Hogwarts - 7° Piano
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  • Shana_Sakai

    Grifondoro Certificato

    Dormitorio: Grifondoro
    Livello: 8
    Galeoni: 2450
        Shana_Sakai
    Grifondoro Certificato
       
       

    *Shana ascoltò con attenzione l'amica; aveva ragione, anche se il corso non fosse stato attivato, l'incanto in questione non sarebbe stato dimenticato grazie al Professore di incantesimi. In fondo era pur sempre materia sua, trattandosi di un incantesimo! Certo, qualunque Insegnante ne sarebbe stato all'altezza, ma lui aveva un motivo in più per spiegarlo durante una sua lezione.*

    Hai ragione cara, non ci avevo pensato. Spero però che questa persona misteriosa colga al volo l'opportunità che le viene concessa.

    *Le occasioni non capitavano troppo spesso, e bisognava sempre cercare di coglierle al volo; un po' come aveva fatto lei con la cattedra di Crittologia.
    Dopo quella breve digressione, il discorso tornò sul gruppo di studenti in viaggio di ritorno al Castello. Pareva che fossero ormai alle porte del Castello, ma avrebbero potuto considerarli al sicuro quando la fenica Pilli fosse tornata da loro.
    Non dovettero attendere molto. Eccola spuntare dalla finestra con grande teatralità, volando dritta sulle gambe di Sibilla e annullando l'incantesimo prima di appollaiarsi comoda e rilassata.
    A quel punto la voce della donna mutò intonazione, si fece più seria e spiegò che voleva "battere il ferro finché era caldo". La situazione forse aveva preso una piega inaspettata e certe cose dovevano essere chiarite. Shana comprendeva alla perfezione.*

    Non ti preoccupare tesoro, capisco perfettamente. In fondo ci siamo dette tutto quello che era veramente urgente, quindi posso andare tranquillamente.
    E poi ci possiamo incontrare sempre e ovunque, se ne avessimo bisogno.


    *Sorrise all'amica, alzandosi nello stesso istante in cui il suo particolare messaggio spiccò il volo, procedendo rapido verso il diretto interessato della missiva. A breve li avrebbe trovato e lui non avrebbe avuto scusanti per non presentarsi alla massima velocità nell'ufficio della Preside. Chissà, forse immaginava già che gli sarebbe toccato, dopo l'arrivo nella Foresta della professoressa di Crittologia.
    Comunque era solo un dettaglio secondario; adesso la questione era nelle abili e giuste mani di Sibilla, a lei non restava che congedarsi.*

    Spero che la situazione si risolva per il meglio, anche per il futuro.
    Ci vediamo in giro per il Castello.


    *Abbracciò l'amica, uscendo poi dalla porta da cui era entrata.*

    @Sibilla, @Alexander_Foster


  • Alexander_Morgenstern

    Corvonero Barista 3MDS

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 9
    Galeoni: 573
       
       

    [Sala Comune Corvonero; ore 19:24]




    *Il nutrito gruppetto di studenti aveva fatto ritorno nelle rispettive Sale Comuni e, Alexander, era rientrato assieme a Maya, chiacchierando un po' con lei, come faceva molto spesso. Voleva tanto bene a quella ragazza che, fin da subito, aveva ritenuto un'amica tanto preziosa quanto dolce e sincera. Risolto l'indovinello e oltrepassando il ritratto, i due amici si salutarono, dato che Maya aveva da fare nel Dormitorio femminile (ahimè, il ruolo di Prefetto doveva essere duro e ingrato). Alex, invece, prese posto sul divano blu di fronte al camino, poggiando il capo contro la spalliera morbida e comoda, portando lo sguardo al ritratto di Rowena.*

    Eppure qualcosa non va...

    *No, non aveva dimenticato le parole della professoressa Sakai, la docente di Crittologia. Certo, si sarebbe di certo informata sulla veridicità delle sue parole, della sua "versione dei fatti" quando le aveva assicurato che no, non erano un gruppetto di cospiratori in una foresta pericolosa, ma un'organizzazione autorizzata dalla preside Strangedreams.*

    Allora perché... un momento..!

    *Forse si sbagliava, forse aveva sbagliato tutto. Sgranò gli occhi, portandosi le mani al volto, mentre un'improvvisa consapevolezza lo faceva deglutire a vuoto: era stato un imbecille. Si drizzò a sedere sui morbidi cuscini blu, rendendosi conto di quanta leggerezza aveva avuto nell'organizzare le cose, di quanto fosse stato un sempliciotto nel pensare di avere il permesso della preside per l'ES.*

    Certo, è a conoscenza della sua esistenza... ma avresti dovuto chiedergli il permesso di persona, Al.

    *Bene, adesso si odiava: avrebbe dovuto chiedere scusa non solo alla professoressa Strangedreams, ma alla docente di Crittologia Shana Sakai. In passato, quando era più piccolo, aveva preso parte ad un ES del quale la preside era a conoscenza, ma adesso? Adesso era tutto diverso: aveva dato per scontato tutto, anche troppo.*

    Bene, ora si che sei nei guai.

    *Mormorò tra sé e sé, piegando leggermente il busto in avanti e posando i gomiti sulle ginocchia, ascoltando il lento scricchiolio del fuoco nel camino. Tutto era silenzioso, quella sera, tutto tranne la mente del Corvonero, riempita da mille e più pensieri. Cavolo, per sette anni era riuscito a restare alla larga dall'ufficio della preside, ed ora?*

    Ora, credo, mi tocchi andarci.

    *Non riuscì a capire cosa fosse stato più veloce: quel pensiero o il rumore del quadro che dava alla scalinata aprirsi. Non ebbe il tempo di pensarci ulteriormente, poiché ciò che gli sembrava un aereo di carta gli centrò l’occhio destro.*

    Ahia!

    *Esclamò il ragazzo, portando una mano all’occhio ferito, vedendo il foglio per ciò che era davvero: un piccolo drago di carta. Questo si posò sul suo ginocchio, mentre il ragazzo riapriva l’occhio chiuso da poco, studiandolo per un istante.*

    Citazione:
    All'attenzione di Alexander Foster, ovunque si trovi!


    *Gli occhi neri del giovane Corvonero si sgranarono, notando il tipo di calligrafia e…*

    Ahia…

    *Ripeté ancora una volta, passandosi una mano tra gli scompigliati capelli neri che, nel loro disordine, trovavano in qualche modo l’ordine. Si, aveva riconosciuto il sigillo in ceralacca della preside. Appena le sue dita sfiorarono la piccola creatura di carta, il sigillo si spezzò, rivelando quella che era una lettera.*

    Citazione:
    Alexander Foster,
    ti aspetto quanto prima nel mio Ufficio,
    perché devo parlati con urgenza.

    Lascia qualsiasi cosa tu stia facendo
    e vieni subito, grazie.

    Cordiali saluti,
    Sibilla Strangedreams
    Preside della Scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts

    PS. La password per far spostare il Gargoyle all'ingresso è "Gorgosprizzi".


    *Se l'aspettava, infondo, ma adesso aveva una paura tremenda.*

    Desi hadenaydes? (che succede?)

    *Un familiare peso sulla spalla destra, quasi una dolce carezza, gli comunicava che il suo "serpentello" si era aggiunto alle sue disgrazie. Con un sospiro, il ragazzo lo guardò con un sorrisino, socchiudendo gli occhi.*

    Ih... ashii seth dheis sekaiseth. (Sai... a volte mi ricordi una vecchietta spiona.)

    *La cosa più bella di Gmork, il Boa Constrictor, era che le espressioni del suo viso, talvolta, sembravano umane.*

    Sheis. Rahset dish denaides. (Taci. Non so di che stai parlando.)

