• Cosetto_Silverwing

    Corvonero Certificato

    Dormitorio: Corvonero
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    Duello tra Roxas di Serpeverde e fernando1996 di Corvonero

    Luogo: Camera dei Segreti (ispiratevi sia al libro che al film)
    Numero di interventi: 6 [1 introduzione; 4 di incantesimi (2 a testa); 1 conclusivo]
    Primo post: Roxas

    Si sa che una persona ha in sè bene e male. Per i Serpeverde talvolta le due cose sono spoporzionate, e la voglia di conoscenza tanta, troppa per esser repressa. Roxas ha scoperto l'entrata verso la Camera dei Segreti, e con un Dizionario di Serpentese alla mano è quasi risucito ad entrare nella stanza.

    Ora, diversi piani sopra, fernando1996, insospettito lo ha seguito e sta per arrivargli dietro. Tra i due vi sarà battaglia, come tra bene e male, finchè uno no prevarrà.

    Riuscirà il nostro impavido Corvonero a fermare la sete di sapere e potere di Serpeverde? Il destiono è in mnao vostra: duellate!

  • Roxas

    Serpeverde

    Dormitorio: Serpeverde
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        Roxas
    Serpeverde
       
       

    PRIMO POST-INTRODUZIONE
    _____________________________________________________________________________________
    Era mezzanotte in punto quando uscii dall'ombra del mio letto a baldacchino, vestito con il lungo mantello nero fino alle caviglie, stivali neri e guanti neri. Alzai il cappuccio, prima di mettermi seduto sul letto con delicatezza, per non rischiare di interrompere il sonno dei miei amici.. o meglio, non dovevo svegliare Axel, o mi avrebbe tempestato di domande.. e c'era così tanto da vedere.. da scoprire! Forse sarebbe stato perfino pericoloso.. e non potevo permettere a nessuno dei miei amici di rischiare la pelle per colpa della mia sciocca sete di sapere! Era per questo che non ne avevo fatto parola con Lalla, la mia ragazza. Mi sembrò quasi di sentire un pugno allo stomaco per il senso di colpa. Ma non volevo esporla ad alcun rischio: come dirle che avevo trovato l'entrata della Camera dei Segreti? Mi avrebbe di certo seguito.. e qualsiasi cosa ci fosse stata li dentro.. beh, non le avrei mai permesso di rischiare la vita. Ma io.. ero figlio di due Mangiamorte, come avevo scoperto da pochi giorni, e per di più ero un Rettilofono. Certo, non ero tutto questo fior di Rettilofono.. ma era per questo che avevo passato gli ultimi due mesi a studiare un Dizionario di Serpentese, inviatomi dal mio elfo domestico Moguri, assieme ad una lettera, ed ora conoscevo questa lingua parecchio bene. Mi alzai così dal letto, sentendo il Dizionario nella tasca, prima arrivare alla porta, sussurrando a malincuore ai miei amici, da sotto l'ombra del cappuccio:

    Perdonatemi...

    Così aprì la porta, uscendo fuori dalla stanza e richiudendola con delicatezza, per poi cacciare fuori dalla tasca la bacchetta d'Ebano e pelle di Basilisco, puntandomela agli occhi e mormorando:

    Visibula Noctambulus.

    Subito la Sala Comune dei Serpeverde, dapprima oscurata dalle tenebre, apparve chiara e luminosa ai miei occhi incatati, e così riposi la bacchetta in tasca, uscendo dalla Sala Comune, diretto al secondo piano, al bagno di Mirtilla Malcontenta. Le scale erano illuminate dalla luce debole e fioca delle fiaccole, che tuttavia rischiarono di accecarmi per via dell'incantesimo che mi ero lanciato contro. Cominciai così a salire le scale, quando ad un certo punto mi senti tenuto d'occhio, seguito. Accellerai così il passo, stando attento a non far capire al mio inseguitore che mi ero accorto della sua presenza. Tuttavia sentivo la bacchetta nella tesca, e se mi avesse attaccato, sarei stato pronto ad accoglierlo. Ma nulla accadde, così entrai nel bagno di Mirtilla, recandomi all'entrata della Camera. Appena apri la porta, una vocetta stridula e familiare, irritante in poche parole, mi accolse:

    Roxas Kivàr Armstrong, cosa stai facendo qui, a quest'ora di notte??

    Sbuffai appena, senza rivolgerle molta attenzione, ma lei continuava a parlare, parlare, parlare...

    Sta un pò zitta, Mirtilla.. ho da fare, e non ho tempo da perdere.

    Potevo sentire su di me il suo sguardo irritato e carico di disappunto e indignatura. Aveva fatto breccia nella mia gelida corazza, così le mormorai con un sorriso divertito, facendole l'occhiolino da sotto il cappuccio:

    Scusa ma ora ho davvero da fare. Mi farò perdonare, promesso!

    Così la vidi sorridere, e mi voltai verso il lavandino, emettendo un lungo sibilo, che voleva stare a significare "Apriti!" Vidi il lavandino scendere giù per il pavimento, scoprendo un grande buco in esso. Fu così che Mirtilla mi parlò, angosciata:

    Ma.. Roxas! No, non scendere laggiù! E' pericoloso, e l'ultimo ad entrarci è stato...

    La interruppi con un sorriso, senza distaccare lo sguardo dal buco, dicendole con sicurezza:

    Lo so..

    Poi mi voltai, dicendole divertito e carico di adrenalina e gioia, miste a spirito di avventura:

    .. ma spero che se le cose non dovessero andare per il meglio, sarai disposta a dare anche a me il benvenuto nel tuo gabinetto!

