Hogwarts - Dintorni
Hogwarts - Dintorni


  • Stefano_Draems

    Fondatore Amministratore Ministro Ad Honorem Certificato

    Dormitorio: VIP
    Livello: 16
    Galeoni: 584328
       
       



    Role Aperta da Eirwen_Quinn



    Citazione:

    Regole di scrittura:
    - il tempo verbale è il passato (andò NON va)
    - la persona è la terza singolare (lei/lui NON io)
    - le descrizioni vanno fra asterischi **
    - il discorso diretto deve essere scritto senza nulla (ed eventualmente colorato)
    - i pensieri vanno in corsivo (ed eventualmente fra virgolette " " e dello stesso colore del discorso diretto, non usate due colori diversi per favore)





    Ultima modifica di Jane_Casterwill circa 3 mesi fa, modificato 1 volta in totale


  • Eirwen_Quinn

    Grifondoro Insegnante Giornalista Moderatore Web Certificato

    Dormitorio: Grifondoro
    Livello: 4
    Galeoni: 363
        Eirwen_Quinn
    Grifondoro Insegnante Giornalista Moderatore Web Certificato
       
       

    [DORMITORIO GRIFONDORO - ORE 19.00]

    *L'ennesimo lampo della giornata illuminò la stanza circolare, l’ultimo giorno di lezioni della settimana stava volgendo al termine e la pioggia non aveva mai smesso di scrosciare. Un sospiro di sconforto le gonfiò il petto, restare a guardare ancora oltre la finestra non avrebbe magicamente fermato il diluvio che da tutto il giorno si abbatteva su quell'angolo delle Highlands scozzesi. Si voltò verso il proprio letto e gettò un'occhiata sconsolata alle scarpe, perfettamente allineate sul pavimento in prossimità dei suoi abiti. Ormai non aveva tempo per modificare il suo outfit e se voleva essere in tema con la serata doveva per forza indossarle e pregare di non spezzarsi l'osso del collo.
    Oltre la porta della stanza sentiva le sue compagne correre lungo le scale, chi per chiedere un consiglio ad un'amica, chi per affrettarsi a fare la doccia. Non era stupita di tutta quell'agitazione, in fondo, da quando i volantini erano comparsi nella bacheca avvisi, lungo i corridoi si parlava più degli anni 70 che di Incantesimi e Pozioni. Doveva ammettere che era stato molto divertente vedere le facce perplesse dei suoi compagni Purosangue alla vista degli abiti babbani di quell'epoca e non stava più nella pelle per l'attesa di sapere cosa lo staff della scuola aveva organizzato.
    Scegliere l'outfit più adatto alla sua fisionomia non era stato facile, inoltre non era persona da apprezzare lo stile di quegli anni. Se proprio avesse dovuto scegliere la moda di decenni passati avrebbe scelto senza dubbio gli anni 50, la decisione per la festa era però ricaduta sul decennio più adatto a fare divertire un Castello pieno di studenti.
    Guardò velocemente l'orologio da polso che aveva abbandonato sul letto poco prima, mancava un'ora all'inizio della festa e se non voleva fare tardi doveva darsi una mossa. Fortunatamente era stata previdente e si era fatta la doccia quando ancora le sue compagne non si erano accalcate nei bagni femminili, ora non le restava che acconciare i capelli nel modo giusto, truccarsi e vestirsi. Sapeva fin da subito che i primi due compiti le avrebbero richiesto parecchio tempo, ma quando tre quarti d’ora dopo si ritrovò a guardarsi allo specchio ancora in tuta con solo volto e capelli pronti per la serata si stupì di quanto fosse stato complicato. Con lo stupore dipinto in volto per il cambiamento che acconciatura e trucco avevano realizzato in lei si apprestò a completare il travestimento con gli indumenti scelti.*



    Almeno il risultato finale è in tema e sembra anche che mi doni.

    *Bisbigliò mentre, traballante sulle scarpe alte, aggiustava un’ultima volta il cordoncino che le fasciava la testa.*

    E ora non mi resta che sperare di arrivare incolume alla festa.

    *Chi la conosceva sapeva bene che non era minimamente abituata ad acconciarsi in modo talmente femminile. Raramente indossava scarpe alte, il suo look solitamente comprendeva anfibi o stringate, per non parlare della porzione di pelle esposta agli sguardi altrui. Si strinse le braccia attorno al corpo, per nascondere quanto poteva, prima di gettarsi nella mischia che pian piano si incamminava verso l’uscita posteriore del Castello, quella che conduceva al villaggio di Hogsmeade o, come in quel caso, sulle rive del Lago Nero.*

    [RIVE DEL LAGO NERO - ORE 20.00]

    *Mentre in compagnia dei suoi compagni raggiungeva l’uscita, immagini di lei che scivolava sul prato fangoso avevano riempito la sua mente, rendendola sempre più inquieta. È quindi facile immaginare lo stupore che si dipinse sul suo volto quando, varcata la soglia, trovò ad attenderla una passerella. La pedana, che gli studenti del Castello dovevano percorrere per raggiungere la festa, era stata incantata dalla Preside: la pioggia infatti non raggiungeva i corpi agghindati a festa. Ad indicare la via, rendendo il percorso ben visibile anche al buio, sui due bordi esterni della pedana una fila di mattonelle rettangolari si illuminavano di vari colori. Con un sospiro di sollievo la quattordicenne percorse la strada che la separava della sua meta; nonostante le previdenti scelte della Professoressa Mills l’impresa si rivelò per la Grifondoro più complicata del previsto, ma con soddisfazione avrebbe ricordato a lungo il suo successo.
    La preoccupazione venne presto sostituita però dallo stupore. Sulle rive del Lago Nero la passerella si ingrandiva diventando un enorme pedana rialzata, che sovrastava la superficie dell’acqua. Su di essa sorgevano inoltre tre grandi tendoni, al cui interno era impossibile capire cosa stesse accadendo, in quanto incantati per impedire ai suoni di essere udibili all’esterno. Come la passerella, anche la pedana non veniva bagnata dalle gocce di pioggia, ciò che però differiva le due costruzioni era l’illuminazione. Sospese in aria, a decorare e illuminare, vi erano infatti numerose piccole candele mescolate a vinili di varie grandezze, strobosfere rotanti e petali di fiori. Quella che era stata l’essenza di quel particolare decennio storico era interamente racchiusa in quell’atmosfera magica.
    Guardandosi intorno si rese conto di non essere l’unica con ancora il naso all’insù intenta ad ammirare le decorazioni esterne, mentre alcuni suoi compagni si erano già lanciati alla scoperta di cosa nascondevano i tre tendoni. Pochi istanti dopo si unì a quest’ultimi.
    Il primo padiglione, quello alla destra della passerella, nascondeva al suo interno una tipica discoteca anni 70.



    Dal soffitto pendevano strobosfere e nastrini glitterati che riflettevano la luce magicamente prodotta da appositi strumenti. Questi ultimi non erano però l’unica fonte luminosa della sala, il pavimento infatti era una superficie composta da un mosaico di quadrati che casualmente venivano illuminati in diversi colori. A completare l’atmosfera, nella stanza venivano diffuse canzoni tipiche di quel decennio, alcune delle quali erano state famose colonne sonore di film babbani cult dell’epoca, le cui locandine tapezzavano le pareti. A completare la stanza divani e tavolini, distribuiti lungo le pareti, permettevano ai ballerini di riposarsi o di rifocillarsi.
    Il secondo padiglione, quello centrale, era invece la stanza ristoro. Lunghi tavoli, ancora vuoti, di lì a poco si sarebbero riempiti di prelibate pietanze e di bevande. Quella però non era l’unica cosa presente nel tendone.



