• Cosetto_Silverwing

    Corvonero Certificato

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 13
    Galeoni: 107217
       
       

    Duello tra @Ellis_Bell, della casa di Serpeverde e @Celine_Randall, della casa di Tassorosso

    Luogo: Campo di Quidditch
    Numero di interventi: 6 [1 introduzione; 4 di incantesimi (2 a testa); 1 conclusivo]
    Primo post: Ellis_Bell

    Due brave ragazze, fondamentalmente, ma con un innata voglia di primeggiare entrambe. Può esserci solo una numero, questo si sa, chi sbaglia si prende l'argento, all'altra tutta la gloria, ed il titolo di miglior duellante. Partite già dal Campo, senza troppi giri per il Castello o flashback che rischiano di far perdere il filo...



    Avete a disposizione quel che volete, potete interagire con il luogo e tutto quel che vi circonda, ricordate che sul campo si posson usare anche le scope magiche, ma con bacchetta alla mano sarà una cosa assai dura!

    FATE MOLTA ATTENZIONE AL TEMPO ED ALLA DURATA: RESTATE ENTRO I LIMITI DI 7 GIORNI A TESTA, ALTRIMENTI IL TURNO PASSERA' ALLA VOSTRA RISPETTIVA SFIDANTE.

    POTETE TRANQUILLAMENTE INSERIRE IMMAGINI, RENDERANNO IL TUTTO PIU' VERO.


    N.B. una sola cortesia: citatemi alla fine di ogni post del duello, ed in alto scrivete sempre a quale momento ci si riferisce ( I post, II...III...Conlcusione): GRAZIE

    Buon duello ad entrambe Wink E che vinca la più magica!

  • Ellis_Bell

    Serpeverde

    Dormitorio: Serpeverde
    Livello: 5
    Galeoni: 1057
        Ellis_Bell
    Serpeverde
       
       

    I Post: Introduzione

    [Rumore di un tuono]

    Ferma, seduta sulle panchine rovinate e logore dello spogliatoio, cercavo l'ispirazione necessaria ad attivarmi.
    Era un sabato pomeriggio e nel campo da Quidditch, dove si era da poco tenuto l'allenamento della squadra di Serpeverde, stava per scatenarsi un terribile temporale di fine estate.
    All'interno dello spogliatoio, sebbene fossero appena le due del pomeriggio, incominciava a calare la penombra. Il ticchettio della pioggia, sempre più frequente, faceva da metronomo ai miei pensieri burrascosi.



    *Giusto Cielo! Non trovo per nulla corretto dover ripulire solamente io l'intero spogliatoio per punizione!*

    Proprio così, ero nuovamente in punizione. Nella fattispecie, durante l'allenamento che si era appena concluso, Joseph Edgar, portiere dei Serpeverde, per pavoneggiarsi con alcune studentesse di Corvonero, sedute sugli spalti, tutte intente a ridacchiare ed ad atteggiarsi per farsi notare dal baldo giovine, ebbe la brillante idea di prendere la mazza dal battitore e lanciare un bolide, il quale andò tristemente a finire contro il mio... beh contro il mio fondo schiena. L'urto fu talmente forte che, visto che ci trovavamo tutti a terra (infatti, in quel momento, essendo appena finito l'allenamente, mi stavo giusto prodigando a raccogliere la mia borsa da terra), mi fece barcollare in avanti, ritrovandomi quasi a bocconi.

    ”Ahia!”

    Esclamai, girandomi e fulminando con lo sguardo il mio compagno di casata.

    ”Avete nulla da dire in Vostra discolpa, Joseph?”

    Gli chiesi vagamente stizzita ed alquanto dolorante, mentre l'intera squadra si bloccò ad osservare, forse già tutti in attesa di una scenata. Mentre mi rialzavo, notai Joseph osservare gli spalti per accertarsi di essere ancora al centro dell'attenzione delle ragazze Corvonero. Dopo aver constatato che le fanciulle erano sempre più interessate alle prodezze del baldo giovine, egli mi rispose:

    ”Oh, certo Bell, voglio dire che non è di certo colpa mia se il tuo sederone decrepito era in mezzo ai boccini. Smettila di lagnarti e ritornatene da dove sei venuta, mummia vivente!”

    La reazione fu istantanea: mi avventai su di lui, buttandolo a terra. Sovrastandolo a cavalcioni, con il pugno alzato, ero pronta a picchiarlo.

    ”Sederone decrepito, mummia vivente?!? Con chi credete di parlare, brutto ed emerito str...”
    ”ELLIS BELL!”

    Gabriel Master, prefetto Serpeverde, mi interruppe, cogliendomi in flagrante. Era riapparsa da fine campo, nel momento esatto in cui stavo definendo con epiteti non propriamente adatti ad una fanciulla, Joseph Edgar, con la mia mano chiusa a pugno a pochi centimetri dalla sua faccia. Intanto, dagli spalti, la ochette Corvonero, stavano quasi per buttarsi di sotto, tanto era l'impeto di salvare il loro eroe. Da quel momento in poi avrei dovuto guardarmi le spalle, dal momento che stavo per sfigurare il bel visino del loro pupillo.

    ”Ellis Bell, di grazia, cosa stai facendo?”

    Mi chiese Gabriel, alquanto perplessa ed indignata, facendosi largo tra i miei compagni di squadra.
    Di lì alla punizione fu un attimo. Perciò mi ritrovavo seduta sulla panchina, con il compito ingrato di ripulire l'intero spogliatoio e, per giunta, senza l'uso della magia.
    Senza rendermene conto, trascorsi quasi un'ora e mezza a rimuginare su quanto accaduto. Ormai il cielo era plumbeo, il suolo del campo si era tramutato in un mare di fanghiglia e tutti gli studenti si erano rintanati all'interno del castello, al riparo dalla pioggia battente e dal vento che si stava alzando.

    *Giusto Cielo! A quest'ora, dovrei essere già in biblioteca per le lezioni di recupero di Trasfigurazione umana. Oh, al diavolo la lezione, io prendo la scopa e mi faccio un bel giretto sotto la pioggia! Visto che sono in punizione, almeno me la prendo con comodo e poi, c'è giusto una nuova mossa che vorrei proprio provare...*



    Decisa, mi alzai, presi la mia fedelissima scopa e mi diressi verso il centro del campo. La pioggia cadeva talmente insistentemente ed il cielo era così ricoperto dalle nubi, che mi ritrovai in men che non si dica zuppa e senza riuscir a vedere ad un palmo dal naso. Avevo proprio bisogno di sfogarmi con un bel volo sotto la pioggia, dove nulla aveva più importanza: il mio passato, Joseph Edgar, la punizione e la lezione di Trasfigurazione.
    C'ero solamente io.
    Un lampo. Un'acrobazia e poi un altro lampo.
    C'ero solamente io.

    Ad un tratto, però, mi bloccai. Uno strano brivido percorse il mio corpo e capii immediatamente che c'era qualcuno nel campo di Quidditch, che non ero più sola.

    @Celine_Randall, @Cosetto_Silverwing


  • Celine_Randall

    Tassorosso

    Dormitorio: Tassorosso
    Livello: 5
    Galeoni: 892
       
       

    Citazione:
    II°Post – I° incantesimo di Celine Randall: Incantesimo Testabolla


    Avevo deciso di uscire. Impossibile dire il perché, nonostante il forte temporale e il sole che alle due di pomeriggio aveva già deciso di abbandonare il castello, indossai un lungo impermeabile nero e mi incamminai verso l’uscita. La pioggia aveva un forte potere attrattivo su di me e, come spesso accadeva, ancora una volta ero intenzionata a trascorrere il mio pomeriggio girovagando intorno al castello, lieta di potermi nascondere tra le mille goccioline che sfumavano i contorni di qualunque cosa colpissero. Amavo passare i pomeriggi da sola, persa nei miei pensieri, e i giorni di pioggia erano l’ideale: sarebbero state quelle fitte goccioline a confondere i miei lineamenti agli osservatori, loro avrebbero coperto il rumore dei miei passi, loro mi sarebbero state amiche, almeno per quella giornata.
    Non mi preoccupai del flebile cigolio che il portone d’ingresso emise al mio passaggio e non prestai attenzione al debole tonfo dei miei passi sulla strada sterrata, nessuno li avrebbe uditi in mezzo a quella bufera ed io ero completamente libera, non avevo nulla di cui preoccuparmi.
    Mi strinsi meglio nel mio impermeabile babbano, un regalo dei miei genitori che aveva segnato l’inizio delle mie passeggiate di riflessione in compagnia della pioggia.