    Scoppiai così a ridere, lanciandomi in caduta libera nel tuo, scivolando con un sorriso deciso sempre più all'interno della Camera dei Segreti: no, sarei tornato dalla mia Lalla sano e salvo.. sarei tornato per guardare ancora il mio dolce angelo dagli occhi azzurri e i capelli castani. Sarei tornato vivo per sentire il suo profumo e vederla ridere! Si, perchè quella era la mia unica ragione di vita. Ero stato fin dall'età di dieci anni un bambino perso, smarrito.. ma lei mi aveva trovato, si era curata di me.. e io avrei fatto lo stesso per lei. Ridussi gli occhi a due fessure, deciso: sarei tornato da lei, per restarle accanto. Qualche secondo dopo procedevo a passo lento all'interno di un corridoio sotterraneo. La punta della bacchetta era accesa dall'incanto Lumos, e la mia testa era leggermente piegata per via del soffitto non abbastanza alto per la mia bella statura. Giunsi alla fine del tunnel buio dopo qualche minuto e con qualche difficoltà, tanto era buio ed umido, ma alla fine di questo trovai due serpenti di pietra attorcigliati, con gli occhi di smeraldo. Strinsi la bacchetta nella mano, preparandomi ad entrare nella Camera dei Segreti: la cosa strana.. è che non avevo paura! Ero eccitato.. ero curioso di scopirire cosa c'era oltre quell'accesso.. e così emisi nuovamente lo stesso sibilo di prima, vedendo i serpenti sciogliersi dall'intorciglio, e la parete alle loro spalle cominciò ad allargarsi, mostrando l'entrata. Non mi ero mai spinto tanto oltre.. ma dovevo. Entrai così nella Camera, spegnendo la punta della bacchetta ed avanzando sicuro. Mi ritrovai in una lunga sala, dove stranamente c'era luce, anche se fioca, e dei serpenti circondavano questo corridoio centrale. I miei passi rimbombavano lenti e minacciosi, mentre iniziavo a scorgere un grande viso inciso nella pietra: Salazar Serpeverde. Arrivai davanti al suo volto, iniziando così a sfiorare la levigata pietra, sentendo nuovamente qualcuno osservarmi. Ero solo.. o no? Così dissi con voce calma, un pò minacciosa, restando di spalle:

    E' dalla Scalinata che mi stai seguendo..

    Così mi voltai, aspettando che chi mi aveva seguito con tanta dedizione uscisse allo scoperto:

    .. chi sei?



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  • Fernando_Cipriano

    Corvonero

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    SECONDO POST- Incantesimo ‘’EXPELLIARMUS’’




    Ciao Fè, notte!

    Notte Lalla… A domani!

    *e così salutai Lalla, per poi imboccare la scala a chiocciola per il dormitorio maschile: avevo discusso a lungo con la mia migliore amica e questo mi aveva distratto dalla missione di quella notte. Il sonno mi stava tradendo; tenevo gli occhi semichiusi. Mi fermai sul terzo scalino acuendo l’udito: la porta del dormitorio femminile si chiuse con uno scatto. Ritornai in sala comune impugnando dapprima la bacchetta. Ero agitato, insomma, non era da me fare certe cose: avrei infranto nel giro di poche ore (si prometteva di poche ore), forse, centinaia di regole della scuola. Sarei stato espulso, se beccato; ma non mi importava più di tanto se venivo espulso; se era quella la pena da subire, in tal caso sarebbe andato in fondo, non ero un tipo da tirarmi indietro. Chi era quel Roxas Kivàr Armstrong? Il presunto fidanzato della sua migliore amica, chi era in realtà?*

    Cinque ore prima…

    *La biblioteca era poco affollata quel pomeriggio; avevo quasi terminato il mio compito di Alchimia. L’argomento mi aveva talmente preso da spingermi nel reparto proibito.
    Varcai il cancelletto che separava le due aree ritrovandomi faccia a faccia con un ragazzo alto quanto me: Roxas mi guardò dal basso verso l’alto e poi mi sorrise, in una sorta di saluto; stringeva un libro nero, le lettere in rilievo dorate spiccavano: ‘’Serpentese doc’’. Strinsi le sopracciglia, quasi stordito; il gesto non sfuggì al serpeverde che coprì con la mano il titolo, inutilmente.*

    Cosa nascondeva?

    *Rox uscì a passo veloce dall’area proibita; qualcosa svolazzò per aria. Un pezzo strappato di pergamena si posò danzando sul pavimento di pietra. Lo raccolsi:*


    Mezzanotte- Camera dei Segreti

    *Rimasi seduto ad uno dei tavoli affiancati agli scaffali per più di mezz’ora; cosa voleva dire ciò? Probabilmente degli studi approfonditi. Ma no, cosa c’entrava la mezzanotte?
    Dopo un’altra mezz’ora di analisi alzai il capo con gli occhi spalancati… Tutto tornava.*