    *Fare il finto tonto, poi, era la sua specialità. Voleva un gran bene a quel rettile che... capitava a fagiolo. Non che capisse la scrittura degli umani, certo, ma il sigillo in cera lacca diceva molto. Il modo in cui guardò il padrone, poi, la diceva tutta.*

    Grazie.

    *Disse in inglese il ragazzo, vedendo il suo amico chinare la testa, in un cenno d'intesa. Doveva andare di corsa dalla preside così, senza perdere ulteriore tempo, si alzò dal divano e si diresse verso il quadro, uscendo dalla Sala Comune Corvonero, seguito da uno strisciante ed incuriosito serpente.*

    [Ufficio della Preside]


    Sicuramente, la professoressa ti chiederà se i Gorgosprizzi ce li hai in testa...

    *Pensò il ragazzo dopo aver fatto spostare il Gargoyle, seguito prontamente da Gmork, piuttosto silenzioso. Probabilmente percepiva la preoccupazione del suo amico. Tra loro, da sempre, c'era stato un rapporto tanto forte quanto la loro intesa, un'intesa che nel corso degli anni aveva raggiunto un livello che mai si sarebbe aspettato.*

    Ashii... (Coraggio...)

    *Gli disse incoraggiante, toccandogli con il muso il risvolto del jeans, mentre il suo padrone bussava delicatamente con le nocche alla porta dell'ufficio della professoressa Strangedreams.*

    E' permesso?



    *Chiese appena, aprendo la porta ed infilando la testa: certo, aspettava lui! Con un sorriso consapevole di cosa stava succedendo, il ragazzo entrò dalla porta, voltandosi un secondo a guardare strisciare dentro il suo Boa che, fermandosi accanto ai suoi piedi, abbassò la testa, per dimostrare alla strega dietro la scrivania di non avere alcun tipo di intenzione ostile: perché si, i serpenti erano creature molto spesso fraintese e lui, Gmork, si faceva già troppi complessi in quel campo.*

    Buona sera, professoressa Strangedreams... le dispiace...? Ha voluto venire con me a tutti i costi.

    *Disse serio, guardando negli occhi la preside, aspettando che la strega dicesse qualcosa riguardo la presenza di un rettile nel suo ufficio.*

    @Sibilla_Strangedreams,


  • Sibilla_Strangedreams

    Certificato

    Dormitorio: VIP
    Livello: 13
    Galeoni: 536261
       
       

    *Shana era andata via già da un po' e Sibilla stava aspettando l'arrivo dello studente che aveva convocato. L'orologio della Torre rintoccò sette volte, ma di Alexander Foster non c'era nemmeno l'ombra.*

    Per stasera credo che non potrò essere presente al tavolo degli insegnanti per cena…

    *Pensò prendendo un plico di pergamene che aveva posato sull'ampia scrivani, fin troppo ingombra di carte di ogni genere.*

    Spesso rimpiango i tempi in cui era solo una giovane insegnante un po' eccentrica che aveva la sola preoccupazione di far apprendere e, magari, amare ai suoi studenti una materia sconosciuta e fuori dagli schemi…

    *Si disse iniziando a rileggere gli appunti che aveva scritto: un elenco piuttosto lungo di incantesimi dai nomi incomprensibili, alcuni sottolineati, altri cerchiati, altri ancora uniti con frecce fra loro: la mappa concettuale degli argomenti che avrebbe voluto affrontare nelle prossime lezioni.*

    Quando imparerò ad essere un po' più metodica e ordinata sarà sempre troppo tardi…

    *Il problema di Sibilla, sia come preside e professoressa sia come studentessa, era che di rado seguiva uno schema prestabilito, spesso le idee le venivano all'improvviso e doveva seguirle ovunque la portassero.*



    Miao mi mao

    *Miagolò Pilli saltando sulla scrivano e sdraiandosi sui fogli.*

    Sì, lo so, anche io che molto probabilmente molte, troppe di queste cose non sono alla portata degli studenti e che, con il fatto, che gli adulti sono sempre meno numerosi è improbabile che potrò mai affrontarli…

    *Le rispose la strega iniziando ad accarezzarla, cercando nel contempo di sposarle almeno la coda per finire di leggere.*

    Il vero problema, tesoro, è che i ragazzi sono sempre più svogliati e indolenti, anche tu hai visto che, nell'ultimo anno e mezzo la mia aula è sempre più vuota… è comprensibile che ciò accada, dato che l'Animagia è una materia extra-curriculare e certo non fra le più semplici...

    Mao mee miaoo mai

    *La interruppe la gattina sollevando il musetto e fissandola con i suoi grandi occhi cerulei.*

    Sì, è vero che alcuni sono molto dotati e volenterosi, ma purtroppo, sono dei casi isolati, gratificanti, certo, ma pur sempre delle rare eccezioni.

    *Ribatté la Preside continuando ad accarezzarla, mentre con la mente ritornava alle ultime lezioni tenute e, soprattutto, agli ultimi compiti ricevuti che, pur essendo sempre meno numerosi, erano certo di ottimo livello.*

    Miao mewo miii ma

    *Intervenne Pilli mentendo a sedere e grattandosi dietro l'orecchio destro.*

    Ecco, questa sì, che sarebbe davvero un bella idea, un po' vessatoria forse, ma sicuramente efficace...

    *Commentò la Preside scoppiando a ridere, il pragmatismo felino della sua piccola amica era davvero esilarante e geniale, nella sua linearità.*

    Anche se mi piacerebbe seguire il tuo suggerimento, purtroppo, anche se sono la Preside, o forse proprio per questo, non posso certo costringere i ragazzi a partecipare alle mie lezioni.

    *Precisò tornando seria, l'Animagia, contrariamente ad altre materia, non poteva essere appresa da tutti e, cosa ancora più importante, doveva essere sentita e vissuta prima che imparata. Pochi potevano possedere quel dono e non molti più potevano essere anche solo in grado in grado di abbracciare e fare proprio un approccio magico ed esistenziale completamente nuovo che, in un certo senso, ribaltava ogni certezza e confutava tutto ciò che era insegnato altrove.*

    E' permesso?

    *La voce di @Alexander_Foster, la colse di sorpresa, era talmente assorta nei propri pensieri che quasi si era dimenticata del motivo per cui, all'ora di cena, era ancora chiusa nel proprio ufficio.*

    Prego, entra pure.

    *Rispose accogliendo il ragazzo con un ampio cenno della mano. Il ragazzo avanzò e, appena fu entrato, Pilli scatto in piedi soffiando e puntando il boa che strisciava siero di lui. Il Corvonero spiegò che il rettile, che evidentemente era il suo famiglio, aveva volturo seguirlo ad ogni costo.*

    Per me non c'è problema, ma credo che sarà più difficile far accettare a lei la presenza del tuo strisciante amico.

    *Ribatté la Preside accennando un sorriso imbarazzato: purtroppo, la gatta non aveva molta simpatia per i rettili, specie quelli che non conosceva, Idra e Nagini aveva imparato ad accettarli ma quell'estraneo non le ispirava molta fiducia.*

    Tranquilla, tesoro, e ricorda che, se non fosse più che educato, potresti sempre mangiarlo in un boccone…

    *Le sussurrò all'orecchio in tono rassicurante, il piccolo felino, smise di soffiare e liscio il pelo, poi si voltò verso Sibilla, scosse la testolina e balzò giù dalla scrivania e, con fare circospetto, si avvicinò allo squamoso intruso.*


  • Alexander_Morgenstern

    Corvonero Barista 3MDS

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 9
    Galeoni: 573
       
       

    *Era entrato nell'ufficio della preside Strangedreams che, accogliendolo in modo molto gentile, gli confermò che il suo boa era il benvenuto tanto quanto lui.*

    Accidenti, Gmork deve volermi più bene di quanto io creda, per avermi voluto accompagnare.