    Lo spazio era infatti decorato a tema hippie: simboli della pace e slogan tipici di quel periodo decoravano le pareti, mentre dal soffitto scendevano fiori colorati che svanivano prima di raggiungere le teste dei partecipanti alla festa. Per sedersi in compagnia a mangiare non vi erano inoltre divani e tavolini, nel tendone erano stati infatti condotti una decina di minivan Volkswagen al cui interno erano stati creati salottini di vario tipo, tutti incantati con la magia per ospitare fino a dieci persone.
    Il terzo padiglione infine, quello a sinistra, riproduceva un altro locale tipico del decennio. Non era un mistero che in quel periodo fosse scoppiata la passione per la musica disco, ma le piste da ballo non erano solo come quelle riprodotte nel primo tendone. Esistevano infatti anche le cosiddette roller disco, discoteche in cui la pista da ballo era stata sostituita da una da pattinaggio e in cui si ballava indossando pattini a rotelle.



    Sul soffitto della sala, oltre alle immancabili strobosfere che riflettevano le luci, erano stati posati centinaia di palloncini colorati i cui fili glitterati pendevano fino a sfiorare le teste dei pattinatori più alti. Chi lo desiderava poteva decidere di allungare la mano, afferrare un cordoncino e pattinare trascinandosi dietro il palloncino, che poi avrebbe dovuto ovviamente lasciare nella sala. Appena varcata la soglia, ad entrambi i lati di essa, erano stati sistemati file di scaffali contenenti pattini su ruote di varie misure. Lo staff scolastico aveva deciso di lasciare gli studenti liberi di autogestirsi, ognuno poteva infatti prendere dallo scaffale la misura necessaria e poi riporla una volta finito. Fogli di pergamena informavano che era severamente vietato portare i pattini al di fuori del tendone e che i trasgressori sarebbero incorsi in una sanzione. A completare l’atmosfera lungo le pareti, decorate con vinili, erano stati distribuiti altri divani e tavolini, con lo stessa funzione di quelli della sala disco.
    La quattordicenne lasciò anche quel padiglione, affascinata da quel inaspettato viaggio negli anni 70 tornò all’aperto in attesa di riconoscere qualche volto amico.*



    OFF GDR

    Benvenuti a questa nuova role organizzata! Potete iniziare a postare fin da subito, ma vi chiediamo di prestare particolare attenzione alla coerenza. Questi i due aspetti principali a cui stare attenti:
    1. chi dovesse presentarsi alla festa con abiti non consoni ad un ambiente scolastico o non inerenti al tema verrà segnalato;
    2. leggete attentamente la descrizione degli ambienti che trovate nel post introduttivo, la festa è stata organizzata con cura e nel testo sopra trovate tutte le informazioni necessarie a capire quanto serve per divertirsi insieme, non vogliamo che ogni utente descriva in modo diverso l’ambiente.
    Se qualcosa non dovesse essere chiaro potete contattare direttamente chi ha pubblicato il post introduttivo.
    Buon divertimento!

    Lo Staff di HarryWeb


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    Ultima modifica di Eirwen_Quinn circa 3 mesi fa, modificato 2 volte in totale


  • Helena_Papus

    Corvonero

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 4
    Galeoni: 144
        Helena_Papus
    Corvonero
       
       

    *Helena_Papus vide il volantino durante una delle passeggiate solitarie per i corridoi del castello: le era sempre piaciuto andarsene in giro senza una meta precisa, lasciandosi trasportare dall'istinto. Ora, è anche vero che questa abitudine la aveva portata più volte a perdersi e non riuscire a trovare la strada per tornare in Sala Comune se non chiedendo aiuto a qualche studente di passaggio. Ciononostante aveva continuato a seguire la sua curiosità e, sebbene nessuna delle sue amiche sembravano propense ad andare con lei, aveva deciso di darsi alla passeggiata solitaria*

    Cos'è questo? Diamogli un'occhiata, sicuramente sarà qualcosa di interessante

    *disse Helena, notando un manifesto appeso in bacheca dei Corvonero. Non si sbagliava sul fatto che si trattasse di un'iniziativa interessante: la scuola aveva organizzato nientemeno che una serata anni '70 sulle rive del lago. Fu soprattutto quest'ultimo particolare che la convinse a partecipare alla festa: non aveva avuto molte occasioni di recarsi al lago, anzi lo aveva visto solo un paio di volte*

    Ma cosa mi metto? io negli anni '70 non c'ero neanche, non ho idea di come si vestissero. Mi sa che l'unica soluzione un po' più veloce sarà andare in biblioteca a consultare qualche libro per raccogliere informazioni

    [BIBLIOTECA]

    *Helena si recò in biblioteca e chiese alla bibliotecaria dove potesse trovare informazioni sul modo di vestire negli anni '70: una volta ottenuto il testo si precipitò a sedere a uno dei tavoli e prese a sfogliarlo febbrilmente: pantaloni a zampa di elefante, camicie floreali, sabot e gilet dal taglio maschile*

    Dai, forse posso trovare qualcosa di adatto!

    *disse Helena alzandosi per riconsegnare il testo alla bibliotecaria*

    [DORMITORIO]

    *Helena aprì l'armadio a caccia della mise adatta per la serata: trovò quasi subito una camicia a fiori ed un gilet che poteva andare bene. Più complicato fu trovare i pantaloni giusti, ma con un po' di pazienza riuscì nell'intento. Niente da fare per i sabot: non ne aveva (in realtà non li aveva neanche sentiti nominare prima di quella sera). In ogni caso sperò che tre abiti in tema su quattro passassero la prova di ammissione alla festa.

    [ RIVA DEL LAGO]

    *Helena si precipitò al lago, pronta a godersi finalmente la festa: riuscì a passare attraverso la passerella sulle acque e si trovò catapultata indietro nel tempo. Finalmente era pronta per divertirsi e godersi la serata. Per prima cosa si guardò intorno per vedere se c'era qualcuno che conosceva*


    @Sarah_Jonson, @Evie_Gold, @Gabriel_Gray,



    Ultima modifica di Helena_Papus circa 3 mesi fa, modificato 2 volte in totale


  • Sarah_Khan

    Serpeverde Membro del Consiglio di Hogsmeade Barista 3MDS

    Dormitorio: Serpeverde
    Livello: 3
    Galeoni: 47
        Sarah_Khan
    Serpeverde Membro del Consiglio di Hogsmeade Barista 3MDS
       
       

    *Quel giorno pioveva a dirotto, ma la “festicciola” in riva al lago continuava ad essere in programma. Qualche giorno prima ne aveva sentito parlare da alcuni suoi compagni di classe durante una pausa tra una lezione e l'altra.
    Un ritrovo in Riva al Lago? Non sembrava male, nonostante non fosse totalmente nelle sue corde partecipare a tale eventi. Aveva partecipato allo Yule Ball dell'anno precedente solo per non essere l'unica Serpeverde nella sala comune ma anche li non si era sentita nel suo habitat.
    Qualche giorno prima aveva mandato via gufo una lettera a sua madre per sapere come ci si poteva vestire a tema anni settanta. Purtroppo sua madre non era ancora nata in quel periodo ma scrisse di aver chiesto consiglio a sua madre, nonna di Sarah, consegnandole un pacco dove all'interno c'era un paio di pantaloni a zampa enorme e qualche accessorio a tema. Nella lettera c'era scritto che in quel peiodo andavano assai di moda i colori sgargianti, di conseguenza la Serepverde che era solita vestire in modo sobrio e neutro dovette rovistare a fondo nel suo baule per trovare una maglia a righe super colorata dalle maniche lunghe.
    Il giorno della festa nel guardarsi allo specchio si sentiva decisamente fuori luogo, anche indossando i vistosi accessori che le erano stati inviati via posta. Il trucco che riprendeva uno dei colori della maglia completava l'outfit di quella sera.