    *Quel flashback mi rinfrescò le idee: stavo perdendo fin troppo tempo; perché gironzolavo titubante attorno al tavolino? Non era il momento per ospitare ‘’madame Agitazione’’. I quadri nei ritratti russavano beatamente e cercai di non svegliarli attraversando la stanza in punta dei piedi, inciampando sul liscio tappeto e sbattendo a terra; mi rialzai velocemente, alterato, e fuggii dagli insulti dei ritratti poltroni.
    Il pianerottolo del quinto piano non ospitava nessuna vigilanza quella notte, probabilmente Mavero e Cosetto erano già a letto. Il cammino non fu’ una passeggiata, in quanto: uno, i ritratti delle pareti mi canzonavano al passaggio, e due, sentivo lo sghignazzare di Pix nelle vicinanze. Voltai il capo per tutto il tragitto, rischiando quasi di beccarmi un torcicollo. Mi asciugai la fronte; quando ero agitato era inevitabile il sudore sulla fronte.
    Il resto invece era silenzio; non sentivo l’eco dei passi di nessuno fino a quel momento, che bella consolazione! Dovevo comunque cercare di rimanere calmo, non dovevo farmi scoprire e sarebbe filato liscio. Avrei aperto gli occhi alla mia amica, forse deludendola, ma la sua sicurezza era fondamentale.
    Dopo cinque minuti mi ritrovai davanti una porta scheggiata, di legno, robusta, consunta ai lati, dai quali ogni tanto qualche ragno faceva entra ed esci. La spinsi lentamente. Fino ad ora nessuna traccia di Ro… Mi buttai capofitto dietro un’armatura, che traballò appena scricchiolando. Chiusi gli occhi e cominciai a imprecare e a pregare.*

    Non ti girare, non venire da questa parte, cammina avanti, non venire da qui…

    *Gli occhi chiari del ragazzo scrutarono verso la penombra in cui stavo accovacciato, tanto accovacciato che un contorsionista avrebbe potuto cedermi il proprio posto al circo.
    Tuttavia, pregai bene; il ragazzo si voltò, inconsapevole della mia presenza. I serpeverde allora erano davvero ingenui come tanti dicevano. Invece io avevo sempre pensato che Armstrong era un ragazzo a posto, che trattava bene Lalla, che era degno di lei. Ma questo non lo mettevo in dubbio, ma chiunque volesse entrare nella camera dei segreti di certo non aveva buone intenzioni. Sarei riuscito a fermarlo, costasse quel che costasse.
    Rox, al mio contrario era noncurante di tutto: era disinvolto; proprio in quel momento svoltò l’angolo, l’angolo che portava al bagno delle donne, infestato da Mirtilla Malcontenta.
    Rimasi accovacciato fin quando non ebbi la certezza che il serpeverde aveva svoltato. Poi, col respiro mozzato dalla posizione tenuta per circa un minuto (che a me sembrarono cinque), mi alzai con le costole doloranti e ripresi la mia corsetta silenziosa, appena in tempo per poter scorgere il mantello nero svolazzare oltre la porta del bagno delle donne. Lentamente, molto lentamente, mi avvicinai alla piccola porta, mi piegai e spiai dalla fessura dove avrebbe dovuto esserci una chiave: Roxas confabulava con qualcosa che non riuscivo a vedere, sembrava che parlasse con il muro e mi trattenni dal ridere allo sciocco pensiero. Poi si voltò verso il prisma di lavandini: sapevo cosa stesse per succedere.
    I lavandini rientrarono nel pavimento e un grosso varco circolare prese il loro posto. Per la prima volta vedevo il passaggio che portava alla camera dei segreti. Deglutii, scioccato, ma allo stesso tempo affascinato, agitato… felice? No, ma cosa dico… Ma tanti stati d’animo si susseguirono in un arcobaleno in meno di un secondo. Poi successe quello che supponevo da quel pomeriggio: con un balzo Rox sparì. Era appena entrato nella camera dei segreti. Ero in preda al panico. Potevo pure andare a chiamare qualche professore ma sarei stato punito anche io, ne valeva la pena? Forse si… Avrei evitato il peggio, ma c’era comunque qualcosa a tenerlo inchiodato lì dov’era. Posai la mano sulla maniglia fredda della porta e la feci scattare. *

    Oh, Ferny!!! Ciao…

    *Mirtilla si precipitò in volo davanti a me. Mi sorrideva e ridacchiava coprendosi la bocca con una mano. Non capivo se mi stesse prendendo in giro o mi stesse facendo moine; non mi piacevano quel tipo di cose, ma Mirtilla era un tipo, anzi, un fantasma, che se la prendeva al minimo disaccordo e quindi dovevo fare attenzione ad ogni minima lettera che pronunciavo. In quel momento non trovavo le parole per togliermela di dosso.*

    Ehm…Mirtilla, chi è passato da quel varco?

    *Fui piuttosto diretto e Mirtilla mi osservò quasi offesa, per poi assumere un’espressione di nuovo seria, anzi spaventata. Continuava a spostare lo sguardo dal buco nero e me. Cominciavo a stancarmi della situazione.*

    Non so se dovrei confessare questa cosa, ma il signorino Armstrong è appena entrato nella camera dei segreti…

    *Mentre il fantasma finiva la frase, mi avvicinai all’entrata e sospirai.*

    Tum…Tum…Tum…

    *Sentivo chiaramente il cuore pulsare e scandire,forse, gli ultimi momenti che avrei vissuto ad Hogwarts. Non sapevo nemmeno se esagerassi, ma a ritrovarsi a guardare in una distesa oscura era una cosa mozzafiato e orribile, sembrava di essere nello spazio, nell’infinità. Mirtilla nel frattempo continuava a guardarmi e a parlare irrefrenabilmente. Non davo ascolto alle sue parole, ero troppo distratto e mi snervava quella parlata squillante e canzonante. Non ci pensai di più perché sapevo che se stavo lì a riflettere, uno, avrei cambiato idea ogni momento, e due, forse Roxas avrebbe già concluso ciò che voleva.*