    *Pensò deglutendo a vuoto, conscio che, se non fosse stato un buon amico quanto in realtà era, il rettile se la sarebbe squagliata a gambe levate... no, strisciando, come pochi sanno fare. La professoressa Sibilla incuteva un rispetto senza pari a chiunque la incontrasse e, a quanto poteva sentire quasi sulla sua pelle, un certo timore nel rettile.*

    La ringrazio.

    *Disse con un filo di voce Alexander, cominciando ad avanzare cauto nel grande ufficio, guardandosi attorno: non c'era mai stato. I quadri appesi al muro, raffiguranti i vecchi presidi di Hogwarts erano silenziosi, alcuni dormienti, altri svegli e attenti, quasi sapessero per quale motivo un Corvonero grandicello, che non avevano mai visto prima, si trovasse alle loro attenzioni e a quelle dell'attuale preside del castello. Il soffio di un gatto fece trasalire il diciassettenne, ma fece scattare sull'attenti il boa che, alzando lievemente il capo, sembrò puntare un suo nemico naturale.*

    Eykee shedais eseth. (Qui si mette male.)

    *Gli sibilò il lungo rettile, mentre il ragazzo gli scoccava un'occhiataccia, facendo un cenno di dissenso appena accennato con il capo, mentre sentiva le parole della preside e docente del castello verso il suo felino, consolandolo su quale sarebbe stato il destino del boa se solo l'avesse infastidito. Il rettile, ovviamente, non colse il significato delle parole che la strega mormorò al suo gatto, ma parve comprendere le intenzioni dell'altro animale, sussurrando ancora al ragazzo con il suo tono inquietante e caratteristico.*

    Hashii kadanai des. (Tienimelo lontano.)

    *Era risaputo nel mondo magico e non che tra un rettile e un gatto non ci potesse essere una particolare amicizia... tuttavia, Gmork doveva assolutamente fare il "serpentello educato". Con aria afflitta, il ragazzo tornò a guardare il suo amico, impartendogli un ordine al quale non avrebbe potuto opporsi.*

    Shih katassehm nite. (Sta fermo e basta.)

    *Come fosse costretto da una forza invisibile, il rettile abbassò di nuovo il capo, facendo guizzare fuori la lingua biforcuta, seguendo il padrone con obbedienza.*



    *Il giovane mago si fermò d'avanti alla scrivania della preside Strangedreams, vedendo il suo gatto saltare giù e avvicinarsi al rettile che, con un'espressione quasi umana che esprimeva quanto fosse contrariato, si limitò a socchiudere gli occhi, seguendo le mosse del felino, mentre il suo padrone si rivolgeva alla preside, per dare il via a quella che, di certo, sarebbe stata una lunga chiacchierata.*

    Desiderava vedermi, professoressa Strangedreams?

    *Oh, certo che voleva! Perché mandarlo a chiamare, poi? Sapeva anche il perché di tale urgente convocazione, sapeva dove aveva sbagliato, anche se in buona fede, ma la questione doveva essere chiarita. Se l'era cercata, insomma.*

    Dura lex, sed lex.

    *Pensò, ancora in piedi, aspettando che la strega dietro la scrivania iniziasse con la bella ramanzina che gli spettava. Infondo, era stato un illuso a credere di avere il placet della preside. Certo, in passato l'ES era un'organizzazione che aveva ottenuto il suo consenso... ma ora?*

    Dovrò porgere le mie scuse anche alla professoressa Sakai. Spero capisca che ho sbagliato in buona fede.

    @Sibilla_Strangedreams,


  • Sibilla_Strangedreams

    Certificato

    Dormitorio: VIP
    Livello: 13
    Galeoni: 536261
       
       

    *Mentre Pilli gli si avvicinava il serpente non pareva molto gradire quelle indesiderate e non richieste attenzioni feline. Il rettile saggiava l'aria con la sua lingua biforcuta e sembrava incerto se attaccare o meno, la gatta si muoveva lentamente con passo felpato, più incuriosita che spaventata. Se le cose avessero preso una brutta piega avrebbe potuto attivare l'Incanto Superior, per trasformasi in una creatura magica a sua scelta e, come le aveva suggerito scherzosamente la sua amica umana, magiare in un sol boccone la viscida creatura o… semplicemente spaventarla a morte, mettendo ben in chiaro che lei non era un succulento e indifeso bocconcino per Boa constrictor.
    A quel punto, sotto gli occhi increduli della Preside il serpente sibilò guardando @Alexander_Foster, come per voler comunicare con lui e, la cosa più sorprendente e inaspettata fu che il ragazzo gli rispose emettendo suoni non umani, del tutto simili a quelli prodotti dal rettile.*

    E' un rettilofono!

    *Commentò fra sé la Preside rilevando l'ovvio e spostando uno sguardo esterrefatto dal serpente allo studente.*

    Com'è possibile che in sette anni non me ne sia mai accorta?

    *Si chiese, mentre il Boa, probabilmente obbedendo ad un ordine del suo umano, si immobilizzò a terra, non era certo felice quando Pilli gli si avvicinò ancora di più per annusarlo, ma non fece nulla.*

    Certo non è una di quella abilità che si sbandierano con orgoglio, tuttavia, non è neanche così facile da dissimulare...

    *Rifletteva la strega, continuando a guardare con ciò che i due animali stavano facendo, prestando particolare attenzione alle reazioni di Pilli.*

    Ma la domanda più significati va perché mai abbia deciso di rivelarmelo proprio ora? Se non è uno stupido, e di certo non lo è, sa che l'ho convocato nella migliore delle ipotesi per fargli una bella ramanzina e nella peggiore per punirlo… quindi, perché mettermi a parte di un segreto che ha custodito per anni, in un momento simile?

    *Non riusciva a trovare una risposta che la soddisfacesse e ciò non gli piaceva per nulla ma non aveva alcuna intenzione di chiedere spiegazioni al Corvonero, perché temeva che ciò che avrebbe potuto dirle l'avrebbe indispettita e turbata più di quanto già non fosse.*

    Mia ma mii mao.

    *La gatta miagolò soddisfatta, si girò e ne ne andò ad acciambellassi nella sua cesta che era posta vicino al camino, nell'angolo più caldo della stanza. Anche se non sarebbe mai diventata un fan del serpente, ne aveva accettato la presenza e lo aveva classificato come un "elemento perturbante non troppo fastidioso e pericoloso.*

    Direi che il tuo amico strisciante ha avuto il placet di Pilli, quindi siete entrambi i benvenuti.

    *Affermò intono scherzoso la Preside, mentre una parte della sua mente valutava tutte le implicazioni della scoperta che aveva appena fatto.*

    Se non avessi questioni ben più urgenti da affrontare con lui, gli farei notare che, con il suo specialissimo dono, è un vero peccato che non frequenti Animagia… magari lo alletterei raccontandogli che, uno dei pionieri di questa materia, era proprio un rettilofono… forse, potrei, anche lusingarlo, facendogli notare che sarebbe molto avvantaggiato rispetto agli altri studenti e che potrebbe ottenere risultati davvero notevoli in poco tempo…

    *Pensò con una punta di rammarico Sibilla cercando di focalizzare la propria mente sulla ragione per cui aveva convocato il Corvonero, anche se non era facile, fra i suoi allievi aveva avuto solo una rettilofona e, com'era ovvia, era stata la migliore del suo corso… era una raro privilegio vedere l'intesa che si creava fra un mago o una strega che possedeva quel particolare talento e il suo alleato magico.*

    Desiderava vedermi, professoressa Strangedreams?

