza delle tue aspettative visto che l'hai regalato a me.

    *Sorrise e ringraziò la ragazza stringendola brevemente a se. Lei si voltò e gli porse il secondo e ultimo pacchetto.*

    Mentre questo... è semplicemente da parte della tua Moni.

    *Le sue parole insieme all'espressione eloquente che seguì, lo incuriosirono a tal punto da scartare il regalo con impazienza dettata dalla fretta delle sue mani nervose che armeggiavano staccando la carta regalo facendo particolare attenzione a non danneggiare anche il regalo al suo interno. E quando srotolò il poster e lo vide la sua espressione fu come quella di un bambino che riceve il regalo più bello la notte di Natale.*

    Buon Natale cucciolo... e buon Anno, anche se entrambi in ritardo!

    Questo è senz'altro il regalo più bello che io abbia ricevuto...

    *Disse sinceramente commosso mentre ancora scrutava quel poster che ritraeva lui e Monique insieme.*

    E' stupendo, non potevi regalarmi di meglio, finisce dritto in camera mia.

    *Sorrise e ancora stringendo entrambi i regali raggiunse la serpina per abbracciarla con il solo braccio libero, sperando che tanto bastasse a dimostrarle il suo affetto e la sua gratitudine e inoltre a dimostrarle che i regali erano davvero i più belli che avesse ricevuto quel Natale,visto che con le parole non era tanto bravo. Il poster sarebbe servito a ricordarsi di lei anche quando era lontana e anche se assurdo a dargli l'impressione che fosse sempre vicina nonostante non riuscivano più a vedersi e sentirsi spesso come una volta e...*

    Il bracciale...credo che la signora Abbot lo approverebbe se indossato da un membro dell'ufficio Applicazione della legge magica.

    *Continuò il suo pensiero ad alta voce.*

    "Degno di un uomo che ricopre tale carica..l'etichetta conta ragazzo!"

    *Gracchiò in una pessima imitazione della sua collega di lavoro.*

    Se me lo chiede posso dire che me'è l'ha regalato la mia amante?!

    *Chiese a Monique, ridendo mentre già pensava alla faccia che quella vecchia strega avrebbe fatto e al colpo che le sarebbe venuto se il ragazzo avesse ammesso tale "eresia". Ma forse Monique non sapeva nemmeno chi era la signora Abbot...*

  • Monique_Vireau

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    *Vedere qualcuno scartare i regali che aveva comprato le faceva sempre un piacevole effetto: era bello vedere il volto curioso delle persone, la gioia nel rompere la carta del pacchetto, e la sorpresa nel constatare che il regalo era azzeccato.
    E se Monique potè vedere la gioia palese negli occhi di Dan quando egli scartò il primo regalo, - il braccialetto - quella stessa gioia non era nulla in confronto a quella che illuminò tutto il suo viso nel guardare il poster che il ritraeva insieme.*

    Questo è senz'altro il regalo più bello che io abbia ricevuto...
    E' stupendo, non potevi regalarmi di meglio, finisce dritto in camera mia.


    *L'abbracciò con il solo braccio libero, e Monique si strinse a lui dolcemente, accoccolandosi al petto del ragazzo con piacere: gli anni non avevano cambiato minimamente il loro rapporto, anzi, l'avevano fortificato... e, per la serpina, era un po' come essere tornata a casa.*

    Il bracciale...credo che la signora Abbot lo approverebbe se indossato da un membro dell'ufficio Applicazione della legge magica.

    *Proseguì il ragazzo, e sebbene Monique non conoscesse la suddetta signora, l'imitazione di Daniel della donna la fece immediatamente scoppiare a ridere.*

    "Degno di un uomo che ricopre tale carica..l'etichetta conta ragazzo!"

    *La serpina ridacchiò a lungo, posando una mano davanti alle proprie labbra per cercare di frenare quelle risate molto poco carine: ma che ci poteva fare se Dan riusciva sempre a tirare fuori l'ilarità che c'era in lei?*

    Se me lo chiede posso dire che me l'ha regalato la mia amante?!

    *Le domandò Daniel, e Monique scosse i capelli con nonchalance, lanciandogli uno sguardo malizioso - uno di quelli che solo lei sapeva fare e che, una volta, probabilmente l'avrebbe fatto morire.*

    Ovvio che glielo puoi dire, se vuoi puoi anche farle vedere una mia foto...
    ... ma credo che dopo dovrà andare a nascondersi in un angolo per la gelosia.


    *Rispose la serpina, tirandosela un po' prima di scoppiare nuovamente a ridere e scuotere la testa: in fondo sapeva di essere una bella ragazza, la falsa modestia sarebbe servita a poco; l'immagine che ora le rifletteva lo specchio non era più quello di un'adolescente in fase di sviluppo, bensì quello di una giovane donna nel fiore della sua bellezza.*

    E a proposito di poster da mettere in camera...
    ... quando hai intenzione di farmi vedere la tua stanza?!