    A dopo Mirtilla

    *Mi buttai a capofitto nel nero infinito, ad occhi chiusi: sentii l’ultima goccia d’acqua che perdeva dalle tubature, il gridolino di Mirtilla, il tutto colmato dal vento che mi scompigliava i capelli. Ora scivolavo sul marmo rotolavo sul pavimento ruvido e sgretolato. La polvere si alzò e tossicchiai appena. Mi alzai e mi scrollai la polvere dal mantello nero.
    La stanza in cui mi trovavo era di un color verdastro e puzzava di umido. Davanti a me vi era un lungo tunnel che si chiudeva in un varco di luce. Mi guardai intorno: che posto sconcio.
    Roxas doveva essere in fondo. Dovevo fermarlo, anzi l’avrei fermato. Respiravo a fatica, e l’agitazione che lo aveva accompagnato dalla sala comune fino a lì, non migliorava di certo il quadro della situazione. Cominciai a scappare, e man mano mi avvicinavo alla meta. Affondai più volte il piede nelle pozze d’acqua: odiavo quella sensazione.
    Mi fermai in prossimità di quel secondo varco. Mi piegai sulle ginocchia per riprendere fiato, sembrava avessi un attacco d’asma (una strana ‘’malattia’’ babbana).
    Procedetti ritrovandomi in un ponte di pietra affiancato via via da teste di serpente fatte di pietra. Sulla parete frontale era scolpito un volto grande: il volto di Salazar Serpeverde. Roxas contemplava affascinato al di sotto l’opera che, dovevo ammetterlo, era grandiosa, tanto quanto fosse malvagio il personaggio raffigurato. Ancora una volta mi buttai a capofitto, evitando di farmi beccare dal fidanzato di Lalla. Un tonfo aleggiò nella stanza, chiaro alle orecchie del serpeverde. Mi ritrovai nuovamente a pregare affinché non si fosse accorto della presenza di qualcuno: ma chi ci poteva essere oltre a lui nella Camera dei Segreti? La sua supposizione era vera.*

    E’ dalla scalinata che mi stai seguendo…

    *cominciò il ragazzo; sbiancai in un nano-secondo*

    …chi sei?

    *Spalancai gli occhi… Lui sapeva che lo stavo seguendo da circa… mezz’ora? E io credevo che i serpeverde fossero tonti… No, non erano tonti, erano furbi, furbi e ambiziosi, altrimenti cosa spingeva Roxas lì quella notte? Era giunta l’ora di uscire allo scoperto, alla fine ero lì per fermarlo, no?
    Lentamente, con la bacchetta stretta, uscii allo scoperto contemplando meglio il posto in cui mi trovavo.
    Ora ero meno agitato, ma disgustato, disgustato da quel ragazzo, colui che si era sempre dimostrato come uno a posto, ma non era così. Era vero che non bisogna mai giudicare dalle apparenze; le persone bisogna conoscerle a fondo. *

    Oh, niente di che Armstrong, ero solo venuto a curiosare, a scoprire la vera identità di certe persone… La tua identità, chi sei veramente?

    *A questo conoscevo la risposta, ma era più un’umiliazione che una domanda. Guardavo quegli occhi di ghiaccio con disgusto, rabbia; io odiavo l’ipocrisia. Dovevo stare in guardia però, dovevo accertarmi sicurezza, forse era più prudente disarmarlo, ma se non ci sarei riuscito, allora sapevo che avremmo dato inizio a un duello, un vero duello però, non come quelli tra amici.*

    Ti terrò buono, non si sa mai…

    *Alzai la bacchetta con uno scatto molto veloce e con gesto altrettanto veloce pronunciai chiaramente l’incanto di disarmo, un incanto che molti lo consideravano inutile, ma che per me era un attacco che avrebbe stordito l’avversario, il quale, forse, si sarebbe aspettato uno Stupeficium o qualcosa del genere*

    EXPELLIARMUS!!!

    Citazione:
    EXPELLIARMUS
    Descrizione: è il classico incantesimo di disarmo e serve a far volare via dalle mani dell'avversario la sua bacchetta magica e sbalzarlo indietro
    Tipo: incantesimo offensivo
    Durata: istantanea
    Consigliato: per disarmare l'avversario e lasciarlo senza protezione o mezzi d'attacco
    Avvertenze: è un incantesimo piuttosto semplice ma molto efficace e, se eseguito correttamente, può mettere in difficoltà anche un mago esperto e potente
    Livello Richiesto: 2


    *Un lampo giallo partì dalla mia bacchetta di agrifoglio verso la sagoma del serpeverde; l’avrei colpito? Speravo di si… Dovevo metterlo K.O, cambiamento di programma, visto come si mettevano le cose. Sorridevo, tra maligno e divertito. Un nuovo lato di me, a me sconosciuto addirittura, sembrava presentarsi in certe occasioni. Quella notte non si sarebbe visto il solito Fernando, ma un lato di me ignoto anche all’Onnipotente.*

  • Roxas

    Serpeverde

    Dormitorio: Serpeverde
    Livello: 4
    Galeoni: 236
        Roxas
    Serpeverde
       
       

    TERZO POST-INCANTO "Protego"
    ____________________________________________________________________________________
    Eccolo li, l'impiccione di turno. Era un Corvonero.

    Oh, niente di che Armstrong, ero solo venuto a curiosare, a scoprire la vera identità di certe persone… La tua identità, chi sei veramente?

