Notturn Alley
Notturn Alley



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  • Stefano_Draems

    Fondatore Amministratore Ministro Ad Honorem Certificato

    Dormitorio: VIP
    Livello: 16
    Galeoni: 584673
       
       

    *Notturn Alley*

    UNDER CONSTRUCTION


  • Fernando_Cipriano

    Corvonero

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 8
    Galeoni: 659
       
       

    *Quel fine settimana era tanto noioso ad Hogwarts; però aveva avuto la brillante idea di passarlo in modo diverso, magari per Diagon Alley, ma qualcosa lo attirava a Notturn Alley. Non ci era mai stato però ne rimase affascinato fin dalla prima teca di vetro, che faceva angolo con il viale della Gringott. Il suo primo sogno fin da piccolo era diventare un mago di potere. Soprattutto dopo la morte di suo padre, non desiderava più altro. Gli mancavano solo 4 anni di studio e poi i suoi sogni li avrebbe realizzati. Non aveva rivelato a nessuno questo però più tardi la sua cerchia di maghi potenti si sarebbe formata. Era questione di tempo.*

  • Kylesa_Mueller

    Corvonero

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 8
    Galeoni: 1458
       
       

    *Notturn Alley. Gran bel posto per trascorrere il pomeriggio, no?
    Non sapeva cosa l'avesse portata lì, in un luogo in cui vi erano solo e soltanto manufatti della magia nera. Non voleva ammetterlo, ma... stava seguendo Fernando. Aveva avuto modo di incontrarlo solo per un minuto, il tempo di vederlo sorridere e poi uscire in fretta e furia dalla camera. Non sapeva cosa la spingesse a seguirlo, ma aveva bisogno di parlargli.*


    Fè, fermati!

    *Urlò, ormai sfinita per il troppo correre. Fortunatamente il ragazzo riuscì a sentirla e si fermò e Lalla lo raggiunse correndo, con un altro piccolo sforzo.*

    Cavolo, quanto cammini veloce!

    *Si piegò su se stessa, cercando di riprender fiato.*

    fernando1996,


  • Fernando_Cipriano

    Corvonero

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 8
    Galeoni: 659
       
       

    *Fernando si accorse di lalla94, solo quando lo chiamò... In effetti stava camminando con gran fretta, senza nemmeno sapere per quale motivo. Ridacchio guardando l'amica stanca e si trovò la scusa più banale;*

    Curiosavo un po' qui;

    *disse cercando di essere più disinvolto possibile;poi si voltò la testa di nuovo in avanti, desideroso di proseguire. Poi si ricordò che forse c'era un motivo per cui Lalla era lì.

    Tutto bene? Cosa ti porta qui?

    *disse aspettando che l'amica riprendesse altro fiato*

  • Kylesa_Mueller

    Corvonero

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 8
    Galeoni: 1458
       
       

    *Fernando se la rideva.
    Lei era senza fiato e l'amico rideva, come non fosse successo nulla. Gli lanciò un'occhiataccia quando riprese fiato, per poi dargli una pacca amichevole, rivolgendogli un sorriso.*


    Non pensare che io sia una maniaca o cosa, solo che ti ho visto parecchio... arrabbiato prima.
    Che è successo?


    *Chiese, aggiustandosi un attimo i ricci biondi parecchio sconvolti dalla corsa.*

    fernando1996,


  • Fernando_Cipriano

    Corvonero

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 8
    Galeoni: 659
       
       

    Oh...niente io e Sharon abbiamo chiuso, lei vuole un altro;

    *disse quelle parole senza un minimo di tristezza, era arrabbiato davvero e non l'avrebbe mai perdonata; ora era tutto come prima; non aveva nessuna preoccupazione; voleva vivere liberamente. Riguardò le vetrine desideroso di proseguire...*

    Che dici continuiamo

    *disse facendo segno verso il viale ancora tutto da esplorare.*




    lalla94


  • Kylesa_Mueller

    Corvonero

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 8
    Galeoni: 1458
       
       

    *Ascoltò, senza batter ciglio. Era quasi sicura che Sharon amasse veramente Fernando.. ed ora? Avevano chiuso. Beh, le dispiaceva per entrambi, certo, ma se l'amica aveva preso quella decisione significava che c'era una buona ragione per farlo.*

    Si, certo... continuiamo.

    *Rispose, seguendolo a passo lento, seppur deciso. Avrebbe dovuto pensare ad altro, ma era curiosa: non era mai stata lì, e mai avrebbe pensato di andarci.*

    fernando1996,


  • Fernando_Cipriano

    Corvonero

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 8
    Galeoni: 659
       
       

    *I due cominciarono a camminare a passo lento, tra gli sguardi minacciosi dei passanti; non aveva paura, stranamente, non in quel posto; Lalla era vicino a lui e sembrava incuriosita allo stesso modo. Non conosceva questo lato della ragazza: pensava che fosse una ragazza molto premurosa e lontana dal pericolo. Ciò lo fece sorridere e pensò che se vi fosse qualcuno di Hogwarts sarebbe parso strano vedere due corvonero in quel posto. La sua parte gli stava venendo bene: un'altra qualità di Fernando era l'apparire brillante; nessuno avrebbe mai sospettato di uno come lui, stava per cominciare il discorso a Lalla, stava per dirgli il suo scopo...*

    Sai una volta uscito da Hog...