    *Gli chiese poi, posando le mani sui fianchi con un'espressione furbetta sul viso: purtroppo per lei, l'espressione durò poco, dato che un fulmine e - qualche istante dopo - un tuono, squarciarono il silenzio che era calato tra loro. Monique fece un salto dallo spavento - letteralmente - e si avvicinò subito a Daniel per abbracciarlo forte: lui lo sapeva, aveva avuto modo di scoprirlo con gli anni, quanto la serpina detestasse i temporali... ogni tuono le ricordava - in modo forse contorto ma terribile - il suono delle cinture del padre contro la propria schiena.*

    Scusa, io...
    ... non mi ero accorta di quanto il tempo fosse peggiorato.
    Posso... posso rimanere un po' qui con te?


    *Gli domandò in un sussurro, alzando leggermente il viso - nascosto tra le pieghe del pigiama - su di lui, per fissarlo con occhi spaventati, sperando che lui non avesse altri impegni che l'avrebbero costretta a tornare a casa sotto la pioggia.*

    serpeverde


  • Daniel_Dawson

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        Daniel_Dawson
    Serpeverde
       
       

    Ovvio che glielo puoi dire, se vuoi puoi anche farle vedere una mia foto...
    ... ma credo che dopo dovrà andare a nascondersi in un angolo per la gelosia.

    *Rise con lei prima di restare ammaliato dal suo sguardo malizioso e sensuale. Certo adesso erano amici, e i rapporti erano ben definiti tra loro ma nulla gli impediva di apprezzare la straordinaria bellezza della ragazza e senza alcun imbarazzo o pentimento Dan sapeva che certi aspetti del loro rapporto sarebbero rimasti immutabili nel tempo, e che certi atteggiamenti o comportamenti su di lui avrebbero riscontrato lo stesso effetto che avevano in passato, non come una volta certo, ma ci sarebbero stati comunque. Perciò ancora confuso lasciò cadere l'argomento sulla signora Abbot evitandole di raccontare qualche aneddoto divertente.*

    E a proposito di poster da mettere in camera...
    ... quando hai intenzione di farmi vedere la tua stanza?!


    *Il suo tono e la sua posa buffa lo fecero ridere. Ma quando un fulmine illuminò la sala di una vivida luce viola e un tuono squarciò il silenzio del tranquillo paesino, l'espressione di Dan passò subito dal divertito all'allarmato. Meglio di chiunque altro sapeva cosa la ragazza stesse ricordando in quel momento. Un'ombra di panico gli squarciò il viso, proprio come poco prima aveva fatto il tuono nel cielo. Monique, sobbalzò spaventata e spontaneamente Daniel si avvicinò per abbracciarla. Anche lei aveva fatto lo stesso e si incontrarono subito a metà strada tra il divano e il tavolino. La strinse forte a se, cingendola con le sue braccia, schiacciò il viso sui suoi capelli corvini e continuò ad accarezzare la sua schiena fino a quando il respiro della ragazza non tornò regolare. Per tutto il tempo soffrì con lei in silenzio ed è solo perchè aveva lei tra le braccia che la rabbia che ogni volta gli cresceva dentro offuscandolo non tornò a cercarlo questa volta. Il dolore di lei era il suo dolore, perchè insieme avevano affrontato quella terribile esperienza. Dan sapeva che non ne sarebbe mai uscita completamente ma non aveva mai smesso di sperare. Non riuscì a dirle nulla, specie quando incontrò il suo sguardo e lesse nei suoi bellissimi occhi di ghiaccio il panico.*

    Scusa, io...
    ... non mi ero accorta di quanto il tempo fosse peggiorato.
    Posso... posso rimanere un po' qui con te?

    *Vederla così lo faceva soffrire, si sentiva impotente perchè sapeva di non riuscire a darle quello di cui aveva bisogno:protezione. I suoi abbracci, le sue parole di conforto servivano poco alla ragazza. Ma se anche lui si sarebbe dimostrato debole proprio come si sentiva in quel momento, allora sarebbe stato davvero inutile per lei. Perciò in un gesto titanico costrinse gli angoli della sua bocca a tendersi in un sorriso. Baciò la sua fronte e riprese il controllo di se e della situazione.*

    Tu puoi restare qui tutto il tempo che vuoi...

    *Mormorò guardando i suoi occhi e sperando che quel vuoto al loro interno sparisse e ritornassero a splendere. Sorrise e questa volta non gli costò alcuno sforzo farlo.*

    Sai devo essere sincero...segretamente speravo che me lo chiedessi...si insomma che saresti rimasta qui un po con me. Questa casa è troppo grande per una sola persona e stamattina quando sei arrivata, con la tua solarità e compagnia hai cambiato il mio umore e la mia giornata vuota.

    *Abbassò gli occhi senza smettere di sorridere. Patetico. Ora che lei aveva bisogno di lui, era lui ad ammettere di aver bisogno di lei.*

    E ho iniziato a parlare con i vetri, sai?! Sei arrivata in tempo prima che pensavo iniziassero a rispondermi anche loro..il che non è positivo.