    *Chiese Alexander fermandosi di forante all'ampia scrivania di legno pregiato, a cui si erano seduti alcuni fra i maghi più illustri e rispettati del mondo magico e che incuteva un certo rispetto solo a guardarla.*

    Non mi pare che la mia missiva lasciasse molto spazio a fraintendimenti…

    *Ribattè Sibilla con voce pacata ma ferma, non lasciando trapelare né i pensieri che le frullavano in testa né le emozioni contrastati che essa aveva suscitato.*

    Non immagini la ragione che mi ha spinto a convocarti con tanta urgenza?

    *Chiese a sua volta incrociando le dita della mani e fissando il giovane mago con i suoi grandi occhi scuri dalle lunghe ciglia ricurve che, di solito, trasmettevano dolcezza e bonarietà ma che, in quella circostanza specifica, apparivano freddi e sprezzanti.*


  • Alexander_Morgenstern

    Corvonero Barista 3MDS

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 9
    Galeoni: 573
       
       

    *La strega rispose con tono duro, fermo alla domanda di Alexander. Ovviamente, era una domanda retorica... ma non poteva fargliene una colpa, era adirata. Eppure non smetteva di chiederselo: perché si sentiva come se... dovesse mostrare quanto fosse dispiaciuto per quella storia? Lo era, certo, ma perché ostentare uno sguardo da cucciolo indifeso?*

    Coraggio, Foster, ne hai passate di peggio.

    *Pensò il mago, stringendo la mandibola senza più staccare lo sguardo da quello della docente. Adesso era un mago maggiorenne, perciò ritenuto maturo dal Ministero... e doveva comportarsi come tale. Il suo sguardo divenne consapevole ma fermo, fiero ma rispettoso. Era ancora in piedi e aveva smesso di ballare da un piede all'altro con fare incerto, sapendo che doveva assumersi la responsabilità delle sue azioni. Fu allora che, con voce ferma ma pacata, cominciò a dire alla strega seduta dietro la scrivania.*

    Si, professoressa Strangedreams, so perfettamente perché mi trovo qui. Ho mentito alla professoressa Sakai riguardo la legalità delle mie azioni e di questo sono sinceramente dispiaciuto. Credo di aver agito con estrema leggerezza.

    *Gmork era ai suoi piedi e poteva sentire lo sguardo del rettile puntato su di lui. Non che questo capisse ciò che i due esseri umani dicevano... ma era capace di fiutare gli odori che emettevano, odori che cambiavano in base alle emozioni. Adesso non c'era più paura, nel diciassettenne, non c'era più esitazione, vergogna. Beh, forse questa si, ma solo per ciò che aveva fatto.*

    Non che io voglia giustificarmi, poiché non mi ritengo tanto ottuso da credere di poter creare delle attenuanti... ma credevo, ingenuamente, che lei fosse a conoscenza dell'E.S, creato anni fa da Daphne Harris. Ho sbagliato in buona fede, poiché non credevo fosse necessario chiederle il permesso ancora una volta e... beh, adesso sono qui.

    *Un lieve sorrisino senza gioia gli curvò le labbra, mentre cominciava a prepararsi al peggio. No, quella conversazione non sarebbe finita lì, quell'incontro non si sarebbe chiuso con la giusta punizione del ragazzo e basta. No, prima di andarsene, c'era qualcosa che voleva la preside vedesse, conoscesse, capisse, ed era anche il motivo per cui Gmork si trovava lì.*

    Ma se ha intenzione di prendere provvedimenti, la prego, dia il benservito solo a me. Sia questa una punizione... o un'espulsione. E' tutta colpa mia, quei ragazzi che erano nella Foresta hanno solo risposto ad un mio invito.

    *Restò composto, abbassando lo sguardo, senza avere più il coraggio di guardarla negli occhi. Adesso si, che si sentiva un vero maggiorenne. Era pronto a prendersi le conseguenze delle sue azioni, a raccogliere ciò che aveva seminato. Non era un tipo meschino, calcolatore o quant'altro, se sbagliava lo faceva in buona fede.*

    L'importante non è come si cade, ma come ci si rialza.

    *Se l'era detto sempre e... si, adesso aveva l'anima in pace. Avrebbe atteso l'esito di quell'incontro con il fiato sospeso conscio che no, quando la preside avesse appreso il motivo per cui Gmork era lì, non ne sarebbe stata molto felice.*

    @Sibilla_Strangedreams,


  • Sibilla_Strangedreams

    Certificato

    Dormitorio: VIP
    Livello: 13
    Galeoni: 536261
       
       

    *Sibilla ascoltò in silenzio ciò che @Alexander_Foster, le disse, non lo interruppe né intervenne lasciasse che il ragazzo srotolasse il cappio, lo legasse e se lo passasse in torno al collo, per sua fortuna, e anche della Preside, si fermò giusto un attimo prima di spiccare il salto.*

    Hai tratteggiato un quadro sufficiente mente esaustivo della situazione e, come un degno erede di Corvonero dimostri lucidità e un discreto acume, di questo devo a darti atto…

    *Esordì Sibilla con voce pacata, tendo le dita delle mani intrecciate davanti a sé, le falangi affusolate e le unghie curate si riflettevano su piano di mogano lucido della scrivania.*

    Tuttavia, mi sembra, che tu non abbia centrato il problema, diciamo la vera ragione della tua convocazione qui che, tanto per la cronaca non è quella di punirti o di sanzionarti in qualche modo, quindi, rilassati…

    *La Preside fece una breve pausa, non perché stesse cercando le parole, sapeva perfettamente ciò che avrebbe detto e come ma, piuttosto, per creare un attimo di aspettativa, per lasciare ancora qualche frazione di secondo lo studente sulla graticola, male di certo non gli avrebbe fatto, specie se, quella minimo tempo lo avesse usato per arrivare da solo a comprendere quale fosse il nocciolo della questione.*

    Ti suggerisco di accomodarti, Alexander perché, il discorso che stiamo per affrontare non sarà certo beve che, alla fine, risulti costruttivo per entrambi ma, diverto, non sarà una cosa rapida…

    *Aggiunse la strega facendo un lieve ed elegante gesto della mano che spostò una delle due sedie che erano davanti alla scrivania, quella di sinistra. Naturalmente, omise di precisare che, preferiva averlo setto davanti a sé, piuttosto che lasciare che la guardasse dall'alto in basso dai sui quasi due metri di statura. Alexander, dal canto suo, non poté che accettare quel garbato invito che, a ben vedere, sembrava più un ordine, in food, se tutto si fosse risolto solo in una interminabile ramanzina, avrebbe potuto ancora ritenersi fortunato, specie considerando le alternative che lui stesso aveva menzionato poco prima.*



    Procediamo con ordine, come hai giustamente evidenziato tu, è alquanto grave che abbia volontariamente mentito alla professoressa Sakai, tuttavia, come sappiamo entrambi, questa non è né la prima né sarà l'ultima volta che ciò accade, per le più svariate ragioni, gli allievi mentono ai docenti, alcune volte sono piccole bugie bianche altre sono cose più serie, è questo il caso… sta di fatto che ciò non è né una novità così eclatante né una circostanza che mi turbi in modo particolare...

