Hogwarts - Dintorni
Hogwarts - Dintorni


  • Stefano_Draems

    Fondatore Amministratore Ministro Ad Honorem Certificato

    Dormitorio: VIP
    Livello: 16
    Galeoni: 584328
       
       



    Role Aperta da Rhiamon_Mccarthy


  • Rhiamon_Mccarthy

    Serpeverde

    Dormitorio: Serpeverde
    Livello: 2
    Galeoni: 345
       
       

    *Le nuvole si addossavano imponenti e minacciose come cavalli in un'arena, il grigio plumbeo dei loro ventri prometteva tempesta, il vento si scatenava impetuoso per poi placarsi improvvisamente e riprendere a ululare indomito. Qualche flebile e opacizzato raggio solare penetrava la coltre scura per poi eclissarsi nuovamente. La temperatura di quel metà maggio era altalenante, se gli Anemoi -le divinità del vento - imponevano la loro presenza si ripiombava, immancabilmente, nel freddo tipico della stagione autunnale, più che primaverile. Ma se loro tacevano, allora si sentiva l'afa estiva che bussava alle porte. L'erba verde, rinvigorita dalle frequenti piogge, si piegava mite al volere delle divinità, seguendone la rotta e scompigliandosi. La superficie del lago nero era increspata da dolci onde che spumeggiavano leggermente sospinte dal moto del vento. Rhiamon sapeva che nelle profondità dei suoi abissi si nascondevano creature straordinarie e a tratti pericolose, la sala comune della sua casa aveva grandi finestre che davano uno scorcio sull'oscuro mondo sommerso. Ma raramente era riuscita a vedere qualcuno dei suoi abitanti, qualche avvincino, a volte la coda sfuggente di una sirena o di un tritone. Aveva passato pomeriggi interi fissando attraverso il vetro, cercando di catturare i segreti di quel luogo a lei precluso dalla sua necessità polmonare.
    Il banchetto dell'ora di pranzo era finito da poco e lei sentiva ancora l'odore delle pietanze preparate con cura dagli elfi domestici. Percepiva ancora il sapore delle patate dolci con cui aveva terminato il pasto. Il calore nello stomaco la faceva sentire sazia e soddisfatta, un po' assonata anche, ma la voglia di uscire a prendere aria aveva battuto la possibile idea di dirigersi nella sua stanza e passare il tempo che le restava, prima dell'inizio delle lezioni pomeridiane, a fissare il soffitto della sua stanza. Non era abituata alla reclusione, era cresciuta in campagna, all'aperto, e il castello offriva poche possibilità di stare fuori dalle sue spesse mura. Terminato il pasto si era ritrovata nel Salone d'ingresso, interdetta sul da farsi, ma poi aveva imboccato la grande porta ed era uscita all'esterno. Si era stretta il mantello, rinfoderato di verde muschio, addosso e aveva iniziato a vagare per il prato, aveva levato le scarpe e le calze e si era messa a passeggiare assaporando la sensazione dell'erba umida sotto le piante dei piedi. Giunta sulla sponda del lago si era seduta a scrutare la sua superficie, permettendo al vento di giocare con i suoi capelli e assaporando il suo tocco a tratti delicato e a tratti irruente e prepotente. La sua mente vagava, cullata dal rumore della risacca: Immagini della sua infanzia le affioravano alla mente strappandole flebili sorrisi per un tempo ormai perduto per sempre. Il bisogno di stare a contatto con gli elementi non era l'unico motivo che l'aveva condotta in quel luogo quel giorno. Alcuni ragazzi della sua casa, durante il pranzo, avevano iniziato a parlare dei progetti per l'estate imminente, sarebbero tornati a casa, dalle loro famiglie, erano tutti entusiasti. Anche lei sarebbe tornata a casa, da sua madre Cassandra, le era mancata immensamente ed era felice di rivederla. Però era ancora in lite con il padre Dimitri, che aveva deciso di non avere più nulla a che fare con lei nel momento stesso in cui si era imposta dicendo che avrebbe frequentato quel lontano collegio di cui lui non aveva mai sentito parlare e di cui non trovava traccia sui motori di ricerca. Non tollerava l'idea che la figlia scegliesse di passare mesi in una scuola sconosciuta a chilometri di distanza da lui. Era convinto che la colpa fosse della madre, ma non si capacitava del fatto che Rhia appoggiasse l'idea con tanto ardore. Aveva deciso di chiudere ogni forma di conversazione, anche la lettera che le aveva mandato qualche settimana prima, attraverso la madre, era stata solo una cattiveria. Il pensiero di tornare a casa aveva assunto perciò un gusto agrodolce per la verde-argento, turbandola.*

    Testardo come un somaro...