    *Buttò li sperando che la sua pessima battuta-ma con un piccolo fondo di verità- servisse a strapparle una risata.*

  • Monique_Vireau

    Serpeverde

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    Tu puoi restare qui tutto il tempo che vuoi...

    *Le rispose Dan in un sussurro, e Monique riuscì lentamente a sorridere, annuendo lentamente a quelle parole come a volerle assimilare per bene prima di rilassarsi totalmente: per un attimo aveva avuto il terrore che lui la cacciasse via - dato che divideva casa con altre persone - e sapeva che, se quell'ipotesi si fosse rivelata esatta, si sarebbe sentita persa; era felice e sollevata, dunque, che lui avesse ben accolto la sua richiesta.*

    Sai devo essere sincero...segretamente speravo che me lo chiedessi...si insomma che saresti rimasta qui un po' con me. Questa casa è troppo grande per una sola persona e stamattina quando sei arrivata, con la tua solarità e compagnia hai cambiato il mio umore e la mia giornata vuota.

    *Quelle parole la fecero sorridere più ampiamente, in modo ora più tranquillo e dunque più dolce: sapere che anche lui aveva bisogno di lei la faceva sentire bene, utile... viva. Forse perchè il rapporto tra Moni e Dan era sempre stato così particolare ed unico che poterlo confermare ogni volta, anche a distanza di tempo, le forniva una certezza che la faceva sentire in pace con se stessa.*

    E ho iniziato a parlare con i vetri, sai?! Sei arrivata in tempo prima che pensavo iniziassero a rispondermi anche loro..il che non è positivo.

    *Una piccola risata scaturì dalle labbra della serpina, coperta in parte da un altro tuono: dovette ricorrere a tutto il proprio autocontrollo per non saltare nuovamente in aria, stringendo i pugni e mordendosi le labbra a sangue - in senso letterale, dato il sapore del sangue che le accarezzò la lingua qualche istante dopo.*

    Se ti senti tanto solo qui, dovresti passare più tempo a Hogwarts...
    ... lì staresti molto più in compagnia, lo sai? Stare soli non è mai un bene.


    *Commentò Monique con un piccolo sorriso amaro, distaccandosi lentamente da Daniel per avvicinarsi al camino e fissarne le fiamme come incantata: in realtà, l'espressione dei suoi occhi lasciava ben intendere in quali orrori la sua mente si fosse infognata per l'ennesima volta.*

    Natale non è mai un buon periodo per me...
    ... papà era sempre più irritato, le feste urtavano il suo umore. Sai, i regali, gli addobbi, le feste che si susseguivano... lo stressavano. O almeno questa era la scusa che usava quando si accaniva su di me.


    *Da quel famoso pomeriggio in infermeria in cui alcune persone - tra cui la cugina ed il suo ex migliore amico - avevano scoperto la verità sul suo passato, Moni non aveva più affrontato l'argomento.. nemmeno con Dan. Non perchè si sentisse in imbarazzo con cui, ma semplicemente perchè non le andava di rivangare un passato fatto solo di dolore. Eppure, a distanza di anni, ecco che il passato tornava a bussare alla sua porta... con la differenza che Moni, questa volta, aveva deciso di aprirgli l'uscio.*

    Ogni anno penso che sarà diverso, ed ogni anno alla fine trovo sempre qualcosa che mi ricorda... lui. Come uno spettro che non vuole lasciarmi andare, che piano piano mira a distruggermi l'anima.

    *Mormorò, voltandosi lentamente verso di lui con un'espressione seria e malinconica in volto, prima di curvare le labbra in un piccolissimo sorriso.*

    Bene, e dopo aver appurato il motivo per cui io odio il Natale...
    ... che ne dici di focalizzarci sul motivo per cui lo odi tu?


    *Gli domandò tornando nuovamente seria, e trattenendo quasi il fiato: solo una volta Dan le aveva accennato alla sua ex fidanzata, Bella, ed alla sua scomparsa... ma non era mai sceso nei particolari? Che la ragazza fosse in qualche modo collegata a quel particolare periodo dell'anno? E soprattutto... Daniel avrebbe scelto di confidarsi con lei?*

    serpeverde


  • Daniel_Dawson

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        Daniel_Dawson
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    *Il suono della sua risata fu un altro regalo ben accetto quella sera. Vederla nuovamente felice, vederla ridere....vedere il terrore abbandonare il suo viso era la gioia più grande per lui. Alla fine ci era riuscito, l'aveva fatta ridere. La cosa lo faceva sentire..vivo. Era sempre bello ricordarsi di essere quasi indispensabile e sentirsi utile per qualcuno. Tutto ciò gli era mancato così tanto...la ragazza sembrò confermare anche quel pensiero:*


    Se ti senti tanto solo qui, dovresti passare più tempo a Hogwarts...
    ... lì staresti molto più in compagnia, lo sai? Stare soli non è mai un bene.

