• Stefano_Draems

    Fondatore Amministratore Ministro Ad Honorem Certificato

    Dormitorio: VIP
    Livello: 16
    Galeoni: 584328
       
       



    Role Aperta da Sarah_Jonson


  • Sarah_Jonson

    Corvonero Membro del Consiglio di Hogsmeade

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 5
    Galeoni: 287
        Sarah_Jonson
    Corvonero Membro del Consiglio di Hogsmeade
       
       

    *Le lezioni mattutine erano finite anche per quel martedì e dopo essersi assicurata di non aver lasciato nulla nell'aula, con il suo zaino color azzurro Sarah si era diretta verso la Sala Grande per pranzare, seppur non avesse moltissima fame. Dal suo tavolo di Corvonero aveva preso un semplice toast con il formaggio e un bicchiere di Succo di Zucca. Non ci aveva messo molto a mangiare e così aveva deciso di fare due passi all'aperto, c'era molto sole durante quella giornata di inizio marzo e sembrava di essere già in primavera, anche se mancavano ancora alcune settimane prima che la stagione della rinascita arrivasse al Castello di Hogwarts. Non aveva ancora una meta precisa in cui andare, ma voleva godersi quella giornata al meglio, contando che entro un'ora sarebbe tornata in un'aula al chiuso per continuare le lezioni pomeridiane. Mentre si perdeva nei suoi pensieri tornò alla realtà, accorgendosi che aveva appena superato il corridoio del quarto piano quando si ritrovò davanti alla Torre dell'Orologio, nonostante ci passasse spesso, ad esempio per andare ad Hogsmeade oppure per andare alle lezioni di Cura delle Creature Magiche, tenute dal professor Largh, poche volte si era fermata, dato che no aveva mai trovato qualcosa da fare. Di quella Torre sapeva solo che era molto antica e per questo una caratteristica molto importante del Castello. Il pendolo, come sempre, stava oscillando lentamente e allo stesso tempo si poteva sentire il solito ticchettio di un comune orologio, ma che non la infastidiva più di tanto. Come potè constatare, era un luogo molto tranquillo e non sentiva voci che l'avrebbero potuta infastidire. Non sarebbe stato male leggere un po' uno dei suoi libri, controllò così se ne aveva portato almeno uno e per fortuna era stato così. Prima di dedicarsi alla lettura, si guardò in torno alla ricerca di un posto adatto in cui sedersi. Le sembrò di aver trovato quello ideale, tastò con la mano assicurandosi che non fosse bagnato e per sicurezza appoggiò lì la sua felpa grigia, in modo da non sporcare la sua divisa dai colori blu e bronzo della sua casata, Corvonero. Una volta dopo essersi accomodata sulla propria felpa potè finalmente prendere il libro da leggere, lasciando lo zaino che lo conteneva alla sua destra. Il libro in questione si chiamava "Cime tempestose", l'unico romanzo scritto fra il 1845 e il 1846 dalla famosissima scrittrice inglese, vissuta durante l'età vittoriana, Emily Brontë. Nonostante avesse già letto quel libro e avesse visto il film, durante il colloquio del suo tirociniante per il negozio di libri Crimson Phoenix's, questo ragazzo di Tassorosso aveva consigliato proprio quel libro ad un'altra giovane presente, così le era venuta l'idea di rileggerlo, solo con una piccola differenza, aveva preso un'altra versione del libro, quello scritto dalla sorella di Emily, Charlotte, scritta qualche anno dopo. Saltò l'indice, diede una veloce occhiata all'introduzione, ai cenni biografici e la bibliografia essenziale, per poi passare al primo capitolo, iniziando a leggere.*

    1801. - Sono appena ritornato da una visita al mio padrone di casa, il
    solo vicino col quale avrò a che fare. Questa è indubbiamente una bella
    contrada. Credo che in tutta l'Inghilterra non avrei potuto scegliermi un
    altro posto più lontano dal frastuono della società. È il paradiso del
    perfetto misantropo; e il signor Heathcliff ed io siamo fatti apposta per una
    simile desolazione. Un uomo veramente singolare! Non immaginava certo
    quale viva simpatia sentissi per lui quando vidi i suoi occhi neri ritrarsi
    così sospettosamente sotto le ciglia al mio avanzare a cavallo, e le sue
    mani rifugiarsi ancor più addentro nel panciotto, con gelosa risolutezza,
    all'annuncio del mio nome.
    «Il signor Heathcliff» dissi. [...]