    *poi si trattenne, non era il momento, avrebbe sollevato un polverone se si sarebbe rivelato il suo scopo; doveva completare la sua istruzione. Sarebbe rinato un secondo Lord Voldemort? Di certo non tanto sciocco come il primo, visto la fine che ha fatto.*

    lalla94


  • Kylesa_Mueller

    Corvonero

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 8
    Galeoni: 1458
       
       

    *La gente li guardava e anche in modo abbastanza minaccioso. Era a conoscenza, forse meglio di loro, di che luogo fosse quello, e di certo non si sarebbe fatta intimidare da degli stupidi che cercavano solo qualcuno di cui spettegolare.
    Sempre contro ai gossip, Lalla se ne fregava altamente, continuando per la sua strada, affiancando Fernando, che sembrava molto più curioso di lui, quasi stesse... conoscendo un luogo dove avrebbe potuto vivere.
    La sua frase interrotta a metà aumentò la convinzione di quelle sue ipotesi.*


    Fè... non vorrai mica...

    *Sussurrò, in modo da farsi sentire solo e soltanto da lui. Lo guardò, negli occhi, prendendogli una mano per farlo bloccare. Non era sua intenzione scavare a fondo, ma... Fernando non poteva essere quel genere di persona; non quello che, una volta, riteneva il suo piccolo Corvetto.*

    fernando1996,


  • Fernando_Cipriano

    Corvonero

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 8
    Galeoni: 659
       
       

    *Fernando si voltò a guardare l'amica che lo stava bloccando con la mano...*

    Come? Che cosa?

    *disse Fernando sperando che l'amica non avesse capito. Poi rifletté... Il suo sguardo sparì da Notturn Alley, era in uno spazio, tutto bianco, vedeva un bambino piccolo: era lui; la madre giocava insieme. Ma del padre nessuna ombra. No, non era quella la sua strada, inutile prendersi in giro, la sua strada era nel bene. E poi il suo più grande sogno era sempre stato quello di diventare Auror, e così doveva essere. Ritornò vicino la sua amica e sorrise*

    Andiamo via di qui, è un brutto posto... Torniamo ad Hogwarts

    lalla94


  • Kylesa_Mueller

    Corvonero

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 8
    Galeoni: 1458
       
       

    *Rimase immobile, sperando che le sue ipotesi fossero false. Credeva davvero in ciò che stava pensando, o perlomeno Fernando glielo faceva credere.
    E, sperare che non fosse vero, era più che normale. Attese, quasi fino a perdere la pazienza, per poi sospirare di sollievo quando l'amico le sorrise. Non lasciò la presa della sua mano, quasi a volersi accertare che l'amico non cambiasse idea.*


    Certo.. andiamo.

    *Sorrise anche lei, seguendo l'amico ovunque avesse intenzione di portarla.*

    fernando1996,


  • Roxas

    Serpeverde

    Dormitorio: Serpeverde
    Livello: 4
    Galeoni: 236
        Roxas
    Serpeverde
       
       

    *Noctur Halley. Era quello, il luogo doveva aveva trascorso la sua infanzia, dov'era nato. Li bisognava avere un cuore duro.. ed esser diffidenti. Il pericolo si celava perfino dietro il sorriso di un bambino. Eppure ecco li Roxas, del tutto a suo agio, mentre camminava tra i vicoli stretti e affollati di gente coperta di sudiciume, molto poco raccomandabile. Il suo sguardo vuoto non indugiava per più di un istante sul viso di nessuno, quando un uomo di mezz'età provò a sottrargli il portamonete. Con un gesto del tutto naturale, senza fare una piega, il Serpeverde puntò la bacchetta dritta al suo petto, e questo volò per qualche metro più in la. Non aveva fatto una piega.. così come non aveva fatto una piega nel colpirlo.*

    Il prossimo sarà un Anatema che Uccide..

    *Mormorò flemmaticamente, con voce calda, senza alcun sentimento che trasparisse ne dal tono di voce ne dagli occhi. Ecco, c'era cresciuto così. E il vantaggio di avere una bacchetta, era appunto quello di potersi allontanare da casa senza genitori. Non che ne avesse.. non aveva più nessuno. Rimise la bacchetta in tasca e continuò a camminare, mentre nel vicolo regnava ora il più assoluto silenzio.. e i "sudici" si scostavano, lasciando passare quel giovane dai capelli scuri.*

  • Daniel_Dawson

    Serpeverde

    Dormitorio: Serpeverde
    Livello: 8
    Galeoni: 15101
        Daniel_Dawson
    Serpeverde
       
       

    MINISTERO DELLA MAGIA


    *Con un grande stridere e sbatacchiare le grandi griglie dorate si spalancarono e Daniel uscì dall’ascensore semi vuoto seguito da una decina di Promemoria Interuffici. Come al solito l’Atrium era affollato: schiere di maghi e streghe con espressioni assonate e accigliate si muovevano da una parte all’altra dell’immenso salone chiacchierando tra loro.*

    Brutta giornata ieri, ho perso un mare di Galeoni… *si lamentava un grosso mago barbuto ad un vecchio dall’aria malaticcia che fissava la punta dei suoi stivali camminando con aria ansiosa.*