    Seguirò il consiglio...a patto che tu venga sempre a trovarmi in ufficio. Ah e porta dei cioccolatini con te, ho sempre fame quando lavoro.

    *Scosse il capo in una buffa espressione che fece ridere la serpina. Ma il sorriso le morì in viso. Un altro tuono, questa volta più debole del primo, ma tanto bastò a spaventarla ancora. Si allontanò da lui e andò al camino, mentre parlava, dandogli le spalle, fissava le fiamme. Ma Dan non aveva bisogno di vedere il suo viso o i suoi occhi per capire ciò che stava provando in quel momento, mentre parlava, mentre..ricordava.*


    Natale non è mai un buon periodo per me...
    ... papà era sempre più irritato, le feste urtavano il suo umore. Sai, i regali, gli addobbi, le feste che si susseguivano... lo stressavano. O almeno questa era la scusa che usava quando si accaniva su di me.

    *Strinse i pungi, le braccia lasciate libere sui fianchi, l'espressione contrita ma anche dura. Rabbia e dolore si alternavano seguendo le parole della ragazza. Quanto avrebbe voluto mettere la parola fine a tutto questo, quanto avrebbe voluto che la ragazza non ne soffrisse più, che dimenticasse. Con rammarico pensò che forse quella volta in cui ne ebbe l'occasione di farlo, avrebbe dovuto colpire il padre di lei più forte. Forse non limitarsi solo a un pugno.*

    Ogni anno penso che sarà diverso, ed ogni anno alla fine trovo sempre qualcosa che mi ricorda... lui. Come uno spettro che non vuole lasciarmi andare, che piano piano mira a distruggermi l'anima.

    *Le sue parole lo colpirono, come un bolide in pieno stomaco durante una partita di Quidditch. Era...spaventato?! Impressionato?! Con quanta facilità la sua esperienza anzi no, la sua vita si confondeva con quella della ragazza?! Non si era mai reso conto di quanto avesse in comune con lei a parte le loro origini, la loro condizione sociale e le loro famiglie disgraziate. Ma contrariamente a Monique l'infanzia di Daniel era stata felice visto che aveva trovato subito una nuova famiglia pronta ad amarlo incondizionatamente. Sarebbe sempre stato grato ai suoi zii Carlisle ed Esme per quello che avevano fatto per lui. Quei zii che continuavano ad essere presenti nella sua vita e che da anni ormai erano diventati i suoi veri genitori. Riflettendo sulla questione, l'idea di condividere anche quella piccola grande cosa con lei lo fece sentire, diverso. Era strano ma anche consolante sapere che un'altra persona viveva quello che stavi vivendo tu. Era come trovare compagnia in una stanza buia. L'idea ti faceva sentire meno solo. Ma c'era una differenza, una sottile differenza che cambiava le cose: Bella non gli aveva mai fatto del male contrariamente al padre di Monique. Si accorse di avere la bocca spalancata e di essere rimasto impietrito come una statua in un vecchio museo. La rivelazione era ancora forte. Ma si ricompose prima che lei potesse accorgersi di qualcosa. Si voltò e con naturalezza gli chiese:*


    Bene, e dopo aver appurato il motivo per cui io odio il Natale...
    ... che ne dici di focalizzarci sul motivo per cui lo odi tu?

    *Sobbalzò. Davvero era così facile capirlo?! Con quanta facilità la serpina era riuscita a centrare il nocciolo della questione e a cogliere tanti piccoli dettagli per arrivare a quella conclusione. Ma Dan aveva qualcosa di più urgente da dirle, qualcosa che non poteva aspettare. Sciolse la sua posa rigida e raggiunse la ragazza accanto al camino. Prese la sua mano e la sfiorò dolcemente con la sua mentre parlava fissandola negli occhi.*

    Mi dispiace per tutto quello che hai passato, lo so che non è la prima volta che lo dico..ma sai anche che se dipendesse da me io sarei disposto a fare qualsiasi cosa affinchè tu dimentichi...

    *Avrebbe voluto dirle che era una stupida masochista e che doveva smetterla, ma non poteva farlo. Non se lui era il primo ad aggrapparsi ai ricordi per non dimenticare permettendoli di fargli del male*

    Ma questo non posso farlo, però posso prometterti che ci sarò sempre quando ne avrai bisogno e che per qualsiasi cosa potrai sempre contare...

    *Mentre accarezzava il polso della ragazza si accorse che indossava ancora il braccialetto che lui le aveva regalato l'estate prima. Sorrise e continuò a parlare fissando le sue mani.*

    ..su di me. Non temere mai di annoiarmi con le tue storie o…

    *La mente di Monique, era senza dubbio una tra le più attraenti e brillanti che conoscesse. Nulla era mai scontato quando si parlava di lei e i suoi pensieri mai semplici o banali lo affascinavano, come avevano sempre fatto. Perciò chi mai poteva sapere con esattezza ciò che la ragazza pensava?! Certo col tempo si impara a conoscere determinati aspetti e comportamenti ma in lei c’era sempre qualcosa di nuovo da scoprire. Non seppe interpretare i suoi pensieri in quel momento, perciò non concluse la frase. Che stesse pensando di annoiare il ragazzo?! Probabile. Temeva di far soffrire anche lui con i suoi ricordi?! Tipico se si parla di lei.*

    Parla sempre con me di tutto e non avere mai paura a chiedermi niente.