    “Certo, senza sarebbe stato tutto diverso…”

    Ed era vero: la bellezza stava nel riuscire ad unire il proprio flusso di pensieri con il ritmo fluido e allo stesso tempo incalzante della pioggia, solo in quell’occasione riuscivo a bearmi di pace e tranquillità. Certo, senza impermeabile la pioggia mi avrebbe infastidito troppo e mi avrebbe letteralmente sommersa, altro che flusso di pensieri!



    Senza un meta precisa, iniziai ad incamminarmi verso il campo di Quidditch. Doveva essere vuoto, a nessuno sarebbe mai venuto in mente di allenarsi in mezzo a quella bufera. Con passo lento mi diressi verso l’alto torrione che si scorgeva in lontananza. Sorrisi nel rendermi conto che in quel momento chiunque avrebbe potuto scambiarmi per una Mangiamorte.

    “Beh, per fortuna che sono sola!”

    Più mi avvicinavo al vasto campo, più pensavo a quanto sarebbe stato bello evocare un Patronus lì, proprio ora, e stare a guardarlo per un attimo mentre correva tra la pioggia. Il mio sguardo si perse in lontananza mentre pensavo allo spettacolo di luce che avrei generato, e improvvisamente divenni impaziente di raggiungere il centro del campo.
    Appena giunta al limitare, però, scorsi una figura in lontananza, qualcuno o qualcosa stava volando sul campo.

    “Un boccino?”

    No, sarebbe stata una coincidenza troppo strana perfino ad Hogwarts.

    “Un gufo che cerca di raggiungere la guferia?”

    Difficile a dirlo, guardare verso l’alto era del tutto impossibile. Cercai di ripararmi il viso con una mano mentre con l’altra mi stringevo meglio nell’impermeabile. Era una figura piuttosto grande, si stava dirigendo a gran velocità verso il castello.

    “Ok, sarà un grosso barbagianni”

    Stavo quasi per ricominciare a muovermi verso il centro del campo, quando la figura ancora non identificata tornò indietro. Mi bloccai di nuovo e cercai di guardare meglio.

    “Per tutti gli Schiopodi Sparacoda! È una ragazza!”

    Non poteva essere. Chi si sarebbe allenato con un tempo simile? Più la osservavo più mi rendevo conto di avere ragione e non solo, capii anche chi era quella misteriosa ragazza. Non la conoscevo personalmente ma l’avevo intravista diverse volte nel castello: Ellis Bell, quinto anno, Serpeverde.
    Scossi la testa incredula.

    “Cosa ci fa qui?”

    Non era il posto a sconvolgermi, sapevo che era un’ottima giocatrice, era solo il momento ad essere sbagliato.



    “Cosa faccio adesso?”

    Non volevo disturbarla, se mi avesse visto comparire al centro del campo in veste da Mangiamorte avrebbe potuto spaventarsi e, con quelle condizioni atmosferiche, non era certo il caso di farla cadere dalla scopa. Rimasi ad osservarla per qualche minuto. Stava facendo delle giravolte molto complicate.

    “Però! È davvero brava!”

    Mi riscossi quando, a causa della mano che ancora tenevo alzata per ripararmi il viso, un freddo rivolo mi colò lungo il braccio. Mi guardai attorno cercando di scorgere qualche figura in lontananza, ma la stessa pioggia che nascondeva me nascondeva anche chiunque altro alla mia vista.
    Il mio primo pensiero fu di appellare una scopa e iniziare a svolazzare insieme a lei.

    “E cosa appello? Il modellino di Firebolt che ho nel dormitorio?”

    Pensai sarcastica. Già, io non avevo una scopa. Come potevo fare per farle notare la mia presenza? Non avevo certo intenzione di mettermi ad urlare per tutto il campo.

    “Sarò fortunata se mi vedrà, con tutta la bufera che c’è!”

    All’improvviso mi venne un’idea. Potevo palesare la mia presenza con un incantesimo! Subito pensai di nuovo al Patronus, ma storsi il naso contrariata. Probabilmente non l’avrebbe nemmeno visto data la velocità a cui stava sfrecciando.

    “Ci sono!”

    Nelle mia mente si affacciarono immagini di pochi anni prima, immagini che conservavo gelosamente nella mia memoria, alcuni tra i più bei ricordi della mia famiglia…

    [Inizio Flashback]

    “Dai Celine! Ti pregooo”

    Mio fratello, di dieci anni, voleva un incantesimo che gli permettesse di andare sott’acqua a vedere le strane piante che mio padre, Medimago, coltivava sul fondo del laghetto.

    “Lo sai che non posso… Non posso fare incantesimi fuori dal castello finché…”

    “Per favoreeeeee”

    “Perché non chiedi a papà?”

    Gli suggerii io. Sapevo che mio padre non aveva mai permesso a mio fratello di scendere nel lago, privilegio che io invece avevo già avuto, ma ormai aveva raggiunto l’età adatta. Era il momento che anche lui potesse vedere quelle meravigliose piante che mio padre coltivava con cura e da cui estraeva essenze fondamentali nella sua pratica medica. Io e mio fratello rimanemmo per tutto il pomeriggio seduti sui gradini davanti alla porta aspettando che nostro padre tornasse da lavoro e, nel frattempo, io risposi alle sue numerose domande su Hogwarts e gli raccontai aneddoti che ancora non sapeva. Quando nostro padre arrivò, la sua risposta a quella insistente domanda fece nascere sul viso di mio fratello il sorriso più brillante che avessi mai visto.

    “Va bene, ti porterò con me, ma a patto che mi resti vicino, siamo d’accordo?”

    “D’accordissimo!”

    Era entusiasta e come si poteva dargli torto, per lui quella era la sua prima volta a contatto con la magia.

    “Ooooooooh”

    Esclamò all’improvviso quando mio padre gli fece apparire una grossa bolla attorno alla bocca e al naso. Io avevo passato i successivi dieci minuti a guardarlo mentre testava se veramente quella strana bolla gli avrebbe permesso di respirare sott’acqua, poi, prima di sparire del tutto con mio padre, si voltò verso di me e mi disse:
    “Grazie Celine”

    [Fine Flashback]

    Conoscevo bene l’incantesimo Testabolla, avevo visto mio padre usarlo quasi ogni giorno fin da quando ero piccola. Dopo una attenta analisi, decisi che era l’idea migliore: le avrei scagliato un incantesimo Testabolla in modo da aiutarla a respirare meglio in mezzo a quella bufera e allo stesso tempo lei si sarebbe accorta di me.

    “Certo, prenderla con tutta questa pioggia sarà quasi impossibile…”



    Estrassi la bacchetta e cercai di prendere la mira. Rimasi indifferente ai rivoli che iniziavano a scendermi lungo il braccio, ero decisa, volevo riuscire a prenderla.

    “Se solo si fermasse un attimo…”

    Continuavo ad agitare la bacchetta in aria cercando di seguire i suoi movimenti. Improvvisamente, però, si fermò.

    “Che mi abbia sentito?”

    Mi nascosi subito dietro il torrione che avevo accanto e rimasi ad osservarla.

    “Che sta facendo?”

    Sembrava che avesse udito qualcosa. Era improbabile che mi avesse sentito, non con tutto il frastuono che il temporale stava facendo. Nello sporgermi da dietro l’alta torre per osservarla, sentii la mia bacchetta sfregarsi contro il telo che ricopriva la struttura.

    “L’incantesimo!”

    Mi accucciai con la speranza di non essere vista, ma mi resi conto che il mio movimento non era fluido come avrei voluto, l’impermeabile non mi consentiva un’ampia libertà e i miei gesti erano risultati più goffi e lenti.
    Portai la bacchetta alta di fronte al viso e presi per bene la mira.

    “Quando le avrò fatto l’incantesimo almeno sarò sicura che non mi scambierà per una Mangiamorte. Sempre se la prendo…”



    Iniziai a sussurrare il mantra che ripetevo per ogni incantesimo.

    *Contatto visivo…*

    Focalizzai con cura il punto in cui si trovava Ellis e prestai attenzione a non perderla di vista nemmeno per un secondo.

    *Posizione della bacchetta…*


    Sollevai la mia arma di pochi centimetri per allinearla al meglio con la figura di Ellis in lontananza, non volevo rischiare di mancarla.

    *Concentrazione…*

    Richiamai alla mente l’incantesimo che avevo scelto e mi concentrai il più possibile su di esso continuando a fissare Ellis.

    “ORA!”

    *Incantesimo Testabolla!*

    Citazione:
    INCANTESIMO TESTABOLLA
    Descrizione: fa apparire intorno alla bocca e il naso una grossa bolla gelatinosa che permette sia di respirare sott’acqua sia di filtrare l’aria
    Tipo: incantesimo difensivo
    Durata: 1 turno ogni 5 livelli
    Consigliato: per immergersi come un anfibio o per superare una zona resa tossica o irrespirabile da gas e miasmi di varia natura
    Avvertenze: //
    Livello Minimo Consigliato: 2

    Vidi il lampo di luce partire a gran velocità dalla punta della mia bacchetta.