    *Mormorò tra sé lanciando un sasso in acqua. Amava quell'uomo con tutta se stessa, ma lui non la conosceva, non la capiva, perchè non apparteneva a quel mondo, un mondo fatto di magia e meraviglia. Sospirò atterrita, cercando di allontanare Dimitri dai suoi pensieri. Un rumore fuori dal coro dei sospiri attirò la sua attenzione, ma decise di non voltarsi in quella direzione. Se, come sospettava, fosse in procinto di arrivare qualcuno, le serviva del tempo per assumere nuovamente la sua tipica aria spensierata e affabile, non voleva farsi trovare melanconica e affranta. Odiava solo l'idea. Prese un respiro profondo, aguzzò l'udito per capire se i suoi sospetti erano fondati e nel frattempo cominciò a ricostruire, pezzettino per pezzettino, la sua corazza*

    @Reis_Furuya


  • Reis_Furuya

    Tassorosso

    Dormitorio: Tassorosso
    Livello: 1
    Galeoni: 73
        Reis_Furuya
    Tassorosso
       
       

    *Le nuvole coloravano il cielo in quel pomeriggio. Erano alte e numerose, accompagnate da un flebile e, talvolta invece, violento vento che gli scompigliava il bel riccio che portava come modello di capello.
    Era in verità felice di quel clima, quantomeno non rischiava di sudare o di bagnarsi dalla pioggia, eccetto se le nuvole fossero scomparse improvvisamente o se, invece, si fossero fatti più insistenti e minacciosi.
    Era già passato quasi un anno dall’inizio del percorso, inutile negarlo: molto tortuoso. Era un mezzosangue e non aveva stretto nessuna amicizia, scaturito dal fatto che in famiglia, prevalentemente da suo padre mago, non aveva ricevuto una educazione che guardava con interesse all’amicizia, o ad altri sentimenti ma, impaurito che il giovane potesse prendere una strada sbagliata, come un lontano zio, o impaurito che per sbaglio avrebbe potuto fare scoprire agli altri che era un mago, lo osservava e lo ammoniva; il risultato fu chiaro, aveva paura di relazionarsi con gli altri coetanei, ma aveva deciso di provare a cambiare e a fidarsi della gente.
    Mosso da questo desiderio, si ritrovò nel laghetto, dopo aver fatto un leggero pranzo; non c’era cosa che più preferiva di immergersi nella natura, osservando il cielo e il lago e il tutto ciò che lo circondava; sicuramente anche questo causa il passato che, lo portò, a rifugiarsi sulle fantasticherie e sugli abbracci della natura.
    Mentre camminava, vide poco distante una ragazza e, diversamente dal passato, armandosi di forza e coraggio, si diresse verso la fanciulla.*

    Ciao

    *Esclamò, con voce sì un po’ tremante, ma forse non troppo.*

    @Rhiamon_Mccarthy,


  • Rhiamon_Mccarthy

    Serpeverde

    Dormitorio: Serpeverde
    Livello: 2
    Galeoni: 345
       
       

    *Mentre gli ultimi tasselli del suo scudo tornava al loro posto, riformando perfettamente quella maschera di irriverenza, provocazione e ilarità che denotava il suo carattere, almeno in pubblico, il rumore alle sue spalle si ripresentò diventando ben presto riconoscibile come un ritmico avanzare. Il fruscio dell'erba sotto le suole e lo sfregamento degli strati di vestiti assunsero una cadenza regolare, facendole capire che qualcuno era in procinto di raggiungerla. Decise comunque di non voltarsi, protraendo l'attesa ancora per un po', godendosi gli ultimi attimi di solitudine.*

