Hogwarts - 3° Piano
Hogwarts - 3° Piano


  • Stefano_Draems

    Fondatore Amministratore Ministro Ad Honorem Certificato

    Dormitorio: VIP
    Livello: 16
    Galeoni: 584328
       
       



    Role Aperta da Royal_Buckett


  • Royal_Buckett

    Grifondoro

    Dormitorio: Grifondoro
    Livello: 7
    Galeoni: 1360
        Royal_Buckett
    Grifondoro
       
       

    Roy si trovava in una casa.
    Non ricordava di averla mai vista, ma sapeva di conoscerla.
    Tutte le porte erano aperte, tranne una.
    Il ragazzo si avvicinò a quella porta serrata.
    Era come spinto da un innato desiderio.
    Voleva, doveva, aprire quella porta.
    Mise una mano sul pomello e fece per girarlo.

    ROY! NON APRIRE QUELLA PORTA!

    La voce gli era familiare, ma non la riconobbe.
    A sentirla quella persona doveva essere davvero spaventata.
    Sembrava molto vicina, anche se Roy non avvertiva la presenza di nessuno.
    Il giovane ritrasse la mano per un momento, ma poi ci ripensò.
    Mise nuovamente la mano sul pomello e lo girò.
    Sentì il rumore metallico della serratura che scattava.
    Lentamente iniziò a spingere la porta.

    PER L’AMOR DI DIO, ROY! NON FARLO!

    Il ragazzo non ascoltò più la voce e lentamente spalancò la porta.
    La stanza era buia, ma Roy sentì lo stesso l’impulso di entrare.
    Poi all’improvviso la luce, un’intensa luce.
    Roy si trovò in una stanza senza finestre.
    Non capì da dove arrivasse quella luce, eppure la stanza era illuminata.
    Il suo sguardo si posò sulle due bare, disposte esattamente nel centro della stanza.
    Come per la porta, il ragazzo fu pervaso dal morboso desiderio di aprirle.
    La porta, dietro di lui si chiuse senza fare alcun rumore

    ROY, NO! TI PREGO! NON FARLO!

    Ancora quella voce supplicante.
    Roy si voltò in direzione della voce.
    In quella stanza non c’era nessuno.
    Calò la temperatura, il ragazzo ebbe un brivido.
    Il desiderio di aprire quelle bare divenne così opprimente da non lasciargli altra scelta.
    Si avvicinò alla bara meno lontana.
    Posò le mani sul legno nero e pian piano iniziò a sollevare il coperchio.
    Aprì la bara e gli mancò il respiro.
    Aprì la bara e gli si gelò il sangue nelle vene.
    Non poteva essere, non era possibile.

    TI AVEVO AVVERTITO!

    Roy osservò se stesso nella bara.
    Non riusciva a spiegarselo.
    Com’era possibile?
    Nonostante tutto il ragazzo doveva sapere di più.
    Si avvicinò alla seconda bara e l’aprì.

    NOOOOO!

    Nuovamente il giovane si ritrovò ad osservare se stesso, anche in quella bara.
    Si voltò in direzione dell’altra bara, c’era ancora.
    Erano veramente due, allora.
    Questa volta Roy trovò il coraggio e avvicinò la mano al corpo, al suo corpo, e lo toccò.
    Era freddo, freddo come la morte.
    Sentì una forte fitta al fianco.

    ROY! SCAPPAAA!

    Questa volta il ragazzo diede retta a quella voce e iniziò a correre verso l’uscita.
    La porta era di nuovo aperta.
    Uscì corse, corse giù per le scale, non si ricordava che ci fossero delle scale.
    Scese un piano, ne scese due, tre, quattro.
    Non li contò più, il suo unico desiderio era quello di scappare il più lontano possibile.
    Finalmente intravide l’uscita principale.

    SCAPPAAAA!

    Un’altra fitta al fianco.
    Non sapeva dove fosse, non riconosceva quel luogo.
    Si diresse verso una foresta buia.
    Qualcosa lo colpì ad una spalla.
    Cadde, si rialzò, continuò a correre nonostante il dolore.
    Avvertiva una presenza dietro di lui, una presenza che in qualche modo lo terrorizzava.
    Qualcosa gli ferì il collo, cadde di nuovo.
    Gli sembrò di precipitare nel vuoto e, all’improvviso non sentì più quell’agghiacciante presenza vicino a lui.
    Chiuse gli occhi e respirò profondamente.




    [FORESTA PROIBITA]


    *Roy aprì gli occhi, sentiva male dappertutto e aveva freddo.
    Era totalmente bagnato di sudore e respirava a fatica.
    Sentì il collo bruciare, lo toccò e capì che la sua mano era coperta di sangue.
    Era buio pesto, poggiò le mani per alzarsi e sentì le foglie sotto le sue manie, capì di essere sveglio.*


    Ma allora... non è stato un sogno… o sì…?


    *Il ragazzo non era mai stato tanto confuso in vita sua, si ricordava perfettamente di essere andato nella sala comune dei grifondoro.. eppure.. ora si trovava all’aperto.. e non sapeva nemmeno dove fosse.
    Fece per prendere la bacchetta, ma il dolore alla spalla non glielo permise.
    Usando l’altra mano estrasse la bacchetta e sussurrò, con voce spezzata*


    Lumos!


    *Una luce, non troppo luminosa, uscì dalla bacchetta.
    Con molto sforzo il grifondoro si rimise in piedi e puntò la bacchetta alla cieca, per vedere se riusciva a trovare un qualsiasi punto di riferimento..
    Arrancò nella direzione in cui gli alberi e la vegetazione si diradavano e, dopo un’eternità, intravide la sagoma di un enorme castello.
    Non ci volle molto perché Roy capisse che quel castello era Hogwarts.
    Era nella foresta proibita..allora era davvero stato un sogno.. Ma come faceva a ritrovarsi lì?
    Fece qualche passo in quella direzione e all’improvviso una sagoma scura attirò la sua attenzione.
    Puntò la bacchetta da quella parte e notò uno strano animale avvicinarsi.
    Aveva l’aspetto di una cavallo nero, anche se sembrava molto più grande e scheletrico.
    Roy notò che aveva anche le ali.. si ricordò di aver studiato quelle creature, i Thestral, anche se lui non era mai stato capace di vederle.
    Com’era possibile che ora potesse vederli?
    Era sicuro che il professore avesse spiegato che i Thestral potessero essere visti solo dalle persone che avevano visto morire qualcuno e avessero capito il senso della morte.*


    MA CHE COS….