    Per le mutande di Merlino, chi poteva prevederlo un crollo del genere..ei Dawson, Dawson, buon Dio ragazzo sempre così di fretta… *Il mago trotterellò fino a raggiungere il ragazzo che si era fermato per ascoltarlo.*

    Ei Bob *Salutò distrattamente Dan mentre attendeva che il corpulento mago riprendesse fiato: la sua obesità gli dava seri problemi di respirazione.*

    Devi… *E prese una grande boccata d’aria poggiando una sudicia mano sull’avambraccio del ragazzo che reggeva due caffè..* …devi passare da Amelia Bones oggi pomeriggio alle 16:00..no.. *scosse freneticamente la testa anticipando la domanda di Daniel* …non chiedermi cosa vuole non ne ho idea….andava di fretta, mi ha solo detto di riferirti questo prima di sparire…

    Ok grazie Bob.. *rispose confuso mentre quello si allontanava seguito dal vecchietto che sembrava essere la sua ombra. Riprese a camminare facendosi largo tra la folla e schivando i fiumi di persone che affioravano con un dolce fruscio dai camini posti ai due lati delle pareti in legno. Si fece strada sorpassando la grande fontana e le lunghe code di maghi davanti ad ogni camino in attesa di ripartire, accompagnato dal chiassoso mormorio che si aggiungeva al gorgogliare dell’acqua che cadeva e ai vari pop e crac di coloro che si Materealizzavano . Finalmente individuò la persona che stava cercando. In disparte, con le spalle poggiate al muro, lontana da tutto quel frastuono di chiacchiere e passi di centinaia di maghi, Tisifone leggeva indisturbata la Gazzetta del Profeta.*

    Caffè?! *la salutò porgendole uno di quei grossi bicchieri takeaway . *

    Era il minimo che potessi fare per me….dopotutto mi hanno costretta ad accompagnarti in questa missione suicida… *Tisifone afferrò il bicchiere e osservando l’espressione scettica del ragazzo aggiunse subito:*

    Oh si ci farai uccidere tutti oggi…sei così maldestro e inesperto … *Dan rise e continuò con leggerezza mentre Tisifone stappava il suo caffè:*

    Hai scarsa fiducia nelle mie capacità di Auror e sei totalmente pessimista.

    *Tiss deglutì velocemente e puntandogli un dito contro disse:*

    Non sono pessimista, sono realista!! Merlino ma per che diavolo Sheeverhas, doveva partire per l' Italia proprio adesso… *Sbuffò e riprese a bere. Lui continuò a ridere, ormai abituato a quel rapporto fatto di continui battibecchi e frecciatine.*

    Non vorrei sbagliarmi cara collega, ma fiuto *fece una pausa inclinando il busto e annusando l’aria*
    ..fiuto.. paura*Fu la goccia che fece traboccare il vaso. Tiss si erse in tutta la sua altezza e fissandolo con aria falsamente minacciosa disse a denti stretti:*

    Daniel Edward Dawson, sono al mondo da *e qui omise l’età mascherando quel dettaglio con un breve colpo di tosse* e fin’ora non c’è niente, ripeto e sottolineo niente che mi abbia mai fatto paura. *Sbuffò le narici frementi, gli occhi sfavillanti.*

    Figuriamoci una gita con un dilettante… *Concluse in tono leggero che stonava con la sua finta arrabbiatura di un istante prima. Pronunciò con cura quelle parole per sminuire la missione che i due avrebbero compiuto di li a breve.*

    Ma devo dire che questo caffè ti ha fatto guadagnare 5 punti a tuo favore…vogliamo andare?!

    Non aspettavo di sentire altro…Madame?!

    *Disse Dan in tono gentile allungando una mano verso il camino spento invitandola a procedere per prima.*

    Al diavolo la galanteria Dawson…ci potrebbe essere un pazzo maniaco ad attendermi non appena esco..e di Notturn Alley che stiamo parlando….vai prima tu!

    *Rassegnato e divertito allo stesso tempo Dan entrò nel camino, afferrò una manciata di polvere volante dal vasetto li vicino e tenendo bene a mente la sua destinazione gettò la polvere aspettando che le fiamme verde smeraldo lo inghiottissero. Chiuse gli occhi –tutto quel vorticare di immagini sfuocate lasciava un leggero senso di nausea subito dopo colazione- e un attimo dopo si ritrovò nel grigiore opprimente delle squallide vie di Notturn Alley.*


    NOTTURN ALLEY



    * Tisifone lo raggiunse subito dopo e prima di uscire dal camino scrutò la strada con aria ansiosa. Una volta certa che nessuno era li pronto a tenderle un agguato uscì dal camino e gettò il bicchiere takeaway ormai vuoto in un cestino rotto li vicino. Dan la imitò subito prima di procedere lungo la loro destinazione. Di solito era Sheeverhas, sua grande amica oltre che collega, ad accompagnarlo in tali missioni, ma aveva anticipato le sue vacanze pasquali per godersi un po’ di sole sulla costa meridionale italiana in compagnia del suo innamorato. Perciò non era rimasto più nessuno disponibile –gli altri Auror erano tutti occupati a sorvegliare la Londra Babbana e non , viste le recenti evasioni- e Tissy era l’unica con un curriculum idoneo a ricoprire temporaneamente tale ruolo. Senza parlare del fatto che Mafalda Hopkirk –Responsabile dell’ufficio Applicazione della legge sulla Magia- non avrebbe mai permesso che il suo pupillo andasse in giro per Notturn Alley tutto solo. Dan le aveva detto di non preoccuparsi perché era sicuramente in grado di cavarsela da solo ma lei non aveva voluto sentire ragioni. E così due secondi dopo gli aveva affiancato Tiss. Ed ora eccoli li che vagavano per le tetre e squallide vie di Notturn Alley.*