    “Funzionerà?”

    Non staccavo lo sguardo da quel lampo per vedere cosa sarebbe successo.

    “Se la prendo, almeno riuscirà a respirare come si deve in mezzo a questa tormenta anche se purtroppo la sua vista non migliorerà; se non la prendo…”

    Sgranai gli occhi per l’ovvia risposta che si stava facendo strada in me.

    *È probabile che mi scambierà per una Mangiamorte!*

    Conclusi con un filo di voce.

    @Ellis_Bell, @Cosetto_Silverwing,


  • Ellis_Bell

    Serpeverde

    Dormitorio: Serpeverde
    Livello: 5
    Galeoni: 1057
        Ellis_Bell
    Serpeverde
       
       

    Citazione:
    III Post - I incantesimo Ellis_Bell: Incarceramus


    Sospesa a parecchi metri da terra, mi guardavo attorno, per quanto possibile, vista la fitta pioggia, con ancora addosso la sgradevole sensazione di essere osservata. Tutto a un tratto rimpiangevo le pulizie ancora da fare, al sicuro nello spogliatoio Serpeverde. Istintivamente, ero sicura che ci fosse qualcuno nel campo, seppur la vista non mi dava ancora prove certe, ma razionalmente cercavo in ogni modo di autoconvicermi del contrario. Da un paio di minuti ero ferma a mezz'aria, a cavallo della mia scopa, in ascolto, quasi a cercare una conferma di quella sensazione che, così insistentemente, cercavo di negare, eppure a me, quei pochi istanti, parevano ore.
    Un lampo.
    Il fragore di un tuono.



    Tesa per la situazione, sobbalzai sulla scopa per lo spavento e per poco non caddi. Riassestandomi, il movimento di uno telo che ricopriva una delle torri degli spalti, incoerente con la direzione del vento, attirò la mia attenzione. Subitaneamente, il mio sguardo corse ai piedi della torre, dove mi parve di scorgere il movimento di un'ombra, tuttavia, la penombra calata precocemente per via del temporale e l'insistente pioggia, non mi permettevano di fare molto affidamento alla mia vista. Anzi, speravo fermamente di essermi sbagliata, che si fosse trattato di un inganno dei miei occhi. In quel momento, un fulmine attraversò il cielo, illuminando a giorno l'intero campo.
    Fu in quell'istante che la vidi: quella che poco prima era una fugace ombra, ora era una figura incappucciata con un mantello scuro, ben visibile, in piedi alla base della torre, rivolta nella mia direzione.



    Il suo aspetto mi ricordò vagamente uno di quei seguaci di Lord Coso... Lord... Moldevort, credo, i Mangiatombe... i Crustamorti... o una cosa del genere, insomma qualcosa che avevo studiato a Storia della Magia (o meglio, che avrei dovuto studiare, ma che saltai come tutte le cose noiose, successe in questo secolo e che ben poco mi riguardavano).
    Sapendo finalmente dove guardare e soprattutto cosa, aguzzai la vista e vidi la figura accovacciarsi al riparo della struttura. Un brivido mi percorse la schiena e mi sentii avvampare le guance. Chi mai poteva aggirarsi al campo con quel tempo da lupi?

    *Sicuramente sto lanciando un Reparo prima di aver rotto il piatto!
    Probabilmente è solo qualcuno che ha deciso di farsi una passeggiata ed è stato sorpreso dal temporale e ora si è chinato per raccogliere qualcosa che gli è caduto.*


    Cercavo disperatamente di darmi spiegazioni logiche e razionali per tranquillizzarmi, a dispetto del cuore che incominciava a tamburellare all'impazzata.

    *Sì, sta certamente raccogliendo qualcosa, lo raccoglierà e poi probabilmente se ne ritornerà al castello. Ecco, infatti, gli era caduta la bacchetta, ora l'ha presa e tra poco se ne andrà.*

    Stavo osservando attentamente ogni singolo movimento dello sconosciuto incappucciato, motivando, tra me e me, ogni sua mossa.

    *Ok ora si sta alzando... impugna la bacchetta... la solleva all'altezza del viso... e me la punta contro! Perché me la punta contro?!? Ok, va bene, ora morirò, ho dato fastidio una volta di troppo alla persona sbagliata e ora questa vuole eliminarmi...
    No, calma Ellis! Intanto non sei nemmeno sicura che la te la stia puntando contro...
    Sì, certo, la punta alle nuvole e io, giusto per caso, mi trovo sulla traiettoria?!?
    Ok, va bene, te la sta proprio puntando contro, ma non è detto che abbia cattive intenzioni...
    Infatti, come no, ora sta cercando semplicemente di aiutarmi, magari ritenendomi in difficoltà con il temporale!
    Eh, e perché no?
    Perché no, non è credibile!
    Beh, effettivamente no, non è credibile...*


    Avevo nuovamente ripreso un assurdo soliloquio con me stessa, abitudine, non proprio gradevole (soprattutto se chi mi osservava in quei momenti notava i miei repentini cambiamenti di espressione), che mi capitava alquanto spesso quando ero nel panico o in forte imbarazzo.
    Nel frattanto, lo sconosciuto sembrava stesse prendendo tempo. Stavo quasi per tranquillizzarmi quando, improvvisamente, un lampo, partito dal suo catalizzatore magico, mi sorprese. Fortunatamente, anni di duro allenamento al Quidditch, avevano reso i miei riflessi pronti e vigili (infatti in molti anni di onorata carriera, ero stata colpita solamente un paio di volte, compresa quella di oggi, dai bolidi, entrambe a tradimento). Da bambina invece, quando incominciai a volare, ero già piuttosto spericolata ma anche alquanto maldestra: non mi accontentavo di svolazzare a pochi centimetri da terra, ma volevo già da subito volare libera nell'aria, finendo immancabilmente per centrare uno degli alberi del nostro parco. Mio padre, arresosi all'impossibilità di trattenermi, appese dei campanelli ai rami di ciascun albero per sapere non tanto se fossi andata a sbattere (quella, infatti, era una costante), quanto più per comprendere immediatamente presso quale arbusto doveva venirmi a soccorrere.
    Istintivamente, scattai di lato. Percepii l'incantesimo quasi sfiorarmi, per andarsi poi a disperdere tra le nuvole. Purtroppo, la repentina mossa, con quel brutto tempo, mi aveva fatto perdere l'equilibrio: la mano sinistra scivolò in avanti e sbattei il mento contro il manico della scopa. Il sapore ferroso del sangue mi invase la bocca facendomi capire immediatamente di essermi spaccata il labbro. Come se non bastasse, le vesti bagnate non fecero presa sul manico liscio e slittai di lato. Mi ritrovai appesa alla scopa con la schiena rivolta verso il basso, con le mani e le gambe avvinghiate al manico; i lunghi boccoli fulvi e fradici si incollarono al mio viso, quasi impedendomi la visuale. Non potevo vedere il misterioso mittente dell'incantesimo, cosa che non mi rendeva affatto tranquilla, ma sapevo che si trovava ancora lì.

    *Che sia un emissario del Ministero?
    Si, ma anche se fosse un delegato ministeriale, quale motivo avrebbe per attaccarmi?
    No, impossibile, ma chi mai sarà allora?*


    Pensai confusa, anche se, in quel momento, mi importava solo relativamente scoprire l'identità dello sconosciuto. La mia concentrazione era tutta rivolta a come togliermi da quella spiacevole situazione, evitando così di schiantarmi al suolo. Peraltro, tale posizione, oltre che pericolosa, era altresì poco consona ad una giovin fanciulla di buona famiglia (fortunatamente il campo era deserto, fatta eccezione per il misterioso assalitore, altrimenti avrei mostrato all'intera scuola il mio abbigliamento intimo, nella fattispecie degli slip verdi con delle ranocchiette disegnate).
    Cercai in tutti i modi di issarmi per riassumere la posizione corretta sulla scopa, ma la superficie resa scivolosa dell'incessante pioggia, non era di alcun aiuto, anzi, a causa del bagnato, allentai la presa delle gambe. Oramai il peso del mio corpo era sostenuto solamente dalle caviglie e dalle mani. Inutili altri tentativi, avrebbero solo rischiato di farmi scivolare ulteriormente. Cercai allora di governare la scopa da quell'inusuale posizione, ma un pauroso beccheggiamento mi fece intuire l'impossibilità della manovra.

    *Devo trovare il modo per.. *

    “Ahhhhh....”


