Notturn Alley
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  • Monique_Vireau

    Serpeverde

    Dormitorio: Serpeverde
    Livello: 8
    Galeoni: 617
       
       

    *Era soddisfatto? Naturalmente. Aveva ottenuto ciò che voleva, il primo passo era compiuto. Ovviamente l'obiettivo finale era ancora lontano, ma Nicholas Vireau sapeva bene che l'importante era compiere un passo alla volta, senza avere troppa fretta: l'impazienza è infatti la peggior nemica dell'uomo che vuole vincere, e di sicuro il francese non era certo intenzionato a perdere.*

    Monique...
    Qualunque cosa tu faccia o scelga ci sono qui io a proteggerti e, anche se dovessi tornare in Francia, mi farei trasferire, non c'è nessun problema... ok, forse il francese sarebbe un problema, ma lo imparerei per te...


    *Sorrise divertito a quelle parole, riconoscendo nel ragazzo che aveva di fonte un buon potenziale: chissà, forse avrebbe potuto inserire anche lui nel suo progetto, considerando anche il suo attaccamento per la figlia... sì, era da prenderlo in considerazione.*

    Sono sicuro che Tisifone sarà più che lieta di accompagnare Monique in questo viaggio. Dopotutto anche lei è preoccupata per la sorte di sua zia.

    *A quelle parole il volto di Nicholas si volse lentamente per posarsi su quello di Tisifone, che sembrava per la prima volta incapace di reagire: la mano, lo notò subito, prese a tremarle, e il colorito divenne pallido come quello di un fantasma. Gli occhi dell'uomo, al contrario, presero a brillare di una scintilla maligna mentre lo sguardo della donna cercava quello della...*

    ... ma bene, bene, bene.
    E così la tutrice della mia piccola Princesse è anche... mia nipote. Ma che inaspettata coincidenza... non trovi, chérie?


    *Commentò l'uomo, voltandosi verso la figlia che sembrava pallida e sconvolta quando l'altra... sua cugina, in realtà. E l'occhiata che le lanciò fu quanto di più inquietante che potesse esserci al mondo.*

    E' stato un piacere parlare con voi, una conversazione... illuminante, oserei dire. Signori...
    ... ah, Monique...


    *Si avvicinò a lei e le parlò all'orecchio in francese, così da impedire agli altri di comprendere le sue parole.*

    ... discuteremo in privato su cosa tu sia disposta a fare per mantenere il segreto della tua cara cuginetta.

    *E con quelle ultime parole che fecero sbiancare completamente Monique, l'uomo diede loro le spalle e si allontanò per le vie di Notturn Alley sparendo nell'ombra.*

    § § § § § § § § § § § § § § § §



    Monique...
    Qualunque cosa tu faccia o scelga ci sono qui io a proteggerti e, anche se dovessi tornare in Francia, mi farei trasferire, non c'è nessun problema... ok, forse il francese sarebbe un problema, ma lo imparerei per te...


    *Monique sentì la stretta decisa della mano di Federico e gli sorrise, ringraziandolo con gli occhi per le sue parole: sapeva che il ragazzo poteva sembrare teatrale, a volte, ma aveva imparato a conoscerlo ed era certa, lo conosceva bene, che sarebbe davvero stato capace di fare una cosa del genere per lei.*

    Sono sicuro che Tisifone sarà più che lieta di accompagnare Monique in questo viaggio. Dopotutto anche lei è preoccupata per la sorte di sua zia.

    *Vuoto.
    Fu ciò che Monique sentì nel cuore non appena le parole di Daniel uscirono dalla sua bocca e rieccheggiarono nell'aria: il volto della serpina divenne pallido, ma probabilmente molto meno di quello di Tissi, che era completamente sbiancata.
    Lo sguardo della ragazza si volse veloce, ed incrociò quello della cugina: potevano leggere l'una dentro quello dell'altra la stessa paura, lo stesso terrore.
    Daniel Dawson aveva appena fornito a Nicholas Vireau un'arma dal potere devastante.*

    ... ma bene, bene, bene.
    E così la tutrice della mia piccola Princesse è anche... mia nipote. Ma che inaspettata coincidenza... non trovi, chérie?


    *Monique non fu nemmeno in grado di rispondere alle parole del padre, limitandosi a guardarlo con aria atterrita, incapace di reagire: se le avesse puntato la bacchetta contro in quell'istante, la serpina probabilmente sarebbe morta senza muovere un muscolo.*

    E' stato un piacere parlare con voi, una conversazione... illuminante, oserei dire. Signori...
    ... ah, Monique...


    *Suo padre si avvicinò a lei e le parlò all'orecchio, con un tono di voce che sembrò in grado di strapparle il cuore dal petto e frantumarlo in mille pezzi, privandola di qualsiasi forza vitale.*

    ... discuteremo in privato su cosa tu sia disposta a fare per mantenere il segreto della tua cara cuginetta.

    *Si allontanò da loro, e Monique ora era, se possibile, ancora più pallida di Tisifone: difficile da credere, eppure era proprio così, al punto che per un secondo si sentì svenire... ma no. Aveva ancora le forze per fare una cosa.
    Volse lentamente lo sguardo su Daniel, ed il ragazzo avrebbe probabilmente riconosciuto quegli occhi: agghiaccianti, impenetrabili, capaci di uccidere; si avvicinò a lui di un paio di passi, e le parole che le uscirono dalle labbra furono un sibilo inquietante quasi quanto le risate del padre.*

    Credevo che avresti smesso di farmi del male.
    Credevo che avrei smesso di soffrire per te.
    Mi sono illusa per un secondo che tu fossi cambiato, che anche se tra noi non era finita bene saremmo sempre rimasti uniti. Io ci credevo, Daniel.
    E tu... tu non hai fatto altro che farmi affondare. Ogni volta, ogni dannatissima volta in cui ho pensato di potermi fidare di te tu mi hai illusa, umiliata e ferita.
    Sei scomparso dopo che siamo stati insieme e ho scoperto grazie a mio padre, mio padre c***o, che hai fatto l'impossibile per evitarmi. E ora? Ora gli hai fornito un'informazione che potrebbe distruggere tutto, tutto ciò che ho costruito in questi anni lontano da lui.


