Hogwarts - Piano Terra
Hogwarts - Piano Terra


  • Stefano_Draems

    Fondatore Amministratore Ministro Ad Honorem Certificato

    Dormitorio: VIP
    Livello: 16
    Galeoni: 584328
       
       



    Role Aperta da Zack_Plans


  • Zack_Plans

    Serpeverde Responsabile di Casa
    MANGIAMORTE

    Dormitorio: Serpeverde
    Livello: 7
    Galeoni: 1333
        Zack_Plans
    Serpeverde Responsabile di Casa
       
       

    *Era tardi e qualcuno stava camminando all'esterno del castello di Hogwarts a ridosso del coprifuoco, quella persona era Zack Plans uno dei prefetti di quella scuola.
    Erano anni che il Serpeverde portava appuntata al petto la spilla che lo distingueva dagli altri. Essere Prefetto poteva essere un onore ma per quel diciassettenne oramai era diventato un peso, tanto che non vedeva l'ora di terminare gli studi per smettere di indossare quella spilla.
    Durante il suo quanto anno era sempre stato fiero della carica che la Preside e il resto del corpo docente gli aveva dato ma già al suo sesto anno rimpiangeva di aver accettato.
    Piano il ragazzo camminava senza una vera meta. Da li a poco sarebbe scattato il coprifuoco per i luoghi esterni di Hogwarts, di conseguenza era giunto avvisare tutti gli studenti di rientrare nel castello e condurli nelle varie sale comuni.
    Il tempo però non era uno dei più piacevoli di conseguenza Zack non avrebbe trovato molti studenti a passare il loro post cena in quei luoghi.
    Dal giardino del castello arrivò alla rimessa delle barche.*


    *Il sole era ormai calato e le nuvole in cielo nascondevano la luna che solitamente illuminava il cielo scuro con la sua debole luce bianca.
    Zack alzò lo sguardo alla ricerca di qualche spiraglio di speranza nel vedere l'opposto del sole splendere in cielo, ma invano.
    Nel riportare la testa in posizione eretta sentì il pendolo della sua collana muoversi e sbattere leggermente contro il suo petto.
    Da quando era diventato un Vampiro indossava quell'amuleto ventiquattro ore su ventiquattro, era l'unica cosa che gli permetteva di rimanere illeso alla luce del giorno. Aveva speso davvero tantissimi giorni quell'estate a scoprire come sopravvivere al sole e, in una biblioteca impolverata e poco frequentata aveva trovato la risposta.
    Molte ne aveva passato da quell'estate dove aveva mostrato tutta la sua ingenuità di ragazzino appena diventato maggiorenne. Con il corso dei mesi però, piano piano, aveva iniziato a controllare quella sua nuova natura della quale nessuno era a conoscenza.
    Solo una persona l'aveva scoperto, ed era proprio la stessa persona della quale Zack aveva visto le fragilità e non le aveva raccontato a nessuno.
    Dorcas Moore era una bionda strega davvero complessa.
    Lui conosceva le sue fragilità e lei sapeva i suoi segreti più nascosti come i canini e il tatuaggio sull'avambraccio che il Serpeverde nascondeva in ogni momento della sua permanenza in quel castello abitato da centinaia di studenti adolescenti.
    Centinaia di prede. All'inizio il Serpeverde pensava di poter gestire la presenza di così tanto sangue attorno a lui, ma già dal primo giorno aveva capito che si sarebbe rivelato essere più complesso di quello che si era immaginato.
    Stare nella stessa aula anche solo con una decina di studenti creava in lui un enorme malessere, tanto da lasciare sempre l'aula con la scusa dell'infermeria. Il suo profitto scolastico ne aveva risentito, ma anche le voci su di lui e sulla sua salute erano iniziare a girare per la scuola. Aveva sentito studenti scommettere su qualche malattia terminale, altri sul Vaiolo di Drago e altri invece scommettere su le cose più banali.. stava di fatto che il suo aspetto sempre pallido e malaticcio non lo aiutavano.
    Però da quel fatidico giorno in cui Zack aveva rivelato la sua nuova natura alla ragazza della quale si, si era innamorato (anche se esplicitamente non gliel'aveva mai detto), piano piano aveva iniziato a prendere sempre più confidenza con quello che era diventato e tutto quello che riguardava.
    Il suo aiuto era stato fondamentale, anche se capiva spesso che un giorno si parlassero e fosse tutto ok tra di loro e il successivo fosse guerra aperta.
    Lo sguardo fisso verso l'orizzonte mentre alcune barche galleggiavano sulla riva del lago nero.
    Smise di rimuginare sui mesi passati quando un rumore proveniente alle sue spalle lo costrinse a ritornare con i piedi per terra.*

    @Dorcas_Moore,


  • Dorcas_Moore

    Corvonero Responsabile di Casa

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 6
    Galeoni: 438
        Dorcas_Moore
    Corvonero Responsabile di Casa
       
       

    Dorcas Moore. Sedici anni. Purosangue.