    Abbassai così il mio cappuccio con la mano destra, mentre nella sinistra tenevo ben stretta la bacchetta nera e lucida, con un sorriso estremamente divertito sulle labbra: chiunque fosse conosceva il mio cognome, per lo meno, ma io non conoscevo lui. Mi scappò quasi subito da ridere, ripensando alle sue parole da Giustiziere Mascherato o lo Sherlock Holmes di Hogwarts. Mmm, si, il secondo soprannome ci stava proprio. Ma perchè non chiarire al ragazzo ciò che scatenava il suo atteggiamento, le sue parole, in me? Presi un breve respiro, senza abbandonare il sorriso che avevo stampato in faccia ( non potevo farci niente, mi aveva troppo divertito ), prima di dirgli in tono pacato, calmo e tendente al riso:

    Non sono certo di conoscerti abbastanza bene da rivelarti i miei segreti, Cipriano.. e non credo tu possa pensare che riveli la mia identità ad un perfetto sconosciuto, ti pare?

    Era Ferdinando, il migliore amico di Lalla. Me ne aveva parlato, ed in qualche modo avevo riconoscito in quel ragazzo che mi si parava davanti la copia sputata.. e speravo comprendesse il mio ragionamento. Non era poi un concetto tanto assurdo.. e poi, anche se fosse stato il mio migliore amico, non gli avrei detto nulla. Non per cattiveria o altro.. ma proprio per tenere lontane da guai persone che non c'entravano nulla: era una questione che riguardava me e me soltanto. Dovevo sapere.. il perchè. Ridussi così gli occhi a due fessure, ragionando: ok, non volevo fargli del male. Non volevo perchè infondo non mi aveva fatto nulla! E poi.. era il migliore amico di Lalla! Non potevo ferirla così.. non potevo far del male al suo migliore amico. Sapevo cosa voler dire tenere all'incolumità delle persone a noi care: altrimenti perchè mi ero recato li da solo? Mentre pensavo, la voce di Fernando mi riportò alla relatà, e alle sue parole mi si gelò il sangue nelle vene.

    Ti terrò buono, non si sa mai…

    Era fatta, non avevo altra scelta: avrei dovuto combattere contro di lui, fargli del male.. rischiando di perdere Lalla. La rabbia mi accecò: avrei sistemato le cose con Lalla più tardi.. ma intanto avrei insegnato a lui, la causa di tutto quel macello, a farsi gli affari suoi. Sentì così la sua voce come fosse lontana, mentre pronunciava, in ciò che mi apparve un suono ovattato il classico incantesimo di disarmo:

    EXPELLIARMUS!!!

    Citazione:
    EXPELLIARMUS
    Descrizione: è il classico incantesimo di disarmo e serve a far volare via dalle mani dell'avversario la sua bacchetta magica e sbalzarlo indietro
    Tipo: incantesimo offensivo
    Durata: istantanea
    Consigliato: per disarmare l'avversario e lasciarlo senza protezione o mezzi d'attacco
    Avvertenze: è un incantesimo piuttosto semplice ma molto efficace e, se eseguito correttamente, può mettere in difficoltà anche un mago esperto e potente
    Livello Richiesto: 2


    Riaprii così gli occhi, senza degnare neanche di uno sguardo il mio avversario, sussurrando a mezza voce, alzando lentamente la bacchetta, prima di sussurrare a mezza voce:

    Protego.

    Citazione:
    PROTEGO
    Descrizione: crea uno scudo in grado di contrastare gli incantesimi più semplici
    Tipo: incantesimo difensivo
    Durata: istantanea
    Consigliato: per proteggersi da tutti gli incantesimi di livello medio-basso
    Avvertenze: è inefficace sia contro gli Incantesimi Oscuri sia contro le Maledizioni Senza Perdono
    Livello Richiesto: 1


    Avevo usato quell'incanto appena in tempo: pochi istanti dopo, potei udire chiaramente il fragoroso cozzare dell'incanto di Fernando contro il mio sortilegio scudo. Avevo pronunciato la formula in un sussurro, con calma.. ma il mio cuore era carico di rabbia.. di angoscia. Avevo paura, paura che avrei perso Lalla.. una paura folle! Ma avevo una reputazione da difendere.. ed amici da salvare.

    Che cosa vuoi sapere tu di me?

    Sussurrai in tono basso ma con voce tremante, come una bomba che sta per esplodere. Rialzai così di scatto la testa, stringendo ancora più forte la bacchetta nella mano sinistra, mentre scintille verdi e argentee sprizzavano fuori dalla bacchetta, bucando il pavimento ai miei piedi di qualche centimetro. Cominciai così ad urlare, mentre altre scintille fuoriuscivano dalla punta della mia bacchetta, vorticando per la stanza, nere come la pece.

    Che ne sa di me, un Corvonero, che pretende di risolvere i "grandi misteri della vita"? Non è affar tuo, quel che faccio nella Camera dei Segreti!

    Lo guardai dritto negli occhi, seppur non muovendomi da li, recuperando la calma, prima di dirgli con tono duro, tagliente e gelido:

    Credevo la dote più nota dei Corvonero fosse l'intelligenza. Beh, non ne hai dimostrata venendo qui. Questo posto è pericoloso, e se volevi giocare al coraggioso Grifondoro, dovevi pensarci prima di sussurrare con il tuo cervellino da cornacchia al Cappello Parlante: "Corvonero".