    *Una lacrima le scivolò lungo le guance, ma non era per il dolore... era rabbia. Rabbia allo stato puro, tanta di quella rabbia che se fosse stata in una stanza chiusa gli oggetti al suo interno sarebbero sicuramente esplosi.
    Si avvicinò ancora di più a lui, ora era ad un centimetro dal suo viso, la voce ridotta ad un ringhio tremante, e i suoi occhi... i suoi occhi emanavano fiamme infuocate.*

    Sia maledetto il giorno in cui ti ho permesso di entrare nella mia vita, Daniel Dawson.

    *Furono le ultime parole che pronunciò la serpina prima di dargli le spalle, avvicinarsi a Federico, sussurrargli un "Tienimi" e perdere i sensi tra le sue braccia.*

    Fede93, tisifone, serpeverde


  • Frederick_Nott

    Serpeverde

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    Livello: 8
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    Sono sicuro che Tisifone sarà più che lieta di accompagnare Monique in questo viaggio. Dopotutto anche lei è preoccupata per la sorte di sua zia.

    *Federico guardò Daniel per un attimo sbigottito... poi guardò Vireau, a quanto pare l'informazione era stata come una manna dal cielo per lui. In qualche modo lo capiva. Sapeva che quel genere di informazione era una manna per chi aveva a che fare con una situazione del genere.*

    La prossima volta colpiscilo alla carotide e impediscigli di proferire parola! Fa più danni che altro...

    E' stato un piacere parlare con voi, una conversazione... illuminante, oserei dire. Signori...
    ... ah, Monique...


    *Le parole di Vireau interruppero il rimprovero della sua coscienza malvagia. Non sapeva che dire, era senza parole. Un tassello della vita di Monique era stato rivelato e ora... e ora lei era nuovamente nelle mani di quell'uomo sotto scacco...*

    Complimenti signor Vireau, è un'ottimo scacchista... Peccato che ancora non ha dato scacco matto, ha trovato solo una breccia nelle difese di Monique, non le darò altre occasioni di colpirla, a qualsiasi costo...

    *Si ripromise lui. Ora Monique doveva essere difesa più che mai. Sarebbe stato in prima linea per lei.*

    Sia maledetto il giorno in cui ti ho permesso di entrare nella mia vita, Daniel Dawson.

    *Federico rimase allibito, non pensava che tanta rabbia potesse essere contenuta in lei... Ora era bianca come uno straccio*

    Tienimi.

    *Gli sussurrò lei. Lui la prese stringendola a sè.*

    Monique... ci sono io, non ti preoccupare...

    *Gli sussurrò lui da buon fratello maggiore, mentre se la metteva in braccio, come se fosse una culla.*

    Credo che usare un "Reinnerva" allo stato attuale delle cose sia più nocivo che mai... Ryuk! Muoviti!

    *Un sonoro CRACK si sentì tra le vie di Notturn Alley un elfo Domestico piuttosto abbruttito si materializzò lì dinanzi a loro.*

    Qualsiasi cosa desideri signorino Nott, Ryuk è qui per lei.

    *Quello fece un ampio inchino al padroncino.*

    Direi che avere troppe persone in infermeria potrebbero dare solo fastidio... Tisifone tu sei la cugina, aggrappati a me... Dan... non credo che tu sia la persona più gradita a Monique in questo momento... Sopraggiungi più tardi, quando si sarà calmata.
    Portaci in infermeria, subito!


    *Tisifone era già aggrappata a lui quando si smaterializzarono grazie all'elfo domestico. Aveva preferito essere il più delicato possibile con Daniel, onde evitare di gettare benzina sul fuoco. Ora la priorità era Monique e la sua tranquillità.*

    Monique, serpeverde, tisifone,


  • Daniel_Dawson

    Serpeverde

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        Daniel_Dawson
    Serpeverde
       
       

    *Il repentino cambiamento che si generò subito dopo le sue parole fu tale da destabilizzarlo. Era tangibile, lo avvertiva, qualcosa era cambiato.
    Ma cosa?!
    Fissò tisifone, e notò per la prima volta sul viso della donna un' espressione indecifrabile sul volto che rovinava la sua usuale maschera austera. Lei fissava Monique, e il viso della ragazza era una maschera di puro terrore.
    Lentamente, un'intuizione si fece largo tra i suoi pensieri confusi:
    C'era qualcosa che spaventava Tisifone e Monique.
    Qualcosa che sembrava rallegrare terribilmente Nick Vireau.
    Quel qualcosa che sembrava aver spezzato e sconvolto la tensione precedente con tanta violenza subito dopo le parole di Dan.
    Qualcosa che a quanto pareva era un segreto che custodivano entrambe le ragazze e di cui Nick non sembrava essere a conoscenza.

    Era colpa sua.

    Nell'istante stesso in cui capì che cosa diavolo aveva combinato tutto perse di significato.
    La verità lo colpì come un bolide in pieno viso.
    Dischiuse appena le labbra, sul viso l'espressione di un uomo divorato dalle fiamme.
    L'ultima così che sentì furono le parole rabbiose di lei che gli dava il colpo di grazia.*

    Sia maledetto il giorno in cui ti ho permesso di entrare nella mia vita, Daniel Dawson.

    *La sua immobilità era totale, senza incertezze.
    Non ricordava di essere mai stato così immobile e terribilmente pallido.
    Quasi spettrale.
    Come dopo una brutta malaria che segna indelebilmente il corpo.
    Quanto a quello che sentiva dentro, beh...fu qualcosa di straordinariamente simile a uno di quegli assurdi, grandiosi fenomeni stellari, quando un pianeta schizza nello spazio profondo e il suo nucleo si sposta, i suoi poli si invertono e l'intera massa sferica si sbriciola.
    La sua figura gelida e cadaverica tremò, mentre i contorni diventavano sfuocati e lui schizzava via.
    Si era smaterealizzato.
    Non c'era più.*



    Fede93,


  • Tisifone_Samyliak

    Grifondoro

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    Galeoni: 110709
       
       

    *La scintilla maligna che vide brillare negli occhi di Nicholas le fece gelare il sangue nelle vene. Si sentiva come vittima di un Pietrificus, inerme come quando passò ore nascosta sotto i corpi morti dei genitori, riscaldata solo dal loro sangue che scorreva copioso su di lei.*

    ... ma bene, bene, bene.
    E così la tutrice della mia piccola Princesse è anche... mia nipote. Ma che inaspettata coincidenza... non trovi, chérie?