    Ciao

    *La voce le giunse un po' titubante, decisamente sconosciuta e trasportata malamente dal vento che soffiava in varie direzioni in modo irregolare. La serpe volse lentamente la testa e puntò le iridi verdi sull'estraneo. Un giovane con folti ricci scuri e occhi color petrolio la stava osservando, il suo atteggiamento era interdetto, pareva indeciso sul da farsi, come se una parte di lui non volesse trovarsi lì. Rhia sapeva di averlo già incontrato, in un modo o nell'atro se frequentavi la scuola avevi incontrato tutti, in Sala Grande, in biblioteca, a lezione o a zonzo per il castello. Però non sapeva il suo nome. Lo stemma sulla divisa la informò che era un Tassorosso, come la sua amica Aerith - l'unica tassorosso che conosceva veramente -. Gli rivolse un sorriso lievemente accennato, non era brava con le persone introverse, la mettevano a disagio perchè il suo temperamento poteva metterle in difficoltà, anzi succedeva spesso, quindi tentava di regolarsi per non turbarle, ma questa cosa le risultava difficile e soprattutto non era nella sua natura.*

    Ciao!

    *Rispose spigliata spostandosi il tanto da avere anche il corpo rivolto verso di lui e non solo la testa, il collo aveva già iniziato a dolerle per l'angolazione scomoda che aveva preso per guardarlo. Il lago rimaneva alla sua destra, l'erba frusciò lamentandosi per quel movimento. La serpe si chiese se fosse il caso di alzarsi, ma stava troppo comoda seduta sul prato, a piedi nudi e a gambe incrociate, quindi decise di restare dov'era e permettere al giovane di scegliere se avvicinarsi o darsi alla fuga.*

    Ci siamo già visti, ma non ci siamo mai presentati!

    *Proruppe poi piegando la testa verso destra, movimento che faceva spesso quando soppesava le persone. Lasciò scorrere lo sguardo sul suo interlocutore cercando di carpirne i segreti. Quando aveva preso il treno per Hogwarts aveva passato tutto il viaggio a chiedersi in quale casa sarebbe stata smistata, aveva pensato ai Grifondoro perchè sua madre era stata una grifa, aveva pensato ai Serpeverde perchè sempre sua madre le diceva che aveva il tipico comportamento da serpe e perchè lei e Cassandra erano agli antipodi caratterialmente parlando, come i Grifondoro e i Serpeverde. Aveva pensato ai Corvonero, domandandosi se la sua arguzia e intelligenza sarebbero stati sufficienti per farla rientrare tra le schiere dei blu bronzo. Però aveva sempre saputo di non poter rientrare tra i Tassorosso, aveva appreso che la casa era caratterizzata dalla pazienza e dalla gentilezza caratteristiche che lei possedeva di rado e con molto sforzo. Nel corso dell'anno aveva iniziato ad apprezzare i suoi membri, aveva per l'appunto conosciuto Aerith con cui si era subito sentita affine, molto più che con i suoi concasati. Quella ragazza era uno spruzzo di sole, era allegra, disponibile e tremendamente divertente. Il giovane che aveva di fronte corrispondeva decisamente di più all'idea che aveva dei tassorosso, timido e un po' impacciato, non c'era nulla di male, assolutamente.*

    Io sono Rhiamon, ma puoi chiamarmi Rhia

    *Aggiunse una volta che ebbe finito di scrutarlo. Allungò una mano per presentarsi e porre rimedio alla distanza che li separava e che rendeva la conversazione a tratti difficoltosa a causa delle intemperie. Inoltre voleva fargli capire che se voleva restare era il benvenuto, ma che la decisione era interamente e totalmente rimessa a lui. Rhia non aveva problemi a fare amicizia, a scherzare e stringere legami, ma il suo passato le aveva imposto uno strano modo di vedere i legami. La madre le aveva sempre insegnato a non isolarsi, ma a tenere a distanza di sicurezza le persone, in modo tale da essere sempre al sicuro da loro. Questo concetto si era evoluto con amicizie forfettarie e superficiali, con cui passava il suo tempo e si divertiva, ma che non la conoscevano per niente. Persone a cui regalava solo i suoi momenti migliori, ma a cui non permetteva di vedere oltre il suo sorriso furbo e il sarcasmo calcolato che usava per distogliere l'attenzione. Questa visione delle relazioni le permetteva di avere a che fare indistintamente con chiunque, perchè se tieni tutti a un muro di distanza da te, la loro personalità non ha molta importanza. Un velo di tristezza le attraversò lo sguardo per poi essere spazzato via malamente dalla sua mente analitica e razionale. Sfoggiò il suo sorriso più affabile e lo rivolse al giovane, che continuava a starle di fronte, aspettando risposta.

