Hogwarts - Dintorni
Hogwarts - Dintorni


  • Mintaka_Poulie

    Tassorosso Certificato

    Dormitorio: Tassorosso
    Livello: 8
    Galeoni: 311
       
       

    *Il bigliettino di Gwen giunto in ufficio l'aveva lasciata per un attimo interdetta.

    L'aveva guardato e letto senza cambiare espressione, se l'era chiuso nella mano e ora raggiungeva il posto prestabilito.*

    "Una passeggiata"

    *Non passeggiava da tempo ormai, al più camminava per raggiungere luoghi, senza accorgersi del percorso e di quel che le era intorno.
    Passeggiare voleva dire non avere nulla per la testa.
    In più il fatto che Gwen le avesse mandato quel biglietto l'aveva resa nervosa.
    Loro avevano avuto un rapporto strano. Si erano avvicinate silenziosamente, quando era più piccola la ragazzina riusciva a comprenderla con uno sguardo, si avvicinava a Mintaka e l'abbracciava quando capiva.
    Provava un enorme affetto per lei, ma si accorse di non averle insegnato granché, non quello che avrebbe voluto. Forse non si erano mai conosciute abbastanza.

    Si fermò al centro del giardino ad attenderla.*

    Gwenevere_Mckenzie,


  • Gwenevere_Mckenzie

    Corvonero

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 8
    Galeoni: 333
       
       

    *Gwenevere lasciò malgrado il calore della sua stanza ma si consolò perché il fine giusticava il dover uscire al freddo, e comunque sciarpa, capello e guanti in aggiunta a due maglioni, rigorosamente con i colori della sua casa, l'avrebbero aiutata a sopportarlo.

    Aveva deciso di mandare quell'invito perché pensava, anche se non ne sapeva il motivo, che Mintaka l'avrebbe aiutata a superare quella fase di transito.
    Ormai era adulta però non era ancora riuscita a lasciare il Castello, come se ci fosse stato qualcosa che doveva assolutamente fare o sapere prima di andarsene nel "mondo vero"; magari l'amica sapeva la soluzione al suo problema.

    La Corvonero uscì dal castello e si diresse verso il giardino e senza doverla neanche cercare vide la donna in mezzo ad esso che guardava però dall'altra parte. Gwenevere si avvicinò e le toccò la spalla per richiarmare la sua attenzione.*

    Eccomi.

    *Disse senza particolare inflessione della voce. Mentre l'amica si girava si chiese come aveva reagito all'invito, siccome quello non era esattamente il miglior momento per fare una passeggiata: la neve che ricopriva i prati e molti sentieri, il freddo che attanagliava le membra ogni minuto di più e il Sole che iniziava a nascondersi dietro le montagne, emanando ancora raggi che però non riscaldavano affatto.*

  • Mintaka_Poulie

    Tassorosso Certificato

    Dormitorio: Tassorosso
    Livello: 8
    Galeoni: 311
       
       

    *Solo ora che era immobile si accorgeva di quanto in realtà facesse freddo. Il mantello pesante e il cappuccio non erano abbastanza, la sciarpa sembrava di lino.
    Attendeva immobile mentre osservava il tramonto. Aveva sempre amato quella luce.
    Poi si sentì toccare la spalla e la voce di Gwen ruppe il silenzio.*

    Eccomi.

    *Atona. Mintaka si voltò a guardarla, non si era accorta, forse, di quanto fosse cresciuta. Eppure per lei rimaneva ancora una bambina. Dopo momenti che sembrarono ore le sorrise, ma continuava a guardarla con sguardo intenso e attento.*

    Gwen...

    *Disse poi, come se si stupisse di pronunciare quel nome, come se si stupisse della sua presenza.

    Le fece un cenno a indicare lo spazio di fronte loro.*

    Camminiamo.

    *Disse muovendo i primi passi e attendendo che fosse seguita. Lasciavano le loro impronte nella neve e camminarono in silenzio per un po'. Mintaka guardava a terra, gli occhi persi in qualcosa che non c'era davvero e poi mise le labbra lontane dalla sciarpa, sentì il contrasto tra il calore umido del suo fiato dietro il tessuto e il freddo pungente e secco che rendeva visibile il suo respiro.*

    Cosa ci porta qui?