    *Avrebbe voluto ribattere qualcosa, trovare la forza di pronunciare qualche battutina sferzante ed ironica, giusto per spuntare quella che, agli occhi di Nicholas, era davvero una ghiotta arma di ricatto. E invece rimase lì ferma, ad ascoltare le parole dell'uomo scivolarle addosso, grata che Federico si fosse preso il compito di proteggere Monique, visto che lei, in quel momento non si sentiva in grado neanche di proteggere se stessa. Sembrava quasi che il suo corpo fluttuasse, che la sua coscienza volesse staccarsi e andare a rifugiarsi da qualche parte lontano, come fece durante l'infelice lezione di Hoilbus sul sabba delle streghe. Quella volta rimase in stato catatonico per giorni e questa era una cosa che in quel momento non si poteva permettere.*

    Golubì...

    *sussurrò quando vide Nicholas andare via e la serpina avanzare verso di loro, il volto pallido e spaventato. Sicuramente il caro paparino aveva assestato un ultimo colpo prima di tornare ai suoi affari ed era sicura che aveva a che fare con la scoperta della loro parentela.*

    Sia maledetto il giorno in cui ti ho permesso di entrare nella mia vita, Daniel Dawson.

    *Di tutto il discorso che Monique aveva fatto a Daniel furono solo queste le parole che Tisifone riuscì a cogliere chiaramente. Come in un film, la donna ruotò la testa a rallentatore verso il ragazzo, forse per cercare di dirgli che in fondo non era colpa sua se la sua vita era contornata da segreti, ma non potè fare e dire nulla visto che Daniel si smaterializzò quasi immediatamente.*

    Tienimi.

    *Quella parola appena sussurrata ebbe il potere di destarla dallo stato catatonico in cui correva il rischio di cadere, spingendola a mettere da parte le sue paure per preoccuparsi di Monique. Ci sarebbe stato tempo, dopo, per contattare Demetri, scegliere con lui una linea di azione e trovare una soluzione che le permettesse di tenere la sua cuginetta il più lontano possibile dal padre.*


    Monique... ci sono io, non ti preoccupare...

    Si piccola, tranquilla, il peggio è passato.

    *mormorò a sua volta, accarezzando dolcemente i capelli della ragazza. Sapeva perfettamente di star mentendo, ma in quel caso era per un buon motivo.*



    Credo che usare un "Reinnerva" allo stato attuale delle cose sia più nocivo che mai... Ryuk! Muoviti!

    Hai ragione. Se come penso è più un attacco di panico che un semplice svenimento potrebbe farle male...

    *Annuì, mentre cercava tra le pieghe del suo mantello il suo kit portatile di pozioni.*

    Chjort! Dannate regole del Ministero che ti vietano di portare in missione oggetti non regolamentari. E non era neanche la mia di missione!

    *Esclamò nervosa, rendendosi conto di avere con sè solo un innocuo, all'apparenza, quanto però momentaneamente inutile, sacchetto pieno di spezie.*


    Direi che avere troppe persone in infermeria potrebbero dare solo fastidio... Tisifone tu sei la cugina, aggrappati a me... Dan... non credo che tu sia la persona più gradita a Monique in questo momento... Sopraggiungi più tardi, quando si sarà calmata.
    Portaci in infermeria, subito!



    L'infermeria del Castello mmi sembra la scelta più saggia. Sibilla sicuramente saprà cosa fare.

    *Mormorò infine la donna, attaccandosi al braccio di Federico e lasciando che l'elfo domestico smaterializzasse tutti quanti in salvo.*

    Fede93,serpeverde,


  • Monique_Vireau

    Serpeverde

    Dormitorio: Serpeverde
    Livello: 8
    Galeoni: 617
       
       

    - Pub Underground -


    *Odore di alcol, sigarette, sesso.
    Questo è ciò che era percepibile nel pub in cui si trovava Monique, nel suo nuovo aspetto in incognito, appoggiata al divanetto di fronte ad un tavolo in disparte in attesa di una persona: Daemon, il fidanzato; negli ultimi tempi non si erano praticamente mai incrociati, lei aveva i M.A.G.O. da preparare e questo le portava via un sacco di tempo, almeno a detta della giovane serpina che, ora, giocava con la collana che portava al collo con un piccolo sorriso accennato sulle labbra rosse.*



    *Gli aveva dato appuntamento lì per parlare un po', vedersi da un ambiente diverso da quello scolastico, dove potevano essere semplicemente due ragazzi, anzi, giovani adulti: ancora un mese e per Moni sarebbe tutto finito, Hogwarts sarebbe stata solo un bel ricordo - almeno da un punto di vista studentesco - e mille altre possibilità le si sarebbero aperte davanti, avrebbe avuto solo l'imbarazzo della scelta.*

    Dovrebbe essere qui a momenti...
    ... e non dovrò nemmeno preoccuparmi che non mi riconosca, sa bene che aspetto ho adesso anche se è quasi... cavolo, un mese che non ci vediamo.
    Povero Daem, l'ho trascurato parecchio...