    In quel momento pensai di morire. Solitamente ero spericolata mentre volavo, facevo un sacco di acrobazie, ma non avevo mai avuto così paura come in quella circostanza. Un ultimo brusco movimento, mi aveva fatto perdere la presa delle gambe. Mi ritrovai, perciò, appesa con solo le mani come unica àncora di salvezza dal volo in caduta libera, àncora che stava per abbandonarmi al mio triste destino.

    *Basta solo che questo oscuro sconosciuto non decida di approfittare della situazione per colpirmi. In questo caso, sarei spacciata, non avrei molte possibilità di scampo. Dovrebbe essere un magonò per mancare la mira ed io, ora, non avrei la possibilità di schivare qualsivoglia incantesimo. Strano però, cosa sta aspettando? Se io fossi stata nei suoi panni avrei già attaccato... Che se ne sia andato? O che stia aspettando per vedere se riesco a morire senza che lui abbia bisogno di sporcarsi la bacchetta?*

    Ero terrorizzata, cercavo una soluzione mentre una moltitudine di pensieri ed idee si accavallavano nella mia mente, aggrovigliandosi ed annullandosi a vicenda, veloci quanto i battiti del mio cuore che pulsavano rumorosamente nelle mie orecchie. Una cosa era certa: se volevo salvarmi, dovevo far ricorso alla bacchetta e, per far ciò, avrei dovuto mollare la presa di una mano.

    *Ok d'accordo, sono pronta, staccherò la presa... è l'unica soluzione, posso farcela... ma... quale incantesimo uso?
    Certo, potrei ricorrere ad un Incantesimo di Adesione Permanente, lo stesso che utilizzava mio padre per fissare i piatti di ceramica appesi al muro per evitare che io, bambina, li rompessi in una delle mie scorribande per casa. Purtroppo non ho mai provato ad eseguirlo: mi divertivo maggiormente a trovare un controincantesimo. Proverò lo stesso, è la mia unica soluzione!*


    Concentrandomi (e pregando la mia buona stella) staccai la mano sinistra e la infilai nella tasca fradicia recuperando la bacchetta. Cercai con tutte le forze di mantenere la presa sulla scopa. Lanciai l'incantesimo, sentii il classico formicolio, generato dalla corrente magica, partire dalla nuca fino alla punta delle dita, i secondi trascorsero, ma, con mio sommo orrore, non accadde nulla. Riprovai una seconda ed una terza volta, ma il risultato non cambiò. Compresi che era inutile incaponirsi, poiché sentivo la mano ed il braccio destro incominciare ad intorpidirsi. Non avrei retto ancora a lungo.
    Se fossi stata l'eroina di un libro, a questo punto l'autore avrebbe descritto, con molto pathos, lo scorrere fulmineo della mia vita, passarmi davanti agli occhi. Nella realtà, invece, nessuna visione mi distrasse del mio obiettivo, anche se stavo seriamente incominciando ad entrare nel panico. Tentavo di rimembrare tutte le formule di tutti gli incantesimi che avevo studiato o anche solo che avevo sentito nominare, eppure nulla affiorò alla mente. Vuoto. Solo questo c'era nella mia testa. Non pensavo più nemmeno al misterioso personaggio che si aggirava per il campo. Il panico aveva fatto tabula rasa.

    *Giusto Cielo! Ci deve pur essere un incantesimo. Pensa! Pensa! Pensa! Deve pur esistere un àncora... Àncora... Appiglio... Corda... Fune..Ah.. Ma certo!*

    “INCARCERAMUS”


    Citazione:

    INCARCERAMUS
    Descrizione: crea delle funi intono ad una persona, per immobilizzarla ed impedirgli di muoversi
    Tipo: incantesimo offensivo
    Durata: 1 turno
    Consigliato: per bloccare e strozzare il nemico fino allo svenimento (in caso di opposizione la stretta aumenterà)
    Avvertenze: //
    Livello Minimo Consigliato: 2


    Senza nemmeno riflettere sui reali effetti del sortilegio, gridai immantinente la formula magica. Ancora una volta sentii quello strano ed, allo stesso tempo, piacevole formicolio che caratterizza ogni mio lancio di incanti. Tuttavia, questa volta fu seguito dallo scaturire di un lampo dalla punta della mia bacchetta, dalla quale si materializzarono ruvide e grosse funi. Alla vista di quelle sartie, realizzai istantaneamente la portata di ciò che avevo fatto e cominciai mentalmente ad inveire contro me stessa.

    *Bene, se l'incantesimo non va a buon fine.. beh, non oso nemmeno pensare a questa possibilità... Ma se funzionasse.. mi ritroverei legata al mio manico di scopa come un salame... Dubito fortemente che potrebbe venir annoverato tra i migliori incantesimi per trarsi d'impaccio con l'ausilio della magia!*

    @Cosetto_Silverwing, @Celine_Randall,


  • Celine_Randall

    Tassorosso

    Dormitorio: Tassorosso
    Livello: 5
    Galeoni: 892
       
       

    Citazione:
    IV Post: II Incantesimo di Celine Randall: Incarceramus e Visibula Noctambulus


    Con la massima attenzione, osservai il mio incantesimo fendere l’aria e sfrecciare a gran velocità verso Ellis. Era quasi uno spettacolo: al suo passaggio lasciava dietro sé una debole scia luminosa che scemava lentamente per poi lasciare nuovamente spazio alla pioggia e all’oscurità.
    Cercai di capire cosa stesse facendo la ragazza, ma mi era impossibile dirlo, guardare verso l’alto era molto più faticoso che cercare di insegnare l’inglese ad un troll di montagna.

    “A giudicare da quanto tempo guarda nella mia direzione, o si è accorta di me o si è congelata sulla scopa.”

    Ero convinta che la prima opzione fosse la più ragionevole e ne ebbi la conferma quando il mio incantesimo giunse a soli pochi metri da lei: con uno scatto repentino Ellis si spostò e vidi il mio incanto passarle accanto, quasi sfiorandola, per poi disperdersi tra le nuvole.

    *Maledizione! Adesso penserà che volevo attaccarla! Avrei dovuto pensare a qualcosa di più amichevole, era ovvio che un incantesimo l’avrebbe presa alla sprovvista, avrei dovuto pensare a qualcosa di più… Per Merlino!!!*

    Il mio flusso di pensieri venne improvvisamente interrotto dalla scena che mi si presentò, che mi fece portare istintivamente le mani alla bocca e mi fece alzare di scatto: nel tentativo di schivare il mio incantesimo, Ellis era scivolata sul manico di scopa e aveva cercato di aggrapparsi come meglio poteva per non cadere. Era avvinghiata con mani e gambe, la schiena rivolta verso il basso.

    “Morgana! Con il mio incantesimo l’ho quasi disarcionata!”


    Quello che aveva voluto essere un aiuto si era trasformato in una sorta di agguato.
    Ma cos’era che svolazzava attorno a lei? Socchiusi gli occhi cercando di scorgere al meglio i particolari di quella scena bizzarra.

    *Buon Merlino!*

    Era la sua veste! In quel momento ringraziai mentalmente Agrippa, Silente e tutte le figurine famose che conoscevo per non essermi trovata dalla parte opposta del campo: chiunque non affetto da un potente incantesimo Congiuntivitus avrebbe potuto vedere i suoi slip! Quel pensiero assurdo fece nascere in me una risata liberatoria, ma subito la repressi: Ellis era ancora in pericolo e solo io potevo aiutarla. Il pensiero che fossimo sole in tutto il campo mi mise paura, nessuno sarebbe venuto ad aiutarci, dovevamo cavarcela da sole.

    *Devo fare qualcosa! Devo aiutarla! Con questa bufera non riuscirà a sostenersi ancora per molto…*

    La tensione mi faceva parlare ad alta voce nonostante fossi sola. Sentivo il sangue pulsarmi nelle orecchie e non osavo distogliere lo sguardo nemmeno per un secondo. Tenevo la bacchetta ben salda nella mia mano sinistra, pronta per scagliare un incantesimo imbottito se fosse stato necessario. D’un tratto il martellante ticchettio della pioggia non era più così amichevole come mi era parso poco tempo prima, ora sembrava che anche quelle piccole goccioline scandissero ogni secondo per ricordarmi che non avevo molto tempo per agire. Dovevo fare qualcosa ma, sorprendentemente, la mia mente era vuota. Non riuscivo a ricordare nessun incantesimo che potesse aiutare qualcuno che si trovava in aria.

    *Incendiare, congelare, esplodere… Solo questo ci insegnano a scuola!*

    Il rombo di un tuono confermò il mio disappunto in lontananza. Con il braccio sollevato per ripararmi il viso dalla pioggia, vidi Ellis cercare di tornare in sella con un’abile mossa.