    Ci siamo quasi…

    *Annunciò Dan mentre svoltavano l’ennesimo vicolo buio che esibiva teste mozzate appese come torce lungo le pareti di pietra sporca e una grande teca di ragni dall’aria letale. Camminavano leggeri e silenziosi avviandosi con circospezione e scrutando in tutte le direzioni possibili e immaginarie. A un certo punto Dan si fermò di colpo e Tiss gli urtò contro.*

    Per la miseria Daws--- *Ma fu interrotta dal ragazzo che le tappò la bocca con la mano e poi le fece segno di tacere portandosi un dito alle labbra e indicando con un cenno del capo l’estremità della via. Tiss uscì timidamente la testa dall’angolo dietro il quale erano nascosti e vide anche lei. Proprio lui, la persona che stavano cercando. Burt Catthenberg già noto al Ministero per i suoi loschi affari. Processato in passato per sospette attività illecite, era sempre riuscito a cavarsela grazie al cognome che portava. Il nome dei Catthenberg –antica famiglia Purosangue- imponeva ancora un certo rispetto. Ma dopo giorni di continui pedinamenti, false piste e depistaggi erano vicini al punto di svolta. Burt –il viso solcato da tante increspature nonostante la giovane età, i tratti duri e aspri, i corti capelli ispidi e gli abiti consunti e rattoppati in più punti- attendeva impaziente l’arrivo del suo ospite. Tra le braccia –la prova schiacciante che attendevano da giorni interi- stringeva un grosso scatolone chiuso dall’aria pesante. Tiss si voltò verso Dan impaziente di entrare in azione:*

    Che aspettiamo ,andiamo a prenderlo…

    *Fece per andare, ma Dan la fermò afferrandola per un braccio e riportandola nell’ombra. Scosse brevemente il capo.*

    Non possiamo prenderlo adesso, dobbiamo prima vedere chi è colui che comprerà quella roba e .. *alzò il braccio destro fissando l’orologio.*

    Abbiamo ancora cinque minuti prima che Mafalda ci invii la scorta. Dobbiamo attendere!

    *Tiss sbuffò frustrata e commentò con un debole “va bene” . Ma finalmente, dopo soli due minuti di attesa Burt fu raggiunto da un uomo. Portava una camicia e un paio di pantaloni grigi, molto anonimi. Era alto –persino più di Burt- e longilineo, un lungo naso adunco e capelli sudici che gli incorniciavano il viso pallido. L’uomo si avvicinò a Burt dopo aver controllato per più volte che la strada fosse deserta. Attesero mentre avveniva lo scambio. Riuscirono solo a cogliere un brandello di quella conversazione concitata mentre Burt mostrava la mercanzia al suo cliente:*

    …è letale, fino ad oggi è costata la vita a ben nove maghi che l’hanno toccata ma posso vendertela ad un buon prezzo…

    *Bastò uno sguardo, con il quale Dan comunicò a Tisifone che era arrivato il momento. Irruppero bruscamente nella via, nell’istante stesso in cui Burt passava all’uomo una piccola boccetta piena di un liquido verdognolo. La bacchetta di Daniel sferzò l’aria come una spada e un lampo di luce rossa colpì in pieno viso l’uomo di cui non conoscevano il nome, che cadde a terra privo di sensi. Burt lasciò andare la boccetta che si ruppe riversando il contenuto sulle pietre grezze e si diede alla fuga. Tisifone gli fu subito dietro lanciandosi al suo inseguimento e con un deciso movimento della bacchetta colpì Burt alle spalle facendolo cadere come un frutto secco. Quello prese a divincolarsi cercando di liberarsi dalle funi invisibili che lo imprigionavano. Tisifone fece levitare il suo corpo e lo lasciò cadere a peso morto accanto a quello del suo compratore svenuto. Si chinò e afferrando Burt per capelli alzandogli la testa così da poterlo vedere chiaramente in viso.*

    Non ho fatto un viaggetto fin qui per tornarmene a casa a mani vuote..

    *Sibilò Tisifone e poi lasciò andare la sua testa e tornò accanto a Daniel. Il fruscio di passi affrettati li sorprese ed entrambi si voltarono verso l’imbocco della via puntando le bacchette contro i nuovi arrivati. Erano in tre. Non appena li ebbero riconosciuti abbassarono le bacchette e li salutarono con un sorriso. Era la scorta che Mafalda aveva promesso loro di inviare al termine dell’operazione.*

    Avery tu prendi Burt;
    Clear tu il suo compratore, quando arrivate al Ministero chiamate subito Amelia per l’interrogatorio.
    Kindy tu afferra quella scatola e ATTENTO a non toccare nulla.