    *Sibilla sembrava divertita dall'espressione esterrefatta che si era dipinta sul viso del Corvonero.*

    Naturalmente, con ciò non i tendo permettere a te o a chiunque altro di mentire agli insegnanti, ci mancherebbe altro, sto solo dicendo che ho un po' di esperienza e so bene come gira il mondo… sarebbe sciocco, oltre che pericoloso, fingere di vivere in un mondo ideale retto da alti valori e immune da qualsiasi macchia, non è così, mi dispiace? Forse un po', lo ammetto, ma non posso cambiare le cose e non saranno né i divieti né le punizione a mutare questa realtà, quindi, a mio avviso, la condotta più saggia da seguire è di limitare quanto più possibile i danni, partendo dal presupposto che la natura umana non si può cambiare.

    *Alexander la fissava e, per un attimo, Sibilla temette che avesse frainteso parte del suo ragionamento, quindi, si affetto a chiarire un punto che le stava molto a cuore.*

    Quanto ho appena detto, non cambia il fatto che tu ha mentito alla professoressa Sakai, sei stato colto in flagrante reato, e per questo, il minimo che puoi fare è di porgerle educatamente le tue scuse accettando qualsiasi tipo di punizione lei decidesse di infliggerti, questa è una questione frati di voi che, non dubito, saprai risolve con onore e l'adeguata dose di umiltà che la circostanza richiede… questa, però, è una questione che riguarda solo te e lei, perché a me, non hai né mentito né mancato di rispetto, come hai fatto, invece, nei suoi confronti, con l'aggravante, di metterla in ridicolo di fronte ai suoi studenti.

    *Il primo punto, era stato sviscerato con sufficiente accuratezza, se in seguito Alexander avesse voluto ribatte avrebbe potuto faro ma, per il momento, la Preside concludere il proprio ragionamento.*

    Riguardo all'esistenza dell'ES confermo che ne sono a conoscenza già da alcuni anni, tuttavia, non ho mai né autorizzato né sostenuto le riunioni di questa organizzazione che, in termini strettamente legali, è clandestina e, per ragioni che credo sia superfluo spiegare, credo sia meglio che rimanga tale… anticipo la tua domanda che, se non mi inalano, suonerebbe all'incirca: "allora, se non la riconosce e non la sostiene perché non ne vieta l'esistenza?"

    *Il ragazzo annuì, contorcendosi un poco sulla sedia come se fosse infestata di e la professoressa Strangedreams proseguì.*

    Le ragioni sono molte: la prima è di natura squisitamente pratica, se la proibissi questo o altre forme di organizzazione, non impedirei agli studenti di riunirsi per gli scopi più diversi ma, semplicemente, li costringerei a farlo in luoghi sempre più nascosti e pericolosi, tornando al discorso iniziale, il mio principale obiettivo la sicurezza di tutti i residenti di Hogwarts, e ciò comprende anche fingere di non sapere ciò di cui in realtà sono a conoscenza e che dovrebbe essere vietato, perché sapere è sempre meglio che ignorare e, in tal modo, posso esercitare un certo controllo che permetta di garantire l'incolumità di chi si impelaga in attività al limite del lecito.

    *La Preside fece di nuovo una breve pausa, per permettere ad Alexander di recepire ed assimilare ciò che gli aveva appena detto. Era raro, addirittura eccezionale, che parlasse con uno studente con tanta franchezza ma, quello che aveva di fronte, non era un ragazzino qualsiasi, bensì un mago maggiorenne che entro pochi mesi avrebbe lasciato Hogwarts per il mondo reale, quindi, poteva e doveva rivolgersi a lui come avrebbe fatto con un adulto, con la stessa franche e la medesima crudezza.Era essenziale, infatti, che il Corvonero comprendesse nel dettaglio e, in una certa misura facesse proprie le sue argomentazioni, per poi agire di conseguenza, non tanto e non solo perché lei glielo avrebbe chiesto, ma perché ne capiva la ragione, che tutto e fuorché un futile capriccio o, peggio, un abuso di potere.*

    Parlando di sicurezza e tutela degli studenti, arriviamo a toccare il nodo nevralgico di tutta la faccenda, il motivo, in sostanza, per cui sei qui e che tu non hai menzionato nella tua illuminate arringa di poco fa.

    *Sibilla sollevò i grandi occhi dalle iridi talmente scure da rendere quasi impossibile distinguervi la pupilla e li fissò in quelli di Alexander.*

    Avrei potuto sorvolare sulla menzogna raccontata alla professoressa Sakai, avrei anche tranquillamente chiuso un occhio anche sulla ripresa delle attività dell'ES, ma non posso ignorare che, per qualche assurda, inspiegabile e folle ragione hai pensato di portare degli studenti, alcuni addirittura dei primi anni, nella Foresta Proibita, un luogo infido e pericoloso per un adulto, figuriamoci per dei ragazzini inesperti… se fosse accaduto qualcosa, se una qualsiasi creatura vi avesse attaccati, che avresti fatto? Saresti stato tu, da solo, in grado di proteggerli? Ne dubito fortemente, perché io stessa, se non potessi contare sui miei alleati magici, avrei serie di facoltà a difendere una mezza dozzina di ragazzini che a malapena sanno come si impugna una bacchetta… non provare a ribatte che quasi tutti i presenti erano allievi dal quinto anno in su perché, se anche fosse vero, chi non ha superato nemmeno i G.U.F.O., magicamente parlando, è un poppante, che non ha ancora dimostrato di saper controllare e disciplinare il suo potere, i primi esami sono alla fine del quinto anno per una ragione ben precisa, non per un semplice vezzo… è vero che possono esistere delle eccezioni e che giovani maghi e streghe possono già avere una buona auto-disciplina prima del tempo ma si tratta, appunto, di eccezioni, perché la norma è ben diversa.

    *Il viso della strega si era infervorato e a sua voce, che fino a poco prima er a pacata e ben modulata, risultava a tratti stridula e dissonante, erano davvero poche le cose che potevano scuotere la tollerante, magnanima, paziente figlia di Tosca e fra quelle poche, vi era proprio la sciocca, gratuita incoscienza, di chi, per arroganza o per stolidaggine, metteva in pericolo l'incolumità dei suoi studenti.*

    Chiarito questo, è evidente che se desideri continuare a riunire l'ES lo dovrai fare in luoghi sicuri e controllati, all'interno delle mura del Castello, dove, le protezioni magiche che io, come tutti i miei predecessori, impongo e rinnovo di continuo impediscono che qualsiasi minaccia possa gravare sui residenti di Hogwarts, in primis gli studenti, am anche gli adulti, gli elfi domestici e perfino le bestiole magiche e non che varcano il portone… spero che, dopo ciò che ti spiegato, tu capisca perché, per me, questa condizione e irrinunciabile.

    *Terminato quel lunghissimo, estenuante monologo la professoressa Strangedreams, finalmente, tacque, passando idealmente il testimone ad Alexander. Conosceva quel ragazzo da sette anni eppure sapeva tanto poco di lui, ne aveva avuto la dimostrazione poco prima quando, inaspettatamente, le aveva rivelato di essere un rettilofono, una dote rara e fuori dall'ordinario, un talento, senza dubbio, ma che spesso conduceva chi lo possedeva verso il lato oscuro, chissà se il Corvonero avrebbe attraversato quel ponte, così allettante, oppure se sarebbe riuscito a trovare una motivazione abbastanza forte da impedirgli di cedere alle facili lusinghe delle Arti Oscure.*


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    *La strega l'aveva lasciato parlare, quasi volesse che lui stesso giungesse ad una conclusione. No, voleva semplicemente sentire se avesse la più pallida idea del perché si trovasse lì. Ma come poteva non esserlo? Aveva mentito ad un insegnante, aveva sottovalutato la gravità delle sue azioni, aveva dato poco peso al luogo che aveva scelto per parlare con i ragazzi. No, forse no. Ma quando Sibilla cominciò a parlare, il Corvonero si era accomodato, ascoltando ciò che la preside aveva da dirgli, guardandola in quegli occhi scuri che esprimevano indignazione, delusione, quasi spregio. Aveva visto quegli stessi occhi per anni, ed erano quelli di suo padre. Serrò la mandibola, sforzandosi di ributtare indietro quei pensieri, quel volto che mai più avrebbe voluto vedere per il resto dei suoi giorni, ascoltando tutto ciò che la docente di Animagia aveva da dirgli.*

    Ben fatto, Alex.