    *Ecco, si, così! Brava! Dai che ce la fai! Nooooooooo!*

    Le vesti umide e la scopa bagnata non la aiutavano affatto nell’impresa e, purtroppo, la ragazza scivolò ancora più giù: era appesa solo con mani e caviglie.

    *Per tutti gli Schiopodi Sparacoda! Così si ammazzerà!*

    Personalmente, non ero sicura che il fantasma di Ellis mi avrebbe preso in simpatia dopo quella tragedia e non volevo nemmeno privare i Serpeverde di una delle loro nobili purosangue. Non avevo immaginato che il mio innocuo incantesimo avrebbe potuto portare a simili conseguenze.

    “Non posso starmene qui a aspettare che cada! Non voglio neanche immaginare come si sentirà lei adesso! Come faccio a salvare qualcuno in aria se non sta ancora cadendo?”


    La mia mente, attenta e analitica, mi mostrò la soluzione: quante volte avevo visto le mie compagne di Casa farsi scherzi con il Levicorpus! Era perfetto per l’occasione!
    Alzai rapidamente la bacchetta e presi la mira con cura. Non potevo sbagliarla stavolta.

    *Contatto visivo… Ma cos…? Aaaahh*

    Con un altro, brusco movimento, Ellis perse la prese delle gambe e rimase appesa solo con le mani. Incredibilmente agitata, iniziai a spostarmi da un piede all’altro; il panico si stava facendo strada in me.

    “Ok, allora userò l’Incantesimo Imbottito. Quando cadrà evocherò un cuscino proprio là” – indicai uno sprazzo di terreno in mezzo al campo – “e riuscirò a prenderla.”


    La mia coscienza stava cercando di calmarmi dandomi delle soluzioni apparentemente semplici, ma sapevo bene che non era così. Non sarebbe stato facile evocare un cuscino esattamente dove Ellis sarebbe caduta e quella bufera certo non mi avrebbe aiutato nella precisione. Inoltre, non sarebbe stato facile impedire al panico di prendere il sopravvento e lo sarebbe stato ancor meno mantenere la mente lucida mentre Ellis era in caduta libera.

    “Non ho altre alternative, quindi…”


    Rimasi a fissare la ragazza, colma di preoccupazione, pronta ad eseguire l’incantesimo nel momento adatto. Istintivamente fui grata del fatto che fossimo sole: a parte gli slip in vista, perfino un Magonò sarebbe riuscito a farle uno scherzo di cattivo gusto in quella posizione. La mia mente si concesse un attimo di libertà pensando a cosa avrebbero detto o fatto altri ragazzi di Hogwarts trovando Ellis in quella posizione, ma subito fui riportata alla realtà dalla ragazza stessa che, sorprendentemente, staccò una mano dalla scopa.

    *Ma che sta facendo? Non penserà di saltare?!?*

    La vidi armeggiare alle prese con la veste sottosopra finché, da una tasca, estrasse la sua bacchetta.

    *La bacchetta! Magnifico! Forza Ellis, ce la puoi fare!*

    Eravamo dello stesso anno e non avevo idea dell’incantesimo a cui stesse pensando; a me, per salvarla, non era venuto in mente nulla. Rimasi ammirata dal suo coraggio e dalla sua mente che, nonostante la situazione, sembrava ancora lucida. Purtroppo però, la vidi agitare più volte la bacchetta in aria, ma senza risultato.

    *A che diavolo di incantesimo sta pensando?*

    Ad un tratto, dalla bacchetta di Ellis uscì qualcosa.

    *Fumo? No, cosa è?* – mi sporsi in avanti per cercare di vedere meglio, incurante della pioggia che, ormai, aveva inzuppato una buona parte dei miei vestiti – *Un animale? Wow, sa evocare un animale? Un animale che sta… Che sta facendo?*

    Vidi Ellis venire sospinta da una forza misteriosa che la fece ciondolare debolmente. L’incantesimo durò solo pochi secondi, poi l’animale smise di muoversi e lo vidi precipitare al suolo dove cadde con un tonfo ovattato e un debole “splash”. Senza pensare ad altro, mi misi subito a correre verso il centro del campo, pronta per aiutare l’animale o qualunque cosa fosse. Se Ellis aveva avuto una buona idea ma non era riuscita a farla funzionare, potevo provarci anche io!
    Incurante del cappuccio che venne sospinto indietro dal vento, continuai a correre, rallentata dal mio impermeabile che si gonfiava dietro di me. In pochi secondi sentii dei rivoli freddi scendere lungo il mio viso e percepii che i miei capelli non erano più morbidi e leggeri come al solito. Dovevo fare in fretta!
    Con il fiatone raggiunsi la macchia scura inerme nel centro del campo. Rimasi sorpresa da quello che vi trovai.

    “Delle funi? Non avrà usato un Incarceramus? Aveva intenzione di legarsi come un salame? Ecco perché a me non era venuto in mente… Però… Devo dire che… Vista la situazione… Potrebbe funzionare!”



    Mi chinai a raccogliere quelle funi grosse e ruvide, ormai completamente inzuppate, e le osservai tenendole tra le mani. Improvvisamente, al di fuori da ogni logica, mi venne di nuovo il bisogno di ridere. L’idea di avere ancora un bagliore di possibilità per salvare quella ragazza mi rendeva euforica. Era assurdo a cosa pensava la mente umana in una situazione di pericolo! Perfino un incantesimo offensivo poteva rendersi utile! L’idea di Ellis era davvero geniale! Contrariamente a me, però, Ellis si trovava ancora in bilico appesa ad un manico di scopa e molto probabilmente stava perdendo le speranze: questo pensiero mi spronò ad agire in fretta, il più in fretta possibile.
    Guardai sopra di me la figura ancora sospesa e feci attenzione a prendere per bene la mira.

    *Melino ma quegli slip hanno delle ranocchie verdi?*

    Sgranai gli occhi e un sorriso a metà tra l’imbarazzato e l’incredulo comparve sul mio viso.

    *Forza Celine! Non è il momento di pensare alle ranocchie!
    Contatto visivo…
    Posizione della bacchetta…
    Concentrazione…
    INCARCERAMUS!*


    Citazione:
    INCARCERAMUS
    Descrizione: crea delle funi intono ad una persona, per immobilizzarla ed impedirgli di muoversi
    Tipo: incantesimo offensivo
    Durata: 1 turno
    Consigliato: per bloccare e strozzare il nemico fino allo svenimento (in caso di opposizione la stretta aumenterà)
    Avvertenze: //
    Livello Minimo Consigliato: 2


    Vidi un lampo di luce sprigionarsi dal mio catalizzatore e puntare a gran velocità verso la figura sospesa in aria sopra di me. Non ebbi il coraggio di guardare verso l’alto questa volta, se l’avessi mancata le conseguenze sarebbero state troppo gravi. Sperai vivamente di non colpirla sul didietro data la posizione.

    *Silente fa’ che la prenda. Merlino fa’ che la prenda. Morgana fa’ che la prenda. Grifondoro fa’ che la prenda…*

    Stavo iniziando una sorta di preghiera quando mi venne un’altra idea che avrebbe potuto aiutare la malcapitata ragazza. Ormai nulla aveva più importanza, il vento, la pioggia, tutto ciò che desideravo era riuscire a salvarla.

    “E se le permetterò di vedere al buio per lei sarà tutto più facile! D’accordo allora, vediamo, l’incantesimo si chiamava… Visibilius… No, forse era Visibilis Noctambulis… No, non ci siamo… Ci sono!”

    Alzai di nuovo lo sguardo e vidi il mio primo incantesimo che ancora sfrecciava in aria.

    *VISIBULA NOCTAMBULUS!*

    Citazione:
    VISIBULA NOCTAMBULUS
    Descrizione: permette di vedere al buio
    Tipo: incantesimo generico
    Durata: 1 turno ogni 3 livelli
    Consigliato: per muoversi rapidi e furtivi nelle tenebre senza essere scoperti da eventuali nemici
    Avvertenze: quando si è sotto l’effetto di questo incantesimo qualunque luce forte e improvvisa potrebbe abbagliare e rendere ciechi per alcuni secondi
    Livello Minimo Consigliato: 3


    Un secondo raggio si sprigionò dalla mia bacchetta e, di nuovo, sperai di non colpire la ragazza in punti delicati. Rimasi a guardare i due incantesimi che, come se si stessero rincorrendo, si facevano strada tra la pioggia e il vento. Sarebbero giunti a destinazione o si sarebbero dissolti tra le nuvole in lontananza?

    “Se non altro, con almeno uno dei due riuscirò a colpirla e questo dovrebbe essere sufficiente per permetterle di salvarsi.”