    *Alzò gli occhi su di lei e le lanciò una di quelle occhiate che ti trafiggono l’anima. Ricordò quello che era avvenuto poco prima, quando lei gli aveva chiesto se poteva restare come se si aspettasse che lui la rifiutasse. Che cosa stupida, non avrebbe mai potuto ne voluto.*

    Tu sei più importante di tutti gli stupidi impegni al Ministero, ad Hogwarts o altro…e non ci sono pratiche urgenti da sbrigare ne signore Abbot di mezzo se si tratta di te, perchè tu vieni prima.

    *Sorrise ma il suo tono era serio. Continuò il pensiero ad alta voce sicuro che lei fosse sulla stessa lunghezza d’onda del ragazzo.*

    Perciò, promettimelo. Promettimi che mi cercherai sempre anche se ti è caduto un capello prima del tempo.

    *Ridacchiò ma la stretta delle mani su quelle della ragazza ora era più salda.*

  • Monique_Vireau

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    Mi dispiace per tutto quello che hai passato, lo so che non è la prima volta che lo dico..ma sai anche che se dipendesse da me io sarei disposto a fare qualsiasi cosa affinchè tu dimentichi...

    *Quelle parole confortarono Monique, che annuì lentamente mentre si avvicinava a lui dopo essersi voltata, dando le spalle a quel camino che - silenzioso e placido - era appena stato testimone di alcuni tra i suoi più brutti ricordi.*

    Ma questo non posso farlo, però posso prometterti che ci sarò sempre quando ne avrai bisogno e che per qualsiasi cosa potrai sempre contare...

    *E le accarezzò il polso mentre parlava, quello stesso polso su cui poggiava dolcemente il piccolo ma preziosissimo - per lei - braccialetto che lui le aveva regalato appena tornato dalle vacanze estive.*

    ..su di me. Non temere mai di annoiarmi con le tue storie o…
    ... Parla sempre con me di tutto e non avere mai paura a chiedermi niente.


    *Lo sguardo che i due si scambiarono fu intenso e profondo, e Monique potè leggere negli occhi di lui tutta la serietà con cui Daniel stava pronunciando quelle parole.*

    Tu sei più importante di tutti gli stupidi impegni al Ministero, ad Hogwarts o altro…e non ci sono pratiche urgenti da sbrigare ne signore Abbot di mezzo se si tratta di te, perchè tu vieni prima.

    *Le fece un sorriso, seppure il tono non fosse ancora mutato: era serio dunque mentre le diceva quelle cose, quel modo tutto suo di fargli capire che sì, lei per lui aveva la priorità assoluta.*

    Perciò, promettimelo. Promettimi che mi cercherai sempre anche se ti è caduto un capello prima del tempo.

    In effetti temo di avere un capello bianco da qualche parte...

    *Commentò Monique, ed il sorriso che seguì quelle parole fu un modo per far capire a Daniel quanto avesse profondamente apprezzato le sue parole.*

    Promesso. Grazie Dan...
    ... ed in cambio ti prometto che non insisterò nel voler parlare di ciò che ti fa odiare il Natale. Se vorrai, sarai tu ad aprirti con me.


    *Aggiunse la serpina, dando un piccolo bacio sulla guancia al ragazzo ed abbracciandolo con calore: se lo conosceva almeno un po', quegli abbracci avrebbero aiutato il suo cuore a scaldarsi, dissipando le ombre che lo racchiudevano e facendovi entrare la luce... la luce di Monique, in questo caso.*

    Andiamo dai, sono troppo curiosa di vedere la tua stanza e buttarmi un po' sul letto... hai così tante cose da raccontarmi della tua nuova vita, ed io un sacco di tempo a disposizione per sentirle!
    Tanto non ti dispiace se dormo qui, no?


    *Esclamò, ponendo l'ultima domanda come una sorta quasi di sfida a dirle di no: sorrise maliziosa e furbetta e gli fece l'occhiolino, prendendo poi la sua tazza di thè ed alzandola a mo' di calice come per brindare a loro.*

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  • Daniel_Dawson

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    In effetti temo di avere un capello bianco da qualche parte...

    *Alzò gli occhi al cielo e sbuffò, ma la conosceva abbastanza bene da sapere che adesso avrebbe risposto seriamente.*

    Promesso. Grazie Dan...
    ... ed in cambio ti prometto che non insisterò nel voler parlare di ciò che ti fa odiare il Natale. Se vorrai, sarai tu ad aprirti con me.