    *Ripensò al sogno che aveva fatto e fu pervaso da un senso di terrore.*




    [INFERMERIA]


    *Si avviò verso il castello il più velocemente possibile.
    Sentiva la ferita al collo pulsare e non smetteva di sanguinare, la spalla sinistra gli faceva così male da non riuscire nemmeno a muovere il braccio.
    Ridotto così l’unico posto in cui sarebbe potuto andare era uno: l’infermeria.
    Con molta fatica riuscì a raggiungerla e, stremato si accasciò lì per terra senza, però, perdere conoscenza.*




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  • Elisabeth_Boleyn

    Corvonero

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 7
    Galeoni: 616
       
       

    [TORRE CORVONERO]



    *Elisabeth stava dormendo nel suo morbido letto, ornato dai colori blu-bronzo, a richiamo della Casa dei figli di Rowena. Quella sera aveva appuntamento con Roy, ma il giovane non si era presentato ed Elisabeth aveva, ingenuamente, pensato si fosse addormentato in Sala Comune, tra qualche libro.
    La ragazza, dopo aver aspettato invano, aveva deciso di recarsi nel dormitorio femminile e chiedere spiegazioni al Grifondoro l'indomani. Era caduta in un sonno agitato, senza sogni o incubi, ma aveva la sensazione ci fosse qualcosa di sbagliato.
    Tentò di girarsi nel letto ma un peso non da poco le bloccava il movimento poi, a un tratto, un piccolo guaito; Elisabeth aprì gli occhi di scatto: nessuna delle sue compagne di stanza aveva un cane, quindi il Crup che le stava praticamente seduto sul petto era di qualcun altro.*

    Soraya! Cosa ci fai qui? Perché non sei con Roy, amore?

    *Elisabeth adorava i cani e quella cucciola di Crup era stata dolcissima con lei, fin da subito. La ragazza, però, sapeva anche la piccola non si staccava mai dal padroncino...ed ecco che alla Corvonero si gelò il sangue.*

    Se Soraya é qui...dove diavolo é finito Roy?

    *Elisabeth spostò con delicatezza il cane, che aveva cominciato a saltellare agitato per la stanza. Recuperò la vestaglia, il mantello e, soprattutto, la sua bacchetta e parlò con voce dolce alla piccola.*

    Forza tesoro, portami dal tuo padroncino!

    *Il cane doveva aver capito le parole di Elisabeth, perché cominciò a correre verso la porta, giù per le scale della Torre Ovest.*

    [SECONDO PIANO - CORRIDOIO DELL'INFERMERIA]


    *Elisabeth era ancora impegnata nella corsa, tentava di star dietro alla piccola Crup che ogni tanto si voltava a controllare se ci fosse ancora. Arrivarono fino al secondo piano, nel corridoio dell'infermeria e Soraya si bloccò.*

    Tesoro, cosa c'è? Roy non è qui...

    *Fece qualche passo in direzione della cagnolina e si accorse della porta semi aperta dell'infermeria del castello. Aveva timore ad entrare, non voleva sapere se realmente Roy fosse li e, cosa più importante, temeva di non trovarlo affatto.
    Fece un paio di passi, bacchetta in pugno, e spinse il battente non del tutto aperto, rischiando di avere un collasso li seduta stante.
    Per terra c'era Roy, sanguinante...*

    ROY! Cosa ti é successo? Parlami tesoro, che hai fatto?

    *La voce della ragazza era salita di un ottava, mentre si precipitava accanto al suo ragazzo. Che diavolo era successo? Perché era li?
    Un milione di domande si affollavano nella sua testa, ma sapeva che in quel momento non avrebbe ricevuto alcuna risposta. Si guardò intorno, alla ricerca di un infermiera, ma neanche l'ombra.*

    C'è nessuno?

    *Elisabeth intanto si era sistemata sul pavimento accanto al Grifondoro, prendendo la mano tra le sue e stringendo forte.*

    Sono qui, Roy... Non ti lascio..


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  • Opal_Saphirblue

    Tassorosso

    Dormitorio: Tassorosso
    Livello: 4
    Galeoni: 143
       
       

    *Una passeggiata notturna per schiarirsi le idee aveva sempre giovato al sonno di Opal. Vedere tutto sotto un'altra luce la aiutava a dipanare i pensieri ingarbugliati nella sua testa. Dopo essere stata medicata in infermeria qualche giorno prima, la caviglia le doleva solo in certi momenti, ma quella sera impediva addirittura il sonno alla ragazzina. Riusciva a camminare normalmente ora, nonostante la slogatura, grazie alle cure mediche di Marina, la Grifa addetta alla gestione del luogo dove gli studenti feriti potevano trovare soccorso. Dopo essersi rigirata almeno diecimila volta tra le lenzuola gialle e nere del suo dormitorio, la strega dai capelli turchini aveva deciso di lasciare i sotterranei di Tosca per avventurarsi in una gita notturna. Erano circa le due del mattino, il cielo avrebbe già dovuto dipingersi di tinte calde e screziate da raggi solari. Si infilò un maglione grigio e morbido sopra i larghi pantaloni del pigiama scozzesi di suo padre, adagiò i piedi nelle scarpe da ginnastica ed uscì quatta quatta dalla porta della Sala Comune, stando ben attenta a non svegliare né i suoi concasati né il suo grosso micio nero, che riposava beatamente ai piedi del suo letto. Non appena raggiunse il piano terra, puntò gli occhi sulle finestre cristalline cosparse di fresche goccioline di rugiada: osservare il cielo la calmava e le faceva affondare la mente in vortici di stelle e pianeti. Era infatti affascinata da Astronomia, disciplina ardua da studiare ma decisamente appassionante per lei. Ma quella notte, anzi, quella mattina, la volta celeste era tutt'altro che quieta e tranquilla: nel blu intenso costellato di piccoli astri luminosi erano protagonisti numerosi sbuffi di nuvole inquietanti, cangianti di un rosso sangue...*



    *Opal deglutì: non stava molto attenta alle lezioni di Divinazione, considerava la materia talvolta un po' troppo astratta, ma quello non doveva di certo essere di buon presagio. Camminò più velocemente per le scale, mentre esse, come al solito, si muovevano, confondendo tragitti e pensieri della ragazzina. Improvvisamente, Opal udì uno zampettìo frenetico seguito da alcuni piedi umani che correvano dietro all'animale, poco sopra di lei. Sollevò lo sguardo: nella scalinata superiore, quello che doveva essere un piccolo Crup apriva la strada ad una giovane strega. Non riuscì ad identificarne l'identità, poiché il buio del Castello avvolgeva la sua figura. Opal, da brava curiosa qual'era, si affrettò ad inseguire i due avventurieri della notte, con passi felpati ed evitando di farsi scoprire. I due fermarono la loro corsa impazzita dinnanzi ad una grande porta bianca che la Tassetta conosceva ormai bene. Bende mediche e lettini candidi erano stati la sua seconda casa pochi giorni prima. Era destino forse che diventasse infermiera? Del resto, ultimamente si trovava sempre lì, per un motivo o per un altro. Ma la sua attenzione fu immediatamente catturata da una figura accasciata a terra, accanto ad una pozza scura, densa e scarlatta... Il gioco di mosca cieca doveva finire: Opal non ci pensò due volte e accese la sua bacchetta.*

    LUMOS

    *Rischiarando la vista, riuscì finalmente ad attribuire un nome agli individui intorno a lei: vicino alla creatura magica si trovava Elisabeth, la sua amica dai capelli di fiamma della casa di Corvonero, ora inginocchiata su Roy, il Grifondoro a cui la ragazzina aveva dato qualche lezione di volo, fidanzato della Corva. Il ragazzo era davvero in condizioni allarmanti.*

    Per l'amor del cielo, che cosa è successo qui?