    @Reis_Furuya,


  • Reis_Furuya

    Tassorosso

    Dormitorio: Tassorosso
    Livello: 1
    Galeoni: 73
        Reis_Furuya
    Tassorosso
       
       

    *Il giovane osservava la fanciulla, perplesso e indeciso sul da farsi, mentre il vento continuava imperterrito a colpire la loro distanza; sapeva bene di averla vista altre volte di sfuggita, ora che la osservava più chiaramente, ma non ricordava di preciso dove; inutile negarlo, le parve proprio una bella ragazza, infatti quasi sicuramente arrossì involontariamente. Sentì il suo saluto, con annessa conferma che si erano già incrociati al Castello.
    Si sentì improvvisamente scrutato, dal suo modo di fare, e abbassò lo sguardo, stringendole la mano come segno di presentazione e, successivamente, provò ad accomodarsi a terra, di fronte a lei per poter provare a parlare, a cambiare qualche chiacchiera, nonostante l’imbarazzo che provava: doveva parlare con qualcuno, questo già era difficile per lui, e per giunta con una ragazza.
    Decise di sedersi, imitandola, quindi incrociando le gambe, stando attento a non sporcarsi troppo.*

    Piacere Rhia, io sono Reis

    *rispose, sorridendole, forse con un sorriso troppo marcato. Istintivamente abbassò di nuovo il viso, dicendo*

    Vedo che sei una Serpeverde, bella casa, complimenti.

    *esclamò, con vero pensiero. Certo, in famiglia aveva avuto alcuni Serpe, emergeva la figura dello zio cattivo ma, al contempo, nonostante questo, si fidava di loro; credeva che tutti abbiano in verità un cuore buono, bastava aspettare per vederlo.*

    @Rhiamon_Mccarthy,


  • Rhiamon_Mccarthy

    Serpeverde

    Dormitorio: Serpeverde
    Livello: 2
    Galeoni: 345
       
       

    *Il giovane si presentò come Reis, si complimentò per la casa, come se lei avesse qualche merito a riguardo, le strinse la mano e le si sedette di fronte sull'erba. I suoi movimenti fecero comprendere alla giovane che, per quanto si stesse adattando ai suoi modi, non era propriamente a suo agio. Lo vide muoversi in modo scomposto facendo attenzione a non macchiarsi la divisa d'erba. La giovane ridacchiò tra sé, non aveva mai prestato particolare attenzione a quel genere di cose, le macchie.*

    Lo sai che con uno sventolio di bacchetta si sistema tutto, vero?

    *Domandò divertita. Cassandra disapprovava la magia futile, lei prediligeva i modi babbani per fare praticamente tutto, ma da quando era a Hogwarts, Rhia, si era sentita libera di abbandonare la filosofia della madre e permettersi di fare pratica e scoprire quel lato del suo mondo. Quindi, quando poteva, ricorreva alla magia e la cosa le piaceva particolarmente. Naturalmente gli incantesimi che aveva imparato erano basici, visto che era al suo primo anno, ma per una ragazzina cresciuta senza sfoggi di magia, nonostante vivesse con una strega, quel pizzico di libertà le pareva grande come una montagna. Anche solo il fatto di riuscire a far illuminare la punta della sua bacchetta le sembrava fantastico! Tornò a focalizzarsi sul suo interlocutore.*

    Anche tu al primo anno? Come ti sembra Hogwarts? è come te l'aspettavi?