    *L'abbracciò e Daniel contraccambiò subito anche perchè non aspettava altro. Da sempre avvertiva un senso di protezione verso la ragazza che ai suoi occhi appariva tanto fragile specie in momenti dolorosi come quelli e lui sentiva il bisogno di stringerla per proteggerla e farle capire che era tutto ok, non c'era niente di cui aver paura. Quando si allontanarono Daniel fissò Monique e nei suoi occhi brillava una strana luce. Il suo viso tratteneva una sofferenza che sapeva sarebbe arrivata se avrebbe iniziato a parlare.*

    Io..Grazie, lo apprezzo molto.

    *Ed era la verità. Sapeva che lei sarebbe stata ben disposta ad ascoltarlo e che sarebbe stata la migliore in assoluto a saper capire e anche a consolarlo perchè quando si trattava di quell'argomento era lui quello fragile. Ma non voleva aggiungere altra sofferenza alla ragazza che già continuava a lottare con i suoi fantasmi del passato e lei era andata a trovarlo con la prospettiva di passare qualche ora spensierata insieme. La giornata avrebbe preso una piega ben diversa parlando del suo problema. Daniel non ne aveva mai parlato con nessuno. Nessuno al castello era a conoscenza che un tempo Bella Dawson era esistita. Con gli anni l'argomento era diventato tabù persino in famiglia. Carlisle ed Esme non ne parlavano più ma erano anche consci del fatto che lui non aveva smesso di soffrire proprio come loro. Lei esisteva solo nei suoi ricordi. Ricordi che sarebbero dovuti restare segreti e inviolati chiusi in quello spazio proibito della sua memoria. Quello spazio che solo lui aveva il permesso di visitare a piacere. Finchè non trovò qualcuno che era in grado di leggere quei ricordi. Sheevarhas Flamel era la sola ed unica persona esterna alla famiglia a conoscere tutta la storia. Un assolato pomeriggio di Agosto, grazie alla sua capacità Sheevarhas aveva scoperto il segreto di tanto tormento. Ritornò al presente, nel salotto di casa sua e sperò che la sua risposta non avesse offeso in qualche modo Monique, .*


    Andiamo dai, sono troppo curiosa di vedere la tua stanza e buttarmi un po' sul letto... hai così tante cose da raccontarmi della tua nuova vita, ed io un sacco di tempo a disposizione per sentirle!
    Tanto non ti dispiace se dormo qui, no?

    *Felice di essersi lasciato i brutti ricordi alle spalle accettò di buon grado il cambiamento di discussione avanzato dalla ragazza.*

    C'è la camera degli ospiti...ma il riscaldamento non funziona..però il mio letto è abbastanza grande e la mia temperatura corporea sale notevolmente di notte..

    *La stuzzicò il ragazzo prendendola per mano per condurla alle scale anch'esse rigorosamente addobbate per il Natale. Dan sperò che lei non ci facesse troppo caso a tutti quegli addobbi. Avrebbe detto a Kim di toglierli immediatamente una volta che la ragazza fosse andata via di casa. Mentre salivano le scale Dan presentava i vari piani con le rispettiva stanze della casa.*

    Camera di Gab...

    *Disse al primo piano indicando velocemente una porta chiusa mentre proseguivano ai piani superiori*

    Stanza degli ospiti, camera di Avril...sei stanca posso portarti in braccio!

    *La provocò ridacchiando. La stanza di Daniel era la più lontana e isolata di tutta la casa. Si trovava all'ultimo piano in fondo al corridoio illuminato da una sola finestra che mostrava a quanti metri d'altezza si trovassero. Con la mano libera abbassò la maniglia e entrarono nella camera. Calda e accogliente nella sua stanza si respirava un senso di pace e tranquillità. Un'armonia perfetta nell'arredamento che contrastava con l'enorme finestra su vista dove si poteva chiaramente vedere un freddo e selvaggio paesaggio invernale.*

    Ecco qui...la mia camera.




    *Concluse Daniel con voce bassa chiudendosi la porta alle spalle e sorridendo in attesa del giudizio della serpina.*

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    Io..Grazie, lo apprezzo molto.

    *Monique sorrise a Daniel in modo dolce, con lo sguardo di chi non si aspetta altro dal prossimo: una volta, forse, avrebbe insistito... quando ancora non lo conosceva, quando il ragazzo era ancora un mistero per lei.
    Non che ora fosse un libro aperto, certo, ma dopo sei anni una persona impari a conoscerla bene... e se si considerava cosa ci fosse stato tra lei e Dan e quanto ciò fosse stato profondo, non aveva bisogno d'insistere per farsi qualche calcolo mentale: sapeva che c'era stata un'altra ragazza nel passato di lui e che ora non c'era più, e sapeva anche che a Natale lui era sempre di umore più cupo... facendo due più due poteva ipotizzare che la ragazza in questione fosse scomparsa dalla vita dell'altro proprio in quel periodo, anche se il come non era minimamente - a differenza delle considerazioni precedenti - ipotizzabile, ed in fondo non era nemmeno troppo importante al momento.*

    C'è la camera degli ospiti...ma il riscaldamento non funziona..però il mio letto è abbastanza grande e la mia temperatura corporea sale notevolmente di notte..