    Dal resto che aveva letto nella lettera che aveva ricevuto di risposta, aveva scoperto che sua nonna in gioventù era stata una strega hippie, amante della natura e tutte quelle stupidate varie.
    Sarah continuava ad osservarsi allo specchio a figura intera. La maglia era corta e lasciava intravedere l'ombelico, mentre i pantaloni erano assai ingombranti.
    Sbuffò.
    Non era costretta a recarsi a quella festa in Riva al Lago, ma la sua vita sociale era pari a zero di conseguenza non aveva opzioni.
    Pronta ad utilizzare la sua bacchetta per proteggersi dalla pioggia rimase sorpresa nel vedere che per l'occasione era stata realizzata una sorta di passerella che da li si allungava fino alla riva del Lago Nero. Sicuramente era stato qualche professore di Hogwarts, magari il professore di Incantesimi, a rendere quello possibile. La pioggia infatti nonostante cadesse dal cielo non raggiungeva i corpi degli studenti che passeggiavano su e giù per quella pedana da e per la festa.
    La passerella però, dopo numerosi passi, iniziò ad ingrandirsi fino a diventare una grande pedana che, a pelo dell'acqua, vedeva sorgere dei tendoni.
    Ciò che in quel momento però attirò l'attenzione di Sarah furono le illuminazioni sospese a mezz'aria: piccole candele mescolate a vinili di varie grandezze, strobosfere rotanti e petali di fiori. Altri studenti sembravano incuriositi proprio come lei da tali decorazioni. La Serpeverde tornò ad osservare attorno a sé. I tre tendoni attirarono maggiormente l'attenzione.
    Decise di dargli una veloce sbirciatina iniziale.
    Il primo nella quale entrò curiosa nascondeva quella che capì essere una discoteca tipica degli anni settanta. Il secondo invece fungeva come punto ristoro dove i tavoli al momento erano ancori vuoti delle leccornie degli Elfi Domestici.
    Il terzo ed ultimo tendone invece nascondeva qualcosa di totalmente estraneo alla tredicenne: una pista da ballo per pattini a rotelle, aveva visto alcuni bambini Babbani della sua città usarli ma lei li aveva sempre guardati con aria di sufficienza e, sempre, li avrebbe osservati in quel modo.
    Fogli di pergamena informavano che era severamente vietato portare i pattini al di fuori di quel tendone.*

    Non c'è da preoccuparsi.

    *Pensò tra sé e sé la ragazzina, decisa a non scendere a tale livello, mai si sarebbe abbassata ad usare qualcosa che i Babbani consideravano “bello e divertente”. Tornando nel corpo principale della pedana rimase qualche minuto pensierosa osservando il lago nero che si stagliava sotto di loro. Visto da quella prospettiva sembrava ancora più meraviglioso di quello che in realtà già era.*

    @Helena_Papus, @Eirwen_Quinn, @Moana_Kane, @Sarah_Jonson, @Clarissa_Greythorne,@Gabriel_Gray, @Vera_Grace, @Mihos_Renny, @Raven_Lovely, @Evie_Gold, @Ronald_Canard, @Amelia_Smith, @Esperanza_Fuentes, @Varyare_King,


  • Helena_Papus

    Corvonero

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 4
    Galeoni: 144
        Helena_Papus
    Corvonero
       
       

    *Helena si guardò stupita intorno: l'ambiente era assolutamente meraviglioso, non aveva mai visto nulla di simile in tutta la sua vita! Dappertutto c'erano fiori e vinili, rigorosamente in tema anni '80. Appena "sbarcata" dalla passerella, prima ancora di guardarsi intorno per vedere se riconosceva qualcuno, decise di fare un giro di perlustrazione. Era molto curiosa di vedere come Preside e professori avevano addobbato il castello per l'occasione. La prima cosa che notò fu il padiglione dei pattini*

    Wow che bello, finalmente posso provare a pattinare: mamma ha sempre avuto paura che mi facessi male!

    *esclamò con entusiasmo infantile: le sarebbe piaciuto tanto avere una macchina fotografica per farsi immortalare durante le sue evoluzioni in pista! Continuò la perlustrazione: non poteva certo mancare il padiglione dei rinfreschi*

    Chissà quali delizie ci hanno preparato gli Elfi Domestici. Magari anche il cibo sarà a tema, chissà!

    *pensò Helena. L'ultimo padiglione in cui entrò si rivelò essere una discoteca, rigorosamente anni '70, ovviamente: nonostante anche in quel caso l'ambiente fosse meraviglioso Helena pensò che non ci avrebbe passato molto tempo quella sera: non amava la musica troppo alta, preferiva qualcosa di soffuso che potesse accompagnare le chiacchiere con le amiche*

    @Sarah_Jonson, @Moana_Kane, @Ronald_Canard, @Gabriel_Gray,



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  • Clarissa_Greythorne

    Serpeverde

    Dormitorio: Serpeverde
    Livello: 5
    Galeoni: 659
       
       

    [RIVE DEL LAGO NERO - ORE 20.00]


    *Al Castello, una delle innumerevoli cose che infastidivano la giovane erede dei Greythorne era costituita, quasi banalmente rispetto ad altri fattori, da coloro che sfoggiavano abiti semplicemente brutti, senza alcun rispetto per la moda e per il buon gusto; la Serpeverde era consapevole che non tutti gli studenti potessero effettivamente permettersi dei capi d'alta moda e realizzati su misura, ma allo stesso tempo non riusciva proprio a comprendere come potessero veramente chiamare "abiti" certi pezzi di stoffa cuciti in modo precario, abbinati per lo più in modo ridicolmente pacchiano. Normalmente la divisa riusciva a sopperire alla mancanza di gusto di certi suoi compagni e, doveva ammetterlo, una delle fortune di appartenere alla Casata verde-argento era la status sociale che accomunava la maggior parte dei suoi membri, fattore spesso (e fortunatamente) accompagnato da almeno un minimo di rispetto per i canoni della moda e della raffinatezza, cosa non così scontata invece al di fuori delle schiere di Serpeverde.
    Purtroppo per Clarissa, la Festa anni '70 a cui stava partecipando sembrava aver evidenziato in modo maligno la mancanza di stile che affliggeva il corpo studenti del famoso Castello magico. Un'accozzaglia di colori, pattern geometrici e floreali e tessuti di ogni genere faceva bella mostra di se sugli abiti che i giovani maghi avevano deciso di indossare per l'occasione, alcuni riuscendo miracolosamente nell'impresa ed altri fallendo miseramente con stili di decenni completamente diversi; quando la giovane Greythorne aveva letto il volantino, appeso nella bacheca della Sala Comune, una leggera smorfia le aveva segnato i lineamenti alteri, considerato che un tema del genere non rientrava affatto nelle sue preferenze e men che meno in quelle di sua madre. Lady Greythorne infatti, una volta informata dalla figlia riguardo l'imminente evento, non aveva mancato di esprimere il suo raccapriccio per quegli anni così libertini, per poi ovviamente aiutare Clarissa nella scelta di abito che aveva portato a ciò che attualmente la giovane stava indossando, elegantemente accomodata su uno dei numerosi divanetti presenti in uno dei padiglioni. Tecnicamente i capi non erano un diretto richiamo a quegli anni, per lo meno non in quel modo palese e pacchiano per cui molti avevano sicuramente optato, ma certi dettagli lo rendevano perfetto per Clarissa: il velluto verde della blusa, le piume dei pantaloni in raso, la pelliccia di uno splendido color malva poi ripresa dai calzini indossati con delle scarpe con un tacco vertiginoso ma spesso...tutto era anni '70, pur riuscendo a mantenere la classe che contraddistingueva la giovane in ogni suo aspetto.*



    *I capelli, già ricci e gonfi di loro, erano stati resi ancora più voluminosi del solito grazie ad una pozione speciale e alcune ciocche erano tenute ferme da una fascia in seta color pervinca, che andava a richiamare l'ombretto opaco che adornava le palpebre della giovane; il trucco era perfettamente a tema infatti, con la presenza di eye-liner e lunghe ciglia, che altro non facevano se non evidenziare gli occhi verdi della giovane, rendendoli ancora più magnetici.*