    *Forse immaginava già una risposta, ma quella domanda la guardò e rallentò di poco.*



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  • Laura_Alderbow

    Grifondoro

    Dormitorio: Grifondoro
    Livello: 7
    Galeoni: 1439
       
       

    *Si mise una sciarpa sopra al mantello e se la avvolse bene intorno al collo e poi richiuse il Baule ai piedi del suo letto, nel suo Dormitorio. Corse al piano di sotto verso la Sala Comune e poi fuori dal buco del ritratto della signora grassa. Corse giù dalle scale, la mano appoggiata al corrimano, per evitare di cadere. Era una bella giornata e c'era il sole, sarebbe andata fuori nel parco, nonostante il freddo. Dopotutto si era coperta bene e aveva voglia di respirare aria nuova.
    Arrivò nel Salone di Ingresso e spinse la grande porta di quercia uscendo nel grande parco del castello. Il pallido sole si rifletteva nel Lago Nero all'orizzonte e gli alberi della foresta erano smossi da una lieve brezza*

  • Gwenevere_Mckenzie

    Corvonero

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 8
    Galeoni: 333
       
       

    Gwen...

    *La voce di Mintaka ruppe il silenzio che si era creato nella sua mente. Vedendola aveva smesso di pensare a tutto quello che la disturbava perché la sua presenza la rassicurava. La donna le fece un cenno con la testa e Gwenevere sorrise per la prima volta, felice che l'amica sembrava capire il suo bisogno di distaccarsi da tutto per fare un gran respiro prima di poter continuare con la sua vita.*

    Camminiamo.

    *Disse la Tassorosso iniziando a camminare con un po' di esitazione come per aspettare di essere seguita. Gwenevere con un piccolo balzo, perché i suoi passi erano appena più corti, raggiunse il suo fianco e camminò al suo fianco un poco, senza dire niente, come per capire quel momento.
    Erano amiche da tempo, più che sole amiche, quasi famiglia, e il loro rapporto era nato e si era sviluppato in modo spontaneo, senza mai essere forzato e senza essere portato avanti con il preciso intento di farlo, era qualcosa di naturale. Stare con lei era semplicemente giusto.*

    Cosa ci porta qui?

    *La sua voce interruppe i suoi pensieri sul loro legame e così non le rispose subito. Ma lei quasi si fermò in attesa di una risposta e così Gwenevere alzò gli occhi guardandole per la prima volta il volto che non era più coperto in parte dalla sciarpa.
    La Corvonero fece un'altro sorriso, quasi timido, mentre cercava ancora cosa dire, le giuste parole per esprimere le miriadi di cose che aveva da dire.*

    Avevo bisogno di qualcuno con cui parlare. Sono molto confusa Min...ti

    *Gwenevere alzò un sopracciglio per il suo stesso stupore. Chiamarla così era diventata un'abitudine da anni, perché aveva esitato?
    Forse era quella situazione che la metteva in imbarazzo, pure di fronte alla persona a cui avrebbe detto qualsiasi segreto e pensiero senza esitazione con cui, però, non aveva mai toccato quell'argomento che la tormentava da qualche giorno.*

    L'altro giorno ho seguito la mia ultima lezione, l'ultima solo per ora spero, Divinazione...

    *Gwenevere accennò un sorriso pensando alla professoressa di Divinazione che era la loro coinquilina e la sua altra grande amica, ma prima di continuare riprese a camminare perché ormai si erano fermate.*

    Juliet ci ha "portato" in un posto bellissimo dove c'erano gli sciamani nativi americani...ognuno nel suo tepee ha acceso un fuoco, ci hanno detto di chiedere qualcosa sul futuro e che l'avremmo visto nel fumo.

    *Fece una pausa, non voleva ma la sua voce sulle ultime parole iniziava a farsi spezzata ma riprese con decisione a raccontare quello che aveva visto una volta per tutte.