    *Si disse il Corvonero, mantenendo lo sguardo ben alto in quello della preside, deciso a prendersi la responsabilità delle sue azioni, finché lei concluse, lasciando spazio alle parole dello studente. Eppure... non una singola sillaba usciva dalle sue labbra. Solo allora abbassò gli occhi, mentre mille e più pensieri gli affollavano la mente. Era sempre stato un ragazzo sensibile, una persona che difficilmente feriva qualcuno, perché ci voleva nulla a fargli del male. In altre occasioni avrebbe pianto, prima dell'estate precedente ci sarebbe stato male per giorni, ma lasciò che quel dolore gli crebbe dentro, come era giusto che fosse. Deglutì a vuoto, mentre il silenzio sembrava incessante. Pensava a sua madre, assassinata dal padre, da quello stesso padre che aveva provveduto un paio d'anni prima a mandare al San Mungo, punendolo, condannandolo ad una vita di rabbia, rimorsi. Con un Oblivion ben accurato, l'aveva privato della facoltà di esprimersi a gesti, parole o scrivendo, togliendogli una qualsiasi immagine del figlio che gli puntava contro la bacchetta, ma facendo in modo non dimenticasse il perché si trovasse in quello stato. Ed erano due, molto semplici: l'aver assassinato la moglie davanti ad un impotente dodicenne come Alex era all'epoca e le Cruciatus che gli aveva inferto per anni, i colpi di frusta, gli schiaffi e i pugni che gli aveva dato per ogni minima trasgressione ai suoi ordini. Quelle macabre attenzioni si erano fatte più frequenti con il manifestare della sua capacità di parlare alle serpi, che per anni aveva ritenuto una maledizione del cielo. E poi... era arrivato lui. Gmork, il serpente a cui aveva dato un nome, una casa e il rettile a sua volta gli aveva donato affetto, protezione, attenzione ed ascolto, proprio come fa un vero amico. Bene, forse non era proprio il massimo in questioni umane, ma gli aveva insegnato tante cose sulla natura. Gli aveva insegnato il Serpentese come solo i serpenti sanno fare e come i maghi apprendono dopo anni di pratica e, pian piano, non l'aveva solo trasformato in un Rettilofono migliore, ma in un ragazzo che aveva visto la luce infondo alla profonda oscurità della solitudine.*

    Mi sei sempre stato accanto, amico mio.

    *Pensò Alexander, scambiando un'occhiata con il suo boa, vedendolo ricambiare lo sguardo con aria interrogativa. Oh si, sapeva che Alex era uno che pensava molto, specie in situazioni spiacevoli come quella, ma ovviamente non poteva capire cosa gli frullasse nella testa nello specifico.*

    Hyshedis. (Diglielo.)

    *Il ragazzo sgranò un po' gli occhi, sentendo quel sibilo, prima che Gmork gli strisciasse contro la gamba, prudentemente, per non attirare le attenzioni di Pilli, fino a salirgli in grembo, posando la testa contro il mento del padrone e chiudendo gli occhi per un paio di secondi, come se ciò volesse essere un abbraccio, una carezza, intuendo quanto male ci stava per quelle parole, quei versi umani che non aveva proprio capito. Dopo ciò si accucciò sulle gambe del padrone, a testa bassa, lasciando che Alex lo guardasse con un sorriso pieno di gratitudine. Si, adesso doveva proprio parlare, poiché quel silenzio era durato troppo a lungo. Riportò gli occhi in quelli della preside, dicendole.*

    Ha perfettamente ragione, professoressa Strangedreams. Ho sbagliato, e purtroppo non posso tornare indietro. Posso, però, rimediare ai miei errori, rivolgendo in primis le mie più sentite scuse a lei e alla professoressa Sakai per la mia condotta e per le mie parole.

    *Detto ciò chinò lievemente il capo, mormorando.*

    Mi dispiace tanto per averla derubata di parte del suo prezioso tempo. Non è mai successo che abbia dovuto rimproverarmi e prometto che, dopo questa volta, non dovrà più vedermi... se non alle lezioni di Animagia o in Sala Grande.

    *Si, era deciso e motivato. Avrebbe cercato di stringere un legame ancora più forte con il suo amico Gmork, con quel rettile che, con la voce sibilante, bassa e sinistra, lo aveva strappato dalla solitudine in cui era piombato anni prima. Si raddrizzò ulteriormente sulla sedia, dicendo ancora.*

    Per quanto riguarda l'ES... non voglio smettere. Ho...

    *Cosa? Uno zio Mangiamorte ricercato vivo o morto dal Ministero che gli aveva raccontato un bel po' di cosette che sarebbero successe di lì a poco e che ora lo voleva morto?*

    Motivo di non arrendermi.

    *Ecco, quello si che era tutto dire. Suonava meglio, oltre a portare la tensione ancora più su.*

    Domani, in mattinata, andrò nell'ufficio della professoressa Sakai per porgerle le mie scuse e mettermi al suo servizio per una punizione o per qualsiasi cosa ritenga necessario.

    *Era serio, determinato e pronto a fare qualunque cosa per porre rimedio al disastro che aveva ormai fatto... ma doveva dire qualcosa a sua discolpa, per non far credere alla preside che era un emerito idiota. Presa una pausa, le disse, serio, guardandola negli occhi.*

    Ciò che sto per dirle non è per creare attenuanti alla mia condotta o quant'altro... ma non eravamo molto distanti dal castello, ed ero in connessione con le serpi tutt'attorno a noi. Avevano il compito di avvisarmi nel qual caso una creatura si stesse dirigendo verso di noi, dandoci modo di abbandonare il luogo ben prima che questa potesse fiutarci o intercettarci... ma non ho specificato di avvertirmi nel qual caso un essere umano si avvicinasse a noi, motivo per il quale non sono stato avvisato dell'arrivo della professoressa Sakai.

    *Non era uno sciocco, e comunque quell'incontro era stato fatto solo per parlare dell'ES, per vedere chi avrebbe risposto e chi no. Non era tanto stupido da voler organizzare qualcosa nella Foresta Proibita, piena di lupi mannari, Dissennatori, Berretti Rossi, Acromantule e quant'altro.*

    Ripeto, questo che le ho appena detto non è per giustificare la mia condotta... è solo per fare capire che, malgrado la leggerezza che ho con mio grande dispiacere dimostrato questa sera, non si trova di fronte ad un completo irresponsabile.