    *Urgeva assolutamente la presenza di un medico. Invece di piangersi addosso, Opal decise di agire: lasciando l'amico nella mani dell'altra giovane, corse a perdifiato fino alla guferia per spedire un messaggio istantaneo a Marina. Fosse stata una strega più esperta avrebbe potuto evocare un Patronus per svolgere quel compito, ma in quel momento doveva accontentarsi del piccolo assiolo grigio che spiccò subito il volo alla volta della Torre di Grifondoro. La Tassetta tornò quindi in infermeria seduta stante.*

    Elisabeth, ho inviato un gufo a Marina, spero la svegli in tempo... Intanto tamponiamogli le ferite con delle bende o del cotone, sta perdendo davvero molto sangue...

    @Elisabeth_Bolyen @Royal_Buckett @Marina_Lightwood

  • Achilles_Davids

    Serpeverde

    Dormitorio: Serpeverde
    Livello: 7
    Galeoni: 868
       
       

    * Achilles guardò distrattamente l'orologio, erano quasi le tre di notte. Il Serpino stava passeggiando placidamente per il castello, come faceva da sette anni a quella parte, sfidando le regole che lo avrebbero voluto rintanato nella propria Sala Comune. Quella sera aveva organizzato con l'amica Kribja, nottambula come lui, di passeggiare insieme. Avevano appuntamento di fronte all'aula di Difesa Contro le Arti Oscure. Giunto in prossimità dell'infermeria sentì un trambusto e vide tre sagome, incuriosito si avvicinò. *

    Che diavolo succede? Spero abbiano un buon motivo per rischiare di svegliare mezzo castello e subire una sonora punizione

    * Si avvicinò e riconobbe la Corvetta Elizabeth e una piccola Tassorosso dai capelli blu che conosceva solo di vista gli passò di fianco, correndo. A terra giaceva Roy, fidanzato della Corva. Il Serpino inorridì nel vedere il sangue fluire copioso dal collo. *

    Avete già chiamato aiuto vero?

    * Spostò delicatamente la mano del ragazzo e osservò con occhio clinico la ferita. *

    Non sono particolarmente ferrato in questa magia, ma posso fermare l'emorragia, almeno finchè non arrivi qualcuno di più abile.

    * Estrasse la bacchetta, la puntò verso il collo del ragazzo e lanciò l'incantesimo curativo. *

    Epismendo

    * Notò con soddisfazione come il flusso del sangue si fosse arrestato. Ma non osò fare altro se non mantenere l'incantesimo. *

    Dobbiamo scoprire come ha fatto a procurarsi questa ferita.

    * Il ragazzo si rivolse alla Tassorosso dai capelli blu, che era appena tornata. *

    Ti chiami Opal, giusto? Piacere, io sono Achilles. Potresti andare in fondo al corridoio, di fronte all'aula di Difesa Contro le Arti Oscure? Ci troverai una mia amica, Kribja. Dille di venire qua, è una strega molto dotata e il suo aiuto sarà preziosissimo. Grazie.

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  • Elisabeth_Boleyn

    Corvonero

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 7
    Galeoni: 616
       
       

    *Elisabeth era seduta accanto a Roy, tremante. Lo vedeva sanguinare incessantemente e nella sua testa si accavallavano moltissime domande, e nessuna soluzione.
    Opal doveva averla seguita perché arrivò in infermeria appena dopo di lei e, vedendo Roy riverso per terra, parlò alla Corvetta.*

    Per l'amor del cielo, che cosa é successo qui?

    *Elisabeth faceva fatica a parlare, era terrorizzata e Roy non sembrava lucido da poter dare spiegazioni di alcun genere.
    Facendosi coraggio parlò alla Tassorosso.*

    Opal.. Io non lo so.. Soraya é venuta a svegliarmi e io le sono corsa dietro...trovandolo così... In infermeria non c'è nessuno..

    *La gazzetta sparì dalla vista della ragazza, dirigendosi chissà dove. La ragazza prese la mano di quello che era il suo fidanzato e cominciò a parlargli all'orecchio, sussurrando..*

    Royal, tesoro...che hai combinato? Adesso arriverà qualcuno... Forza...

    *Opal tornò al suo fianco, dicendo di aver inviato un gufo a Marins, l'infermiera. Elisabeth le fu grata, immensamente, poiché lei era davvero poco lucida in quel momento.*

    Avete già chiamato aiuto, vero?

    *Achilles, Serpeverde, si precipitò accanto al corpo inerme di Royal e prese la situazione in mano, meglio di come le ragazze avevano fatto fino a quel momento.*

    Non sono particolarmente ferrato in questa magia, ma posso fermare l'emorragia, almeno finchè non arrivi qualcuno di più abile.
    Espimendo.


    *Il ragazzo aveva fermato lo scorrere del sangue ed Elisabeth poté tirare un sospiro di sollievo. Alzò lo sguardo, ad incontrare quello del Serpeverde.*

    Grazie, davvero. Io sono Elisabeth, non credo di essermi mai presentata... Tu sei Achilles, giusto?
    Opal ha già inviato un gufo a Marina, spero arrivi presto...


    *Achilles suggerì ad Opal di correre a chiamare Kribjia, ed Elisabeth fu ancora più grata. Sicuramente la sua amica avrebbe potuto aiutare il Grifondoro, o almeno lo sperava..*




    @Achilles_Davids, @Royal_Buckett, @Opal_Saphirblue, @Marina_Lightwood,




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  • Royal_Buckett

    Grifondoro

    Dormitorio: Grifondoro
    Livello: 7
    Galeoni: 1360
        Royal_Buckett
    Grifondoro
       
       

    *Poco dopo essere arrivato in infermeria Roy iniziò a sentire delle voci, ma era troppo stremato e debole per riconoscerle.
    Ancora non riusciva a pensare lucidamente, ed era ancora molto scosso per tutto quello che era successo.
    Sentiva passi che si avvicinavano e si allontanavano.
    Poi ad un tratto iniziò a sentirsi leggermente meglio e riuscì a mettere a fuoco quello che lo circondava.
    Per primo notò Achilles Davids, si ricordava di lui, lo aveva da poco visto alla Testa di Porco, quando c’era stata la gara di karaoke, anche se non si erano presentati.
    Vide che aveva la bacchetta puntata sul suo collo, probabilmente era per quello che si sentiva meglio.
    Girò poco la testa e notò che accanto a lui c’era Elisabeth, che stava parlando con il serpeverde*


    Grazie, davvero. Io sono Elisabeth, non credo di essermi mai presentata... Tu sei Achilles, giusto?
    Opal ha già inviato un gufo a Marina, spero arrivi presto...