    Io, ho chiesto quando avrei rivisto i miei genitori...

    *Si fermò un istante.*

    Un deserto, il nulla.

    *Si disse con una voce che era a metà tra l'essere quasi rotta dal pianto e interrogativa, perché si chiedeva cosa fosse successo, ripensando al momento in cui il fumo era rimasto esattamente com'era, senza mostrare volti o ricordi dei suoi genitori come sperava, ma mostrando semplicemente una distesa di sabbia che rifletteva la luce opprimente del Sole, proprio come lo era il pensiero di non vederli mai più.*

    Come faccio a continuare senza sapere che fine hanno fatto...

    *Le chiese finalmente alzando lo sguardo nel suo e bloccandosi di colpo.*

  • Mintaka_Poulie

    Tassorosso Certificato

    Dormitorio: Tassorosso
    Livello: 8
    Galeoni: 311
       
       

    *Per la prima volta si accorse che la guardava e in più esitava. Da quali pensieri l'aveva strappata?
    Lei le aveva chiesto di vedersi, c'era qualcosa che voleva dirle e lei aveva fatto una domanda più che lecita.
    Ancora camminavano, ma questa volta Mintaka la osservava di tanto in tanto, scorse un sorriso timido e lo sguardo dell'insegnante si fece curioso.*

    Avevo bisogno di qualcuno con cui parlare. Sono molto confusa Min...ti

    *Ciò che prima le giunse chiaro fu di nuovo l'incertezza nel pronunciare un nome. Era, evidentemente, in una particolare condizione. Gwen sembrava addirittura imbarazzata.
    Sentì che era in procinto di raccontare e quindi si limitò ad annuire lievemente, mentre rimetteva le mani nelle tasche e nascondeva di nuovo la bocca dietro la sciarpa.*

    L'altro giorno ho seguito la mia ultima lezione, l'ultima solo per ora spero, Divinazione...

    Juliet ci ha "portato" in un posto bellissimo dove c'erano gli sciamani nativi americani...ognuno nel suo tepee ha acceso un fuoco, ci hanno detto di chiedere qualcosa sul futuro e che l'avremmo visto nel fumo.


    *La voce le si era quasi gelata in gola, Mintaka la osservò poco per poi tornare a guardare la neve ai suoi piedi, attendendo che continuasse, ma evidentemente riprendeva fiato... o coraggio?

    Juliet. Si era superata, quindi. Addirittura un "incontro" con sciamani.
    Approfittò della pausa di Gwen per pensare a quei generi di Divinazione. Alla Divinazione in generale.
    Di per sé preferiva ben altre scienze, chiedere cosa preservasse il futuro era come pretendere di cercare un granello di sabbia.
    Le infinite possibilità che il caso era capace di tracciare la rendevano scettica al riguardo; non credeva al Destino, un concetto definito, come era possibile cercare di vedere, o prevedere, qualcosa di mutabile?
    Eppure non allontanava l'idea che attraverso tali lezioni e pratiche i ragazzi imparassero.
    Non era importante la risposta, era necessario che capissero quale fosse la loro domanda. *

    Io, ho chiesto quando avrei rivisto i miei genitori...

    *Il tono determinato lacerò i suoi pensieri. Poi Gwen sostò un istante, e lei rallentò di molto.L'ascoltava assorta mentre stringeva le spalle nel mantello.*

    Un deserto, il nulla.

    *Di nuovo quella sensazione che a breve avrebbe pianto, questa volta attese prima di guardarla e alzò lo sguardo di fronte a lei, rifletteva e cercava di comprendere.*

    Come faccio a continuare senza sapere che fine hanno fatto...

    *E allora Gwen si bloccò del tutto, neanche capì quanto avessero camminato. La imitò. La ragazzina era un po' più indietro di lei, quindi voltò l'intero busto irrigidito dal freddo e incontrò il suo sguardo.
    Non si preoccupava di fornire risposte quando non le veniva richiesto, e se le veniva richiesto non si preoccupava di non poterle dare. Dare risposte in quei casi era cercare di rendere qualcosa di instabile un concetto definito.
    Avrebbe fatto come facevano molti con il destino.