    *Quella sera infatti la bella ragazza era arrivata stranamente in orario e dopo aver lanciato un occhiata perplessa, ed anche un po' disgustata, a delle sorta di carrozze in metallo decorate (sicuramente aggeggi babbani), si era diretta verso uno dei numerosi divanetti che addobbavano uno dei padiglioni, adagiandovisi sopra con grazia ed iniziando a conversare con alcuni suoi concasati piuttosto eleganti nonostante i completi in velluto dal taglio bizzarro. Solitamente non era da lei circondarsi con così tante persone, seppur conoscenti, ma quella sera si sentiva più incline alla conversazione e sicuramente la presenza di così tante Serpi avrebbe impedito a persone più o meno moleste di avvicinarsi, Clarissa ne era più che certa, ben consapevole dell'aura che quel gruppo di studenti emanava. Con i loro abiti eleganti e l'atteggiamento che da sempre contraddistingueva i Purosangue, i rari Serpeverde con cui Clarissa si circondava rispecchiavano pienamente l'ambiente a cui ella era, sin dalla nascita, abituata.
    La giovane stava lasciando che uno dei suoi accompagnatori portasse avanti la conversazione, annuendo distrattamente ogni tanto, mentre con lo sguardo smeraldino perlustrava la stanza; effettivamente lo staff aveva realizzato una Festa particolarmente dettagliata, con addirittura tre padiglioni e numerose attività con cui impegnare la serata, ma ella non si sarebbe mai aspettata di meno, considerato il tenore delle Feste che il Castello era solito ospitare. Una volta appurato che l'ambientazione fosse gradevole, nonostante la presenza di strani oggetti sicuramente babbani, la bella giovane riportò la propria attenzione a coloro che le stavano attorno, addirittura pronunciando con un mezzo sorriso una frase che ebbe il potere di far ridere gli altrimenti algidi Serpeverde.*

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  • Helena_Papus

    Corvonero

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 4
    Galeoni: 144
        Helena_Papus
    Corvonero
       
       

    *Il tempo passava ed Helena non vedeva arrivare nessuna delle ragazze che ormai - da quando era arrivata ad Hogwarts quasi un anno e mezzo prima - facevano parte del suo gruppetto: non si capacitava che anche le più mondane avessero disertato quell'occasione per fare un tuffo nel divertimento del tempo passato. Se avesse saputo che non avrebbe conosciuto nessuno dei partecipanti forse non si sarebbe presentata neanche lei*

    E adesso cosa faccio? Sgattaiolare via dopo pochissimo tempo mi pare assolutamente poco rispettoso verso chi ha organizzato la festa, deve essere stato un bell'impegno pensare ad ogni singolo dettaglio... Ma d'altronde così da sola proprio non mi va di restare

    *pensò delusa Helena: si ricordava l'eccitazione della scelta dell'abito da indossare, era addirittura andata in biblioteca per documentarsi. Decise di aspettare ancora un po', magari le amiche erano semplicemente in ritardo. Per ingannare il tempo decise di visitare un'altra volta i padiglioni: innanzitutto fece rotta verso quello dei pattini*

    D'altra parte meglio se non c'è nessuno a guardarmi... Credo che passerò più tempo col culo per terra che non a "volteggiare" sulla pista!

    *disse Helena mentre ritirava il suo paio di pattini. Poi se li sistemò ai piedi - operazione niente affatto semplice - ed infine si diresse verso la pista: e ovviamente cadde.*

    Mamma mia, non immaginavo fosse così difficile

    *gemette: comunque tenne duro per un'oretta, durante la quale pattinò per circa cinque minuti. Una volta che ebbe riconsegnato lo "strumento di tortura" notò che le era venuta fame e si diresse verso il padiglione ristorante dove si servì di cocktail di scampi*

    Niente affatto male

    *pensò: per finire optò per un bel gelato. Si mise a sedere su un divanetto vicino alla pista di pattinaggio e continuò a guardarsi intorno col duplice scopo di dare un'occhiata a tutta quella gente che in gran parte non aveva mai visto e di controllare se finalmente qualche ragazza conosciuta si sarebbe palesata, ma in realtà non ci sperava più molto*



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  • Jane_Casterwill

    Grifondoro Insegnante Responsabile di Casa Certificato

    Dormitorio: Grifondoro
    Livello: 8
    Galeoni: 3110
       
       

    [CAMERA DELLA PROFESSORESSA CASTERWILL - ORE 19:00]


    *Un’altra lunga settimana di lezioni era finalmente giunta al termine e per molti significava avere due giorni di relax, ma non per tutti. Jane, come tutti i weekend, avrebbe trascorso le giornate dalla mattina alla sera al ristorante per recuperare il tempo che non poteva dedicare al locale durante la settimana. Anche il sabato e la domenica della settimana precedente non erano trascorsi in modo diverso, al contrario aveva avuto molto più lavoro a causa di una festa che lei non aveva mai festeggiato, se non una sola volta molti anni prima: San Valentino. La giovane non aveva mai compreso tutta la frenesia che aleggiava intorno a quella festività, né tanto meno il perché dovesse esistere una giornata per festeggiare qualcosa che, secondo lei, andava dimostrato sempre e non solo una volta all’anno. Non era mai stata una persona particolarmente romantica e in realtà non aveva mai neanche avuto il modo o l'occasione per esserlo, lei stessa si sarebbe definita completamente negata in tutti quei piccoli gesti comuni nelle coppie. In generale non era molto forte con tutto quello che riguarda le emozioni. Durante gli anni di scuola era passata dall'essere una ragazza solare e simpatica con tutti a quella tenebrosa con pochi amici che non lasciava avvicinare nessuno, la stessa Freya si era arrabbiata con lei più e più volte per questo. Però Jane aveva sempre continuato a tenersi tutto dentro, soffocando ogni cosa e mascherando qualsiasi emozione dietro la sua espressione sempre seria e un paio di occhi freddi come il ghiaccio. Poi era bastata una scintilla improvvisa per far scoppiare qualcosa e farle scoprire un segreto che aveva condiviso solo con due persone, non per sua volontà ma per forza di cose. Da quel momento il controllo sulle sue emozioni era venuto meno e spesso, per sua sfortuna, il suo corpo decideva di mostrare a tutti il suo tumulto interiore con dei cambi di colore, la maggior parte delle volte. Ancora non riusciva a spiegarsi come i suoi capelli abbiano fatto a rimanere normali quella sera nell'ufficio di Freya quando, forse per la prima volta in vita sua, si era finalmente decisa a parlare con il cuore senza farsi frenare dalla mente o dal timore. Ma soprattutto, da ormai quasi una settimana, si insultava mentalmente almeno una volta al giorno per essersi dimenticata che non era più single ormai e che forse un piccolo pensierino o almeno una visita in ufficio sarebbe stata una buona idea il giorno di San Valentino. Invece la diciannovenne aveva trascorso la domenica chiusa nel suo locale, a preparare pietanze e osservare, dal vetro della porta che separava cucina e sala, tante coppie felici che si tenevano per mano o scambiavano effusioni varie. Solo in quel momento le era venuto in mente che anche lei avrebbe potuto trascorrere il suo tempo in modo diverso per una volta, invece che rinchiusa in cucina come tutti i fine settimana. Anche perché dopo le vacanze di Natale gli incontri di Freya e Jane erano diventati dei veloci saluti quando entrambe avevano un attimo di pausa dai loro lavori. Proprio per questi motivi la Casterwill, chiusa nella camera che le era stata riservata al castello come per tutti gli altri insegnanti che ne avevano bisogno, sperava che alla festa di quel giorno avrebbe partecipato anche il sindaco. Quella sera infatti era stata organizzata in riva al Lago Nero una festa in maschera con un tema che alla diciannovenne piaceva particolarmente: gli anni 70. Jane era sempre stata appassionata di musica e quella di quel periodo comprendeva alcune canzoni da lei molto amata. Quindi, venuta a conoscenza del tema della festa, non aveva saputo resistere. Per quel venerdì sera aveva già intenzione di prendersi una pausa dal Casterwill’s Kitchen e quell’evento si era rivelato la scusa giusta per farlo, era sicura che per una sera senza di lei non le avrebbero fatto saltare in aria il locale. O almeno così sperava.
    Sul vetro della finestra presente nella stanza si poteva chiaramente sentire il rumore delle gocce di pioggia che quel giorno non avevano cessato di cadere neanche per un attimo, accompagnate da tuoni e fulmini che sembravano intenzionati a rovinare la serata agli abitanti del castello. Ma per loro fortuna l’organizzazione di quelle feste era sempre impeccabile e, ne era certa, in quella occasione non sarebbe stato diverso. Mancava un’ora all’inizio della festa e Jane era in tuta, seduta a gambe incrociate sul letto a fissare fuori quella pioggia che riusciva sempre a rilassarla, anche se non amava particolarmente i lampi. Il look per la serata attendeva appeso in un angolo della stanza, perfettamente stirato e pronto per essere indossato, ma la diciannovenne non sembrava ancora intenzionata a muoversi. Ad occhi esterni avrebbe potuto sembrare che si fosse addormentata in quella posizione e con le palpebre ben aperte, in realtà stava solo cercando di concentrarsi. Come detto da quel giorno di anni prima nell’ufficio della preside controllare i propri sentimenti era diventato più complicato, soprattutto quando non voleva mostrare agli altri ciò che sentiva, ma ancora più complicato era cambiare il proprio aspetto a comando. Dopo tutto quel tempo ancora faticava a riuscirci. Per questo motivo Jane era lì, ferma immobile con lo sguardo perso e la mente concentrata su un preciso risultato. Essendo cresciuta tra i babbani aveva avuto modo di conoscere le loro abitudini e alcune le erano piaciute fin da subito, tra queste c’era il cinema. Un genere in particolare l’aveva conquistata, quasi sicuramente perché univa una sua grande passione alla pellicola cinematografica, cioè i musical. Da uno di questi aveva preso il look per la serata, tuttavia per completarlo le mancava una cosa importante: capelli biondi e ricci. Quindi eccola lì, dopo la sua ultima lezione della giornata si era subito chiusa in camera per iniziare a prepararsi, peccato che si trovava su quel letto da circa un’ora ormai.*