    *Roy si fece un po’ di forza e si mise seduto.
    Si rivolse ad Achilles e gli raccontò, un po’ a stenti, il sogno che aveva fatto nei minimi dettagli.
    Non si era rivolto ad Elisabeth non per mancanza di rispetto, ma solo perché sapeva che lei, in quel momento, non avrebbe potuto aiutarlo.*


    Poi mi sono svegliato che ero nella Foresta Proibita.. non so come possa essere successo, sono sicuro di essere andato a letto… poi… mentre cercavo di tornare al castello ho visto una cosa.. ho visto un thestral.. non ne avevo mai visto uno.. cioè, non ne avevo mai potuto vedere uno.. e ora.. com’è possibile che io possa vederli?


    *Roy poi si rivolse alla sua ragazza e sussurrò*


    Amore mio…


    *Il grifondoro non riuscì a dire altro, il racconto del il sogno che aveva fatto lo aveva scosso e parlare di quello che aveva visto dopo lo terrorizzò.*




    @Elisabeth_Boleyn, @Achilles_Davids, @Kribja_Armstrong, Opal_Saphirblue, @Marina_Lightwood,




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  • Marina_Lightwood

    Grifondoro

    Dormitorio: Grifondoro
    Livello: 7
    Galeoni: 1923
       
       

    [DORMITORIO GRIFONDORO]


    *Dormire non era facile con tutti quei pensieri che le affollavano la mente, soprattutto in quel periodo in cui erano successe più e più cose. Si girava e rigirava nel letto, cercando di chiudere gli occhi, di entrare nel mondo dei sogni e risvegliarsi l’indomani nel suo letto come tutte le sue compagne. Guardò nel letto accanto al suo e vide Gianna dormire come un ghiro, mentre dall’altro lato Jane non era tra le coperta, svolgendo il suo turno di controllo dei corridoi. Avrebbe preferito aiutare la sua amica, piuttosto che starsene lì, insonne. Dopo gli inutili tentativi di schiacciare un sonnellino, si alzò e si avvicinò alla finestra, aprendola giusto quel pò per rinfrescarsi il viso e le idee. Appoggiò i gomiti sul davanzale e osservò Hogwarts immersa nell’oscurità con qualche pozza di luce lunare che illuminava le vette degli alberi. E proprio a causa di quel buio, non vide il gufo grigio che planava verso di lei. Si scostò giusto in tempo mentre quello entrava nella stanza. Si appoggiò sul suo avambraccio e le allungò la zampa. Non riceveva dei gufo nel cuore della notte da un bel po' di tempo e, non si sarebbe mai aspettata di leggere quel che c’era scritto su quel pezzetto di pergamena. Opal, la tassetta conosciuta qualche settimana prima, la pregava di raggiungerla in infermeria perché uno studente era in grave condizioni. Doveva essere il turno di Sylvia quella notte, ma dato che la giovane aveva appena partorito, era stata impossibilitata a poter rispettarlo. Non si sarebbero immaginate che, proprio quella notte, qualcuno si sarebbe fatto male, anche perché a quell’ora tutti sarebbero dovuti essere a letto e, non c’erano pericoli nelle sale comuni. Allarmata, afferró la vestaglia e, senza degnarsi di vestirsi, uscì dal dormitorio ancora in pigiama.*

    [SECONDO PIANO - INFERMERIA]


    *Mai quelle scale le erano sembrate così pesanti, il tragitto così lungo. Correva il più velocemente possibile, cercando di non inciampare nelle sue pantofole; proprio non sarebbe stato il caso di pensare a lei in quel momento. Arrivata al secondo piano, le voci in infermeria erano sicuramente più di una. In quel corridoio scorse i capelli azzurri di Opal, la mittente del messaggio, e si chiese dove quella giovane stesse correndo. Si affrettò a raggiungere l'infermeria e, quando aprí le porte, si trovò davanti un gruppetto di persone, tra cui Achilles, Elisabeth e Roy, in una pozza di sangue.*

    Ma che sta succedendo qui?

    *Si abbassò per controllare il ragazzo della sua stessa casata e le toccò la base del collo, proprio il punto dal quale scorreva il sangue. Notò che il flusso era fermo, qualcuno aveva fermato l’emoraggia. E per fortuna, non osava immaginare cosa sarebbe successo se avesse continuato a perdere sangue. Elisabeth la ragazza, teneva la mano del giovane e, l’espressione sul suo volto faceva chiaramente capire quanto fosse preoccupata. Ma, quello stato d’ansia che aleggiava in quella stanza, non era d’aiuto in situazioni del genere. Subito prese la situazione in mano.*

    MOBILICORPUS

    *Puntò la bacchetta sul corpo del ragazzo e lo trasportò sul primo vuoto. Avrebbe voluto sapere come si fosse procurato quella ferita e in quali circostanze e, perché tutti quei studenti erano fuori dai loro dormitori. Ma quello non era il momento adatto per fare domande, doveva agire poi avrebbero parlato. Lasció i ragazzi nella stanza e corse verso l’armadietto per prendere quello che le sembrava la migliore soluzione a quella ferita, magica o non. La bottiglietta conteneva un liquido giallastro e, con quella tra le mani, si recò dal giovane, sveglio, ma stremato. Con una mano fece cenno ad Elisabeth di spostarsi e, togliendo il tappo di sughero, lasciò che tre gocce di quell’olio magico cadessero sulla ferita. Si levò un fumo verdastro e quando si fu dissolto vide che il sangue si era completamente fermato, la ferita sembrava già vecchia di qualche giorno; uno strato di pelle fresca era teso su quella che un attimo prima era carne aperta.*

    Non so come ti sei procurato questa ferita Royal, ma l’essenza di dittamo che ti ho appena versato sopra, ripara qualsiasi taglio magico e non.

    *Tirò un sospiro di sollievo e, poté concedersi di sedersi sulla sedia accanto al letto. Avrebbe dovuto fasciare la zona, ma pensava che tenerla per qualche minuto così non avrebbe fatto male.*

    Adesso, mi dite che cosa è successo?