    *Pensò la giovane serpina con un sorrisetto divertito: se solo avesse potuto accorgersi di ciò che stava accadendo in lei... ma ciò non era possibile, e Rose non aveva fatto in tempo a spiegarglielo... con queste conseguenze. Era solo all'inizio, certo, ma... i primi effetti iniziavano già a vedersi.
    Monique Vireau stava cambiando ancora, e questa volta... molto più intensamente del solito.*




    Ultima modifica di Monique_Vireau oltre 1 anno fa, modificato 1 volta in totale


  • Daemon

    Serpeverde

    Dormitorio: Serpeverde
    Livello: 5
    Galeoni: 404
        Daemon
    Serpeverde
       
       

    *Uno dei gufi più strani che gli potessero capitare nella vita.
    Lo aveva riletto più volte, ma faticava a crederci: Lui, invitato in uno dei peggiori pub di Notturn Alley. Ma alla fine, poteva anche sembrare una cosa folle ma contenuta, se non fosse stato che l'invito l'aveva ricevuto proprio da... Monique...*

    ... Ma che cosa... ?

    *Passeggiava piuttosto cauto e tranquillo tra la folla della strada, il ragazzo, con occhiali scuri a celare il suo sguardo. A Notturn Alley fissare per più di due secondi una persona poteva significare la morte, e questo glielo avevano insegnato piuttosto bene. Cresciuto, quello si, ma tanto da poter vagare in quelle zone liberamente? Per nulla... Era nervoso, e la pelle trasmetteva magnetismo da ogni poro...
    Maglioncino leggero bianco con sotto maglietta verde oliva, pantaloni blu scuro, occhiali da sole, barba la sua come di solito un po' incolta per dare quel maggiore tocco di mascolinità suo tipico...*



    Ma dico, che le è preso?! E poi questa zona non è sicura, dannazione!

    *Ancora pochi passi, già, e finalmente l'insegna del locale si fece presente ai suoi occhi ametista che la scrutarono per bene. la scrittura era la sua sulla pergamena, non c'era dubbio, non poteva essere una trappola, anche se di sicuro lui non era a conoscenza di tutti i trucchi che poteva sapere un mago esperto. Per fortuna quella notte non era così...*

    ... Underground... Il nome è tutto un programma...

    *Di improvviso dal locale uscì fuori un tizio piuttosto grosso di stazza che sbattè fuori a calci un uomo mezz ubriaco dolorante e urlante facendolo andare addosso ad un ammasso di bidoni della spazzatura. Daem fece qualche passo indietro, il tizio si voltò e lo squadrò. Il canadese rimase immobile, infine, il buttafuori rientrò nel locale e gli occhi del ragazzo puntarono subito sulla persona, raggiungendola lentamente...*

    ... Si è fatto male? Vuole una m...

    FUORI DALLE P***E, PEZZO DI M***A!

    *Il giovane si fece subito indietro un po' spaventato dalla reazione. Umettò le labbra e osservò un po' stranito la figura di quell'uomo malandato rialzarsi senza volere nessun aiuto e poi ricadere a terra e ancora rialzarsi, debole e ubriaco marcio, per poi riprendere nuovamente passo verso un'altra via, bofonchiando qualcosa in una lingua strana, diretto verso un vicolo ancora più buio e inquietante...*

    ... Ma dove sono... capitato?

    *Sospirò ancora scosso dal fatto da poco avvenuto e infine decise di prendere in mano il coraggio e la forza di volontà e dirigersi all'interno del locale.
    Da subito un misto di fumo, di alcol e forse anche di qualche altra sostanza gli arrivò alle narici quasi ubriacandolo. Sulla destra delle persone intente a ficcare il naso in un calderone pieno di un liquido violaceo, sulla sinistra alcuni che giocavano a scacchi magici e ogni volta che uno mangiava un pezzo dell'altro gli si faceva un taglio sulla mano a sangue... e infine, sullo sfondo, in lontananza, gli occhi del canadese poterono riconoscere subito la figura che lo aveva invitato lì...*

    ... Eccola... è davvero qui...

    *Non attese molto altro tempo e prese passo subito verso di lei, facendosi strada tra gente incappucciata e altri buttafuori che lo scrutavano un po' irrequieti.
    Una volta arrivatole davanti, diede un'altra veloce panoramica intorno a se per assicurarsi che nessuno lo abbia seguito o comuqnue avvicinato troppo, e infine, di nuovo con gli occhi puntati su di lei, così apparentemente a suo agio lì in quel luogo malfamato e pieno di follia...*

    Quando me lo hai scritto non ci volevo credere... Cosa ci facciamo qui?

    *Chiese quindi, con tono serio e preoccupato, poggiando una mano sul muro accanto al viso di lei, senza ancora togliersi gli occhiali, per la tensione se ne era ormai dimenticato...*


  • Monique_Vireau

    Serpeverde

    Dormitorio: Serpeverde
    Livello: 8
    Galeoni: 617
       
       

    - Pub Underground -


    *Non dovette attendere ancora molto, e per fortuna visto che odiava aspettare: pochi minuti ancora di attesa, ed infine ecco entrare Daemon, occhiali da sole sul naso ed espressione incredula sul viso. La individuò velocemente, sapeva distinguersi ovunque la serpina, e subito le si avvicinò con aria preoccupata.*

    Quando me lo hai scritto non ci volevo credere... Cosa ci facciamo qui?

    Mi sei mancato amore.

    *Disse lei in risposta, allungandosi verso di lui per sfilargli gli occhiali e baciarlo sulle labbra, un bacio non troppo passionale forse ma sicuramente carico di sentimento. Gli sorrise divertita della sua espressione ancora stralunata, sedendosi ed invitandolo a fare lo stesso con un gesto della mano.*

    Volevo cambiare aria, andare in un posto dove nessuno mi conosceva e soprattutto dove io non potessi conoscere nessuno... qui è perfetto, non credi?
    E poi mi sei mancato così tanto... siamo stati quasi sempre separati nell'ultimo mese, anzi, forse dovrei togliere il "quasi" ... volevo stare un po' in santa pace con te, lontana da tutti quelli che conosciamo.


    *Gli spiegò con un'alzata di spalle, allungando la mano verso di lui per accarezzargliela con dolcezza, prima di adocchiare un cameriere di passaggio e fermarlo con un gesto elegante ed al tempo stesso imperioso della mano.*

    Una vodka alla fragola con ghiaccio, per favore.
    Tu cosa prendi amore?