    ”Biondi e ricci, non dovrebbe essere così difficile per Merlino!”

    *Trascorse un altro quarto d’ora prima che una familiare sensazione si facesse sentire, iniziando a far vedere i primi risultati, oltre al mal di testa che aveva ormai da molto più tempo.*

    ”La prossima volta un personaggio con i capelli rosa, quelli sono semplici. Penso a quel giorno al ristorante con Freya o solo a lei e ecco il rosa! Un ottimo modo per risparmiarmi questo mal di testa”

    *Pensò sbuffando, facendo sollevare una ciocca riccia e bionda appena caduta sul suo volto, mentre si alzava finalmente dal suo comodo giaciglio per ultimare i preparativi.
    La parte più complicata, ma meno del cambiare colore ai capelli, fu infilare quella tutina attillata tipica degli anni ‘70 che fasciava perfettamente i suoi fianchi, mettendo in risalto non solo quelli. Stranamente però si rivelò essere più comoda di quello che si aspettava, anche dopo aver aggiunto la fascia dorata alla cintura. Anche gli stivali alti con il tacco largo argentati non erano rigidi come sembravano e la giacchetta blu con una stella sulla spalla sinistra a completare l’abito l’avrebbe protetta dal freddo della sera. Probabilmente l’unica cosa veramente scomoda erano le frange sul fondo largo dei pantaloni. La tuta azzurra sul retro, tolta la giacca corta, presentava un’apertura, lasciando la schiena di Jane completamente scoperta così come le braccia, permettendole di muovere la parte superiore del corpo senza difficoltà.*



    *A completare il tutto, insieme ai capelli lasciati sciolti e spettinati, un po’ di trucco. In particolare sugli occhi, con un ombretto verde che richiamava il colore di alcuni dettagli dell’abito e risaltava gli occhi smeraldini della diciannovenne.*



    Per fortuna sono abituata ai tacchi ormai, non vorrei ritrovarmi stesa a terra per colpa di questi stivali

    *Sussurrò mentre si osservava un’ultima volta allo specchio prima di andare.*

    [RIVE DEL LAGO NERO - ORE 20:00]


    *Come aveva immaginato appena uscita dal castello si era subito resa conto che l’organizzazione della festa era impeccabile. Oltre ad un incantesimo protettivo per evitare che i partecipanti si bagnassero era stata allestita una passerella che conduceva al luogo della festa e ben indicata da delle mattonelle che si illuminavano ai bordi. Jane, con un lieve sorriso sulle labbra, percorse la pedana guardandosi attorno per vedere i ragazzi che come lei stavano raggiungendo il lago, incontrando ogni tanto qualche sguardo incuriosito, probabilmente dalla sua capigliatura. Era strano anche per lei vedersi bionda invece che con il solito castano, ma non era la prima volta che capitava. Parecchi anni prima due pazze Grifondoro con cui aveva condiviso tanto l’avevano costretta a farsi bionda per una festa di carnevale, finita parecchio male per lei ma ancora al ricordo le sue labbra si piegavano in un piccolo sorriso. Ricordava soprattutto con molto piacere quanto Marina e Gianna, o Freya, avevano cercato di tirarla su di morale per il resto della festa e di non farla sentire in imbarazzo per gli eventi della serata, capelli biondi compresi. Molto spesso prima di eventi come quello Jane sentiva la mancanza della sue amiche. Sarebbe tornata volentieri indietro, nella camera che condivideva con loro che per convincerla a partecipare a una festa dovevano trascinarla per i capelli. Avrebbe rifatto tutto, litigate comprese, probabilmente con qualche piccolo cambiamento, ma soprattutto avrebbe dato qualsiasi cosa per riavere anche solo per pochi minuti le sue amiche, compreso chi era riuscita a ferirla in più modi.
    Cercando di non vagare troppo con la mente in quel campo minato di ricordi la Casterwill raggiunse il lago, ritrovandosi davanti a una pedana rialzata sopra le acque del Lago Nero. Su di essa erano presenti tre tendoni, oltre che delle meravigliose decorazioni esterne che catturarono tutta la sua attenzione per un attimo. Dopo lo stupore iniziale si addentrò anche lei nei capannoni per scoprire cosa nascondevano. Nel primo a destra trovò una discoteca, animata dalla musica che tanto piaceva a Jane. Nel secondo invece incontrò un ambiente diverso che riuscì a strapparle una risata. Aveva sempre trovato molto pittoresco e divertente lo stile hippie di quell’epoca, soprattutto se si trattava dei tipici furgoncini decorati con simboli della pace e colori vivaci. Infine nel terzo trovò qualcosa che probabilmente avrebbe evitato per tutta la sera: la roller disco. Per quanto fosse atletica e brava a ballare Jane non aveva mai imparato ad andare sui pattini, quindi era piuttosto certa che al primo tentativo si sarebbe ritrovata con il sedere a terra.
    Finito di esplorare i tre padiglioni la docente tornò all’esterno, osservando il lago che si estendeva da sotto la pedana fino all’orizzonte, sperando che qualche collega o adulto avrebbe deciso di prendere parte alla festa e tenerle compagnia. Si mise intanto a camminare, osservando le persone già presenti e riconoscendo qualche volto, tra cui quello di Eirwen che come lei sembrava in attesa. Decise così di avvicinarsi alla ragazza alla quale aveva fatto da guida anni prima, per scambiare qualche parole nell’attesa.*

    Buonasera Quinn, i miei complimenti per il costume!