    Continuai, con un sorriso maligno, sentendo il mio cuore da serpe velenosa battere ancora, pungente:

    E poi, per favore, non fare con me il Serpeverde.. perchè non lo sei!

    Risi divertito al solo ricordo del suo modo di fare da "supercattivo", prima di cercare di impartirgli una bella lezione sulla mia nobile Casata.

    Sai.. potrai battermi a questo duello... forse! Ma non potrai mai farlo in malignità. Si! Perchè è di cattiveria e malignità che qui si parla! Vero, i Serpeverde e i Corvonero hanno in comune il fatto che entrambi si impegnano al massimo per raggiungere i propri scopi..

    Mi interruppi con un sorrisetto, facendogli notare, muovendo un dito in aria, come la bacchetta di un maestro d'orchestra, cercando di essere chiaro e non fargli perdere alcun passaggio, per poi continuare:

    .. ma a differenza vostra, noi raggiungiamo i nostri obbiettivi senza farci scrupoli! E sai cosa ci vuole per fare questo? Si, esatto, ne abbiamo parlato prima: cattiveria. Ma non solo! Devi essere anche D-E-C-I-S-O. Non puoi startene li, con l'espressione da duro a fare il figo! Deve essere una cosa che ti parte dall'animo.. una cosa naturale.

    Gli rivolsi così un sorriso carico di perfidia, da degno Serpeverde, prima di esclamare con tono di voce dolce e mellifluo, senza perdere quello sguardo che non prometteva nulla di buono:

    Perciò coraggio, uccellaccio del malaugurio, mostra a questo infido serpente di cosa sei capace!

    Ero carico.. della mia natura da Serpeverde. Un'esperienza tutta da pregustare, siccome nessuno era riuscito in tale impresa. Ora ero li, a guardarlo con espressione maligna, ma diverita.. ed aspettavo una sua mossa: mi sarei di certo divertito..



    Ultima modifica di Roxas oltre 1 anno fa, modificato 1 volta in totale


  • Fernando_Cipriano

    Corvonero

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 8
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    TERZO POST- ATTACCO COMBO ‘’ORBIS+ INCARCERAMUS’’




    *La barriera azzurrina evocata da Roxas si sollevò a mezz’aria tra i due giovani. L’incanto offensivo al contatto del sortilegio scudo si dissolse come assorbito da una spugna. Me lo dovevo aspettare; insomma, quante probabilità avevo affinché il mio attacco andasse a segno? Fu’ una prova ulteriore che rafforzò la teoria di immagine di quel serpeverde, tipico: astuto, attento, freddo e pronto. Alla minima distrazione avrei rischiato grosso; non dovevo permettermi nemmeno di grattarmi la testa. Così come la barriera aveva ‘’assorbito’’ il mio attacco, così Roxas avrebbe assorbito i miei errori. Mi scrutava con gli occhi di ghiaccio, infastidito, arrabbiato come una vipera. A momenti gli sarebbe uscita una lingua da serpente. Io sapevo provocare bene, ma lui riusciva comunque a tenermi testa.
    Pensai per una frazione di secondo a cosa stesse succedendo molti piani più sopra; si sarebbero accorti che mancavano degli studenti? E se si, avrebbero mai immaginato dove si stessero trovando in quel momento? Non mi importava più di tanto ora, il danno era fatto e non c’era più possibilità di riparazione; pensai a Lalla che se ne stava sopra a dormir beata e alla sua faccia dopo la notizia sconvolgente.
    Per un momento parve che si fosse alzato il vento, ma in realtà era probabilmente la brutta corrente che si era instaurata tra me e il biondino.
    Sentii il sudore sulle mani, la bacchetta scivolare di qualche millimetro, e più volte la raddrizzai sul palmo.*

    Pluc… Pluc… Pluc

    *Il filo sottile d’acqua che perdeva si stagliava su una pozza d’acqua lì da qualche parte, a scandire i pochi minuti che rimanevano affinché uno, tra me e lui, attaccasse. Volevo finirla veloce, i serpeverde erano anche imprevedibili e poco controllati in certe situazioni. Perché non attaccava? Giocava sulla difensiva o stava elaborando qualche idea diabolica?! Che sciocco, la sua furbizia del resto, non poteva nemmeno mettersi a confronto con la mia capacità di ragionare, di escogitare. Però ci voleva qualcosa di davvero sensazionale per sorprenderlo e metterlo in difficoltà. Ma cosa? Perché non riuscivo a ragionare?*

    Avanti, elabora un po’…

    *mi sussurrava la ragione; ma qualcosa di esterno mi costrinse a lasciar perdere; Roxas, che fin’ora era stato ad osservare si era stancato quanto me a rimanere come due marionette nel mezzo della camera dei Segreti a scrutarsi l’un l’altro.*

    Che cosa vuoi sapere tu di me?

    *il tono della sua voce non era pacato, ma sembrava sull’orlo dell’ira; respinsi quel pensiero che mi metteva paura. Su di me l’urlo metteva un senso di debolezza, ma di certo non sarei rimasto lì imbacuccato a sentirmi apostrofare… Da quel verme schifoso ipocrita no… Ora mi cominciavo a stancare. Dentro di me ribolliva qualcosa: sembrava wischy Incendiario. A momenti dal petto sarebbe sbucata una fenice. L’umidità fredda di un attimo prima si dissolse nel nulla, mentre a poco a poco un fuoco da vulcano mi trapassava da parte a parte forando il mio piano sagittale.*

    Che ne sa di me, un Corvonero, che pretende di risolvere i "grandi misteri della vita"? Non è affar tuo, quel che faccio nella Camera dei Segreti!