    *Domandò al fidanzato, rilassandosi sullo schienale con aria divertita e maliziosa.*


  • Daemon

    Serpeverde

    Dormitorio: Serpeverde
    Livello: 5
    Galeoni: 404
        Daemon
    Serpeverde
       
       

    - PUB UNDERGROUND -

    *Non era facile credere ai propri occhi, almeno in quel momento. La persona che adesso era di fronte a lui e parlava con tanta tranquillità in un luogo del genere era proprio la stessa ragazza che aveva preparato con lui i budini un mese prima?
    Da non credere, e infatti Daem non ci voleva credere per nulla...
    Il portamento, il modo di fare, la voce così pacata e sensuale... ogni cosa dava ad intendere che c'era qualcosa di diversa, già, ma cosa?*

    Già... anche a me è mancata la mia fidanzata... ma dov'è?

    *Sospirò appena quando lei lo baciò, non era rigido nè freddo, solo inizialmente un po' colto alla sprovvista. Gli occhiali gli vennero sfilati con semplicità e la lasciò fare, in fondo era un bacio quello che cercava e fu un bacio che il ragazzo le diede, si, ancora un po' perplesso, ma glielo diede.
    Non passarono molti secondi prima che ella lo invitasse a sedersi accanto a lei su un divanetto dall'aspetto di sicuro non estremamente invitante, ma lui non aveva troppa voglia di sindacare su quel luogo, stava vedendo così troppe cose assieme che oramai cosa più o cosa meno era ininfluente...*

    Volevo cambiare aria, andare in un posto dove nessuno mi conosceva e soprattutto dove io non potessi conoscere nessuno... qui è perfetto, non credi?
    E poi mi sei mancato così tanto... siamo stati quasi sempre separati nell'ultimo mese, anzi, forse dovrei togliere il "quasi" ... volevo stare un po' in santa pace con te, lontana da tutti quelli che conosciamo.


    ... Già, perfetto per morire...

    Credo di capire quello che intendi, si è vero, un mese è tanto... troppo...

    *L'ultima parte della frase la sussurrò appena, probabilmente, l'avrebbe udita soltanto lui.*

    Una vodka alla fragola, con ghiaccio. Tu cosa prendi amore?

    *Monique fermò un cameriere il quale tutto poteva sembrare meno che un inserviente del locale, se non altro a giudicare dal vestiario trasandato. Se non avesse avuto un vassoio in mano un cartellino mezzo rotto addosso, probabilmente il canadese lo avrebbe scambiato per uno dei prossimi sulla lista dei tizi buttafuori da cacciare dal locale. Si umettò le labbra, scrocchio la mano sinistra in un gesto un po' nervoso, poi, aprì bocca e decise la sua ordinazione...*

    Un amaro, grazie, senza ghiaccio...

    *Il tono adesso più serio, maturo e posato. Voce bassa, verso del cameriere che annuì e velocemente si allontanò con uno strano ghigno sulla faccia, probabilmente si vedeva lontano un miglio che il serpino era frequentante di quei luoghi come lo è un dissennatore di un allegro prato fiorito...*

    Tsk... idiota...

    *In ogni caso, non era il momento per focalizzarsi sul comportamento della servitù del locale, adesso c'erano cose ben più interessanti sulle quali soffermarsi. Le ametiste di Daemon tornarono su Moni, squadrandola qualche secondo da capo a piedi, sbattendo più volte le palpebre, concentrato.
    Possibile che nell'arco di poco tempo fosse accaduto tutto ciò? Il suo sguardo aveva un magnetismo diverso, la di lei espressione più... finta?*

    ... Bene, allora, raccontami dunque come hai passato il tempo in solitudine in attesa di un rincontro con la tua metà, amore?

    *Chiese semplicemente. Tono sostenuto un po' il suo, voleva capire bene chi avesse sul serio davanti. Se se la fosse trovata di fronte la cugina probabilmente sarebbe stata portata d'urgenza al San Mungo senza la minima esitazione.
    Nell'arco di pochi istanti, le ordinazioni giunsero ai destinatari...*





  • Monique_Vireau

    Serpeverde

    Dormitorio: Serpeverde
    Livello: 8
    Galeoni: 617
       
       

    - Pub Underground -


    *Era evidente quanto poco Daemon fosse in sintonia con un posto del genere, ma la cosa non la sorprendeva per niente, anzi... al contrario, era esattamente ciò che si sarebbe aspettata da lui. Era bello, a tratti misterioso ed enigmatico, ma puro. E quello era l'ultimo luogo nel quale le persone pure come lui sarebbero dovute essere.*

    Un amaro, grazie, senza ghiaccio...

    *Ordinò il serpeverde, ed a Monique - come a lui del resto - non sfuggì l'espressione di derisione del cameriere verso il fidanzato della giovane, probabilmente dovuto appunto al di lui disagio nel trovarsi in un posto come quello. La ragazza affilò lo sguardo che si fece più intenso, ma non disse nulla: aspettava semplicemente il momento giusto.*

    ... Bene, allora, raccontami dunque come hai passato il tempo in solitudine in attesa di un rincontro con la tua metà, amore?

    Beh, naturalmente ho studiato per i M.A.G.O., ormai manca meno di un mese e voglio uscire da qui col massimo dei voti. E poi... poi ho passato un po' di tempo con mio padre.
    Sai, volevo... imparare qualcosa su me stessa, sui miei... poteri. E sembra che fare lezioni con lui abbia dato dei risultati, per quanto sia una persona totalmente sgradevole.


    *Rispose con tranquillità disarmante Monique, proprio qualche secondo prima che i due drink venissero posati di fronte a loro: la serpina prese il proprio e tenendo ferma la cannuccia con l'altra mano - la prima teneva il bicchiere - bevve un paio di sorsi, lo sguardo ancora puntato sul cameriere che, ancora una volta, aveva mostrato il suo voler schernire Daemon con l'espressione del viso.*

    Dovresti trattare meglio i clienti...
    ... pensa se un giorno qualcuno di questi ti facesse del male, non sapresti come difenderti...