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  • Charlotte_Mills

    Serpeverde Amministratore Preside Insegnante Moderatore Web Certificato

    Dormitorio: VIP
    Livello: 11
    Galeoni: 253950
       
       

    *Sicuramente i vari partecipanti alla festa organizzata in riva al lago non si sarebbero aspettati di vedere proprio Charlotte Mills li.
    Quel pomeriggio aveva impiegato tutto il suo tempo quel pomeriggio per organizzare tutto nel miglior modo possibile, per fortuna si era potuta avvalere dell'aiuto della magia e soprattutto degli Elfi Domestici del castello per la sistemazione delle varie tende che, all'interno, nascondevano qualcosa di davvero spettacolare.
    Tornata a casa, a Londra, si cambiò per vestire a tema con la festa.


    Quando si guardò allo specchio sentì suo figlio ridacchiare alle sue spalle. Kyle era un piccolo maghetto di sei anni compiuti da un paio di mesi. L'aveva adottato a neanche un mese dall'orfanotrofio poco distante da Hogsmeade, lo stesso luogo per cui la Bottega dei rettilofoni ogni anno svolgeva un'asta di beneficenza. Era capitata in quel luogo per caso e, nel vedere tutti quei maghetti e streghette senza una famiglia l'aveva toccata nel cuore.
    Ai tempi Charlotte era una semplice professoressa di Hogwarts con un lato oscuro ancora all'opera, che però si allontanò sempre di più quando Kyle era entrato nella sua vita. Non voleva che maghi dalla reputazione discutibile lo circondassero, di conseguenza aveva cambiato totalmente vita. Certo nel corso di tutti quegli anni ne avevano affrontate tante, ma era pur sempre rimasti una famiglia affiatata.
    Solo loro due.*

    E' inutili che ridi, li ce n'è uno per te.

    *Disse la donna osservando il figlio dal riflesso nello specchio. Sapeva che gli piaceva recarsi a Hogwarts con lei, di conseguenza aveva deciso di portarlo con sé quella sera.
    Sistemata la cintura della sua “tuta-vestito” si avvicinò al mago dai grandi occhi verdi e gli porse ciò che aveva trovato per lui. Il trovare l'abbigliamento giusto per una festa a tema anni 70 era stato difficile, dato che Charlotte era nata un decennio dopo, di conseguenza l'unica soluzione che aveva trovato era stato chiedere consiglio alla proprietaria di Madama McClan. Li aveva trovato aiuto sia per i suoi indumenti, sia per quelli del piccolo mago che continuava a crescere. Gli porse i pantaloni color verde e le bretelle dello stesso colore e successivamente la camicia a righe multicolore.
    I minuti passarono e l'ora di cena si stava allontanando, ma per fortuna alla festa di quella sera il buffet – anche lui a tema – sarebbe stato a loro disposizione. La ex Serpeverde prese per mano il figlio e, una volta pronta, la Metropolvere li accompagnò fino alla loro destinazione: Hogwarts. Charlotte Mills non era solo una semplice professoressa di quella scuola, ma ne era anche la Preside e di conseguenza aveva l'autorizzazione di andare e venire quando voleva e come voleva.
    I vari quadri appesi nel suo ufficio furono sorpresi nel vedere quel giovanotto al suo fianco, e lo stesso lo era Kyle. Si vedeva che tutto quel castello lo incuriosiva. Percorsero tutte le scalinate dal settimo piano fino al piano terra. Non incontrarono praticamente nessuno.. erano forse tutti alla festicciola creata per distogliere gli studenti, per una sera, dallo studio?
    Fuori purtroppo pioveva, proprio come quel pomeriggio, ma la magia aveva reso tutto possibile aveva infatti incantato attorno alla passerella e alla pedana principale per non essere bagnati da neanche una goccia di pioggia.
    Sulle rive del Lago Nero la passerella si ingrandiva diventando un enorme pedana rialzata, che sovrastava la superficie dell’acqua. Su di essa sorgevano inoltre tre grandi tendoni, al cui interno era impossibile capire cosa stesse accadendo, in quanto incantati per impedire ai suoni di essere udibili all’esterno.
    Lo sguardo di Charlotte si poso per un attimo sulle illuminare e decorazioni che fluttuavano a mezz'aria. Non aveva provato al calar della sera se tutto era fattibile, ma doveva ammettere che il risultato finale non era per niente male. Neanche il tempo di abbassare lo sguardo che vide scheggiare via Kyle. Chissà cosa aveva visto, sicuramente tutto quella sera era meraviglioso agli occhi di un bambino di sei anni.
    Proprio come gli studenti attorno a loro lo vide curiosare tra i vari tendoni: uno adibito come una pseudo discoteca, uno dove si poteva pattinare in tranquillità su rotelle, e l'ultimo ma non meno importante quello del buffet.
    Fu proprio in quello che la Preside Charlotte entro per primo. Anche gli Elfi Domestici per quell'occasione avevano dovuto attingere alle vecchie ricette racchiuse in grandi libri presenti nelle cucine del castello. Per l'occasione mousse di qualsiasi genere, gelatine di qualsiasi cosa possibile immaginaria, e altri cibi intinti in salse dai colori poco naturali riempivano quei tavoli particolari. er sedersi in compagnia a mangiare non vi erano inoltre divani e tavolini, nel tendone erano stati infatti condotti una decina di minivan Volkswagen al cui interno erano stati creati salottini di vario tipo, tutti incantati con la magia per ospitare fino a dieci persone. Charlotte doveva ammetterlo: per l'occasione aveva messo da parte il suo lignaggio Purosangue e aveva chiesto aiuto alla professoressa di Babbanologia che le aveva spiegato com'erano stati gli anni settanta dal punto di vista dei Babbani.
    Prese un semplice cocktail di gamberi ed uscì da quel tendone, non perchè non le piacesse – anzi – ma perchè essere una madre provocava preoccupazione in lei in qualsiasi momento della giornata. Sorrise quando vide Kyle vicino ad una figura alta e adulta dai capelli biondi.


    Ci mise un po' per riconoscere tale figura di spalle, ma dalle forme femminili non poteva altro che essere la professoressa Casterwill, sua cara amica tanto che il maghetto la chiamava “zia”.*


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  • Helena_Papus

    Corvonero

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 4
    Galeoni: 144
        Helena_Papus
    Corvonero
       
       

    *Helena stava per alzarsi e tornare alla Sala Comune: le sue amiche non si erano viste, e a quel punto era quasi sicura che non sarebbero mai arrivate.*

    C'era da immaginarselo che Moana avrebbe dato buca: sicuramente sarà da qualche parte al castello immersa in qualche interessantissimo tomo di sole 800 pagine, promettendo a se stessa di finirlo prima dell'alba

    *pensò la Corvonero, un po' delusa, perché le sarebbe piaciuto molto trascorrere quella serata così speciale in compagna delle sue amiche. Si accorse di stare allungando le procedure di partenza perché - in realtà - non aveva poi così tanta voglia di lasciare la festa. Quando stava per prendere la decisione finale di incamminarsi verso la passerella vide una persona che non avrebbe mai immaginato potesse trovarsi lì a quell'ora: la preside Mills! Quindi decise di andare a salutarla, quantomeno per educazione: non sarebbe stata una buona cosa se la donna avesse notato che si era allontanata senza degnarla di uno sguardo*

    Buonasera preside Mills, e davvero complimenti per gli addobbi!



    @Charlotte_Mills



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  • Zack_Plans

    Serpeverde Responsabile di Casa
    MANGIAMORTE

    Dormitorio: Serpeverde
    Livello: 7
    Galeoni: 1333
        Zack_Plans
    Serpeverde Responsabile di Casa
       
       

    *Zack quella sera non era intenzionato a presenziare alla festa in riva al lago, come al suo solito avrebbe preferito passare il suo tempo in tranquilla solitudine, soprattutto da quando quell'estate era cambiato ancor di più, ma qualcosa lo aveva portato ad indossare qualcosa di inaspettato per lui e dirigersi verso il Lago Nero.