    Eppure Gwen era lì, in cerca del suoi aiuto o solo di comprensione. E con lei non voleva e non poteva sentirsi impotente. Quando l'aveva abbracciata, in passato, era stata la stessa ragazzina a darle sicurezza, invece di cercarla.

    Eppure quello le sembrava il momento meno adatto a chiedere a lei una qualche sicurezza.
    Ciononostante a lei lo doveva.
    Analizzò il suo viso, era cresciuta sì, i lineamenti somigliavano sempre più a quelli di una giovane donna, ma non era ancora un frutto maturo e, come era ovvio, rivendicava il suo nido.

    Lei i genitori non li vedeva da un po', non per loro scelta, ma per decisione sua. Non le interessava più il mondo babbano, non le interessava il loro di mondo. Neanche sapeva cosa davvero le importava.
    Ma Gwen non era lei.
    Quel che si era ripromessa, semmai avesse abbracciato ancora di più l'annebbiamento, era di non trascinare qualcuno con lei.

    E se quel qualcuno era tra i giovani studenti che guidava o un membro della famiglia che si era scelta, allora la promessa si faceva più importante. Un vincolo necessario.
    Al buio, d'altronde, si stava meglio da soli.

    Quindi non poteva fare altro che sollecitarla a farle presente quale fosse il problema, così da poter esserle d'aiuto.*

    "Ti direi che non credo alla Divinazione."
    *Si disse prima di iniziare, ma non credeva fosse importante esporre quel che erano i suoi dubbi.
    Anche perché, in maniera strana, pensava che quel rito che aveva affrontato alla lezione di Juliet le avesse dato realmente qualche risposta.*

    Ho l'impressione che quel che hai visto fosse solo la rappresentazione più semplice della tua paura.

    *Anche perché non sapeva dove fossero i genitori di Gwen. Davvero era stata così sciagurata da non informarsi prima da lei?*

    A volte ci convinciamo di qualcosa, crediamo che il pensiero peggiore possa essere una delle risposte, solo perché abbiamo paura di non averne proprio.

    Ci illudiamo di poterci aspettare il male, perché il male non è ignoto, e l'ignoto fa più paura.


    *La fissava, ma i suoi occhi si fecero più stretti, si aspettava forse di mostrarle un sorriso, ma lo sguardo si fece inquisitorio.*

    Ma dimmi perché ti sei posta questa domanda. E dimmi perché proprio ora ne prendi coscienza.
    Perché stai crescendo? Perché vuoi un posto in cui tornare? Perché è trascorso troppo tempo?


    *Una ragazzina solare che aveva, in realtà, sempre nascosto un qualcosa. Ecco cos'era Gwen, e solo ora rivendicava il diritto di essere figlia di chi non c'era più.
    Mintaka, comunque, doveva sapere altro per poter andare oltre e la Corvonero avrebbe dovuto dirle di più.*

  • Gwenevere_Mckenzie

    Corvonero

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 8
    Galeoni: 333
       
       

    *La Corvonero era immobile a qualche passo dall'amica che l'aveva imitata nel fermarsi. Il suo sguardo rimaneva fisso su quello della donna, che la osservava con fare indagatorio; Mintaka era ferma come lei, ma i suoi occhi tradivano tutte le emozioni e i pensieri che si ribaltavano dentro di lei.

    Normalmente Gwenevere non sarebbe riuscita a sostenere uno sguardo del genere ma quello dell'amica non le causava disagio nè timore, perché sapeva che nel guardarla così non cercava falle da colpire, ma debolezze da rafforzare.

    Forse era proprio per quello che la neo adulta era andata da lei, perché Mintaka non le avrebbe detto qualche parola solo per rallegrarla ma avrebbe guardato le sue insicurezze fino in fondo.*

    Ho l'impressione che quel che hai visto fosse solo la rappresentazione più semplice della tua paura.