    *Mormorò Monique a bassa voce, così bassa che solo il fidanzato avrebbe potuto sentirla e comunque non senza un piccolo sforzo: dentro la mente di lei si formarono note di rabbia e vendetta, ed ecco che il cameriere di fronte a loro sembrò improvvisamente diventare pallido, portandosi una mano al collo come se qualcuno lo stesse strozzando; il tutto durò solo un minuto, minuto in cui appunto il ragazzo sembrò quasi svenire per la mancanza d'aria, e poi tutto ebbe fine come era iniziato, nell'esatto momento in cui gli occhi di Moni si spostarono da lui al proprio drink.*

    Ha avuto quello che si meritava...

    *Pensò la giovane, con un sorrisetto divertito e soddisfatto sulle labbra mentre il cameriere, stranito, si allontanava velocemente e scompariva dietro la porta del locale che dava sul retro.*

    Forte, eh?
    Per il momento è il massimo che riesco a fare, ma secondo Nicholas posso diventare molto più forte di così, basta esercitarsi... posso rendere reali le mie illusioni, Daemon: non per molto, certo... ma posso. Posso controllare i miei poteri attraverso la musica.


    *Gli spiegò con aria fiera ed orgogliosa, alzando il mento e sorridendo soddisfatta al fidanzato, prima di fargli l'occhiolino e ricominciare a bere il proprio drink con aria tranquilla e pacata, come se nulla fosse successo.*


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    Beh, naturalmente ho studiato per i M.A.G.O., ormai manca meno di un mese e voglio uscire da qui col massimo dei voti. E poi... poi ho passato un po' di tempo con mio padre.
    Sai, volevo... imparare qualcosa su me stessa, sui miei... poteri. E sembra che fare lezioni con lui abbia dato dei risultati, per quanto sia una persona totalmente sgradevole.


    *Il battito cardiaco di Daemon sembrò interrompersi per diversi istanti. Aveva davvero sentito bene?*

    E poi... poi ho passato un po' di tempo con mio padre.

    E poi... poi ho passato un po' di tempo con mio padre.

    E poi... poi ho passato un po' di tempo con mio padre.

    E poi... poi ho passato un po' di tempo con mio padre.

    E poi... poi ho passato un po' di tempo con mio padre.

    No... no... no no no NO!

    *Il sudore scendeva freddo e copioso e con esso anche la sua pressione. Gli occhi impauriti e vuoti diretti sul viso di quella con tutte le certezze era ancora la sua fidanzata.
    Ma cosa ne era rimasto? Del tempo con il padre... aveva passato del tempo con la persona che le aveva provocato quella sorta di coma e lui non ne sapeva niente?*

    ... Perchè non mi hai detto nulla? Perchè non mi hai informato?...

    *Nel frattempo le cose da bere arrivarono e con esse anche la voce di Monique che si rivolse al cameriere in maniera piuttosto gelida attuando qualcosa di strano che fece rimanere il canadese ancora più atterrito ed impietrito di prima.
    Quell'uomo stava accusando un soffocamento e con tutta la probabilità era proprio miss Vireau a provocarlo...*

    Ferma cosa diavolo stai facendo!?

    *Esclamò il ragazzo, quand'ecco che lei mollò la presa magica sul malcapitato che si decise svelto ad andarsene lasciando lì i drink.
    Poi, quella voce in sussurro, aveva detto davvero una cosa del genere? Chi si meritava cosa?*

    Moni chi se ne frega se fa un ghigno in più o in meno, non per questo deve soffrire...

    ... Secondo Nicholas posso diventare molto più forte di così, basta esercitarsi... posso rendere reali le mie illusioni, Daemon: non per molto, certo... ma posso. Posso controllare i miei poteri attraverso la musica.

    No... tu stai rendendo reale il mio incubo più grande... Cosa stai dicendo? cosa ne hai fatto della persona che amo?

    *Non disse nulla, non sapeva che dire più che altro. Lei appariva così felice, così soddisfatta di aver fatto male a qualcuno, di aver dimostrato il suo potere, di aver fatto prevalere la sua persona sul prossimo, con infinita noncuranza e menefreghismo.
    Avrebbero dovuto controllarla, ed anche parecchio. sarebbero dovuti essere attenti nei giorni successivi alla sua dimissione dall'infermeria che non facesse cose avventate...*

    ... E invece hanno lasciato la ragazzina libera di andare a giocare in mezzo ai vetri rotti e alle prese elettriche difettose... Colpa anche mia che mi sarei dovuto accorgere che stava passando troppo tempo per conto suo... ma ho fatto un grave errore: Mi fidavo del suo buon senso... cosa che ha totalmente abbandonato insieme al colore di capelli!

    *Era totalmente spento nella sua espressione. Prese il bicchierino di amaro, lo fissò intensamente, poi, buttò giù, tutto di un fiato, senza pensarci due volte. Non lo aveva mai fatto e di solito beveva piano per non avere la tosse, in fondo 18 anni non sono così tanti per bere, eppure in quell'istante il liquore andò giù come acqua fresca. Avrebbe voluto piangere, urlare, uscire da quella topaia assomigliante ad un locale e dirigersi in Francia alla ricerca di quel bastardo che stava riducendo così la sua metà... Ma non poteva niente, inerme, davanti a tutto quello, davanti a tutta quella catastrofe.
    Si morse il labbro inferiore, forte, troppo... si tagliò ma non disse nulla, non un solo accenno di dolore...*

    ... Capisco... Immagino che sia inebriante come sensazione... da quando ha cominciato a salire in te questa immensa voglia di fare giustizia... questa voglia di affinarti nel rendere reale ciò che non lo è?