  • Ellis_Bell

    Serpeverde

    Dormitorio: Serpeverde
    Livello: 5
    Galeoni: 1057
        Ellis_Bell
    Serpeverde
       
       

    Citazione:
    V post - II incantesimo Ellis_Bell: COMBO=Farfallus Explodit + Periculum


    Le funi caddero miseramente verso il basso e anche quel piccolo barlume di speranza di salvezza sparì con esse. Da un lato, tuttavia, ero quasi sollevata dal fatto di non ritrovarmi incaprettata al mio manico di scopa. Speravo flebilmente (e irrazionalmente) che, dall'ultima volta in cui avevo guardato verso terra, la distanza si fosse ridotta. Dopo qualche istante, dal basso sentii giungere il tonfo sordo delle corde al suolo, cosa che mi fece comprendere che mi trovavo ancora ad una significativa altezza e di quanto fossero vane le mie speranze.



    *Certo, cadere da questa altezza non avrebbe conseguenze piacevoli! Fintanto riesco a rimanere aggrappata alla scopa, devo tentare con qualche altro incantesimo, devo trovare una soluzione!
    Magari questa volta, Ellis, sii un po' più savia!*


    Pensavo e cercavo disperatamente l'incantesimo giusto, quando mi parve di sentire una risata sommessa. Improvvisamente mi ricordai che in quel pomeriggio, l'altezza non era l'unico problema di cui dovevo tener conto.

    *Si sta prendendo gioco di me!*

    Il cielo si stava oscurando via via che i grossi nembi bigi si addensavano e si abbassavano minacciosi perciò, oltre la pioggia insistente, un presunto avversario ed il trascurabile dettaglio di essere sospesa aggrappata alla scopa con una sola mano, dovevo aggiungere anche la scarsa visibilità.

    *Giusto Cielo! Tutto questo mi pare vagamente eccessiva come punizione, solo per aver rimandato di un pochino l'assolvere del castigo che mi era stato inferto! Manca solo che ora arrivi un fulmine e mi colpisca... Forse è meglio se non penso a quello che potrebbe ipoteticamente succedere, quanto trovare una soluzione a quello che, con ogni probabilità, accadrà.*

    Cautamente, chinai la testa verso il basso per valutare effettivamente la distanza che mi separava dal duro suolo, quando la vidi. Il mio nemico lo avevo intravisto spesso nei corridoi del castello: mi era sempre apparsa una semplice ed apparentemente innocua ragazza di Tassorosso, certo questo, ovviamente, prima che quel pomeriggio cercasse di attentare alla mia incolumità. Finora non avevamo ancora avuto occasione di presentarci, per cui non sapevo neppure il suo nome. Perciò il motivo per cui mi stava attaccando, rappresentava per me un vero dilemma.

    *Che sia impazzita? Che sia sotto la maledizione Imperius? Che stia cercando un modo per suicidarsi? Perchè, se sono molto fortunata e sopravvivo a questo pomeriggio, le do ben volentieri una mano a porre fine alle sue sofferenze!*

    Dall'alto la vidi armeggiare con qualcosa che aveva raccolto da terra, con ogni probabilità le funi residue del mio incantesimo fallito.

    “Chi siete Voi? Cosa Volete da me?”

    Urlai invano quelle frasi, poiché non ricevetti risposta, non seppi se il motivo fosse perchè la distanza ed il vento resero mute le mie parole, o se la ragazza le avesse deliberatamente ignorate.
    Di fatto la ragazza, invece di rispondermi, impugnò nuovamente la bacchetta, puntandomela contro. Presa dal panico, consapevole della mia vulnerabilità e della bassezza dell'approfittare della situazione per attaccarmi, mi rivolsi alla ragazza.

    “È mia speranza confessa che Voi decidiate di desistere dall'arrecarmi danno. Qualunque sia la motivazione che Vi sospinge a sollevare la Vostra bacchetta contro la mia persona, Vi prego di avere il coraggio necessario ad affrontarmi lealmente, a pari livello. ”

    Pronunciai quelle parole con una certa veemenza, cosa che mi porto ad articolarle piuttosto freneticamente, vista anche l'impellenza di fermare la giovane Tassorosso. Nonostante il mio discorso, la ragazza mi lanciò contro un incantesimo e, non contenta, subitaneamente seguito da un secondo sortilegio. Riuscii a dimenarmi quel poco consentitomi dalla mia infausta posizione, ma bastante a schivare la prima fattura. Tuttavia, non fui abbastanza rapida per evitare anche il secondo incanto.
    Ero pronta al peggio. Sapevo per certo che il primo sortilegio fosse un Incarceramus: infatti, quello che a prima vista sembrava essere solo la classica scia luminosa, quando mi sfrecciò accanto, si rivelarono essere delle funi del tutto simili a quelle che avevo evocato io poco prima.

    *Perfetto, non solo i miei incantesimi falliscono, ma addirittura danno ispirazione ad un'aspirante killer!*

    Aspettandomi secondo logica qualcosa di negativo, il secondo incantesimo, dapprima sembrò non sortire alcun effetto. Solamente quando tornai ad osservare nuovamente la mia avversaria, notai che, improvvisamente, riuscivo a distinguere molti più particolari di prima, nonostante il cielo si fosse ulteriormente oscurato. La ragazza indossava un impermeabile nero il cui cappuccio era scivolato sulle spalle lasciando scoperti i suoi lunghi capelli castani che la pioggia aveva già inzuppato.

    “Ma cosa?.... Ma certo, Visibula Noctambulus! L'incantesimo che permette di vedere al buio.”

    Mormorai tra me e me. La situazione si stava facendo sempre più critica, la giovine oramai aveva dimostrato di non farsi alcuno scrupolo a colpire a tradimento.

    *Devo trovare il modo per fermarla, devo colpirla, o perirò! Ho già il mio bel daffare a trarmi d'impaccio senza dovermi anche preoccupare di un'infida tassa.*

    Dire che mi stavo alterando era un eufemismo. Il comportamento della mia avversaria era oltre modo sconveniente. Dovevo trovare in fretta un incantesimo per salvarmi, ma non potevo attuare il mio piano se prima non avessi bloccato lei. Un Reducto era giusto ciò che avevo in mente, ero davvero seccata, avrei dato sfogo alla mia vena sadica: poco mi importava dell'effetto che avrebbe avuto sulla Tassorosso, dopotutto lei mi stava attaccando a tradimento. Stavo prendendo la mira quando si insinuò nella mia mente il tarlo del dubbio.

    *Ma se il suo scopo fosse davvero di farmi cadere dalla scopa, per quale motivo mi avrebbe donato la vista notturna?*

    La pioggia incominciò a cadere più forte e la mano stava rapidamente perdendo aderenza. Non c'era più tempo per ponderare i motivi che spingevano la ragazza a lanciarmi contro incantesimi. Dovevo assolutamente agire.

    *Va bene, niente incantesimi troppo offensivi, ma devo comunque trovare un diversivo per bloccarla temporaneamente mentre cerco di salvarmi.*

    Avevo già in mente qualcosa che faceva al caso mio. Inoltre avevo finalmente rimembrato la formula adatta alla mia situazione precaria. Avrei lanciato un magnifico Ascendio, ma prima:

    “Farfallus Explodiiiiit!”. Urlai esasperata, ma contenta di aver finalmente trovato una soluzione.

    Citazione:
    FARFALLUS EXPLODIT
    Descrizione: genera migliaia di farfalle luminose
    Tipo[b/]: incantesimo generico
    [b]Durata
    : istantanea
    Consigliato: utile per disorientare e stordire l’avversario (similmente, ma in maniera meno potente, di un Confundus) e per fare luce
    Avvertenze: //
    Livello Minimo Consigliato: 1




    Distolsi rapidamente lo sguardo per evitare di accecarmi essendo ancora sotto l'effetto dell'incantesimo Visibula Noctambulus. Precauzione praticamente inutile, poiché destino volle che in quel attimo stesso un lampo squarciasse il cielo plumbeo. Purtroppo non ebbi la prontezza di chiudere gli occhi, perdendo così l'uso della vista. Lo sorpresa fu fatale: inconsciamente e stupidamente lasciai la presa. Avevo perso la mia unica ancora di salvezza. Precipitai verso il vuoto, sempre più giù, con ancora quel lampo impresso nella retina. Tutto ciò che riuscii a fare fu di evocare un Periculum forse ormai troppo tardivo.

    Citazione:
    PERICULUM
    Descrizione: fa scaturire scintille rosse dalla bacchetta
    Tipo: incantesimo generico
    Durata: istantanea
    Consigliato: per richiamare a se alleati, in tutti i casi in cui si debba chiedere aiuto oppure per segnalare un pericolo o un incidente
    Avvertenze: //
    Livello Minimo Consigliato: 1

    Solo l'eco di un grido mi risuonava nelle orecchie, senza sapere se fossi stata io ad emetterlo.