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  • Opal_Saphirblue

    Tassorosso

    Dormitorio: Tassorosso
    Livello: 4
    Galeoni: 143
       
       

    *Mentre la ragazzina cercava con lo sguardo qualcosa che potesse tamponare le ferite dell'amico tramortito, quel qualcosa si rivelò essere un qualcuno. Un giovane alto e moro, dal sangue freddo e lo sguardo deciso, fece ingresso nella stanza. Valutata la gravità della situazione, pronunciò efficacemente un incantesimo curativo, di certo più utile delle bende a cui pensava Opal, dando prova delle sue capacità da mago esperto.*

    EPISMENDO

    *E il sangue cessò di zampillare dai numerosi tagli sul corpo del ferito. Roy ora stava meglio, ma era comunque necessario l'intervento di un'infermiera al più presto. Il ragazzo da poco arrivato si voltò dunque verso Opal, intimidendola per un attimo: la strega riconobbe il viso notato alla festa di Carnevale, al tempo incorniciato da capelli più lunghi e corredato di un costume da guerriero antico. E in quel momento, nonostante l'abbigliamento e l'acconciatura fossero differenti, lo sguardo combattivo perpetuava nei suoi occhi.*

    Ti chiami Opal, giusto? Piacere, io sono Achilles. Potresti andare in fondo al corridoio, di fronte all'aula di Difesa Contro le Arti Oscure? Ci troverai una mia amica, Kribja. Dille di venire qua, è una strega molto dotata e il suo aiuto sarà preziosissimo. Grazie.

    *La giovane Tassorosso annuì convinta e si diresse verso la porta, sicura che il mago fosse perfettamente in grado di gestire la situazione, essendo Roy nelle premurose, ma troppo preoccupate, mani di Elisabeth. Gli occhi della Grifa erano inondati di lacrime e singhiozzanti lamenti uscivano dalla sua bocca, contratta in una smorfia di dolore. Era evidente quanto forte fosse il legame della coppia: sembrava quasi che sopportassero insieme il dolore di Roy. Tuttavia, una persona più stabile e oggettiva era sicuramente preziosa in quel momento, poiché la strega dai capelli rossi non era nelle possibilità di ragionare con calma per soccorrere il fidanzato. Opal seguì il percorso illustratole dal Serpeverde e raggiunse l'aula in un batter d'occhio. Del resto, aveva già avuto modo di trovarsi in quel luogo, per assistere alle lezioni riguardanti la difesa contro la magia nera. Tuttavia, nessuna strega era lì ad aspettare. Opal aveva avuto modo di conoscere Kribja insieme ad Elisabeth davanti ad una tazza di cioccolata ai Tre Manici di Scopa: ricordava la gentile strega dai capelli scuri, che le aveva chiesto informazioni sul suo passato con un caldo sorriso.*

    Forse non è ancora arrivata...

    *Ipotizzò la ragazzina, pestolando dall'ansia dell'attesa. Sperava vivamente che il suo gufetto avesse svolto rapidamente il compito assegnatogli. Si fidava di Marina ed era certa che la Grifa si sarebbe precipitata in soccorso di Roy non appena avesse ricevuto il suo messaggio. Opal decise di attendere un altro po' la giovane amica di Achilles, per non deludere il mago e portare altro aiuto all'amico dolorante. Si sedette con la schiena appoggiata al muro, stringendosi nel maglione di lana: in quel momento si sentì inutile, con le mani in mano, una semplice undicenne che non rispetta il coprifuoco. Ma le sue incertezze sarebbero scomparse non appena si fosse materializzata la Corvonero che tanto aspettava.*

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  • Elisabeth_Boleyn

    Corvonero

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 7
    Galeoni: 616
       
       

    *Opal attese che il Grifondoro desse segni di ripresa, prima di annuire in direzione di Achilles e correre alla porta.
    Roy cominciò a muoversi, spostava la testa e i suoi sembravano tornati leggermente più lucidi; il giovane dovette notare lo stato di shock in cui era Elisabeth perché, quando cominciò a raccontare del suo incubo, si rivolse al Serpeverde accanto a lui.*

    Ancora quei sogni...

    *Roy terminò il racconto con qualcosa che fece incupire la giovane Corvonero, i Thestral... La ragazza sapeva che genere di creature fossero, mansuete ma decisamente spettrali, invisibili a chiunque non avesse visto morire qualcuno.
    Il Grifondoro si girò verso di lei, che non aveva lasciato la sua mano neanche per un attimo, e sussurrò due parole.*

    Amore mio...

    *Elisabeth aveva le lacrime agli occhi, sorrise in direzione del suo ragazzo, forte e sempre coraggioso.*

    Amore mio, sono qui! Soraya... Mi ha portato fino da te, é venuta a svegliarmi..

    *Proprio in quel momento arrivò Marina Lightwood, che controllò in modo efficiente la ferita al collo di Royal e poi lo trasportò magicamente sul primo lettino libero; corse poi a prendere quello che spiegò essere essenza di dittamo.
    Elisabeth seguì con lo sguardo ogni movimento, ogni passo della ragazza, lasciandole lo spazio per fare il suo lavoro.
    La Grifondoro curò il suo paziente con professionalità e, terminate le operazioni del caso chiese spiegazioni.*

    Adesso, mi dite che cosa é successo?

    Ehm, Marina... Intanto grazie per essere accorsa in piena notte...

    *Poi la Corva tornò al fianco del suo ragazzo, avvicinando il volto al suo in un gesto che nascondeva molto di più di un semplice momento intimo fra i due.*

    Amore.. Ricordi il sogno di cui mi avevi parlato? E se...se non fossero sogni?

    *Sapeva che quello non era il luogo né il momento adatto, ma la paura che leggeva nello sguardo di Roy avevano reso guardinga la rossa. Lanciò uno sguardo in direzione di Marina, ancora in attesa di sapere cosa fosse accaduto, e poi guardò Roy.
    Avrebbe parlato quando sarebbe stato pronto a farlo, di nuovo.*

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  • Kribja_Armstrong

    Corvonero

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 7
    Galeoni: 1643
       
       



    [Dormitorio di Corvonero]


    *A quell'ora della notte il castello era avvolto in un quieto silenzio dopo i continui rumori delle attività quotidiane giornaliere. I ritratti che popolavano le cornici sparse nei corridoi sonnecchiavano placidamente, le scale sembrano essere cadute in un limbo di inerzia e solo i laboriosi elfi domestici si muovevano rapidi tra una stanza e l'altra compiendo i propri compiti. O almeno così doveva essere.