    *Aveva maturato quella curiosa abitudine, con gli anni. Ogni giorno, una volta al giorno, aveva bisogno di soffermarsi a pensare e cercare di fissare dei piccoli punti nella sua vita. Con quella sorta di mantra si focalizzava su tutte le cose inequivocabili della sua esistenza, dalle più basilari e scontate.
    Il suo nome, quello dei suoi genitori, il suo stato di sangue, l’indirizzo di casa.
    Li scandiva lentamente, con cura, cercando di elencare quante più cose possibili. Come se temesse di vederle scivolare via, da un momento all’altro.
    Non sapeva perché avesse iniziato a farlo. Forse si era convinta che la aiutasse a restare con i piedi per terra o che, quantomeno, le impedisse di dimenticare quelle poche cose che ancora sapeva di sé.
    Quella sera, stranamente, era di un umore migliore del solito, quindi aveva deciso di spingersi all’aria aperta, dilungandosi più del dovuto in quelli che erano i suoi incarichi da prefetto.
    Doveva ammettere che le donava come incarico, le persone avevano ancora meno voglia di prima di rivolgerle la parola e questo non poteva che farle piacere.
    Per di più qualsiasi, seppur effimera, forma di potere, la inebriava. Le dava una sorta di scopo, un ruolo, qualcosa per cui era necessaria la sua esistenza. E per persone come lei, sentirsi necessari, molto spesso era fondamentale per sfuggire all’oblio.*


    Corvonero. Sesto anno. Prefetto.


    *Altre tre parole. Altri tasselli della sua vita che si accumulavano su quel muro estremamente basso.
    Un respiro profondo. L’odore umidiccio del prato che le invadeva le narici, i capelli biondi che le accarezzavano il viso mossi dalla brezza leggera. Era una giornata terribile, era improbabile che ci fosse qualcuno all’esterno a quell’ora, eppure non sembrava intenzionata a tornare. Forse era proprio quello che sperava, non trovare nessuno. Restare lì, da sola, a godersi il silenzio della sera, in uno di quei rari attimi di pace in cui la sua testa decideva di darle tregua.
    Continuò a camminare, instancabile, attraversando quasi tutto il giardino. Costeggiò il lago, lasciando che il ruomore dell’acqua che ondeggiava sulle sponde cullasse i suoi pensieri per un po’.
    Sarebbe rimasta lì, a guardare le ultime ombre del sole che sparivano all’orizzonte. Magari con una sigaretta, o anche senza, lasciandosi alle spalle i vizi e i peccati della sua vita quotidiana.
    Avrebbe potuto approfittare del silenzio dei suoi pensieri. Ma qualcosa attirò la sua attenzione.
    Un’ombra, poco distante, che si avvicinava alla rimessa delle barche.
    Avrebbe potuto lasciar stare ma, dopotutto, era pur sempre una corvonero, la curiosità faceva parte del suo DNA.
    Si avvicinò, silenziosamente, non aspettandosi nulla di più che qualche studente in cerca di solitudine. Dopotutto, in una rimessa delle barche, c’era ben poco di losco da fare. Ma con una mano tastò ugualmente la bacchetta, la prudenza non era mai troppa.
    Si affacciò, poggiandosi ad un albero adiacente, e vide un ragazzo, di spalle. Si sporse leggermente, avanzando di qualche passo, fino a che non lo riconobbe.*


    Zack Plans. Prefetto. Serpeverde.


    *Sorrise, scrutandolo per qualche istante, fintanto che non poteva vederla.
    La tristezza intacca la memoria. Era per quello che aveva sviluppato quell’abitudine. L’aveva convinta sua madre in uno dei suoi monologhi sull’importanza della salute mentale. Diceva che era troppo giovane per lasciarsi sopraffare. Per un po’ non le aveva dato ascolto ma poi si era resa conto che c’erano delle cose che valesse la pena ricordare. All’inizio era solo Lysander, centinaia di parole solo per fissarsi la sua immagine in testa, nel terrore di veder scivolare via l’ultima traccia che aveva di lui. Poi non ne aveva avuto più bisogno, quel ricordo le si era attaccato addosso e non la lasciava più andare, quindi si era focalizzata sul resto.
    Aveva scoperto l’esistenza di altre piccole cose che erano in grado di alleggerire quel peso. Non si sarebbe mai azzardata a parlare di felicità, ma la leggerezza, quella le era ancora concessa. E, sorprendentemente, esisteva ancora qualcosa o qualcuno, in grado di donargliela.
    E uno di questi era a pochi passi da lei. Quindi si, c’erano ancora cose che non poteva dimenticare.
    Si scostò dall’albero, muovendo qualche passo verso di lui, il sorriso che ancora le lambiva il viso.*


    Sai Plans, stavo pensando, la prossima volta che ci vediamo perché non una burrobirra in un pub? Questa cosa degli incontri casuali nei posti loschi sta diventando ripetitiva.