    *Dan dette ordini in tono pratico e sbrigativo e i tre fecero subito ciò che gli era stato detto. Mentre i due uomini catturati venivano portati via con l’incantesimo Levicorpus, Kindy un giovane ragazzo svedese afferrò la scatola sbirciandoci dentro.*

    Eh si…mi sa che questo qui resta dentro per un bel po’, guarda tu quanta roba…

    *E sparì con gli altri due diretto al Ministero della Magia.*

    Ottimo lavoro!

    *Annunciò Tiss sollevata e meno nervosa ora che tutto si era concluso per il meglio. Fece scontrare un pungo contro il braccio del ragazzo che replicò falsamente risentito:*

    Ah sei ancora viva…ma guarda anch’io…e Burt e il suo compratore sono stati catturati…ma non era previsto che saremmo morti tutti?!

    Merlino Dawson non stressarmi e usciamo di qui prima che perda quel po’ di autocontrollo che mi è rimasto; questo posto è squallido, SQUALLIDO!! *Ripetè con voce stridula prendendo a camminare velocemente. Si erano addentrati troppo:erano nel cuore di Notturn Alley.*

    ..e voglio andare da Fortebracci, tutta questa azione mi ha fatto venire fame * continuò a camminare con lunghe falcate tanto che Dan dovette correre per stare al suo passo.*
    ..e sete…paghi tu ovviamente!

    *E si avviarono desiderosi di uscire quanto prima da quel luogo, per raggiungere la calda e soleggiata Diagon Alley.*

    tisifone,


  • Tisifone_Samyliak

    Grifondoro

    Dormitorio: Grifondoro
    Livello: 8
    Galeoni: 110709
       
       

    MINISTERO DELLA MAGIA


    E con questo abbiamo finito.

    *Esclamò Tisifone, apponendo in maniera molto teatrale l’ultimo punto al rapporto che stava scrivendo. Erano due giorni che stava dietro a un coppia di serpenti marini che aveva deciso di infastidire un piccolo paesino sulla costa britannica e per quanto adorasse il mare, quello non era decisamente il clima più adatto per stare a mollo nell’acqua gelida a scambiare quattro chiacchiere in serpentese.*

    Pojdiom domoi smjeiotza…

    *Sibilò poi a Idra che, arrampicandosi sulla sua gamba, andò a sistemarsi sulle sue spalle, nascosta alla vista degli altri, dalla nera chioma fluente della ragazza. Per quanto ormai fossero anni che lavorava al Ministero c’erano ancora delle persone che mal tolleravano la presenza del serpente in giro per gli Uffici e così, per cercare di mantenere una sorta di quieto vivere, la donna aveva acconsentito a non lasciare Idra libera di gironzolare per il palazzo.*

    Signorina Samyliak, Signorina Samyliak * la chiamò la segretaria del suo capo, la Signorina Benson * Torni indietro, è appena arrivato un Promemoria per lei.

    *Le urlò la donna, correndole dietro, affiancata dal suddetto Promemoria che svolazzava impazzito come se non sapesse esattamente dove posarsi.*

    Lo prenda lei e lo posi sulla mia scrivania. Lo leggerò domani. Nulla può essere così urgente da farmi rinunciare a vedermi con Asher per la terza volta consecutiva.

    *rispose Tisifone, premendo il pulsante dell’ascensore per l’Atrio, facendo un occhiolino birichino alla segretaria. Ma a quanto pare il suo incontro con Asher era destinato ad essere rimandato di nuovo visto che,una volta uscita dall’ascensore, trovò il suo Promemoria a svolazzare di fronte al suo naso.*

    Ho capito, ho capito. Non potrò uscire da qui prima di averti letto. Allora sta fermo e fatti aprire.

    *disse nervosa, sollevando di scatto la mano e afferrando al volo la pergamena. Veloce lesse il contenuto del messaggio e la sua espressione si accigliò ancora di più. Infilato il foglietto in una tasca interna del mantello, si diresse a passo di marcia verso uno dei camini per avvertire Asher che neanche quel giorno sarebbero riusciti a passare un po’ di tempo insieme.*

    Speriamo solo che il ragazzino sia puntuale.

    *mormorò e, prensa dalla borsa una copia della Gazzetta del Profeta, si appoggiò comodamente al muro dietro di lei e iniziò a leggere il giornale, per cercare di far evaporare un po’ del suo cattivo umore. Era ormai arrivata alla fine della Gazzetta, quando finalmente il suo partner arrivò.*

    Caffè?

    *A quell salute così inusuale anche se gradito, Tisifone sollevò lo sguardo dal giornale per spostarlo su Daniel, come in una sorta di radiografia esplorativa, e infine sui due grossi bicchieri takeaway che teneva in mano.*

    Era il minimo che potessi fare per me….dopotutto mi hanno costretta ad accompagnarti in questa missione suicida…

    *Esordì, prendendo il bicchiere e annusando quasi in estasi l’odore che proveniva dal bicchiere. Non lo avrebbe ammesso mai, ma in effetti mentre aspettava, era stata tentata più volte di fare un salto nella Londra Babbana a prendere uno.


    Oh si ci farai uccidere tutti oggi…sei così maldestro e inesperto …

    *aggiunse poi, notando l’espressione scettica che era apparsa sul viso del ragazzo in seguito al suo inusuale saluto.*


    Hai scarsa fiducia nelle mie capacità di Auror e sei totalmente pessimista.