    *Chiese estatica, anche per far procedere la conversazione, non aveva ancora posto tali domande a nessuno, un po' per mancanza di tempo, un po' perchè non si era presentata l'occasione. Quello le parve il momento giusto per confrontarsi con qualcuno. Per lei era stato un salto nel vuoto, quando la lettera era arrivata la madre aveva fissato il sigillo in ceralacca e aveva sospirato. Poi se ne era lavata le mani, rimettendo a lei la scelta: se continuare a frequentare la scuola babbana o andare alla scuola di magia e stregoneria. Un quesito piuttosto futile visto che chiunque si fosse trovato nella stessa situazione avrebbe scelto la seconda. Ma la strega aveva sempre parlato poco del suo passato magico e dopo l'arrivo della busta poco era cambiato. Sviava le domande della figlia, le diceva che l'avrebbe scoperto lei stessa o dava qualche informazione sbocconcellata e poi lasciava la stanza. Rhia aveva preso l'espresso, al binario 9 e 3/4, con la mente affollata di quesiti senza risposta, confusa e anche un po' spaventata. Non si era potuta creare delle aspettative, perchè non sapeva cosa aspettarsi, quindi non poteva sentirsi delusa o dire che Hogwarts le avesse superate. In realtà non aveva ancora ben capito cosa pensasse del castello, dei suoi studenti e professori e del mondo magico in generale. A volte le pareva tutto così surreale che temeva fosse stato partorito dalla sua mente durante un delirio psichico, altre volte le cose le parevano così naturali che era difficile pensare di trovarsi in un mondo che veniva tenuto nascosto ai più. Altre volte ancora si sentiva talmente fuori luogo da chiedersi se non avesse preso la decisione sbagliata, ma poi si ricordava dell'ansia di nascondere i suoi poteri continuamente, poteri che si manifestavano a loro piacimento quando le sue emozioni prendevano il sopravvento. La colpa che l'affliggeva per le bugie che doveva dire, per non parlare di tutte le malvagità che rivolgevano a lei e a sua madre solo per il fatto che erano diverse. Scosse la testa e sorrise al Tasso di fronte a lei, non era il momento di rintanarsi nel passato, ne di pentirsi di decisioni ormai prese. Era a Hogwarts, era una studentessa e stava imparando a usare la magia e in quel momento si trovava in riva al lago in compagnia di un altro studente. Si costrinse a concentrarsi su Reis, congiunse le mani in grembo e prese un respiro profondo.*

    @Reis_Furuya,


  • Reis_Furuya

    Tassorosso

    Dormitorio: Tassorosso
    Livello: 1
    Galeoni: 73
        Reis_Furuya
    Tassorosso
       
       

    *Il giovane era incuriosito dalla ragazza che le stava davanti; gli pareva molto alla mano, disposta a parlare e a confrontarsi, nonostante la sua casa; o almeno, secondo le solite dicerie da Castello si diceva che i Serpeverde fossero quelli più propensi ad attaccare briga, a fare anche del male, ma in cuor suo Reis non sentiva questo, anzi era sempre più incuriosito da lei, come d’altronde lo sarebbe per ogni persona che mostrava un minimo di interesse per lui, nonostante il suo modo sempre così impacciato, chiuso, confuso anche; il suo sguardo forse agli altri sembrava sempre spento, amareggiato, ma la verità era che non riusciva a farsi accettare per quello che era: vedeva gli altri, i sorrisi e le felicità altrui, e lui invece sentiva sempre dei pugni attraversargli l’animo; certo, la sua infanzia non era stata brutta, tutto sommato, aveva avuto dei limiti ed era stato da solo, chiuso in una casa per paura di mostrarsi al mondo, paura della magia, paura di ciò che dicevano in famiglia. Si sentiva sempre minuscolo, un esserino senza una possibilità d’uscita.
    Mentre stava ragionando, osservando la giovane, sentii le sue parole e la sua risata; ebbe paura di essere passato, ancora un’altra volta, come un bambino che non poteva fare nulla di buono in vita sua*

    Beh sì, questo lo so, però diciamo che ho sempre un po’ di terrore ad usare la magia, nel senso che la amo davvero, ma ho paura di fare del male.

    *ed ecco che disse una delle cose che, più di tutte, si era ripromesso di non dire, perché si sarebbe mostrato un debole, uno senza una idea sulla magia, perché sarebbe ridicolo credere che un bambino di primo anno potesse minimamente fare del male. Girò lo sguardo, osservando il lago, pensando ed osservando l’ignoto, come spesso si sentiva lui: un ignoto.*

    Quello che voglio dire è che mi piace la magia, vorrei usarla di più.

    *sperava di aver corretto il tiro. Lo sperava con tutto se stesso. Ascoltò le sue altre domande e fu confuso, in verità: non sapeva come rispondere. D’altronde, non aveva vissuto molto bene quell’anno.*

    Bella Hogwarts, più di quanto immaginassi e sì, è il mio primo anno. E te?

    *provò a rispondere in modo più circospetto e diretto, senza rischiare di essere ancora una volta ridicolo.*

    @Rhiamon_Mccarthy