    *Era sinceramente dispiaciuto per tutta quella situazione, ma felice. Felice di non essere stato espulso dalla scuola che tanto amava, felice che nessuno dei suoi compagni dovesse preoccuparsi per quella vicenda, felice del fatto che avrebbe potuto dare il suo contributo a quegli amici. Chi era lui? Nessuno. Era un diciassettenne come tanti altri, dotato ma istruito in diversi stili di combattimento, magici e non, oltre che nella magia oscura. Avrebbe potuto parlarne con la preside? Avrebbe... compreso o frainteso? Sospirò, alzando piano le spalle, scambiando uno sguardo di scuse ma che mostrava una certa comprensione dei suoi sbagli, ma soprattutto la voglia che aveva di rimediarvi e non commetterne ulteriori.*

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    *Alexander parlò in tono pacato e pareva sinceramente dispiaciuto dell'accaduto ma, cosa assai più importante, almeno dal punto di vista della Preside era che che sembrava aver capito qual era stato il suo errore. Promise che la mattina seguente si sarebbe scusato con la professoressa Sakai e assicurò che non avrebbe più dato motivo a Sibilla di richiamarlo, e che, in futuro, lo avrebbe visto solo in Sala Grande oppure in Aula di Animagia.*

    A dire il vero, mio caro, non ho mai avuto il piacere di vederti seduto in uno dei miei banchi e, sicuramente, di ciò non posso che rammaricarmi…

    *Lo interruppe la Preside che, per una volta, aveva assunto un tono velatamente sarcastico. In effetti, già non le faceva molto piacere che il suo corso fosse uno dei meno seguiti del Castello ma, specie dopo aver scoperto l'eccezionale dono di Alexander, l'idea che il giovane rettilofono avesse sempre snobbato le sue lezioni, nonostante fosse naturalmente prato all'Animagia, la seccava ancora di più.*

    Non ti ho mai chiesto, né stasera né in passato, di interrompere le riunioni, semplicemente ti esorto a farlo in condizioni più controllate e sicure…

    *Ribatté la Preside in tono pacato ma fermo, continuando a guardarlo dritto negli occhi, quando lui, com'era prevedibile, sottolineò che non aveva alcuna intenzione di rinunciare all'ES.*

    Anzi, per essere del tutto sincera, non posso negare che, come insegnante, mi faccia piacere che i ragazzi si esercitino anche da soli in incantesimi che, spesso, in aula non vengono affrontati o, magari, sono trattati in modo troppo sbrigativo e superficiale… la teoria è molto utile, è innegabile, ma la pratica lo è sicuramente di più. Perché solo tentando, e talvolta, sbagliando si può davvero imparare a padroneggiare un sortilegio… alcuni degli studenti non avranno più occasione di usarli una volta usciti da qui ma, per altri, ciò potrebbe tornare molto utile anche nella vita adulta, quindi, tanto per gli uni quanto per gli altri, le sessioni da te organizzate potrebbero rappresentare un'opportunità assai vantaggiosa… nella peggiore delle ipotesi, potrebbero agevolare i partecipante nel superamento degli esami, specie quelli pratici.

    *Proseguì Sibilla cercando di spiegarsi nel modo più esaustivo possibile, argomentando e analizzando ogni aspetto della faccenda. Le premeva molto che Alexander comprendesse che non era in alcun modo contraria alle riunioni dell'ES e che non gli stava suggerendo di interromperle.*

    Non a caso, come certo avrai notato, nell'ultimo anno ho esortato e incoraggiato gli insegnanti a svolgere Esercitazioni e Seminari, proprio allo scopo di permettere a tutti di approfondire il più possibile le varie materie, abbandonando un po' la sterile speculazione in favore della sperimentazione pratica… personalmente, infatti, sono convinta che solo provando di persona e sulla propria pelle, se mi passi il termine, si può veramente fare proprio un qualcosa, che sia un incantesimo, una pozione oppure u'astrusa lettura runica, poco conto…

    *Fece una breve pausa, incerta se proseguire oppure no. Da una parte desiderava approfondire l'argomento ma, dall'altro, non temeva che una digressione potesse risultare fuorviante. In fondo, erano lì per un motivi ben preciso, non per discutere di teoria della magia o di pedagogia magica. Poi, come spesso le capitava, se ne infischiò di ciò che sarebbe stato più opportuno e proseguì il proprio ragionamento, nella speranza che il Corvonero fosse in grado di leggere fra le righe, comprendendo che quella della Preside non era semplicemente un sproloquio sulla metodologia didattica di Hogwarts, bensì sottendeva un preciso approccio all'insegnate e, in generale, alla vita che stava cercando di trasmettere a lui.*

    E' vero, che alcune materie sono più spiccatamente teoriche di altre, ed è altrettanto vero che, difficilmente una lettura aritmetica o l'interpretazione delle foglie di tè possano salvare la vita, tuttavia, anche gli argomenti apparentemente più teorici e meno "utili" hanno risvolti pratici e, secondo le circostanze, potrebbero rivelarsi preziosi. Inoltre, cosa assai più importate, ogni materia, ciascuna a modo proprio e con le proprie peculiarità, può concorrere alla sviluppo della personalità e dell'individualità degli studenti. Infine, ritengo, che sono provando e sviscerando nel modo più completo possibile le varie materie, i ragazzi possano capire che gli piace davvero e verificare le personali attitudini, in modo da poter scegliere con maggior oculatezza e convinzione la carriera che vorranno intraprendere da adulti… la mia speranza, alla fin fine, è che ognuno dei professori, prima ancora che competenti dispensatori di nozioni siano dei maestri di vita, e più tempo e occasioni ciascuno di loro ha di passare con gli allievi meglio potrà assolvere questo arduo e preziosissimo compito.

    *Se il giovane Corvonero voleva improvvisarsi insegnante, allora doveva capire le responsabilità che ciò comportava.*

    Anche le riunioni dell'ES, seppur con i loro limiti e le evidenti carenze dovute all'estemporaneità e improvvisazioni delle stesse, possono, in qualche modo, inserirsi in questo ampio disegno formativo. Tuttavia, fra queste e le Esercitazioni organizzate dai docenti, vi è una sostanziale differenza che, in verità, è ciò che più di ogni altra cosa mi preoccupa e suscita le ie perplessità. Infatti, mentre i professori sono tutti maghi e streghe adulti in grado, in caso di necessità, di difendere adeguatamente i loro allievi, tu egli studenti più grandicelli, siete solo dei ragazzi e, sinceramente, dubito che possediate le capacità e il sangue freddo necessari a tutelare i più piccolo, se qualcosa dovesse andare nel verso sbagliato.

    *Finalmente, dopo quel lungo monologo, la Preside era tornata al punto di origine, al nocciolo della quesito: la sicurezza dei suoi ragazzi. Allora, lo studente precisò che, anche se era stato avventato e poco oculato nella scelta del luogo, anche quel giorno, a modo suo, aveva cercato di rendere la radura in cui si erano runici i ragazzi sicura, facendo pattugliare a serpi di varie specie la zona.*

    Ecco, svelato il piccolo enigma…

    *Pensò Sibilla, comprendendo solo in quel momento per aule ragione il ragazzo avesse deciso di svelarle solo quella sera il suo singolare dono, presentandosi in compagnia del luo amico squamoso.*

    Questo ti fa onore e dimostra che non sei uno sprovveduto, tuttavia, la protezione che tu e i tuoi alleati striscianti potete fornire è sicuramente meno efficace e più imperfetta rispetto a quella che posso garantire io…

    *Non stava polemizzando o sminuendo l'impegno dimostrato dal Corvonero, semplicemente, rivelava l'ovvio. Uno studente per unto dotato, non poteva certo competere in alcun modo con la competenza di una strega adulta, che un po' per fortuna un po' per effettivo merito, era arrivata a occupare una delle posizioni più prestigiose del mondo magico, Non si diventa certo Presidi di Hogwarts se non si è meno che eccezionali e, soprattutto, se non si dimostra di possedere lungimiranza e sagacia, doto che, di certo alla ex-Tassorosso, non difettavano, anche se erano stemperate dalla tolleranza e dalla magnanimità, doti tanto care alla fondatrice della Casa che l'aveva accolta e cresciuta tanto tempo prima.*

    Quindi, ti esorto a scegliere, d'ora in poi, dei luoghi all'interno del perimetro di Hogwarts… sai bene che esistono luoghi che si presterebbero allo scopo, sia per la loro, come dire, riservatezza, sia per le peculiarità che li contraddistingue.