    @Zack_Plans,


  • Zack_Plans

    Serpeverde Responsabile di Casa
    MANGIAMORTE

    Dormitorio: Serpeverde
    Livello: 7
    Galeoni: 1333
        Zack_Plans
    Serpeverde Responsabile di Casa
       
       

    *Solitamente riusciva a riconoscere il suo arrivo anche se si trovava di spalle. Il suo profumo e l'odore inconfondibile di quell'essere umano erano, per le narici del Neo Vampiro, inconfondibili eppure in quel momento era forse troppo assorto dai suoi pensieri da accorgersene.
    Lo sguardo fisso verso l'orizzonte mentre alcune barche galleggiavano sulla riva del lago nero.
    Smise di rimuginare sui mesi passati quando un rumore, anzi una voce proveniente alle sue spalle lo costrinse a ritornare con i piedi per terra.
    Quella voce femminile era tutto ciò che riusciva a tenerlo a bada negli attimi di sconforto tipici di un Vampiro. Dorcas aveva fatto tanto per lui da quella volta che aveva scoperto la sua nuova vera natura e gli altri segreti del diciassettenne. L'aveva aiutato a gestire la sua rabbia e la sua sete di sangue e, non sapeva come, grazie a lei c'era riuscito. Piano piano era tornato a frequentare le lezioni scolastiche senza problemi e senza rintanarsi nella sua solitudine in qualsiasi occasione.

    Sai Plans, stavo pensando, la prossima volta che ci vediamo perché non una burrobirra in un pub? Questa cosa degli incontri casuali nei posti loschi sta diventando ripetitiva.

    *Zack non potè che sorridere a quella sua affermazione così azzeccata.
    Era da quasi un anno circa che i due si punzecchiavano, si guardavano, si abbracciavano e si baciavano nascosti dal resto di quel castello pieno di adolescenti che in comune con loro avevano solo l'età. Erano così diversi dagli altri studenti, ma il conoscere i segreti più reconditi dell'altro li rendeva legati in modo che nessuno dei loro compagni di classe si sarebbe mai immaginato.*

    Effettivamente hai ragione.

    *Affermò lo studente dell'ultimo anno.
    Si avvicinò leggermente alla sua figura, tenendo a bada ogni muscolo del corpo e quella voglia irrefrenabile di mostrare i canini ed usarli.
    L'unica occasione in cui i loro compagni di scuola li avevano visti in reciproca compagnia era stato allo Yule Ball, cioè qualche mese prima, da quella volta quasi mai si erano mostrati mano nella mano in pubblico.
    Lo sguardo cristallino del ragazzo si posò sul volto candido e perfetto di lei. La pelle liscia e quasi diafana, le gote leggermente rosee le labbra carnose ma eleganti, gli occhi grandi ma dal profilo tagliente. Era sempre bellissima e meravigliosa e lui, chiuso nella sua introversione, non gliel'aveva mai detto.
    C'erano tante cose che non le aveva mia detto a cuore aperto, per via del suo carattere, ma forse quella era l'occasione giusta.
    Da li a qualche mese Zack avrebbe lasciato Hogwarts definitivamente e si sarebbe buttato in un mondo forse troppo grande per un mago come lui, e forse era giunto davvero il momento di dirle tutto quello che gli passava per la mente da qualche mese a quella parte.*

    Che ci fai qui Prefetto?

    *Domandò il Serpeverde ignorando, in quel momento, le sensazioni che provava ogni volta che la osservava.
    La sua voce si soffermò principalmente sull'ultima parola, la stessa che tanto Zack detestava. Ci aveva sempre scherzato su, soprattutto sui compiti da Prefetto che tanto detestava beh da quell'anno anche lei possedeva la sua stessa spilla appuntata sul petto a pochi centimetri della stemma della casa di appartenenza.*

    @Dorcas_Moore,


  • Dorcas_Moore

    Corvonero Responsabile di Casa

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 6
    Galeoni: 438
        Dorcas_Moore
    Corvonero Responsabile di Casa
       
       