    *Le sua parole sembravano coltelli affilati in picchiata; mi umiliavano quasi… E più continuava e più il vulcano tremava, minacciando di eruttare… Strinsi la bacchetta fermamente e con forza, quasi da spezzarla, ora basta, aveva sorpassato il limite. Lui, che sapeva che io ero il migliore amico della sua ragazza, faceva il finto tonto con me? Lui sapeva bene perché ero lì, sapevo bene che avrei raccontato tutta la verità quando saremmo tornati sopra, e io sapevo bene che quelle parole le diceva solo per farmi paura, che infantile.*

    Lo sai bene Armstrong, non fare il finto!!!

    *La mia voce trovò eco qua e là nelle tubature. Ma Roxas, duro come la pietra, continuava a parlare come un registratore, noncurante delle mie parole; forse quello era il suo punto di forza: ignorava per paura di farsi male. E pensava che non lo avessi capito? Bhe… Si sbagliava!
    E continuava e continuava…*

    Credevo la dote più nota dei Corvonero fosse l'intelligenza. Beh, non ne hai dimostrata venendo qui. Questo posto è pericoloso, e se volevi giocare al coraggioso Grifondoro, dovevi pensarci prima di sussurrare con il tuo cervellino da cornacchia al Cappello Parlante: "Corvonero".

    *Ma cosa farfugliava? Ma ragionava o parlava tanto per? Mi trattenni dal ridere a quella sua ultima affermazione; si dovette ricredere: allora i serpeverde un po’ tonti erano; lui credeva davvero che fossi venuto a fare l’eroe? Ma ora cominciavo a pormi un altro interrogativo: sapeva che io, Fernando Cipriano, ero il migliore amico della sua ragazza? A questo punto mi meravigliavo anche di Lalla, come poteva lei, tanto intelligente, a prendere come fidanzato un bradipo del genere?! *

    E poi, per favore, non giocare a fare il serpeverde con me, perché non lo sei!

    *Ora si che cominciavo ad avere ancora più dubbi del solito; per caso era sonnambulo!? Mio Dio, ma che stava dicendo? Ora mi faceva più paura il pensiero di attaccare uno che dorme e cammina, o un ubriaco…
    Mi trattenni di nuovo dal ridere, ma a che gioco stava giocando?! A quanto pare non riusciva a trovare le parole giuste, perché ora non mi infuriava, ma mi divertiva, e più continuava e più mi divertivo…*

    Sai.. potrai battermi a questo duello... forse! Ma non potrai mai farlo in malignità. Si! Perchè è di cattiveria e malignità che qui si parla! Vero, i Serpeverde e i Corvonero hanno in comune il fatto che entrambi si impegnano al massimo per raggiungere i propri scopi...

    *Questa volta una cosa giusta l’aveva detta, anche se non capivo ancora il nesso e cercavo sempre più di sforzarmi per trovare la logica. Ma lo lasciai continuare e concludere, e poi era vero, il duello lo avrei vinto io, costasse quel che costasse.*

    .. ma a differenza vostra, noi raggiungiamo i nostri obbiettivi senza farci scrupoli! E sai cosa ci vuole per fare questo? Si, esatto, ne abbiamo parlato prima: cattiveria. Ma non solo! Devi essere anche D-E-C-I-S-O. Non puoi startene li, con l'espressione da duro a fare il figo! Deve essere una cosa che ti parte dall'animo.. una cosa naturale.

    *Ok, aveva bevuto troppo allora; ignorai anche questa frase, trovandola insensata e ridicola. Ora il tutto perdeva significato e mi scocciava quasi… E poi lui non mi conosceva; dovevo far uscire davvero la mia seconda parte? Bene allora si doveva preparare, stava assistendo a qualcosa che nessuno aveva mai visto, mi ero fin troppo scocciato. Era ora di mettersi all’opera!*

    Perciò coraggio, uccellaccio del malaugurio, mostra a questo infido serpente di cosa sei capace!
    *Il vulcano tremò una seconda volta, stracarico di lava e di tensione, di rabbia, e niente avrebbe fermato il mio impeto in quel momento. Questa volta non fu’ la ragione a parlarmi, ma il cuore, che velocemente aveva messo a tacere il rivale stato d’animo; allora Armstrong preparati, arriva una tempesta, e se non sarai preparato, se tutto va bene, ti ritroverai in infermeria!
    Quando parlai, questa volta, partii più pacato, piegai il capo, sapevo che se non aveva attaccato fin’ora non lo avrebbe fatto più;*

    Questa notte io sono qui per fermarti Armstrong, per mostrare il tuo doppio volto; e ricorda che sempre il bene vince sul male; ricorda che sempre l’uccello calpesta il serpente e così farò io questa notte!!!

    *Il mio urlo lacerò l’aria, il cuore sussultò, mi avvicinai di più a lui…*

    Ora!!!

    *Il cuore partì in picchiata…*

    ORBIS!!!