    In cima alla Torre Ovest, lì dove Rowena Corvonero aveva deciso tempo fa di collocare il dormitorio degli studenti della sua Casa, una giovane dagli occhi verdi era in attesa sopra le coperte del letto a baldacchino accarezzando un micio dolcemente addormentato sul grembo, completamente vestita ed estremamente vigile. Nessuno sbadiglio sgorgava dalla sua bocca mentre, di tanto in tanto, lanciava un occhiata alla sveglia posta sul comodino adiacente pronta a sgattaiolare fuori dalla camera appena l'ora X scattava. Kribja Amstrong, settino anno in corso, era vigile ed attenta perchè sapeva di stare per infrangere le regole imposte dalla scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts, uscendo la proprio dormitorio quando il coprifuoco era imposto. A sua discolpa avrebbe saputo argomentare diverse teorie una più solida delle altre ma la verità era che dalla terza gita organizzata alla Testa di Porco, al pedante mal di testa che sempre l'accompagnava, si era aggiunta anche l'insonnia che la teneva sveglia nello ore più oscure. Il caso o la fortuna volle che non era la sola a soffrire di quel disturbo del sonno difatti casualmente aveva scoperto di condividere quel problema con il caro amico Serpeverde Achilles Davids. E perché non affrontare assieme quelle noiose ore notturne invece che isolati in un'ala del castello?!
    I due si erano dati appuntamento al secondo piano del castello, una via di mezzo tra il dormitorio sotterraneo del Serpeverde e quello della torre della ragazza, per poi decidere assieme dove sgattaiolare e poter finalmente dialogare senza problemi di quello che stava accadendo nelle loro vite senza orecchie indiscrete ad udirli.

    Un rumore insolito la distolse dalla sua attesa, facendola concentrare sul pesante silenzio che la circondava cercando di capire da cosa fosse stata scatenato quell'insolito disturbo della quiete. Passati svariati secondi nulla era cambiato per cui la Corvonero non se ne interessò particolarmente, magari qualche animaletto si era scocciato di essere rinchiuso in una camera assieme al proprio proprietario ed aveva optato per una passeggiata notturna, proprio come lei! Ormai stanca di attendere, Kribja scostò il gattino dal suo corpo che scosso le rivolse uno sguardo assonnato.*

    Torna a dormire Harold, io faccio un giro!

    *Sussurrò lieve la ragazza chinandosi per lasciare un dolce bacio tra le orecchie dell'animale mentre egli si riacciambellava alla ricerca di calore, per poi acciuffare il pesante mantello nero appoggiato li accanto e sgattaiolare il più silenziosamente possibile fuori dal dormitorio con la bacchetta stretta in pugno.*

    [Davanti l'aula di Difesa contro le Arti Oscure]




    *Arrivata nel luogo dell'appuntamento lievemente in ritardo a causa della presenza di Pix il poltergeist al quinto piano, Kribja non trovò Achilles ad attenderla come invece si aspettava. Nascosta dal cappuccio, Kribja notò una familiare figura dai capelli blu rannicchiata a terra vicino il muro, sicuramente poteva essere solo la Tassorosso Opal con quella chioma particolare, stranita dalla presenza della giovane le si avvicinò con calma, sfiorandole lievemente la spalla per non spaventarla dell'improvvisa apparizione.*

    Opal ciao! Che succede? Come mai sei qui?

    *Domandò sottovoce cominciando a preoccuparsi per la stranezza di quell'incontro. Perché Achilles non era dinanzi l'aula di Difesa come le Arti Oscure come si erano accordati? Gli era forse successo qualcosa o era in semplice ritardo? E per quale motivo la piccola Tassorosso si trovava proprio lì come se fosse in attesa di qualcosa? Infinite domande le vorticavano freneticamente in testa quando udì in lontananza un rumore di passi strisciati dall'altro lato del corridoio poco illuminato, mettendo a fuoco la figura riconobbe Marina Lightwood che agitata e con un'insolito abbigliamento percorreva di corsa quell'area del castello diretta chi sa dove. In un attimo ripensò ai ruoli ufficiali che aveva la Grifondoro ed oltre all'incarico di Prefetto, se Kribja non andava errata, da poco aveva assunto anche quello di infermiera del castello; l'illuminazione la gelò portando a guardare la ragazzina con aria preoccupata. Qualcosa di spiacevole stava tessendo le trame di più studenti quella notte.*


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  • Jane_Casterwill

    Grifondoro Insegnante Responsabile di Casa Certificato

    Dormitorio: Grifondoro
    Livello: 8
    Galeoni: 3110
       
       

    [CORRIDOI]


    *La notte era ormai calata da molto e fra i corridoi del castello il silenzio regnava, solo le torce e la leggera luce lunare illuminavano il cammino di uno dei Prefetti nella sua solitaria passeggiata. Jane aveva finalmente trovato un modo per impiegare quelle lunghe notti insonni nel migliore dei modi. Aveva infatti chiesto di poter svolgere i turni di sorveglianza di notte, naturalmente non le era stato dato il permesso di farlo ogni giorno perché tutti avevano bisogno di riposare, ma lei non dormiva ormai da tanto. Alla Grifondoro piaceva molto camminare nei corridoi deserti, dove l'unico suono che si sentiva erano i suoi passi che con un ritmo regolare rimbombavano fra le mura. Una volta si sarebbe fatta accompagnare dalla sua gattina Luna ma purtroppo l'animale non c'era più, così la ragazza era sola nella sua passeggiata. Ogni tanto si fermava davanti a una delle grandi finestre e osservava il cielo, dove una magnifica luna illuminava tutto con la sua luce, non c'era nemmeno una nuvola a disturbare quei fasci argentati. Proprio in quel momento Jane stava osservando il grande satellite che tanto la affascinava, ferma davanti a una finestra in una parte più in ombra del castello dove spesso i ragazzi si nascondevano per non farsi trovare nelle loro uscite notturne. Il leggero bagliore argentato le illuminava il viso creando un effetto di luci e ombre sui suoi lineamenti decisi. Quella notte il suo turno di guardia era stato parecchio noioso, non aveva trovato ancora nessuno studente fuori dal suo dormitorio e quindi il tempo sembrava scorrere ancora più lentamente, come se tutto si fosse congelato a causa di quella luce fredda. La Casterwill vedeva il giardino deserto avvolto da essa che sembrava donare un'aria gelida e misteriosa a tutto. Eppure lei vedeva nella luna un qualcosa di romantico, oltre che misterioso, avrebbe passato ora a osservarla e certe volte pensava di assomigliare a quell'astro.
    Jane rimase per un po' li ferma e incantata da quel paesaggio, prima di ricominciare il suo giro per i corridoi del secondo piano.*

    [INFERMERIA]


    *Si trovava ormai dalle parti dell'infermeria quando sentì dei rumori che la fecero subito scattare sull'attenti: erano suoni di passi e di più persone da quello che sentiva.*

    ”Perfetto a quanto pare la nottata non sarà poi così noiosa, evviva la mia insonnia!”