    *Chiese dunque, con aria semplicemente interessata e pacata. Dentro di se un turbinio di emozioni, dentro di se un mare in tempesta, dentro di se la morte nel cuore, ma aveva bisogno di risposte. Daemon Laars si sarebbe contraddistinto da tutti gli altri perchè cercava sempre di arrivare alla soluzione del problema indagando. Ci doveva essere un motivo scatenante di quel cambiamento ancora in corso... e se lui l'avesse capito, forse, avrebbe potuto fare qualcosa per debellarlo... anche s enon era così sicuro che da solo, ce l'avrebbe fatta.*


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    *Era soddisfatta del proprio operato, non si rendeva minimamente conto di come il suo essere stava cambiando, corrotto lentamente dalle illusioni che creava ed usava... ma ancora amava Daemon, percepiva tutto l'amore per lui come puro, immacolato, come qualcosa di ancora sacro e non corruttibile. Già, ma per quanto ancora? Nemmeno Moni, avrebbe saputo dirlo.*

    ... Capisco... Immagino che sia inebriante come sensazione... da quando ha cominciato a salire in te questa immensa voglia di fare giustizia... questa voglia di affinarti nel rendere reale ciò che non lo è?

    Beh, è bello sapere di potersi difendere da soli, no?
    Insomma, non l'avrei mai ucciso, non sono certo Nicholas io... semplicemente spaventarlo un pochino, giusto per fargli capire di fare meno il furbetto.


    *Rispose Moni con una piccola alzata di spalle, passandosi una mano tra i capelli e bevendo ancora un sorso del proprio drink, finendolo: nemmeno il tempo di alzare la mano e richiamare il cameriere, che questo le era comparso accanto posandole di fronte una bevanda uguale a quella appena finita, borbottando un "questo lo offre la casa". A quanto sembrava farsi rispettare aveva i suoi lati positivi.*

    E poi, per il resto...
    ... niente, semplicemente mi piace l'idea di avere il controllo su me stessa. E creare illusioni è una mia dote, quindi... voglio solo imparare a controllarla. Tutto qui.


    *Aggiunse con un sorriso ed una seconda alzata di spalle, un sorso del suo nuovo drink - più forte del precedente in realtà - e poi un velo di preoccupazione negli occhi castani.*

    ... sei arrabbiato?


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    *Parlava con infinita tranquillità, non si rendeva minimamente conto che quello che stava facendo, quello che stava dicendo... era completamente in antitesi con tutto ciò che lei stessa nella vita aveva detto di rifiutare e odiare, perchè fin troppo vicino al modo di fare del padre, e invece adesso soltanto perchè si chiama "dare una lezione" e non "uccidere", poteva essere accettato, almeno da lei... Daemon cominciava seriamente ad avere paura, si, molta anche, perchè non era abbastazna grande, abbastanza forte per contrastare tutto quel livello di cambiamento e corruzione che probabilmente il padre volutamente stava attivando in lei.*

    ... Ti stai allontanando di me ogni parola in più che pronunci, ma non te ne rendi conto? ...

    *Già, Monique stava sul serio mandando via Daemon dal suo cuore senza accorgersene. Probabilmente i suoi sentimenti per lui non erano stati ancora intaccati, ma ben presto sarebbero stati quelli di Daemon per lei ad esserlo, visto che ciò che lui si trovava avanti, era un surrogato di cattiveria, velata follia e incosciente adrenalina...*

    ... Vorrei poterti aiutare ma... come posso?... Se c'è una parte dentro di te che preme per uscir fuori e porre fine a tutto questo, fa che possa darmi un indizio, che possa farmi intuire che cos'hai... non posso... non voglio credere a tua cugina... tu non sei così davvero...

    *Gli veniva da piangere, miseramente, come un debole, ma non poteva farlo, non in quel luogo... forse poi a casa... no... inutile parlare di casa, la sua casa era lontana anni luce... nella sua stanza forse si sarebbe permesso un lusso del genere ma non lì, non lì anche perchè non sapeva che effetto avrebbero potuto fare le lacrime su di lei. Non sapeva più nulla, forse in quell'istante avrebbe voluto soltanto aprire gli occhi di scatto e trovarsi nel suo letto, con la sua Moni mora accanto a rassicurarlo che ha fatto solo un brutto, terribile brutto sogno...*

    ... sei arrabbiato?

    *Quella domanda gli trafisse il cuore. Gli occhi vitrei del giovane si posarono su di lei, nuovamente. Già, sembrava un po' preoccupato, ma quel tanto da sapere se lui era d'accordo o meno col suo ragionamente, ma quanto all'effettiva le sarebbe importato del suo giudizio, del suo parere? Lui non lo sapeva, ma non poteva lasciare lì tutto in un forse, tutto in quel limbo di imprecisione e dubbio. Era o no la persona che amava di più al mondo?*

    ... Forse... non ti ricordavo così violenta... una volta per essere appartati avresti approntato una passaporta verso una pineta desolata vicino un lago... se hai potuto imprimere il tuo potere su quel cameriere è perchè hai scelto un luogo del genere... e se lo hai scelto quando un tempo avresti preferito qualcosa di più... buono... non ti accorgi che forse c'è qualcosa che non va? Non ti accorgi di essere diversa... e non parlo del tuo potere di illusione aumentato... Moni... prova ad ascoltarmi...

    *Si, un approccio dolce il suo, come lo era sempre stato, in fondo sapeva bene che solo quella sua parte gentile in passato era riuscita a penetrare il ghiaccio della corazza della francesina e sperava che in quel caso fosse l'unica arma che il paparino non potesse contrastare, perchè per quanto la magia fosse forte, per quanto lo fosse il potere... Daemon era ancora fermamente convinto che il sentimento era qualcosa che poteva vincere ogni cosa... si, sognatore e stupido, per carità, ma fiero di esserlo...*

    ... Potere di illusione... aumentato? ... Già... è vero...


  • Monique_Vireau

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    *Monique rimase silente, immobile, aspettando la risposta di Daemon con un pizzico di ansia: cosa c'era che non andava? Non aveva fatto nulla di male cavolo, il cameriere stava benissimo! Un po' spaventato, certo... ma era vivo e vegeto!*

    ... Forse... non ti ricordavo così violenta... una volta per essere appartati avresti approntato una passaporta verso una pineta desolata vicino un lago... se hai potuto imprimere il tuo potere su quel cameriere è perchè hai scelto un luogo del genere... e se lo hai scelto quando un tempo avresti preferito qualcosa di più... buono... non ti accorgi che forse c'è qualcosa che non va? Non ti accorgi di essere diversa... e non parlo del tuo potere di illusione aumentato... Moni... prova ad ascoltarmi...