    *Lo vide voltarsi al suono delle sue parole, il viso che prendeva forma così come la sua mente lo ricordava.
    Non l’aveva sentita arrivare, curioso, non pensava che avrebbe mai avuto più occasione di sorprenderlo da quando i suoi sensi si erano acuiti.
    Si avvicinò di qualche passo, scrutando il suo sorriso e la sua espressione rilassata, mantenendo il volto pacatamente inespressivo. Doveva ammettere che non le dispiaceva averlo intorno. Ormai era come se si fosse quasi assuefatta alla sua presenza. Non aveva bisogno di chiedersi il perché, non aveva la presunzione di domandarsi cosa la legasse a lui. Sapeva solo che la faceva stare bene, a volte, e che quella non era una cosa che le riusciva facile di solito.
    Forse era un pensiero egoistico ma, dopotutto, persone come loro non potevano permettersi di mettere se stessi in secondo piano.
    Sorrise, sollevando lo sguardo in un’espressione fintamente altezzosa.*


    Io ho sempre ragione Plans


    *Le cose tra loro non erano cambiate molto da quella notte nella sala dei trofei. Gli stessi silenzi, gli stessi sguardi di sottecchi, gli stessi attimi condivisi lontano da sguardi indiscreti. Condividevano più segreti, forse, più debolezze, sicuramente, ma la sostanza, ad occhio estraneo, era sempre la stessa.
    Era come se non facessero altro che appoggiarsi l’uno sull’altro, cercarsi nel bisogno, inconsciamente, illudendosi di essere ancora in grado di farcela da soli.
    Le cose non erano cambiate affatto ma forse era perché erano loro a non essere cambiati. Erano cambiati i problemi, gli ostacoli, le aspettative, ma loro erano sempre gli stessi, schiacciati da pesi diversi che a distanza di mesi ancora gli impedivano di respirare.
    Erano bloccati in quel limbo che nessuno aveva voglia di definire, incastrati in un passato che li portava a compiere scelte sbagliate alle spese di un futuro che non si sforzavano di immaginare.
    Eppure non era opprimente, ci si abitua dopo un po’ anche a vivere così, senza aspettative.
    Accennò un sorriso, avvicinandosi quel tanto che bastava per porsi a pochi passi da lui.
    Lo guardava senza una particolare espressione, il capo lievemente inclinato verso l’altro per lasciare che i loro sguardi si incrociassero.
    I capelli biondi le incorniciavano il viso pallido, mentre ciò che restava del sole illuminava ciò che restava di lei. Si era sbiadita, in quei giorni. Non che fosse mai stata particolarmente luminosa ma quei giorni non le avevano fatto bene. La pelle pallida e sfibrata, il viso asciutto, più di quanto avrebbe voluto, sembrava quasi sparire nel mantello della divisa.
    Quanto a lui, beh, da quando aveva iniziato a succhiare sangue non è che scoppiasse di salute.
    Potevano essere meglio di così, c’era sicuramente stato un tempo in cui erano stati meglio di così.
    Distolse lo sguardo.*


    Ho anche io i miei segreti Plans


    *Rispose accennando un sorriso sarcastico e puntando lo sguardo verso l’esterno. Si stirò il mantello con la mano destra, sfiorando la tasca con le sigarette, il pizzico della tentazione che le stuzzicava le dita. Un tempo riusciva a controllarlo, neanche ricordava più quando avesse smesso di farlo. E quello non le sembrava sicuramente il momento per tornare sui suoi passi, pensò tirandone fuori una per portarsela alle labbra. Gettò un’occhiata al ragazzo al suo fianco, mentre avvicinava un accendino arancione alla punta della sigaretta nel tentativo di accenderla.*


    Tu piuttosto, come stai?


    *Non le interessava sapere perché fosse lì, cosa avesse fatto o come passasse il tempo quando non era con lei. Quindi non lo avrebbe chiesto. Quella era l’unica domanda che sentiva il bisogno di fare, l’unica domanda per cui pretendeva una risposta, sempre. L’espressione impenetrabile e il tono apparentemente disinteressato, ma lo sguardo indurito da una tacita richiesta di sincerità. Per poi continuare, con una vena di ilarità.*


    Tua madre non te lo ha mai detto che non ci si va a deprimere sulle sponde di un lago? A meno che tu non stia aspettando un appuntamento al buio, in tal caso ottima scelta


    @Zack_Plans,




    Ultima modifica di Dorcas_Moore 2 settimane fa, modificato 1 volta in totale


  • Zack_Plans

    Serpeverde Responsabile di Casa
    MANGIAMORTE

    Dormitorio: Serpeverde
    Livello: 7
    Galeoni: 1333
        Zack_Plans
    Serpeverde Responsabile di Casa
       
       

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    @Dorcas_Moore,



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