    *Cercando di ignorare la risata sarcastica del ragazzo Tisifone stappò il caffè e prese un lungo sorso della tanto agognata bevanda, sorso che le parole di Daniel le fecero letteralmente andare storto.


    Non sono pessimista, sono realista!! Merlino ma per che diavolo Sheeverhas, doveva partire per l' Italia proprio adesso…
    *Sbuffò, puntandogli il dito contro e cercando di non far rovesciare il contenuto del bicchiere a terra. Fatta quella piccola precisazione, la donna provò a riprendere a bere, senza però alcun successo.*


    Non vorrei sbagliarmi cara collega, ma fiuto ...fiuto.. paura…

    *Ci sono poche cose capaci di far infuriare la Grifona e, consapevolmente o meno, Daniel aveva appena toccato un tasto dolente. Nella famiglia Samyliak avere paura voleva dire essere deboli e codardi, e i suoi genitori prima e i suoi padrini dopo, le aveva insegnato a non essere né l’uno né l’altro. Così la donna, punta sul vivo, si allontanò dal muro, si erse in tutta la sua altezza e, assottigliati gli occhi, guardò il ragazzo con aria minacciosa. Che fosse reale o meno la minaccia, toccava a lui indovinarlo.*

    Daniel Edward Dawson, sono al mondo da… Coff coff… e fin’ora non c’è niente, ripeto e sottolineo niente che mi abbia mai fatto paura.

    *Sibilò a denti stretti, la rabbia quasi palpabile tanto da far sollevare ad Idra la testa dal suo comodo giaciglio, venendo allo scoperto.*


    Figuriamoci una gita con un dilettante…

    *Concluse in tono quasi canzonatorio, apparentemente in contrasto con quello iroso che aveva usato pochi secondi prima. Che la ragazza cambiasse umore con la velocità della luce era una cosa nota, ma questa volta l’effetto era voluto. La missione che dovevano compiere non era propriamente una passeggiata e iniziarla con un’atmosfera tesa non era esattamente la cosa migliore che potessero fare.*


    Ma devo dire che questo caffè ti ha fatto guadagnare 5 punti a tuo favore…vogliamo andare?!

    *Propose quindi, svuotando il bicchiere.*


    Non aspettavo di sentire altro…Madame?!


    *Daniel accettò di buon grado la sua proposta e, allungando una mano verso il camino spento, la invitò a procedere per prima. Alla vista di quel gesto Tisifone sarebbe scoppiata a ridere se fosse stato nel suo carattere, invece si limitò ad esibire un piccolo ghigno, scuotendo la testa in segno di diniego.*


    Al diavolo la galanteria Dawson…ci potrebbe essere un pazzo maniaco ad attendermi non appena esco..è di Notturn Alley che stiamo parlando….vai prima tu!

    *Affermò quindi, allungando a sua volta il braccio verso il camino e abbozzando un piccolo inchino nella direzione di Daniel. Appena il ragazzo sparì tra le fiamme verdi, Tisifone prese dal mantello una piccola ampolla dal contenuto verde brillante e la buttò giù in un unico sorso, ringraziando per l’ennesima volta Merlino per averle dato un genio in pozioni come padrino. Metropolvere e Passaporta erano i suoi unici punti deboli e non era il caso di sentirsi male proprio a Notturn Alley. Subito dopo prese una manciata di polvere volante, la gettò nel camino, pronunciò chiaramente la sua destinazione e chiuse gli occhi per poi riaprirli in uno dei vicoli squallidi di Notturn Alley.*

    NOTTURN ALLEY


    *Appena le fiamme si diradarono, Tisifone rimase per una manciata di secondi all’interno del camino, scrutando guardinga la strada in ogni direzione, alla ricerca di eventuali minacce per la loro sicurezza. Accertato il fatto di essere soli, uscì dal camino, fece evanescere i residui di cenere dal suo mantello e da quello di Daniel e gettò il bicchiere di carta vuoto in un cestino rotto lì vicino, subito imitata dal ragazzo. A differenza di quello che si poteva immaginare, Tisifone non aveva alcun problema a passeggiare per i vicoli di Notturn Alley sentendosi a proprio agio esattamente come in tutto il resto di quella piccola porzione di Mondo, magico e babbano, che aveva visitato. Dopotutto lei era praticamente cresciuta, soprattutto una volta giunta a Londra, in mezzo alla magia oscura e a manufatti di dubbia provenienza. Il fatto che fosse guardinga e sul chi vive dipendeva semplicemente da quella che ormai aveva ribattezzato “deformazione familiare” una sorta di paranoia costante che le avevano inculcato suo padre e Demetri più di chiunque altro. *

    La paranoia rende vivi.