    *Decise di leggere con voce alta, sicura di non disturbare nessuno dato che era lì da sola. Sentì però qualche passo in lontananza e, immaginando di esserselo immaginato, continuò con la sua piacevole lettura, tenendo la sua voce sempre più bassa. Nel momento in cui si accorse che doveva esserci veramente qualcuno lì presente si voltò, guardandosi intorno per poi chiedere con voce decisa.*

    C'è qualcuno?

    *Appena fatta quella domanda rimase in silenzio, con il libro ancora aperto appoggiato sulle gambe, nell'attesa che chiunque fosse lì presente le rispondesse e sperando che non avesse brutte intenzione, prese la bacchetta, tenendosi pronta per ogni evenienza.*

    @Clarissa_Greythorne,




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  • Clarissa_Greythorne

    Serpeverde

    Dormitorio: Serpeverde
    Livello: 5
    Galeoni: 679
       
       

    *Marzo era iniziato da appena una settimana e, nonostante la Primavera fosse ancora relativamente lontana, il Sole brillava sopra al Castello, illuminando la pietra grigia con la sua luce calda, capace di alzare le temperature altrimenti rigide e di risollevare gli animi degli studenti dopo i freddi ed uggiosi mesi invernali.
    Le lezioni mattutine erano terminate, costituite per Clarissa da ben tre ore di Pozioni, tenutesi nei Sotterranei tanto cari agli appartenenti alla casata verde-argento, in quanto luogo frequentato quasi unicamente dalle due casate che proprio lì avevano le Sale Comuni ed i relativi dormitori: Serpeverde e Tassorosso, distinte da caratteristiche così diverse tra loro da risultare quasi opposte. La giovane Greythorne non differiva poi molto dai suoi concasati, amando infatti come le vetrate della propria Sala Comune si affacciassero sulle profondità del Lago Nero, il rumore prodotto dall'acqua estremamente rilassante a rendere e la luce verdastra a rendere quegli ambienti quasi surreali; in giornate come quella però, caratterizzate da un clima mite e da cielo terso, la sensazione della brezza quasi primaverile sul volto diventava una mancanza importante per gli abitanti dei Sotterranei, per forza privi di finestre effettivamente utilizzabili.
    Clarissa non era da meno, abituata agli ambienti ariosi ed alle vetrate di Greythorne Manor, e durante il tempo libero era solita fare alcune passeggiate nei dintorni del Castello, a volte con la compagnia di pochi Serpeverde, altre con solo un libro a distrarla: in quel giorno di Marzo la scelta era caduta sulla seconda opzione, portando la ragazza a dirigersi in un luogo appartato del Castello, quasi famoso per quella caratteristica, ossia la Torre dell'Orologio. Le lezioni della giornata non erano ancora finite purtroppo, costringendo Clarissa ad indossare per ancora qualche ora la consueta divisa scolastica, il rumore degli inseparabili tacchi a riecheggiare sul pavimento in pietra ed un libro rilegato in pelle stretto al petto.
    Evidentemente quello non doveva essere un luogo poi così appartato, pensò la bella Serpeverde, considerato che non era nemmeno arrivata ed una voce femminile aveva già parlato, prima ancora che ella potesse palesarsi.*

    Non è così educato puntare la bacchetta a quel modo, non trovi?

    *Arrivata nel luogo di provenienza della voce infatti la giovane aveva trovato Sarah Jonson, una Corvonero con cui aveva avuto a che fare tempo prima, con la bacchetta in mano, senza darle nemmeno il tempo di rispondere alla domanda udita in precedenza, gesto non particolarmente apprezzato da Clarissa, ora ferma davanti all'altra studentessa con un sopracciglio inarcato, dopo aver parlato con tono strascicato.*

    @Sarah_Jonson,


  • Sarah_Jonson

    Corvonero Membro del Consiglio di Hogsmeade

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 5
    Galeoni: 287
        Sarah_Jonson
    Corvonero Membro del Consiglio di Hogsmeade
       
       