    Era un completo bianco che, secondo lui e la sua totale ignoranza verso gli anni '70, poteva andar bene per la serata. Solo l'idea di essere circondato da tutte quelle persone lo rendeva nervoso ma doveva imparare a mettere da parte i suoi istinti.
    L'aspetto sempre pallido e cagionevole Zack Plans aveva attirato maggiormente l'attenzione su di sé. Era dal primo settembre di quell'anno che sentiva voci di corridoio su di lui. Alcuni ipotizzavano che Zack avesse un tipo di malattia terminale, altri lo trovavano solo più spento ma sempre il solito fastidioso purosangue, altri invece non si esprimevano. Di sicuro però nessuno di loro, almeno era quello che lui sperava, aveva capito cosa avesse davvero in realtà Zack.
    Niente per il momento riconduceva quel Prefetto all'essere un Vampiro. Nessuno se lo sarebbe mai aspettato. Magari qualcuno avrebbe riconosciuto il pendolo che il ragazzo portava sempre al collo giorno e notte ma, proprio come lui in precedenza, mai nessuno aveva sentito parlare dell'”amuleto della notte”, era quello infatti che permetteva a quelli come lui di restare alla luce del sole senza problemi.
    Sole che quel giorno non si era minimamente visto per via del temporale che aveva inzuppato il terreno e soprattutto le rive del lago. Per quella sera però l'organizzazione aveva realizzato una lunga passerella per raggiungere il cuore principale della festa: una pedana dove si potevano trovare tre grandi tendoni: ognuno di quelli aveva una funzione diversa. Uno era adibito a pista da ballo, un altro ad una pista di pattinaggio, mentre il terzo da buffet. Fu proprio l'ultimo ad attirare maggiormente la sua attenzione, non tanto per il cibo degli Elfi Domestici, anche quello a tema, ma per i posti a sedere. Si trattava di qualcosa totalmente estraneo a lui. Da quel poco che poteva sapere del mondo babbano riconobbe quelli che erano delle automobili di dimensioni leggermente più grande ed allungata.
    Osservò all'interno e non rimase sorpreso nel vedere che la preside Mills aveva magicamente incantato l'interno per far si che una decina di persone potessero stare sedute comodamente.
    Il Serpeverde poi rimase in disparte, decidendo di non avvicinarsi a quelle persone che non conosceva. Una però la riconobbe subito, era una sua compagna di casata che stava osservando il panorama che si poteva osservare da quella pedana che sovrastava il pelo dell'acqua.*

    Ciao Sarah.

    *Disse Zack, a distanza dalla ragazza ma allo stesso tempo vicino da poter chiacchierare con lei.
    Detestava essere circondato da tutte quelle persone, lo detestava già prima ma da quell'estate era diventato qualcosa di insostenibile per il neo Vampiro.
    Riusciva a sentire il loro odore, il loro sangue che scorreva e che lo chiamava, che lo tentava.
    Respirò profondamente abbozzando un minuscolo sorriso a quella ragazza con la quale, qualche anno prima, aveva scontato una punizione.*

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  • Helena_Papus

    Corvonero

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 4
    Galeoni: 144
        Helena_Papus
    Corvonero
       
       

    *Helena decise di aspettare ancora un po' ad abbandonare la festa: non aveva sonno e in realtà non la allettava neanche così tanto la prospettiva di trascorrere il tempo prima di andare a letto in una sala comune quasi vuota, dal momento che quasi tutti i Corvonero si trovavano lì al lago. Decise di andare verso il Lago: le piaceva molto e in realtà non aveva mai avuto l'occasione di goderselo con un po' di tranquillità. Proprio sulla riva si trovò davanti Sarah, la solita ragazza di Serpeverde - che ignorò e da cui fu ignorata - e un altro ragazzo dall'aria pallida che Helena non aveva mai visto. Lo salutò*

    Ciao, piacere di conoscerti: comi chiamo Helena_Papus, Corvonero del secondo anno. Tu sei?

    *Helena non capiva neanche perché avesse deciso di attaccare discorso con quel ragazzo, ma c'era qualcosa in lui che la attirava come una calamita: forse si trattava della sua aria pallida, che gli dava un non so che di diverso da tutti coloro che animavano la festa*

    Tra l'altro, hai un bellissimo medaglione. Dove lo hai comprato?

    *Helena rimase in attesa di una qualche reazione da parte di quel ragazzo così "magnetico": non sapeva né quale sarebbe potuta essere né se ce ne sarebbe stata alcuna*

    @Zack_Plans



    Ultima modifica di Helena_Papus circa 3 mesi fa, modificato 1 volta in totale


  • Eirwen_Quinn

    Grifondoro Insegnante Giornalista Moderatore Web Certificato

    Dormitorio: Grifondoro
    Livello: 4
    Galeoni: 363
        Eirwen_Quinn
    Grifondoro Insegnante Giornalista Moderatore Web Certificato
       
       

    *Le braccia da alcuni minuti erano nuovamente strette attorno al corpo, non per il freddo, infatti, al riparo della barriera magica, pioggia e umidità non raggiungevano gli studenti, ma per l’imbarazzo. Sapeva bene di aver scelto il travestimento adatto all’occasione, ma come il solito aveva esagerato. Guardandosi intorno infatti si rese conto che la gran parte dei suoi compagni avevano scelto outfit si adatti al tema della festa, ma rivisti in chiave moderna. Lei invece, come sempre rispettosa fino allo stremo di quanto veniva richiesto, aveva scelto abiti vintage che non riusciva a portare con disinvoltura. Se almeno avesse avuto qualcuno con cui parlare, con cui aveva almeno un minimo di confidenza, forse sarebbe riuscita a distrarsi, ma sembrava che i pochi volti noti al Castello si fossero volatilizzati.
    Stava seriamente iniziando a pensare di tornarsene in camera quando una voce conosciuta le rivolse dei complimenti. Non si trattava di una delle poche persone che chiamava amiche al Castello, non avevano avuto abbastanza tempo per arrivare a quel livello, ma almeno si trattava di una persona che le faceva sempre piacere vedere.*

    Quasi sempre…

    *Pensò con ironia, ricordando un incontro notturno con una versione poco conosciuta della Professoressa Casterwill. Scacciò quell’immagine dalla testa, in fondo se lo era meritato quella volta, e rivolse un sorriso sincero alla donna.*

    Professoressa Casterwill buonasera. La ringrazio per il complimento, anche se devo dire che inizio a pensare di essere meno intelligente di quanto credevo.

    *Rispose, senza nascondere l’ironia. I vestiti che indossava le piacevano molto in verità, ma tra scollatura e tacchi alti non riusciva proprio a mostrare un po’ di sicurezza. Qualcuno avrebbe potuto pensare che si vergognasse di mostrarsi insicura davanti ad una sua docente, ma la donna poco più grande era stata prima di tutto la sua guida e in contesti come quello si permetteva qualche libertà in più.*

    Avrei almeno potuto scegliere qualcosa di meno difficile da portare, visto che la sobrietà era sconosciuta negli anni 70.

    *Come sempre quel po’ di autoironia che aveva sfoggiato era stato un toccasana, non si sarebbe certamente messa a sfilare tra i suoi compagni conciata così, ma almeno pensava di riuscire a smetterla di coprirsi dietro le braccia. Un notevole passo avanti, considerando che ormai era da un po’ che si trovava lì sola a nascondersi.*

    Comunque complimenti per il suo travestimento. Devo dire che i capelli biondi le donano e ispirarsi al film “Mamma mia” è stato senza dubbio una scelta vincente.

    *Mentre le due streghe si scambiavano alcuni convenevoli all’interno del padiglione centrale doveva essere apparso il buffet. Non ne era certa, ma le sembrava che un certo via vai iniziasse a farsi notare in quella direzione. Non sapeva bene cosa aspettarsi dalla cucina degli Elfi per quella sera, ma avrebbe potuto scommettere ad occhi chiusi su un buffet a tema. Gelatine, fondute, quiche, formaggio spalmabile, dolci dai colori improbabili e bevande altrettanto colorate erano i cibi su cui avrebbe scommesso.