    *La strega alluse alla Stanza delle Necessità senza mai pronunciarne il nome, quel luogo magico ed unico, di cui non pochi conoscevano l'esistenza, era una specie di segreto di Pulcinella, di cui tutti sapevano ma di cui nessuno parlava. Non tanto e non solo per un forma di ipocrisia ma, piuttosto, per una sorta di pudore reverenziale per una stanza dal grande potere, indisegnabile inconcepibile. Attribuire un nome agli oggetti, è un po' come possederli ma nessuno, nemmeno Sibilla, poteva arrogarsi questo diritto. La Stanza delle Necessità, probabilmente, era l'unica enclave all'interno di Hogwarts che sfuggisse al suo controlla ma, ciò non di meno, era uno dei luoghi più sicuri del Castello, lo sapeva lei e, di certo, anche Alexander non lo ignorava.*


    @Alexander_Morgenstern,


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    *Ascoltava con attenzione tutto ciò che la preside gli diceva, arrossendo un po' quando lei gli fece notare che non era mai entrato nella sua aula. Beh, aveva più che ragione... ma c'era un motivo ben preciso per il quale non aveva mai frequentato Animagia. O cielo, a dire il vero non aveva frequentato assiduamente più di un paio di corsi. Si morse il labbro inferiore, concentrato, ascoltando le parole di Sibilla, prima di dirle.*

    Mi creda, avrei voluto frequentare ogni singola lezione... ma se non l'ho fatto, le assicuro, ci sono motivi seri.

    *Un sospiro gli fece gonfiare il petto, prima che con un gesto distratto si grattasse l'orecchio: doveva dirle tutto, non solo qualcosa. Di certo la strega di fronte a lui non avrebbe accettato delle briciole di pane, non si sarebbe accontentata di queste. Ecco, qualcosa lo turbava, un qualcosa che, a dire il vero, conosceva alla perfezione.*

    Credo che accetterò il suo consiglio. Useremo la Stanza delle Necessità per ogni nostro incontro.

    *Non che avesse poi tanta scelta, ma era una soluzione ragionevole. Infondo, in quel corso avrebbe cercato di insegnare ai suoi amici come sopravvivere all'aggressione di un Mangiamorte, non a combatterli. Quel compito spettava agli Auror e, una volta messo al tappeto il mago oscuro, dei ragazzi avrebbero fatto bene a darsela a gambe.*

    Comunque mi creda, personalmente non classifico le materie come più o meno utili: lo sono tutte e allo stesso modo. Non siamo chiamati a crescere unicamente dal punto di vista magico ma, credo, anche dal punto di vista psicologico, emotivo.

    *Si raddrizzò un po' sulla sedia, guardando la docente negli occhi. Aveva perfettamente capito dove voleva andare a parare e non poteva che darle ragione.*

    Trovo Animagia una materia decisamente affascinante... e quest'anno prometto di non perdere nemmeno una lezione. A questo punto, credo di doverle raccontare qualcosa.

    *Come dirle di suo zio? Come dire... della sua famiglia? Un groppo gli si formò in gola, mentre Alex cercava di spingerlo giù, sentendosi quasi soffocare: aveva dato l'accenno e ora doveva finire il suo discorso.*

    L'estate scorsa ho chiuso i rapporti con mio zio, l'uomo che mi ha cresciuto. Viktor Morgenstern, il Mangiamorte di cui tanto si è vociferato in questi anni. Mio padre si trova al San Mungo.

    *Il tono di voce di Alex tradì un odio bruciante, mentre dagli occhi sembravano sprizzare Ardemonio ed acido solforico, ricordando un genitore che fin da piccolo non aveva fatto altro che tormentarlo e che, un paio d'anni prima, aveva mandato al San Mungo per il resto della sua vita, incapace di comunicare a voce, attraverso la scrittura o a gesti. Ma perché aveva fatto questo?*

    Assassinò mia madre quando avevo dodici anni e a tredici sono andato a vivere con mio zio. Mio padre... non è mai stato un genitore affettuoso, anzi: prediligeva le punizioni corporali alle carezze.

    *Rischiava di soffocare ad ogni parola che diceva, ma doveva continuare, arrivare al succo della questione.*

    Non è... facile, per me, parlare di tutto questo. Non apro l'argomento molto facilmente e solo Daphne è al corrente di tutto ciò. Comunque sia, Viktor Morgenstern mi ha accolto in casa sua, sebbene sia tutt'ora un ricercato, con me è stato gentile, non mi ha fatto mancare nulla... anzi, mi ha dato molto di più.

    *Intrecciò così le dita e se le portò al grembo, cercando di moderare il respiro, non dare a vedere quanto fosse terrorizzato, continuando.*

    Mi ha addestrato nelle arti magiche e mi ha insegnato diversi stili di combattimento corpo a corpo. Ma, cosa più importante, mi ha iniziato alle arti oscure.

    *Bene, se c'era una parte nella quale la donna l'avrebbe aggredito sarebbe stata quella... ma, stranamente, Alex constatò che aveva tutta la sua attenzione, così decise di proseguire, anche se in modo un po' incerto.*

    Non si limitò a farmi apprendere incantesimi oscuri, anzi, mi insegnò diversi rituali di magia, quelli che necessitano l'uso delle candele e quant'altro. Mi insegnò la Dance Macabre, conosciuta anche come "Danza Mortale", uno stile di combattimento tramandato di generazione in generazione nella mia famiglia ed altre, innumerevoli cose. Ma voleva qualcosa da me: dovevo aiutarlo ad entrare ad Hogwarts.

    *Aveva sganciato la bomba, ma non era finita lì, e questo Sibilla lo sapeva. Si sarebbe potuta chiedere perché, proprio lui, avesse voluto riaprire l'ES. Con quale pretesa, poi? Proprio lui, che era cresciuto tra oscuri addestramenti e compagnie per nulla raccomandabili.*

    Per anni ho conosciuto i segreti della lotta dei maghi oscuri. Ho visto cose che mai avrei potuto pensare... e ne ho percepite altre, sulla mia pelle, di un male che...

    *Rabbrividì, semplicemente, da capo a piedi. Ma no, non era finita lì.*

    Quest'estate, tutto è cambiato. Ho annunciato a mio zio che mi sono fidanzato con Daphne, con questa ragazza straordinaria che ha un sogno: essere un Auror. Mi ha aggredito, minacciando di uccidere lei e poi mi ha cacciato. E qui entra in gioco Gmork.

    *Il rettile, sentendosi chiamare per nome, alzò la testa, guardando la donna, mentre il ragazzo diceva alla preside:*

    Non mi aspetto che lei si fidi della mia parola, ma... ho pensato, siccome lei è docente di Animagia, può trovare conferme nei ricordi del mio serpente.

    *Era stato con lui, sempre, perciò la sua mente celava informazioni che nessun tipo di magia avrebbe potuto modificare e, se fosse stato possibile, necessitava capacità al di là di uno studente del settimo anno.*

    La prego...

    *Mormorò il Corvonero, guardando implorante la donna seduta dinnanzi a sé. Non aveva mai chiesto l'aiuto di nessuno... ma adesso ne aveva bisogno per davvero. Era confuso, tra luce e tenebre, poiché sembrava che queste ultime stessero inghiottendo la sua anima, giorno dopo giorno... e non sapeva più che fare.*

    @Sibilla_Strangedreams,


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    OT

    Scusa @Alexander_Morgensten...



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