    *L'ora di pranzo era ancora in corso, ma non per una ragazza dai capelli color rosso fuoco che si era accontentata di qualcosa di semplice da mangiare, certa che sarebbe bastato per il resto di quella giornata. Il sole sembrava aver deciso di concedere per quei primi mesi di marzo un po' di caldo agli studenti del Castello, che durante le pause dalle lezioni avrebbero potuto uscire per divertirsi. Diversamente dagli altri coetanei e non Sarah, stranamente non aveva deciso di andare nei posti all'aperto che preferiva, come ad esempio il Giardino di Hogwarts o nelle rive del Lago Nero, luoghi che la facevano rilassare se non c'erano gli schiamazzi di altri giovani. Con la divisa da Corvonero ancora addosso la quindicenne si era diretta con la sola compagnia di uno dei suoi numerosi libri verso la Torre dell'Orologio. Lei aveva sempre avuto una passione per la letteratura e la narrativa, fin da bambina si recava nelle biblioteche di Londra per leggere all'inizio dei libricini adatti alla sua età e in seguito da quando aveva messo piede ad Hogwarts trascorreva alcuni momenti della vita al Castello proprio nella grandissima biblioteca, conoscendo numerosi volumi magici di cui non aveva mai sentito parlare nella sua infanzia da babbana. Forse proprio grazie alle sue letture la giovane si era ambientata più velocemente alla magia e alla stregoneria rispetto agli altri Nati-Babbani. Poteva quasi affermato di averli letti quasi tutti quelli presenti, anche più di una volta nei suoi cinque anni di studi. Non le bastava solo una vasta biblioteca, infatti la ragazza dagli occhi color verde smeraldo si faceva spesso regalare da parenti alcuni volumi babbani, tenendo molto ad entrambe le culture, seppur le differenze fossero parecchie. Lontana da occhi indiscreti e da rumori fastidiosi la Jonson si era accomodata sopra alla sua felpa, per non stare a diretto contatto con la pietra fredda. Nonostante il sottofondo del ticchettio prodotto dal pendolo della Torre che ondeggiava lentamente per scandire il tempo, ella aveva iniziato la sua lettura, che l'avrebbe dovuta accompagnare fino a poco prima delle 14, orario in cui sarebbero riprese le lezioni pomeridiane. Era il secondo giorno di quella settimana e presto sarebbe cominciata la primavera, finalmente. Solitamente aveva l'abitudine di immedesimarsi in uno o più personaggi mentre leggeva, la faceva stare bene, e, come in quel caso, pronunciare le parole che vedeva a bassa voce quando era sola, come una voce narrante. Non era riuscita a leggere moltissimo, aveva girato solo poche pagine quando alcuni passi l'avevano insospettita, decise però di non reagire, convinta che fosse tutto dentro la sua testa, abbassando lentamente il volume della propria voce, fino a quando non si abbassò del tutto. Si alzò, quei passi erano lenti, sembravano dei tacchi, sentiva l'atmosfera cambiare quasi come in quei film dell'orrore in cui si sentono strani passi in lontananza durante la notte. Scosse la testa, non le sembrava possibile essere dentro una storia horror e riuscì solo a chiedere se ci fosse qualcuno. Se quel qualcuno volesse farle uno scherzo e magari spaventarla? Non ci pensò due volte a voltarsi, non poteva di certo farsi colpire alle spalle... In un duello avrebbe tirato fuori la bacchetta per non finire a terra subito e così fece, più che altro per sicurezza personale. Intanto, non vedendo nessuno aveva alzato la bacchetta, fino a quando non aveva visto una figura familiare: Clarissa Greythorne. Si trattava di una Serpeverde con cui condivideva la stessa età. Nel giorno in cui si erano conosciute per la prima volta, qualche anno scolastico prima, le due non avevano di certo avuto una piacevole conversazione, che era andata a toccare lo stato di sangue differente delle coetanee. Dopo il loro spiacevole incontro Sarah non aveva cercato di rimediare, non si vergognava del suo essere cresciuta tra i Babbani, ma non voleva perdere tempo con fierissimi Purosangue che si rifiutavano di capire che non c'erano differenze. Per qualche mese Clarissa aveva ricoperto il ruolo di Consigliera di Hogsmeade, Consiglio di cui faceva parte anche la Corvonero e nemmeno in quelle occasioni di gite per gli studenti e riunioni varie, avevano avuto conversazioni. Di certo non si aspettava di trovarsela davanti, anche se la vedeva quasi ogni giorno nei corridoi del castello ma soprattutto nelle lezioni. La rossa non provava alcuna forma di rancore o antipatia verso la graziosa Serpeverde, così di fronte alla sua espressione sorpresa in cui aveva detto che non era molto educato puntarle addosso la bacchetta, si limitò ad abbassarla, rimettendola al suo posto, per poi controbattere.*

    Ah, Clarissa, mi avevi spaventata. Come potevo sapere che eri tu?

    *Nel suo tono di voce non c'era amarezza, nè era troppo secco. Essendo stata di spalle e non aspettandosi di vedere qualcuno arrivare era stata colta impreparata, facendole pensare subito a qualche attacco. Intanto raccolse il libro di Cime tempestose, che dopo essersi alzata in piedi aveva lasciato sopra alla felpa, stringendoselo al petto, fissando la sua interlocutrice.*

    @Clarissa_Greythorne,