    Ma... Daemon...

    *Mormorò Moni confusa, scuotendo appena la testa con aria incredula: cosa?! Ma che c'entrava il posto in cui la serpina aveva scelto d'incontrarsi col fidanzato con quel.. cambiamento di cui parlava? Lei si sentiva sempre uguale, non era cambiata proprio per nulla!*

    Tesoro... ho solo scelto un posto diverso dal solito, qual è il problema?
    In fondo non è così male, ci facciamo i cavoli nostri e per il cameriere... mi dispiace, ma mica è morto o altro... si è solo preso uno spavento! Se ti ha dato fastidio, mi dispiace... cercherò di non farlo più...


    *Disse con aria contrita, abbassando lo sguardo mentre beveva un paio di sorsi del proprio drink, gli occhi fissi su di esso ora come se non le importasse null'altro al momento che il ghiaccio all'interno del bicchiere.*


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    *Le parole che pronunciò il ragazzo erano il miglior misto di risolutezza e amore che potesse cercare di far scatutire dalle sue labbra.
    Una farse dietro l'altra e un tentativo insito, quello di farla ragionare, quello di comunicare con quella parte di se che l'aveva fatto innamorare più di ogni cosa al mondo.
    Ma il risultato non fu affatto quello che il ragazzo si poteva aspettare, seppur minimo. Già, per Monique quello che aveva fatto era il comportamento più genuino e plausibile che ci fosse.*

    ... Ma cosa stai... dicendo?

    *Lei era tranquilla, impassibile, anzi, quasi sconcertata quasi del fatto che a Daemon potesse andar storta la cosa. Viso imbronciato il suo, quasi disturbata, come se fosse lei quella sorpresa della cosa.
    La situazione era sfuggita di mano così velocemente che Daem non aveva fatto in tempo a combinare nulla di propositivo e quanto mai sbrigativo per arginarla.*

    Questo non è solo div... aahh, lasciamo perdere... Bevi il tuo drink, non ce l'ho con te...

    *Beh in certo senso si, ce l'aveva con lei, ma comprendeva bene che non era propriamente lei il problema, non era propriamente lei, anzi, adesso che la conversazione andava avanti, le sue teorie precedenti cominciavano a prendere ancora più vita che in precedenza...*

    ... Non si accorge minimamente del cambiamento. Se ne fosse stata cosciente me lo avrebbe detto, lei non si cura di quello che pensano gli altri, informa se c'è da informare... quindi questo cambio è dovuta a qualcosa... e qual'è l'unica cosa che è cambiata in lei a parte l'aspetto da quando l'ho vista l'ultima volta?...

    *Ancora qualche fugace pensiero ed analisi. No, non è troppo nelle condizioni per fare collegamenti, in fondo si trova nel posto sbagliato con... la persona sbagliata, o più o meno sbagliata. Sospira, nervoso, mentre fissa il suo bicchiere ormai già vuoto. Lei è ancora intenta a bere, anzi, a fissare il ghiaccio più che altro...*

    Cosa ti starà passando per la testa?

    *Un'espressione la sua persa, e triste allo stesso tempo, turbato da tutto quello, ma è come se già il suo animo cominciasse ad assorbire tutti quei colpi e ad accumularli. Anche perchè giusto quello può fare, nulla più. Una mano vien allungata, la sua destra, che va ad accarezzarle la guancia e a scostarle i capelli per sentire se la sua pelle è ancora calda come una volta. Questa volta non è più il caso di scompigliarli, già, forse più che arrabbiarsi e fare la sua solita faccetta imbronciata potrebbe addirittura fargli del male involontariamente... correrebbe questo rischio? Forse si... ma non in un posto del genere, fare scompiglio lì, per quanto buone le doti della fidanzata siano ottime, potrebbe portarli ad essere in dei brutti guai e non gli va affatto di crearne ulteriori dopo quello che ha già di gran lunga creato quel farabutto del padre di lei.*


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    *Non riusciva davvero a capire cosa non andasse bene a Daemon di quel posto: stavano da soli? Sì.
    Stavano insieme dopo tanto tempo? Sì.
    Stavano bevendo qualcosa di buono? Sì.
    E allora dov'era il problema?*

    Questo non è solo div... aahh, lasciamo perdere... Bevi il tuo drink, non ce l'ho con te...

    *Borbottò lui, e Monique fece un piccolo sorriso: già, il fidanzato non era bravo a tenerle il broncio, e questo sicuramente era un punto a favore della biondina al momento. Sentì la sua mano scostarle i capelli dolcemente per sfiorare la sua pelle, la guancia fredda... ghiacciata anzi. Ma Moni non aveva freddo, al contrario... stava benissimo. Non si era mai sentita meglio prima, effettivamente. E poi, che lei fosse sempre fresca non era certo una novità.*

    Lo so che sei preoccupato... ma puoi stare tranquillo.
    Ogni volto che vado da Nicholas porto Sophie con me, anzi, è stata lei ad insistere per accompagnarmi, probabilmente vuole proteggermi. Spesso uso lei come "cavia" per le illusioni, anche se ovviamente le faccio vedere sempre cose belle.
    Ed in fondo, anche a questo potrebbero servire le illusioni, no?


    *E forse in quel momento, Daemon avrebbe potuto intravedere uno spiraglio di speranza per la fidanzata, i cui occhi erano illuminati di una luce diversa, più.. dolce, forse. Più pura di prima.
    Segno che c'era ancora qualcosa in lei che poteva essere salvato.*

    Voglio dire, pensa a quante cose belle potrei far vedere alle persone... ai malati, magari, allietando le loro giornate con visioni allegre... oppure non lo so... riempiendo le case delle persone sole di illusioni piene di gente che vuole parlare con loro.
    Io ad esempio su me stessa uso l'illusione per vedere Rose... sono tutte cose positive, non credi?


    *Gli chiese sorridente, allungando la mano per prendere quella di lui e stringerla con dolcezza ed amore, con quegli occhi scuri che però ora riflettevano, anche solo per un momento, l'anima della vecchia Monique.*



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