    *Il Prefetto di Grifondoro, il più silenziosamente possibile, iniziò ad avvicinarsi a quei rumori che man mano che avanzava si trasformarono anche in voci. Evidentemente qualcuno si era dimenticato dell'orario del coprifuoco e aveva deciso di gironzolare per il castello di notte, sperando di non essere scoperto. Sfortunatamente per quel qualcuno Jane aveva molto tempo a disposizione per poter controllare ogni singolo luogo!
    Ormai vicina alla porta di ingresso dell'infermeria alla Casterwill sembrò di vedere delle altre ombre muoversi più in la nel corridoio, ma fu distratta dalle voci che provenivano dentro dalla stanza riservata alle persone malate o ferite. Fra di esse le sembrò di sentire una a lei ben nota, quella di Marina. Forse qualcuno si era sentito male nel cuore della notte? Jane si affacciò leggermente dalla porta, con l'intenzione di non farsi ancora vedere dalle persone li presente. Vide subito, come aveva immaginato, la sua amica che ricopriva da un po' il ruolo di aiuto infermiera, insieme a un gruppetto fin troppo numeroso di altri ragazzi. Riconobbe subito Elisabeth che si trovava al fianco della persona stesa su uno dei lettini, di cui però non vedeva il viso, poi Achilles ma la diciassettenne aveva la sensazione che non ci fossero solo loro. Con calma, sempre cercando di non farsi notare, e lo sguardo freddo come il ghiaccio puntato sul gruppo camminò dentro alla stanza. Jane ascoltò per un attimo la loro conversazione prima di decidere di farsi notare.*



    Sbaglio o voi non dovreste essere qui?

    *Disse a voce piuttosto alta, consapevole di poterli spaventare, con un tono severo e pieno di rabbia, un'emozione che si poteva benissimo vedere anche sul suo viso. Da quando la ragazza era diventata Prefetto prendeva molto sul serio i suoi doveri e sapere che alcuni ragazzi giravano per il castello a quell'ora, rischiando di poter finire nei guai, le faceva perdere le staffe.
    Jane si avvicinò al gruppetto, scambiandosi in veloce sguardo d'intesa con la sua compagna di stanza, prima di guardare chi fosse steso nel letto. Riconobbe subito un altro Grifondoro che, da quello che sapeva, era il ragazzo di Elisabeth. Le fu impossibile non notare la ferita che il ragazzo aveva al collo ma che Marina aveva già provveduto a medicare prima del suo arrivo e un cipiglio severo ma anche confuso si fece ancora più presente sul suo volto. Il Prefetto rivolse nuovamente lo sguardo verso la sua compagna, che era evidentemente stata buttata giù dal letto dato come era vestita, come a chiederle spiegazioni. Tuttavia anche lei sembrava non sapere niente, così riportò la sua attenzione sugli altri.*

    Per prima cosa voi siete in grossi guai, nessuno vi toglierà una bella punizione dato che non dovreste essere qui! Seconda cosa qualcuno di voi sa cos'è successo al vostro compagno? O siete qui solo perché avevate voglia di fare una passeggiata notturna?

    *Jane era più che consapevole di essere stata molto severa con i ragazzi ma data la situazione non poteva comportarsi in nessun altro modo. Un ragazzo era ferito e probabilmente, data la macchia di sangue che aveva lasciato sul pavimento, sarebbe finita molto male se qualcuno non lo avesse soccorso. Proprio per evitare che gli studenti si facessero del male esistevano certe regole ma c'era sempre qualcuno che si divertiva a infrangerle.*

    ”Ti stavi annoiando giusto Jane? Bene ora passerai una splendida notte e dovrai anche occuparti della loro punizione! Sono finite le sorprese o c'è altro?”

    *Pensò mentre osservava con i suoi occhi gelidi e pieni di rabbia il gruppetto davanti a lei, sperando di non trovare qualcun altro in giro per quella notte.*

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  • Opal_Saphirblue

    Tassorosso

    Dormitorio: Tassorosso
    Livello: 4
    Galeoni: 143
       
       

    *Un sussurro riscosse Opal dal suo dormiveglia di fianco all'aula di Difesa Contro le Arti Oscure. Sollevò la testa avvolta nei capelli azzurri dalle ginocchia e, con suo immenso piacere, vide proprio la persona che attendeva trepidante da circa... Aveva perso la cognizione del tempo, sperava solo non fosse passato troppo tempo. Rifocalizzò nella sua mente tutti gli avvenimenti di quella notte: la sua insonnia, Roy gravemente ferito, Achilles che le chiedeva di andare a cercare Kribja... Ed ora che la Corvonero si trovava di fronte a lei, stupita della sua presenza, le parole faticavano ad uscire dalla bocca, leggermente impastata dal sonno. Del resto, la figlia di Rowena si aspettava di trovare un alto ragazzo bruno all'ingresso della classe, non certo una undicenne esile dagli occhi grigio perla.*

    Opal ciao! Che succede? Come mai sei qui?

    *La ragazza si ricordava dunque di lei e ciò sollevò momentaneamente il morale della Tassetta. Perlomeno avrebbe potuto giungere subito al sodo. Si alzò in piedi di scatto, toccando la mano della giovane affinché la ascoltasse con attenzione.*

    Ciao Kribja! Mi manda Achilles dall'infermiera, un Grifondoro ferito ha bisogno di aiuto!

    *Vomitò il turbine di parole in un attimo, tanto che pensò che la Corva faticasse a comprendere il concetto.*

    Comunque, è meglio se vieni subito in infermeria per darci una mano...

    *E le fece cenno di avviarsi rapidamente verso la sala dove Roy stava ancora sanguinando. Camminò in fretta, un passo dopo l'altro, sicura che la strega dai capelli scuri la stesse seguendo. Non appena arrivò alla meta, trovò una situazione ben diversa da quella che aveva lasciato e anche più... Affollata. Era sopraggiunta Marina finalmente, che sedeva accanto al paziente riavvitando una bottiglietta giallastra con cui aveva probabilmente curato i tagli del mago in difficoltà, ora disteso sul lettino d'ospedale e affiancato dalla fidanzata. La ragazzina, passando attraverso la stanza, la salutò sottovoce, facendole un sorriso sollevato dalla sua presenza.*

    Marina, grazie al cielo hai ricevuto il mio gufo... Sono sicura che con il tuo intervento ora Roy si sentirà meglio...

    *Inoltre, Opal notò un'altra strega dall'aria severa curiosare nella stanza: doveva essere un Prefetto in perlustrazione notturna, uno addetto a controllare i corridoi. Uno che non avrebbe dovuto incrociare. Opal cercò di strisciare fino ad Achilles, per avvertirlo dell'arrivo dell'amica.*

    Achilles, ho trovato Kribja per fortuna...