    Ero morta? Ero viva? Non potevo dirlo, il nulla sembrava circondarmi.

    @Celine_Randall, @Cosetto_Silverwing,


  • Celine_Randall

    Tassorosso

    Dormitorio: Tassorosso
    Livello: 5
    Galeoni: 892
       
       

    Citazione:
    VI post: Conclusione di Celine Randall


    Speravo ardentemente che i miei incantesimi aiutassero Ellis a trarsi in salvo e che potessero scongiurare una fine peggiore e, purtroppo, non così lontana. Guardavo verso l’altro, il viso invaso dalla pioggia e i capelli bagnati che mi si appiccicavano su fronte e collo; c’era qualcosa di molto più importante della pioggia in quel momento: la vita di Ellis. Se entrambi i miei incantesimi avessero fallito… Scossi il capo velocemente e fui grata alla pioggia per nascondere una mia limpida lacrima tra le mille goccioline con cui mi infestava il viso. Eravamo entrambe del quinto anno, avevamo la stessa età, non avevo idea con chi vivesse o cose la piacesse fare, ma ero certa che, come me, amava la magia e il magnifico mondo in cui entrambe stavamo crescendo. Lei Serpeverde, io Tassorosso. Per un inspiegabile motivo mi sentii legata a lei, sentii che i nostri mondi non erano affatto così lontani come mi erano parsi la prima volta: non importava se lei era Purosangue e io no, non importava quali fossero le idee che affollavano la sua mente, in quel momento mi stavo rendendo conto dell’importanza che ogni mago, nel suo piccolo, aveva nella nostra comunità. E anche Ellis era importante, era importante per i suoi compagni Serpeverde, era importante per la sua famiglia, era importante per Hogwarts ed era importante per me! Ero più che mai determinata a volerla salvare, a qualunque costo.
    La vidi schivare con un rapido movimento, ammirevole vista la posizione, il mio primo incantesimo, ma, fortunatamente, non fu altrettanto abile e fortunata con il secondo che la colpì in pieno.
    Aspettai pochi secondi per vedere gli effetti sortiti dal mio incanto, ma sapevo bene che non ce ne sarebbero stati: se Ellis ora riusciva a vedere meglio al buio, io non avevo modo di saperlo. Continuai a guardare verso l’alto tenendo gli occhi socchiusi, ero più che mai curiosa di sapere come si sarebbe comportata ora la ragazza. La vidi guardare verso di me e, forse ingannata dalle mie speranze, avevo l’impressione che riuscisse ad osservarmi in modo piuttosto dettagliato nonostante l’oscurità sempre crescente che mi avvolgeva.

    “Forza Ellis! Adesso che puoi vedere al buio dovresti aver capito che non sono una Mangiamorte e che puoi pensare a salvarti! Oppure, nella peggiore delle ipotesi, avrai pensato che per qualche strano motivo volevo aggredirti o che fossi sotto la maledizione Imperius…”


    Nonostante fossi nel centro del campo, sentivo il vento far ondeggiare i teli che avvolgevano gli alti torrioni del campo. Istintivamente pensai che era una fortuna che non ci fossero partite di Quidditch quel giorno perché si sarebbero sicuramente concluse con degli infortuni.
    Rimasi a guardare la giovane Serpeverde, incurante delle vistose ranocchie verdi che parevano più nitide che mai. Mi chiesi se quelli fossero degli slip incantati e mi appuntai mentalmente di non dire mai a nessuno quello che avevo visto: a Ellis probabilmente non avrebbe fatto piacere.

    “Ovviamente sempre se sopravvive! Se domani mattina mezza Hogwarts sarà radunata attorno al campo di Quidditch per vedere il cadavere di una giovane Serpeverde credo proprio che delle ranocchie saranno l’ultimo dei problemi.”

    Stavo aspettando una mossa da parte della giovane ragazza, dal mio canto speravo di aver fatto a sufficienza per salvarla e pensavo anche che, visto il mio ultimo incantesimo del tutto inoffensivo, avesse ormai capito che io non costituivo un pericolo. Se, invece, Ellis fosse scivolata prima di poter scagliare qualunque incantesimo, io ero proprio sotto di lei, pronta ad evocare qualcosa di morbido su cui farla atterrare. Fu proprio questo pensiero a farmi tranquillizzare, sentivo che tutto si sarebbe risolto per il meglio: Ellis ora riusciva a vedere al buio e io mi trovavo giusto sotto di lei, pronta ad aiutarla in qualsiasi evenienza. Sentii i miei muscoli rilassarsi, provati per la lunga tensione e le forti emozioni di quella giornata. Sentii il freddo pungente dell’acqua che mi aveva inzuppato i vestiti a contatto con il mio corpo. Un brivido corse lungo la mia schiena. Ero stanca, lo sapevo, e desideravo che quella situazione finisse il prima possibile e nel migliore dei modi. Inaspettatamente, la mia mente mi inviò delle immagini calde e rassicuranti che avrebbero dovuto spronarmi a tenere duro e a non arrendermi. Vidi la mia Sala Comune gremita di giovani Tassorosso vocianti, vidi il mio fratellino che mi aspettava ai piedi del treno impaziente di rivedermi dopo il mio lungo soggiorno ad Hogwarts, vidi le vaste e imponenti montagne che sovrastavano la mia abitazione in Scozia e dove mi allenavo a Quidditch nei periodi estivi…
    Qualcosa di colorato mi svolazzò davanti al viso.

    *Ma cos…?*

    La mia mente si ricollegò velocemente alla realtà giusto in tempo per mettere a fuoco migliaia di farfalle luminose e colorate.



    *Che succede?*

    Ebbi come l’impressione di trovarmi da un’altra parte, in un altro posto, in un luogo dove i giochi di luci e ombre dominavano sovrani. Ero sempre stata attratta dagli oggetti luminosi, non era un mistero, ma trovarmi in mezzo a così tante farfalle colorate e brillanti in mezzo all’oscurità ebbe su di me un immediato effetto di stordimento. Rimasi a fissarle con sguardo incantato, ammirata dalle luci che variavano in base all’angolazione delle ali di quelle piccole creature. Giallo, verde, blu, rosso e, cos’era quello? Forse viola? Con continui guizzi veloci i colori variavano costantemente intensità e io ero più che mai avida di coglierli tutti, in tutte le loro sfumature, non volevo perdermi nemmeno un secondo di quello spettacolo. I bagliori si riflettevano sulle goccioline di pioggia che, altrettanto rapidamente, correvano verso il basso.

    “Chissà se anche un Patronus avrebbe sortito lo stesso effetto…”

    Subito mi torno in mente il momento in cui, una volta, avevo sperato di poterne evocare uno in un campo di Quidditch…

    *Chissà perché poi non l’ho fatto… Sarebbe stato bello…*

    Sentivo la mia mente sforzarsi nel trovare una risposta, ma tutte quelle luci e quei colori mi stavano intontendo, sentivo la mia mente pigra e svogliata, come assopita. Cercai di non arrendermi e di continuare a lottare, ci tenevo ad avere il pieno controllo su me stessa ed era come se, inconsciamente, mi rendessi conto di non essere completamente lucida.

    *Queste farfalle mi stanno confondendo… Tutti questi colori… Continuano a girarmi attorno…*

    Sentivo come un grande frastuono nella mia testa, sentivo una forte pioggia che mi scorreva sul viso ma non riuscivo a capire dove fossi, o se fosse mattina o sera. Cercavo di guardare al di là della coltre di farfalle, ma appena il mio sguardo scorgeva qualcosa in lontananza, subito delle nuove scie luminose mi scorrevano davanti e catturavano la mia attenzione. Intorno a me tutto era luminoso e non avrei saputo dire se fosse a causa di tutte quelle farfalle o a causa d’altro… I miei occhi iniziarono a bruciare, tutta quella luce iniziava a darmi fastidio, molto fastidio. Provai a chiudere gli occhi ma quasi non ne notavo la differenza, anche con le palpebre chiuse percepivo scintillii luminosi che affaticavano la mia vista. Iniziai a muovere le braccia intorno al mio corpo, ancora con gli occhi chiusi, sperando di riuscire ad allontanare tutte quelle creature fastidiose. Avevo bisogno di capire cosa stava accadendo. Mi feci coraggio e, spronata da una nuova forza di volontà che nemmeno io avrei saputo dire da dove originasse, mi costrinsi a riaprire gli occhi per cercare di fare chiarezza attorno a me.
    Fortunatamente, o grazie a Merlino, qualcosa venne in mio aiuto. Un forte ed accecante lampo squarciò il cielo e permise al mio sguardo di correre oltre, avidamente, la coltre di farfalle.