    A volte ci convinciamo di qualcosa, crediamo che il pensiero peggiore possa essere una delle risposte, solo perché abbiamo paura di non averne proprio.

    Ci illudiamo di poterci aspettare il male, perché il male non è ignoto, e l'ignoto fa più paura.


    *Finalmente le parole della donna arrivarono e Gwenevere fu colpita da quello a cui non aveva ancora pensato, forse quello che aveva visto era davvero una proiezione di quello che lei immaginava, ma quello non era una sua paura.
    Era convinta che non li avrebbe più visti? Forse, perché tanto non desiderava particolarmente vederli, una famiglia l'aveva già.
    L'ignoto però si, le faceva paura, e lì l'amica aveva azzeccato in pieno.*

    Ma dimmi perché ti sei posta questa domanda. E dimmi perché proprio ora ne prendi coscienza.
    Perché stai crescendo? Perché vuoi un posto in cui tornare? Perché è trascorso troppo tempo?


    *Gwenevere la ascoltò e riflettè. Fece fatica a raccogliere le idee, non sapeva dare una risposta certa ad ogni domanda perché non era sicura di quello che voleva, sapeva, cercava.

    Perché aveva posto quella domanda? Sì, quello lo sapeva, e Mintaka aveva ragione a pensare che fosse collegato alla sua crescita.
    Voleva un posto a cui tornare? No, il posto a cui tornare era a casa loro, non voleva altro.
    Era trascorso troppo tempo? Sì, ma tutto quel tempo era stato colmato da lei, da Juliet, dai suoi amici e compagni.*

    Non ho paura di non vederli più ma ho paura dell'incertezza, ma non perché mi preoccupi ma perché non riesco ad andare avanti avendola.
    Faccio fatica a pensare al mio futuro avendo questo dubbio su di loro: sono qualcosa del mio passato, i miei genitori, o ci saranno anche nel mio futuro?
    Per essere la persona che voglio essere in futuro, non devo sapere chi sono stata, oltre a chi sono ora?


    *Le chiese corrugando la fronte, diceva tante cose che non sapeva se avessero senso ma sperava che l'amica capisse.*

    Io so chi sono, so chi vorrei essere, ma non so chi sono stata perchè non so da dove vengo.

  • Mintaka_Poulie

    Tassorosso Certificato

    Dormitorio: Tassorosso
    Livello: 8
    Galeoni: 311
       
       

    Non ho paura di non vederli più ma ho paura dell'incertezza, ma non perché mi preoccupi ma perché non riesco ad andare avanti avendola.
    Faccio fatica a pensare al mio futuro avendo questo dubbio su di loro: sono qualcosa del mio passato, i miei genitori, o ci saranno anche nel mio futuro?
    Per essere la persona che voglio essere in futuro, non devo sapere chi sono stata, oltre a chi sono ora?


    *La risposta le fece rimanere sorpresa. In fondo non sembrava avere le idee del tutto confuse, eppure aveva corrugato la fronte. Stava, forse, prendendo atto dei suoi veri pensieri.*

    Io so chi sono, so chi vorrei essere, ma non so chi sono stata perchè non so da dove vengo.

    *Toccò a lei aggrottare il viso.
    No, non aveva le idee chiare..*

    No, Gwen. Non puoi sapere chi sei se non conosci quel che sei stata.
    Questo è il problema.


    *Fece una pausa. Gli occhi si mossero dalle colonne chiare alle statue imbiancate del giardino.*

    Il problema è che in questo caso non hai la possibilità di scoprirlo. Non in questo modo.

    *E infine tornò a fissare i suoi occhi verdi, avevano un taglio dolce, sebbene spesso avesse colto decisione nel suo sguardo.
    Si sentì un po' stretta in quella discussione. In fondo lei chi era per consigliare qualcosa? Per metterle dubbi, forse, su qualcosa di cui Gwen era sicura.
    Lei, poi, cosa aveva di prezioso da dirle?
    Ci pensò un po', qualcosa le venne in mente e prima di parlare sospirò.*

    Credi di conoscerti? Di sapere chi sei?