    *Disse tra sé e sé, ripetendo il motto preferito di suo padre mentre seguiva silenziosamente Daniel per i vicoli squallidi di Notturn Alley. Quando aveva letto il Promemoria che le aveva inviato la Hopkik non era rimasta sorpresa più di tanto, visto che, a conti fatti, era praticamente l’unico Auror libero in tutto il Ministero a cui il Responsabile dell’ufficio Applicazione della legge sulla Magia sarebbe stata disposta ad affidare il suo prezioso pupillo.*

    Ci siamo quasi…


    *Annunciò Dan mentre svoltavano l’ennesimo vicolo buio che esibiva teste mozzate appese come torce lungo le pareti di pietra sporca e una grande teca di ragni dall’aria letale. Lei annuì di rimando, chiedendosi distrattamente cosa tutti quanti riuscissero a vedere in quel ragazzino che a lei sfuggiva. Quella piccola distrazione le impedì di accorgersi che il ragazzo si era fermato, finendo così per urtargli contro.*

    Per la miseria Daws---

    *Gli sibilò irritata all’orecchio, ma non riuscì a terminare la frase che il ragazzo le tappò la bocca con la mano, facendole poi segno di tacere portandosi un dito alle labbra e indicando con un cenno del capo l’estremità della via. Stizzita per quel comportamento, Tisifone allungò la testa al di là dell’angolo quel tanto che bastava per poter avere una buona visuale su tutta la strada, riuscendo finalmente a vedere la persona che stavano cercando, Burt Catthenberg. La donna conosceva la famiglia Catthenberg grazie agli aneddoti che la madre di Demetri soleva raccontare quando era afflitta dalla nostalgia dei “tempi andati”, e aveva letto su alcuni dispacci in ufficio la “brillante” carriera da delinquente che il rampollo più giovane aveva intrapreso. Nonostante tutto rimase leggermente spiazzata nel trovarsi di fronte una persona completamente diversa da quella che si era aspettata. Scosse violentemente la testa, per cercare di scacciare i pensieri cupi che le stavano affollando la mente, guadagnando un sibilo offeso da parte di Idra che non aveva apprezzato quello shakeramento extra.*


    Che aspettiamo ,andiamo a prenderlo…

    *dise quindi a Daniel, impaziente di fare qualsiasi cosa che le impedisse di perdersi nelle proprie congetture, e uno scontro a fuoco di solito non deludeva mai le aspettative. Fu quindi uno sguardo omicida quello che rivolse al ragazzo quando questo ebbe l’ardire di afferrarla per un braccio per riportarla nell’ombra.*


    Non possiamo prenderlo adesso, dobbiamo prima vedere chi è colui che comprerà quella roba e .. Abbiamo ancora cinque minuti prima che Mafalda ci invii la scorta. Dobbiamo attendere!

    Va bene…*sibilò acida Tisifone, scrollando il braccio per liberarsi dalla presa del ragazzo.*Ma non provare più a fermarmi in quel modo. *aggiunse con aria minacciosa, la punta della bacchetta che spuntava da sotto la manica del mantello. Tutti sapevano quanto la donna fosse gelosa del suo spazio vitale e quanto odiasse qualsiasi tipo di contatto fisico improvviso e non richiesto, ma a quanto pare Daniel si era perso questa piccola nota sulla sua nuova partner.
    Dopo quella affermazione l’aria tra i due divenne leggermente tesa, ma per fortuna l’acquirente misterioso non ci mise molto a raggiungere Burt così l’attenzione di entrambi fu calamitata dai due delinquenti. In silenzio osservarono il tipo avvicinarsi cautamente a Burt e riuscirono a cogliere anche alcuni spezzoni della loro conversazione.*


    …è letale, fino ad oggi è costata la vita a ben nove maghi che l’hanno toccata ma posso vendertela ad un buon prezzo…


    *A quelle parole. Tisifone si voltò verso Daniel e dopo un veloce scambio di sguardi, i due irruppero nella via. Lasciato l’acquirente alle amorevoli cure di Daniel, Tisifone si lanciò all’inseguimento di Burt che, non appena vide i due Auror, lasciò cadere a terra l’ampolla e si diede alla fuga. Fuga questa che terminò da lì a pochi istanti, quando un Incarceramus della donna lo colpì alle spalle, facendolo cadere come un frutto secco. Con un piccolo ghigno di soddisfazione sul viso, Tisifone lo osservò cercare di divincolarsi dalle funi magiche che lo imprigionavano, prima di far levitare il suo corpo fino a loro e farlo cadere a peso morto accanto a quello del suo compare svenuto. Si chinò poi e lo afferrò per capelli alzandogli la testa così da poterlo vedere chiaramente in viso.*


    Non ho fatto un viaggetto fin qui per tornarmene a casa a mani vuote…

    *Gli sibilò in viso, per poi lasciar andare la sua testa e tornare accanto a Daniel. Il fruscio di passi affrettati li sorprese ed entrambi si voltarono verso l’imbocco della via puntando le bacchette contro i nuovi arrivati. Erano in tre. Non appena li ebbero riconosciuti abbassarono le bacchette e li salutarono con un sorriso. Era la scorta che Mafalda aveva promesso loro di inviare al termine dell’operazione. Considerato il suo lavoro terminato, Tisifone si fece da parte, osservando come Daniel prendeva in mano la situazione e distribuiva ordini a tutti.*

    Avery tu prendi Burt;
    Clear tu il suo compratore, quando arrivate al Ministero chiamate subito Amelia per l’interrogatorio.
    Kindy tu afferra quella scatola e ATTENTO a non toccare nulla.



    *Velocemente gli Auror portarono via i due uomini catturati con l’incantesimo Levicorpus, mentre il ragazzo che Daniel aveva chiamato Kindy afferrava la scatola sbirciandoci dentro.*


    Eh si…mi sa che questo qui resta dentro per un bel po’, guarda tu quanta roba…


    *Disse prima di sparire con gli altri due diretto al Ministero della Magia.*

    Ottimo lavoro!