    Potresti provarci con me in modi più velati...
    ... non è galante da parte tua scoprirti subito, lo sai?


    *Scherzò Monique divertita, facendogli l'occhiolino mentre salivano le scale e passavano di fronte alle camere di Gabriel e di Avril, le compagne di casa di Dan: in realtà non aveva nessun problema a dormire con lui, al massimo l'avrebbe obbligato a farle da scaldino se avesse avuto freddo.*

    ... se sei stanca posso portarti in braccio!

    *La canzonò lui e la serpina rispose con una linguaccia ed una piccola spinta all'altezza del fianco del ragazzo, continuando a salire le scale nel mentre osservava ogni dettaglio della casa: alla fine, i due raggiunsero l'ultimo piano - quello più isolato dell'edificio - e Dan aprì lentamente la porta per farla entrare all'interno.*

    Ecco qui...la mia camera.

    *Monique cominciò subito ad osservarla attentamente, girando per la stanza senza però toccare nulla - non sarebbe stato molto educato, era pur sempre casa altrui - e voltandosi infine verso Daniel con un piccolo sorriso soddisfatto.*

    Se te la sei arredata da solo, cosa che non stento a credere...
    ... complimenti mio caro, sei stato incredibile. E' bellissima!


    *Commentò la ragazza, sorridendo infine più ampiamente ed avvicinandosi per prendere il poster che gli aveva regalato: con la bacchetta lo incantò e lo fece volare fin sopra al letto, appoggiandolo dunque sopra esso e studiandone la posizione con occhio critico.*

    Che ne pensi, ci sta bene?
    Io credo di sì, ma la stanza è tua, quindi... sentiti libero di cambiargli posto ogni volta che vuoi.


    *Gli disse, strizzandogli l'occhio, prima di fissarlo con espressione furbetta ed avvicinarsi a lui con lo sguardo che brillava.*

    Ed ora... sappi che mi devi un ballo dalla festa di Natale!
    Quindi fai il bravo e dimmi di sì, così scelgo io la musica e ci scateniamo un po'... in fondo mica ti aspettavi di avere una brava bambina tranquilla qui con te, no?


    *Gli domandò ridendo, facendo una faccia da cucciola - che con gli anni aveva imparato ad affinare e che ora le riusciva perfettamente - e sperando che lui l'accontentasse: voleva divertirsi un po' e voleva farlo con lui per riuscire a farlo sorridere - e a sorridere per prima - e fargli dimenticare, anche solo per un po', i pensieri tristi di poco prima.*

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    *Monique, osservava ogni dettaglio della sua camera come un'agente immobiliare che valuta il valore dell'immobile da vendere. Rise. Lei faceva così attenzione a non toccare nulla. Dan non era abituato a una Monique tanto composta ed educata in sua presenza. Non sottovalutava di certo quella parte di lei...tempo fa il suo essere principessa faceva parte del suo fascino, fascino al quale Dan non sapeva resistere.*


    Se te la sei arredata da solo, cosa che non stento a credere...
    ... complimenti mio caro, sei stato incredibile. E' bellissima!

    *Commentò poco dopo esprimendo finalmente il suo giudizio. Sorrise a ulteriore conferma del buon gusto e classe che li accomunava. Afferrò il poster che gli aveva regalato, lo srotolò e e con la bacchetta lo incollò sopra la testiera del suo letto.*

    Che ne pensi, ci sta bene?
    Io credo di sì, ma la stanza è tua, quindi... sentiti libero di cambiargli posto ogni volta che vuoi.


    *Si voltò a guardarlo, inarcò un sopracciglio e si mordicchiò il labbro inferiore.*

    Mmh...direi che questo in confronto all'orrendo quadro che mi hanno regalato per Natale e che sarebbe finito li su e mille volte meglio.

    *Concluse rivolgendole un ulteriore sorriso di ringraziamento. Rispose strizzando l'occhio destro e avvicinandosi a lui. L'espressione mutò rapidamente passando dalla modalità "sono felice che ti piaccia" a "se mi dici no t'impalo" ma lei preferiva definirla "faccia da cucciola". *

    Che vuoi?!

    *Rantolò alzando gli occhi al soffitto.*

    sappi che mi devi un ballo dalla festa di Natale!
    Quindi fai il bravo e dimmi di sì, così scelgo io la musica e ci scateniamo un po'... in fondo mica ti aspettavi di avere una brava bambina tranquilla qui con te, no?


    A proposito di Natale...

    *Si allontanò da lei e andò al suo armadio. Lo aprì e frugò dentro per un istante. Ne uscì stringendo un piccolo pacco regalo rosso con fiocco dorato tra le mani. Lo consegnò alla ragazza.*

    Mi credevi così Grinch da non farti nemmeno un regalo?!

    *Scosse il capo sghignazzando. Mentre lei lo scartava aggiunse:*

    Dopo tutto sono anch'io uno straviziato nababbo purosangue...e mi sta bene così.