    *Prese nuovamente a camminare seguendo il viottolo che portava all'uscita del giardino. Gwen, era certa, l'avrebbe seguita, ma si voltò dopo qualche passo, attendendo che la ragazzina le fosse accanto. Così da riprendere il discorso e, nel frattempo avvicinarsi ai confini di Hogwarts. e alla Foresta Proibita.*

  • Gwenevere_Mckenzie

    Corvonero

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 8
    Galeoni: 333
       
       

    *Alla sua ultima frase Mintaka corrugò la fronte come stava facendo lei, e per un attimo la ragazza pensò di aver detto una stupidaggine; dopotutto non si era mai addentrata in questi discorsi, non neanche mai parlato dei suoi genitori con le coinquiline, le uniche due persone al mondo di cui si fidava ciecamente.*

    No, Gwen. Non puoi sapere chi sei se non conosci quel che sei stata.
    Questo è il problema.


    *Mintaka distolse lo sguardo per qualche secondo dal suo viso e la Corvonero fece lo stesso perché un dubbio iniziò a invadere i suoi pensieri. Da quando era arrivata a Hogwarts le era successo molto e le sembrava impossibile che tutto quello che aveva fatto non l'aveva resa qualcuno che non fosse la stessa ragazzina che "aveva" dei genitori.*

    Il problema è che in questo caso non hai la possibilità di scoprirlo. Non in questo modo.

    *Continuò Mintaka e Gwenevere rispose ancora prima che lei avesse finito...*

    E allora come, se è vero che mi sembre, posso scoprirlo?!

    *Le disse Gwenevere alzando la voce, non per urlarle contro ma per la semplice confusione che le sembrava iniziasse a coprirle la voce con il suo casino.
    Mintaka la guardò di nuovo negli occhi e la ragazza vide dell'esitazione, forse non le voleva dire la verità perché le avrebbe fatto male? O forse neanche lei era tanto sicura su quell'argomento.
    Qualsiasi cosa stesse pensando la donna, però, non rinunciò ad aiutare la ragazza e con un sospiro parlò di nuovo.*

    Credi di conoscerti? Di sapere chi sei?

    *Gwenevere in un certo senso se la aspettava quella domanda, e infatti non fu colta alla sprovvista, un po' ci aveva già pensato, ma attese qualche minuto a rispondere e nel frattempo raggiunse Mintaka, che aveva ripreso a camminare, e restò al suo fianco.*

    Io sono una cacciatrice e una Corvonero, sono la vostra famiglia, e io...io sono una strega!

    *Disse quell'ultima parola con un po' di stupore. Sì, perché i suoi genitori le avevano dato poteri ma lei non era cresciuta con la magia.
    Non era nata strega, lo era diventata, i suoi genitori non le avevano dato niente di quello che era ora, e solo in quel momento se ne accorse.*

  • Mintaka_Poulie

    Tassorosso Certificato

    Dormitorio: Tassorosso
    Livello: 8
    Galeoni: 311
       
       

    *Mintaka annuì di nuovo, assorta nei suoi pensieri.*

    Io sono una cacciatrice e una Corvonero, sono la vostra famiglia, e io...io sono una strega!

    *"La vostra famiglia"... le venne un brivido.*
    "Famiglia..."

    *Pensò abassando la testa, aveva smesso di camminare. Che significato aveva per lei quella parola?
    Gwen, Juliet... la sua famiglia.

    Si voltò a guardare nuovamente Gwen, aveva abbandonato l'idea di andare nella foresta che le era balenata poco prima.
    Le sorrise per la prima volta quel giorno.*

    Sono la tua famiglia Gwen. E lo sarò sempre.

    *E per qualche motivo quello parve bastarle. Le si avvicinò, poggiandole una mano sul braccio e guardandola attentamente.*

    Andiamo a casa.

    *Le disse a voce bassa, prima di metterle un braccio intorno alle spalle. Avrebbero raggiunto Londra in poco tempo.*


    Ruolata chiusa




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