    *Il campo da Quidditch! Ellis Bell! Ma certo! Deve avermi scagliato un incantesimo! Maledizione…*

    Alzai subito lo sguardo per vedere come stava la Serpeverde, se le fosse successo qualcosa mentre io ero confusa non me lo sarei mai potuto perdonare.

    *Che sciocca che sono stata… Lasciarmi confondere da delle farfalle…*

    Sopra di me non riuscivo a vedere nulla se non altre piccole creature colorate e svolazzanti, ma questa volta non mi sarei fatta abbindolare! Cercai di mettere a fuoco il paesaggio oltre l’alone luminoso che mi circondava, ma non ebbi il tempo di cogliere nulla perché qualcosa di pesante, di molto pesante, mi cadde addosso. Fui subito scaraventata per terra, sotto un peso di origine ignota, e picchiai il mento sul terreno. In pochi secondi sentii il sapore di sangue accompagnato da granelli di sabbia umida e da fili d’erba. Le gocce di pioggia cadevano tutto attorno a me e rimbalzavano sul sottile specchio d’acqua che già aveva sommerso il terreno. Sentivo la mia testa pulsare, qualunque cosa mi fosse caduta addosso mi aveva colpito piuttosto violentemente. Percepivo il rigido impermeabile che mi avvolgeva, ma, ormai, ero completamente zuppa e, sinceramente, non mi dispiaceva sentire sulla pelle la sensazione di freschezza che l’acqua mi stava regalando. Sentivo la testa e la schiena irradiare calore a tutto il corpo, ed ero grata, ancora una volta, all’acqua per riuscire a lenire il dolore. Cercai di alzarmi ma mi era impossibile, il peso gravava ancora sul mio corpo e mi impediva di svolgere qualunque movimento. Istintivamente mi chiesi che ore fossero e se avrei avuto la fortuna di essere avvistata ed aiutata da qualche passante. Guardai verso l’alto cercando di scorgere tra le nubi un raggio di sole, ma nulla. Solo una brillante stella rossa splendeva, da sola, nel cielo.

    “Che belle le stelle rosse…”

    Un momento! Le stelle non sono rosse! Guardai meglio e sbattei le palpebre per mettere meglio a fuoco l’immagine e per diluire tutta la pioggia che mi stava entrando negli occhi.

    “Quello è un Periculum!”

    Per la seconda volta la mia mente mi mostrò un turbinio di avvenimenti e mi aiutò a riprendere pienamente conoscenza. Subito fui travolta da ansia e preoccupazione.

    *Ellis… Ellis…*

    Cercai di chiamare la ragazza che, inevitabilmente, mi doveva essere caduta addosso. Dopo pochi secondi, però, sentii di nuovo il mio corpo rilassarsi e capii che in poco tempo avrei perso conoscenza. Cercai, un’ultima volta, di muovermi, ma invano.

    *Ellis…*

    Provai a chiamarla un’ultima volta. Sentii le mie palpebre farsi pesanti e la mia mente si annebbiò. In pochi secondi, complice lo sguardo assonnato, vidi una figura costeggiare uno degli alti torrioni e uscire dall’oscurità.



    Qualcuno veniva a salvarci? Stavo per trarre un sospiro di sollievo quando… Un momento, chi era quello? Sembrava più un fantasma che una persona reale. Un brivido percorse il mio corpo, un brivido ben diverso da quelli provocati dal freddo e dalla pioggia. Ero troppo vulnerabile adesso, possibile che qualcuno avesse osservato me ed Ellis per tutto il tempo in attesa del momento opportuno per attaccarci? No, non poteva essere. Doveva essere frutto della mia immaginazione, la mia mente stava vaneggiando. Pochi secondi dopo, dietro di lui, dall’oscurità emersero altri spettri, tutti avvolti da un bagliore argenteo. Fu proprio questo bagliore a farmi rilassare, avevo l’impressione di averli già sognati diverse volte… Più avanzavano, più avevo l’impressione di averli già visti prima, non erano nemici… O forse si? Sentii qualcosa di fresco sul viso, ma non era la pioggia e in poco tempo il mio corpo fu invaso da una sensazione di confortevole calore. Troppo stanca per pensare ad altro, chiusi gli occhi, e sperai di riuscire a riaprirli, prima o poi.

    @Ellis_Bell; @Cosetto_Silverwing


  • Cosetto_Silverwing

    Corvonero Certificato

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 13
    Galeoni: 107217
       
       

    DUELLO CONCLUSO, ECCO LA PREMIAZIONE:

    @Ellis_Bell, sei tu ad iniziare il duello e mi piace molto l'inzio nel pieno dell'azione che descrivi: ci si sente subito parte della situazione e questo ti carica di adrenalina. Buona tecnica, solo un errorino di battitura. Lento forse ma buono. Buon secondo post: ottime manovre in volo, ben descritte e ricche di passione narrativa; ottimo utilizzo del clima e del paesaggio, ben descritto ed usato. Schivi l'incanto TESTABOLLA, un livello 2 facile facile, lasciandolo fra le nuvole. Bella la scena con la scopa, appesa. Giusta scelta del tuo secondo incanto, L'INCARCERAMUS, che può esser la scelta giusta in una situazione tale: difensivo ed offensivo quanto basta. Nel tuo terzo ed ultimo post usi una combo alqaunto bislacca, richiesta dalla situazione: FARFALLUS EXPLODIT, utile a disorientare l'avversaria, giustamente, e poi scagli il PERICULUM, mentre magari avrei usato qualcosa per attutire la caduta od ancora avrei volato più in basso, per evitare cadute pericolose. PERICULUM ti aiuta se vi è qualcuno e se sei in pericolo, per l'appunto, non tanto forse se stai già cadendo ed hai pochi secondi...a mio parere. Hai anche l'ausilio dell'incanto VISIBULA che ti permette di non sbagliare. Buono stile nel complesso e racconto ricco di suspance: bravissima e complimenti vivissimi, non è semplice scrivere come te; si vede che ci metti l'animo.


    @Celine_Randall, post iniziale molto ben fatto, anche se avevo scritto di non usare troppi flashback per non perdere l'attenzione sull'azione, ed invece ne fai uso. Ma il tutto serve ed aiuta, quindi a buon fine. Non trovo invece molto utile l'incanto che utilizzi del TESTABOLLA, poichè si il temporale può esser forte e violento, ma nulla più di un paio di occhialini da quidditch posso esser utili per vederci meglio. Avresti potuto entrare in scena in miglior modo, invece mi pare tu ti nasconda più che altro, e non entri mai davvero nello spettro dell'azione. Azzarda di più secondo me: osa. Buon il discorso con la pioggia, toccante e sentimentale, come il ricordo del padre. Nel tuo secondo post mi piace il gioco vittima/carnefice/salvatore che si intreccia, con la scelta degli incanti e la cooperazione involontaria della tua avversaria. Usi uno stile narrativo sagace, ricco di dialoghi e personale, che piace nella sua semplicità e risolutezza. Schivi quindi l'incantesimo avversario e lanci il tuo uguale dopo una bella trama che intessi per giustificare il comportamento dell'altra duellante. La combo INCARCERAMUS e VISIBULA NOCTAMBULUS non ha molto a che fare, ma può funzionare. Concludi tu nel migliore dei modi, con un bel post di fraterna amicizia, ed un "vissero tutti felice e contenti" solo rimandato. Avrei chiuso il post, terminandolo, senza perdere i sensi e poi lasciarlo lì, ma rende lo stesso: buona la presa del corpo della ragazza, e le visioni oniriche con le farfalle. Sei stata un ottima duellante nello scrivere, con cura, dilungandoti e spiegando passo dopo passo, ma forse troppo buona: a volte devi usare il cuore, altre la bacchetta, ma in generale sei stata molto brava, i miei complimenti.

    Per quanto riguarda le premiazioni:

    a Celine_Randall 41 PUNTI, per aver saputo esser gentile fino alla fine;

    a Ellis_Bell 41 PUNTI, per la maestria sulla scopa e la scelta giusta al momento giusto.

    Quindi:

    TASSOROSSO 41 Punti

    SERPEVERDE 41 Punti

    Quindi un pareggio è la cosa più giusta visto che vi siete affrontate senza cattiveria ed avete schivato entrambe due incanti, ed entrambe colpite da un terzo. Siete state molto brave, ed Ellis nonostante le consegne sul filo del rasoio è riuscita a non tardare oltre il concesso (nonstante gli impegni babbani).

    Per qualsiasi delucidazione mi trovate in giro per il castello, saluti.

    Per il Club dei Duellanti, Cosetto Silverwing

    Al prossimo duello !



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