    *Il pacco conteneva al suo interno un noto profumo francese.*



    Per non lasciare mai a secco le tue scorte personali...e poi dicono che il profumo sia anche un regalo intimo...

    *Marcò l'ultima parola fingendo che la cosa fosse assai eccitante.*

    Non è finita...

    *Disse indicandole con la mano un punto alle sue spalle. Lei si voltò confusa fissando il punto da lui indicando. Non c'era niente a parte un quadro una mensola con sopra un sofisticato impianto stereo*

    Si, l'altro è li sullo stereo.

    *Da lontano sarebbe apparso come un semplice foglio di carta regalo. Troppo piatto per contenere qualcosa al suo interno. Forse la serpina stava pensando che fosse uno dei suoi soliti scherzi ma quando l'aprì vi trovò dentro qualcosa di rotondo.*



    E' quello che i babbani chiamano Cd...al suo interno sono registrati alcuni pezzi che ho composto per pianoforte...

    *Spiegò con cautela in attesa dell'effetto che quelle parole avrebbero avuto sulla ragazza. Una volta la sua migliore amica Armony su consiglio di Monique stessa, aveva chiesto a Dan di insegnarle a suonare il piano. Ma lui si era rifiutato non fornendo alcuna spiegazione ad entrambe. Monique -che della storia di Bella aveva sentito poco e niente- capì dal modo in cui Daniel stava alla larga da quello strumento, quasi lo temesse, che esso celava un significato ben più profondo per lui e che era un legame che gli ricordava lei. E quella era la prima volta dopo tempo che Monique veniva a conoscenza del fatto che Daniel avesse ripreso a suonare. Adesso poteva accontentarla, facendole ascoltare qualche sua composizione. Lei era una brava musicista e il suo giudizio per lui contava non poco.*

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    A proposito di Natale...

    *Daniel si allontanò da lei, andando verso l'armadio prima di aprirlo e tirarne fuori un piccolo pacchetto rosso con un enorme fiocco dorato sopra.*

    Mi credevi così Grinch da non farti nemmeno un regalo?!

    *Le domandò divertito, e Monique arrossì appena: in effetti aveva creduto che Dan fosse stato troppo impegnato per comprare un regalo di Natale, ed invece...
    Lo scartò velocemente, curiosa e con gli occhi che brillavano come quelli di una bambina.*

    Dopo tutto sono anch'io uno straviziato nababbo purosangue...e mi sta bene così.

    *Commentò il ragazzo divertito, quando finalmente Monique riuscì a scoprire il contenuto del pacco: un elegante profumo francese, che - a giudicare dalla sua fragranza - sembrava davvero ottimo.*

    Per non lasciare mai a secco le tue scorte personali...e poi dicono che il profumo sia anche un regalo intimo...

    *Commentò Daniel, facendo ridacchiare lievemente Monique che scosse la testa e se spruzzò un goccio sul polso destro, passandoselo poi sull'altro e dietro le orecchie.*

    Ha un odore... buonissimo.
    Sei grande Dan, grazie!


    Non è finita...

    *Aggiunse lui, interrompendo i ringraziamenti della serpina: la ragazza spalancò gli occhi, incredula; c'era un altro regalo per lei? Davvero Daniel aveva pensato così tanto all'amica? Non poteva che esserne compiaciuta e felice... fissò il giovane uomo, in attesa.*

    Si, l'altro è li sullo stereo.

    *Si avvicinò dunque ad esso, cercando di capire cosa fosse ciò che lui le aveva regalato: uno strano oggetto piatto e trasparente, con all'interno... un'altro oggetto sferico che la serpina non conosceva. Armeggiò con quella che sembrava essere la scatola d'apertura, riuscendo finalmente ad aprirla.*

    E' quello che i babbani chiamano Cd...al suo interno sono registrati alcuni pezzi che ho composto per pianoforte...

    *Monique si volse di scatto, fissando Daniel quasi incredula. Lui aveva...*

    ... da quando hai ripreso a suonare il pianoforte?

    *Gli domandò lentamente, stringendo il cd tra le mani ed avvicinandosi a lui piano piano, prima di trovarglisi davanti e sorridere con occhi lucidi.*

    Dan... grazie.
    Questo... è un regalo fantastico. Io... sono così felice che tu mi abbia dato questa.. ehm.. cosa...
    *gli disse lei commossa, incespicando un po' poichè non si ricordava per bene il nome dell'oggetto regalatogli da lui* ... così potrò sentirti sempre, ogni volta che mi sarai lontano e mi mancherai. Grazie ancora.

    *Aggiunse Moni, alzandosi in punta di piedi per baciargli dolcemente una guancia e sorridergli affettuosamente.*

    Ed ora che abbiamo finito di viziarci coi regali di Natale...
    ... è tempo di ballare! Eddai, non dirmi di no...


    *Lo pregò la serpina, guardandolo nuovamente con quello sguardo dolce e tenero di chi vuole ardentemente fare qualcosa.*

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