    *La chioma celeste della Tassorosso non passava inosservata e la giovane dubitò fortemente che il Prefetto non l'avesse notata. Poiché il danno era fatto, si limitò ad uscire dall'ombra ed osservare la scena con i compagni. Ormai erano tutti coinvolti e bramosi di capire cosa fosse successo al Grifondoro.*

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  • Achilles_Davids

    Serpeverde

    Dormitorio: Serpeverde
    Livello: 7
    Galeoni: 868
       
       


    Grazie, davvero. Io sono Elisabeth, non credo di essermi mai presentata... Tu sei Achilles, giusto?
    Opal ha già inviato un gufo a Marina, spero arrivi presto..


    * Achilles annuì, senza deconcentrarsi, per evitare che la ferita riprendesse a sanguinare. *

    Sono proprio io. Lietissimo di conoscerti, anche se avrei preferito farlo in altre circostanze. Vai tranquilla, comunque. Io per ora posso gestire la situazione e Marina sarà sicuramente in grado di risolverla.

    * Mandò poi la piccola Opal a chiamare Kribja. Poco dopo arrivò Marina e osservò il ferito con occhio clinico. *


    Adesso, mi dite che cosa é successo?


    * Achilles guardò con aria seria l'amica ed ex-fidanzata. *

    Non ne ho idea. Ero in giro per una passeggiata notturna, sai bene che non è strano per me, quando ho trovato Elizabeth e Opal, con Royal steso per terra e sanguinante. Mi sono limitato a bloccare il forte flusso sanguigno con un Epismendo e ti abbiamo chiamata. Non sono ferrato nella magia curativa, ho preferito aspettare te. Non ho idea di cosa l'abbia ferito così

    * Marina curò in poche mosse la ferita del ragazzo, mentre il Serpino la osservava, silenzioso e serio. Dopo pochi istanti entrò Jane, furiosa per aver trovato tutti quelli studenti fuori dal Dormitorio. Achilles fece per andare a parlarle, ma si interruppe quando vide altre due sagome entrare. Opal era tornata con Kribja. La giovane Tassorosso si avvicinò silenziosamente a lui. *

    Achilles, ho trovato Kribja per fortuna...

    * Il ragazzo le mise una mano sulla spalla e le sorrise. *

    Sei stata bravissima, Opal. Complimenti.

    * Spostò poi lo sguardo su Jane e tornò serio e freddo. *

    Rispondo alla tua domanda. Sono uscito per una passeggiata notturna, come già capitato molte altre volte. Giunto qui davanti ho trovato Royal steso a terra, ferito. Gli ho prestato un primo soccorso, mentre è stata allertata Marina. Ignoro cosa l'abbia ferito in questo modo. Ma non me ne andrò di qua finchè non avrò scoperto di cosa si tratta, chi o cos'è che attacca gli studenti.

    * Senza smettere di guardarla con occhi freddi, si avvicinò a lei e le parlò con voce calma e bassa. *

    E visto quanto sanguinava forse è meglio che io non mi trovassi in Dormitorio stanotte. Non so se saresti arrivata in tempo.

    * La sua non voleva essere un ricatto o una minaccia, ma una semplice constatazione. Se non avessero trovato rapidamente Royal quella serata avrebbe potuto avere conseguenze ben più drammatiche. *



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  • Marina_Lightwood

    Grifondoro

    Dormitorio: Grifondoro
    Livello: 7
    Galeoni: 1923
       
       

    *Vedere una persona ferita e sanguinante e sapere di essere tu responsabile per la salute, che a te è affidato il compito di cercare di guarirlo, è un peso e una responsabilità che sfiancano. Marina, seduta accanto al letto di Roy, guardava fissa quei ragazzi. Si sentiva arrabbiata per la loro sconsideratezza, preoccupata per lo stato in cui aveva trovato quel grifo e stanca per la prova a cui era stata sottoposta. Guardò il collo del giovane con la ferita adesso chiusa e "vecchia". Sarebbe rimasta una cicatrice, questa era poco ma sicuro, ma d'altronde chi non le aveva. Le cicatrice erano mappe segrete delle storie personali, diagrammi della propria vita. La maggior parte delle ferite, come quella di Roy, guarivano, lasciando solo cicatrici, mentre altre, soprattutto interiori, non lo facevano, si portano dietro ovunque, e anche se rimarginate da tempo, il dolore resta. Pensò alle sue di cicatrici, ne aveva una sulla schiena, sul alto destro precisamente, non sapeva come l'aveva fatta, né i Lightwood le seppero spiegare come se l'era procurata.*

    Sbaglio o voi non dovreste essere qui?

    *I suoi pensieri furono riscossi dalla voce familiare della sua compagna di stanza, Jane che quella notte, come le ultime precedenti, era lei a pattugliare i corridoio per assicurarsi che nessuno fosse fuori dai letti in quelle ore. Marina si alzò e la sua amica non potè non notare il suo abbigliamento, pigiama, pantofole e vestaglia. La grifa alzò le spalle, come per far capire che lei non ne sapeva niente. Aveva chiesto cosa fosse successo, ma nessuno aveva parlato. Da brava perfetta, la Casterwill affermò che erano in grossi guai essendo fuori dai letti e, inoltre, preoccupata alla vista del figlio di Godric, fece la stessa domanda di Marina e, anche con lei, nessuno sembrava voler dire cosa fosse capitato quella notte. Nel frattempo Opal, la tassetta che l'aveva rintracciata, arrivò nella stanza e disse qualcosa ad Achilles, il quale, con uno sguardo freddo e forse un po' troppo sicuro di sé, parlò alla grifa in un modo che alla Lightwood non piacque per niente. Istintivamente si avvicinò alla sua collega responsabile e incrociò le braccia al petto.*

    Ma non me ne andrò di qua finchè non avrò scoperto di cosa si tratta, chi o cos'è che attacca gli studenti.
    E visto quanto sanguinava forse è meglio che io non mi trovassi in Dormitorio stanotte. Non so se saresti arrivata in tempo.


    *Quelle parole colpirono in pieno la giovane. Era pur vero che aveva bloccato l'emorragia di Roy, ma era stato sconsiderato, visto che non sapeva se quella fosse una ferita magica o meno, perché nell'ultimo caso sarebbe stato un blando tentativo. Strinse gli occhi e guardò quello che era il suo ex ragazzo. Non si era mai permesso di rivolgersi a qualcuno in quel modo né ostentare le sue azione dinanzi agli altri.*



    Achilles, credo che questo non sia il modo di rivolgersi ad un Prefetto. Jane ha tutto il diritto di spedirti dritto dalla preside, visto che tu non puoi stare qui. Quindi, ti consiglio di cambiare tono e parole!

    *Non le piaceva che trattasse così le persone, soprattutto una sua amica. Naturalmente la grifa non aveva bisogno di qualcuno che prendesse le sue parti, ma di certo non sarebbe stata lì, ferma, a guardare quella scena.*



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