    *Affermò soddisfatta Tisifone, azzardandosi a far scontrare un pungo contro il braccio del ragazzo, quasi a volersi scusare per la sparata che gli aveva fatto prima. Dopotutto non era colpa sua se la Grifona aveva un carattere terribile.*


    Ah sei ancora viva…ma guarda anch’io…e Burt e il suo compratore sono stati catturati…ma non era previsto che saremmo morti tutti?!

    *A quelle parole, Tisifone dovette mordersi la lingua per evitare di fare una qualche battutaccia, così si limitò a replicare in maniera quasi teatrale:*


    Merlino Dawson non stressarmi e usciamo di qui prima che perda quel po’ di autocontrollo che mi è rimasto; questo posto è squallido, SQUALLIDO!!

    *E senza aspettare di vedere se il ragazzo la stesse seguendo o meno, iniziò a camminare velocemente. Il fatto che non si sentisse a disagio non implicava necessariamente che le piacesse passare del tempo a bighellonare per Notturn Alley.*


    ..e voglio andare da Fortebraccio, tutta questa azione mi ha fatto venire fame..e sete…paghi tu ovviamente! Questa dopotutto era la tua missione!

    *Aggiunse, rallentando il passo in modo da dare il tempo al ragazzo di raggiungerla.*

    Passiamo di qua, così ne approfitto per dare una sbirciatina alle vetrine e farmi venire un’idea su cosa regalare a Demetri per il suo compleanno.

    *Propose poi, svoltando in una via piena di negozi dall’aria ambigua e poco raccomandabile, senza chiedersi cosa il ragazzo avrebbe pensato di quella piccola deviazione. Continuavano a camminare con passo svelto, con Tisifone che guardava a destra e la testa di Idra che spuntava dalla sua spalla sinistra, in modo da poter avere una panoramica globale della strada, quando un sibilò del suo serpente la costrinse a fermarsi di botto.*

    Otchu!* esclamò quando il ragazzo le finì adosso* Con questo possiamo dire che siamo pari.* affermò, massaggiandosi distrattamente la spalla, la sua attenzione concentrata su una coppietta in lontananza.*

    Per tutti i Basilischi, spero proprio che Idra si sbagli. Perché se quella la giù è davvero Monique, la Signorina avrà un sacco di cose da spiegarmi… Una palla di cristallo, ecco dove la esilierò.

    *Esclamò tra l’adirato e il preoccupato, riprendendo a camminare con un passo di marcia.*

    Sempre detto che da certe compagnie possono solo derivare delle cattive influenze.

    *Aggiunse, voltandosi per scoccare un’occhiata di avvertimento a Daniel, solo per scoprire che il ragazzo non si era mosso di un millimetro da dove l’aveva lasciato prima. Sbuffando e imprecando contro gli astri e le rune, Tisifone tornò indietro.*

    Cos’è, qualcuno ti ha lanciato un incantesimo di adesione permanente?*chiese ironica*Allora, ti decidi a muoverti o ti devo trascinare con la forza?*aggiunse poi, chiedendosi perché Daniel non fosse ansioso di abbracciare Monique. Che le cose tra i due non fossero più rosa e fiori come sapeva lei?*

    serpeverde,


  • Monique_Vireau

    Serpeverde

    Dormitorio: Serpeverde
    Livello: 8
    Galeoni: 617
       
       

    *Notturn Alley.
    Lugubre, tetra, inquietante.
    La zona peggiore in cui girovagare, salvo per maghi oscuri e gente non esattamente per bene.
    Forse era proprio per tutti questi motivi, che una ragazza quel pomeriggio non passava per nulla inosservata: indossava un abitino rosa, colorato e vivace, con décollétes di un rosa più pallido e munite di un tacco discreto; capelli sciolti, lievemente mossi, occhi di ghiaccio ed un nome che molti, a Hogwarts, conoscevano.
    Monique Vireau, settimo anno di Serpeverde, la fracesina bella, elegante, maliziosa, educata... e decisamente scocciata, in quel momento.*

    ... e se avessi saputo dove cavolo stavamo andando mi sarei vestita molto diversamente!
    Ma perchè non me l'hai detto prima??


    *Era almeno la decima volta che poneva quella domanda al professore di Alchimia, Federico Lazzeri Nott: il mago, peraltro grande amico di Monique, le aveva chiesto qualche giorno prima di accompagnarla a fare un po' di spese per comprare alcuni oggetti necessari per le sue lezioni e la serpina, senza pensarci due volte, aveva accettato.
    Solo in un secondo momento, ahimè, si era resa conto del luogo in cui avrebbero effettuato tali spese, ma ormai era troppo tardi visto che... si trovavano già lì.*

    Mi fissano tutti, ma cosa vogliono?!
    Non hanno mai visto un vestito alla moda in vita loro?


    *Domandò a voce molto alta con un sospiro scocciato, incrociando le braccia al petto: Fede si sarebbe dovuto far perdonare, anche se forse non era tutta colpa sua... alla fine era stata la serpina a non informarsi. Così lo prese sottobraccio - quasi a volersi far proteggere da lui - e si lasciò guidare verso il negozio adatto a trovare ciò che il professore cercava.*

    Fede93, tisifone, serpeverde



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