    Pochi minuti dopo iniziò ad avere conferma della sua teoria, quando adocchiò i primi piatti con quelle strane e a volte poco invitanti pietanze. Fu a quel punto però che una vocina la distrasse, un bambino all’incirca di sei anni si era avvicinato alle due streghe e stava chiamando “zia” la professoressa Casterwill. Non aveva dubbi su chi fosse, solo in un caso un bambino avrebbe potuto aggirarsi alla festa: si trattava del figlio della Preside della Scuola. Sollevò quindi lo sguardo e alle spalle di Jane riconobbe Charlotte Mills, con un cocktail di gamberi stretto tra le mani, osservare il figlio con un sorriso affettuoso stampato sulle labbra.*

    Buonasera Preside Mills. Complimenti per la festa, lei e gli Elfi della Scuola vi siete superati.

    *Disse educatamente, rivolgendo un sorriso sincero alla donna. In parte le sue parole furono però smentite dallo sguardo perplesso che gettò in direzione dei piatti pieni di cibo, che i suoi compagni stringevano tra le mani. Augurandosi che nessuna delle due donne se ne fosse accorta, decise di rivolgere la parola al bambino.*

    Ciao, complimenti per il tuo travestimento. Io mi chiamo Eirwen.

    *Nessuna vocina infantile, nè vezzeggiativi sciocchi, come spesso accadeva a chi si rivolgeva a quelle piccole persone. Nel parlare si era piegata sulle ginocchia, in modo da essere ad altezza del viso del suo giovane interlocutore. Dentro di sé si augurava di non essersi presa troppa confidenza, ma rivolgergli quelle poche parole le era uscito naturale. *

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  • Dorcas_Moore

    Corvonero Responsabile di Casa

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 6
    Galeoni: 438
        Dorcas_Moore
    Corvonero Responsabile di Casa
       
       

    [DORMITORIO DI CORVONERO]


    *Abbraccia il passato per conoscere il futuro.

    Aveva sentito sua madre ripetere quel mantra a se stessa per tutta la vita.
    E lo sentiva ancora adesso, mente indossava quel vestito.
    La seta leggera le accarezzava la pelle con quei colori ambrati che non era abituata ad indossare, e la sua mente si perdeva, in un passato che le sembrava più lontano che mai.
    Nella sua famiglia nessuno era mai stato di molte parole, né di fatti, in verità.
    Per loro era difficile darsi amore, era una cosa a cui non erano abituati.
    Si vedevano raramente, si parlavano mai, e vivevano di quelle piccole cose comuni che gli davano il senso di familiarità.
    Adeline era una stilista, una delle migliori, un lavoro nient’affatto curioso per una del suo rango. Quando si ha tutto si tende a non sentire la necessità di fare qualcosa che possa essere di concreta utilità e si preferisce passare la vita a soddisfare il proprio ego.
    Era brava in quello che faceva, forse era l’unica cosa che le fosse mai riuscita bene nella vita, ci metteva l’anima, una parte di lei che Dorcas aveva conosciuto solo attraverso i suoi vestiti.
    Solo così, era stata in grado di dar loro amore. Con quegli abiti che creava solo per loro, per vederli sfilare, fin da bambini, quando tutto quello non era null’altro che un gioco di protagonismo.
    E adesso… adesso avevano perso anche quello. Non era rimasto che un muro, insormontabile.

    Dorcas si guardò allo specchio, in quell’abito tanto bello quanto anacronistico.



    Lo ricordava quel periodo, il periodo gipsy di Adeline Moore. Si era appassionata alla cultura hippy, dalla summer of love del ’67, alla nascita delle enclave come Christiania nel ’71, passando per lo scossone dell’eccidio di Cielo Drive a cui dedicò un’intera sfilata.
    Diceva che se fosse nata povera e trent’anni prima avrebbe lasciato tutto per affiliarsi ad un gruppo acid rock e diventare la progenitrice della disco.
    Non sapeva se fosse indicato al tema della festa, forse era un movimento partito qualche anno prima ma, alla fine, non era mai del tutto finito, quindi era sempre in tema.
    Dopotutto era una purosangue, era già tanto che conoscesse tutte queste cose al riguardo.
    Decise che se lo sarebbero fatti bastare e si avviò all’evento.*

    [RIVA DEL LAGO NERO]


    *Appena arrivata notò con stupore che ad attenderla c’era una lunga passerella. Già temeva di dover affondare con i piedi nella melma. A quanto pareva in quella dannata moda i tacchi non erano contemplati, e già così faticava a camminare, le facevano male i talloni e aveva la sensazione di camminare con una curiosa inclinazione all’indietro.
    Attraversò rapidamente la passerella, fortunatamente isolata dalla pioggia, per poi raggiungere una pedana su cui si affacciavano tre tendoni. L’atmosfera era ben curata e suggestiva ma non si soffermò molto ad osservare, voleva raggiungere una meta definitiva il più presto possibile ed incontrare il minor numero possibile di persone.
    Dopo una rapida occhiata ai tre tendoni decise di spingersi in quello centrare, la scelta più giusta visto e considerato che si ritrovò in un ambiente alquanto familiare.
    Fiori, slogan, segni della pace, minivan. L’accenno di un sorriso le attraversò il viso, seguito da un sussurro appena accennato.*


    Casa dolce casa.


    *A quanto pareva quello era un padiglione ristoro, infatti un prepotente odore di cibarie le invase le narici.
    Ecco, forse non era stata un’ottima idea.*

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  • Ronald_Canard

    Corvonero

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 5
    Galeoni: 40
        Ronald_Canard
    Corvonero
       
       

    [Dormitorio Maschile Corvonero]

    *Ronald dopo aver studiato si ricordò che quel giorno c’era anche una festa, in tema anni 70 e quindi cercò qualche pubblicità su delle riviste babbane, che si era fatto spedire da suo padre con il permesso della madre. Vide un abito che gli piaceva cioè una camicia a fantasia con colletto ampio, poi giacca e pantaloni dello stesso colore su un violaceo blu, e scarpe con un po' di zeppa. Quindi cercò di trovare gli abiti che più gli assomigliavano e per fortuna li trovò o forse gli erano stati spediti da sua madre essendo una strega anche se non molto abile in divinazione aveva previsto che gli sarebbe servito quell’outfit. Allora l’indossò e c’era persino il medaglione simbolo della pace. Si guardò allo specchio gli sembrò apposto poiché il suo aspetto era cosi:*




    *Dopodiché si avviò all’uscita era curioso di sapere come si fosse acconciata la sua fidanzata Amelia, visto che era un bel po’ che non uscivano insieme, magari un’altra volta si sarebbero messi d’accordo su come vestirsi. Quindi si avviò verso uno dei tre tendoni. Camminando verso il luogo non si senti il bagnato nonostante piovesse, poiché l’organizzatrice aveva protetto la passerella e quindi si avvicinò. Forse un po’ perché era affamato venne attratto da quello del cibo. *

    [Padiglione vicino al lago]


    Arrivò e mentre si andava a sedere o meglio stava per farlo notò la sua compagna Corvonero che era in compagnia di Zack e quindi Ronald mise in mano in tasca ove c’era la bacchetta perché quel prefetto Serpeverde gli suscitava una strana sensazione nonostante fossero colleghi aiuto-guaritori.
    Quindi si avvicinò e li salutò prima il prefetto cercando di avere un tono più neutro possibile anche se in realtà la mano in tasca era già pronta a estrarre la bacchetta:*

    Salve Collega

    * Dopo quel saluto si rivolse a Helena:*

    Ciao Helena, ti stavi divertendo ? Forse sarà meglio che andiamo a vedere se ci hanno lasciato qualcosa da mangiare.

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