    Citazione:
    ORBIS
    Descrizione: crea un vortice di luce molto potente
    Tipo: incantesimo offensivo
    Durata: istantanea (+ vista offuscata per 1 turno)
    Consigliato: per accecare l’avversario, impedendogli di lanciare con precisione degli incantesimi, e per procurargli anche lievi ferite
    Avvertenze: //
    Livello Richiesto: 2


    *Con un gesto fulmineo protesi la bacchetta verso il serpeverde sferzando l’aria: una luce accecante inondò la stanza; ma non attesi, dovevo approfittare e con quel diversivo lo avrei messo a tacere, lo avrei legato come un salame, incapace di muoversi. Come una mosca a cui vengono tolte le ali. Sorrisi malignamente… Era questa la malignità di cui parlava Roxas un minuto prima? Eccolo servito! Con un altro svolazzo nell’aria pronunciai il secondo incanto*

    INCARCERAMUS…

    Citazione:
    INCARCERAMUS
    Descrizione: crea delle funi intono ad una persona, per immobilizzarla ed impedirgli di muoversi
    Tipo: incantesimo offensivo
    Durata: 1 turno
    Consigliato: per bloccare e strozzare il nemico fino allo svenimento (in caso di opposizione la stretta aumenterà)
    Avvertenze: //
    Livello Richiesto: 2


    *Difficile dire se l’incantesimo andò a segno. Riuscii a vedere solo delle corde volare come pugnali nella direzione dove avrebbe dovuto esserci il signor Armstrong. Chiusi gli occhi per paura di rimanere accecato dal mio stesso incanto; ero compiaciuto di me stesso.*

  • Roxas

    Serpeverde

    Dormitorio: Serpeverde
    Livello: 4
    Galeoni: 236
        Roxas
    Serpeverde
       
       

    QUARTO POST-ATTACCO COMBO "INCARCERAMUS HORRIBILIS+ENGORGIO"
    __________________________________________________________

    Aveva ricominciato a fare il supereroe.. che barba! Era più noioso di un Troll! Anzi.. no, magari non così tanto: il Troll aveva la clava, no? E lui cos'aveva? Cominciai così a pensarci, annoiato, nel frattempo che cianciava come un Grifondoro. Cosa aveva, lui?

    Una parlantina da record... logorroico, il ragazzo!

    Scoppiai a ridere a quel pensiero veritiero, prima di vedere con la coda dell'occhio un piede di Fernando muoversi. Ritornai all'istate alla realtà, attento, prima di vedere la sua bacchetta guizzare all'aria, dritta contro la mia testa. In un istante, analizzando le probabilità delle sue intenzioni, riuscii a capire le due varianti che avrebbe utilizzato nell'attacco: o mi avrebbe stordito, con uno schiantesimo alla testa.. o avrebbe cercato di accecarmi. Ruotai su un piede, chiudendo gli occhi, per poi spostarmi sull'altro, allontanandomi quando chiuse gli occhi, pronuniciando l'incanto:

    ORBIS!!!

    Citazione:
    ORBIS
    Descrizione: crea un vortice di luce molto potente
    Tipo: incantesimo offensivo
    Durata: istantanea (+ vista offuscata per 1 turno)
    Consigliato: per accecare l’avversario, impedendogli di lanciare con precisione degli incantesimi, e per procurargli anche lievi ferite
    Avvertenze: //
    Livello Richiesto: 2


    La luce accecante non tardò ad arrivare, così come io non esitai a togliermi il cappuccio, prima di puntare la bacchetta su Fernando, divertito e traboccante di una gioia malsana, maligna, perfida!! Sussurrai a bassissima voce:

    Incarceramus Horribilis..

    Citazione:
    INCARCERAMUS HORRIBILIS
    Descrizione: incantesimo che libera grossi serpenti dalla punta della bacchetta, che si avvolgono attorno alla vittima per bloccarla.
    Tipo: incantesimo offensivo
    Durata: 1 turno
    Consigliato: per bloccare e stritolare il bersaglio
    Avvertenze: è una variante di Incarceramus, ma è ritenuto dai più un incantesimo oscuro poiché prediletto dai Mangiamorte e maghi oscuri
    Livello Richiesto: 2


    Scaturirono così serpi dalla mia bacchetta, lunghe e velocissime. Il ragazzo intanto teneva la bacchetta puntata sullo stesso punto dove mi trovavo io pochi secondi prima, esclamando, questa volta:

    INCARCERAMUS...

    Citazione:
    INCARCERAMUS
    Descrizione: crea delle funi intono ad una persona, per immobilizzarla ed impedirgli di muoversi
    Tipo: incantesimo offensivo
    Durata: 1 turno
    Consigliato: per bloccare e strozzare il nemico fino allo svenimento (in caso di opposizione la stretta aumenterà)
    Avvertenze: //
    Livello Richiesto: 2


    Vidi normalissime funi dirigersi verso quel punto dove il Corvonero sperava di trovarmi, legato come un salame, ma io ero li, sorridente... ma soprattutto libero e trionfante, diverito dall'attacco a sorpresa che gli avrei scagliato.

    Engorgio.

    Citazione:
    ENGORGIO
    Descrizione: ingrandisce cose o persone.
    Tipo: incantesimo generico
    Durata: istantanea
    Consigliato: per aumentare la dimensione di un oggetto o un animale utile al duello (come un masso ad esempio, per proteggersi)
    Avvertenze: //
    Livello Richiesto: 1


    Sussurrai ancora più piano l'incanto, puntandolo sulle serpi che si stavano avvicinando velocissimamente al Corvonero, e le vidi crescere a dismisura, diventando grandi come tubi di metallo e lunghi come anaconde: era il mio momento. Mi sarei fatto "scoprire" dal Corvonero proprio adesso, risvegliando il Rettilofono assopito che c'era in me. Fu così che feci riaprire gli occhi al mio avversario, con un sibilo spaventoso, dal significato:

    Attaccate sparpagliati! Non formate gruppi tra di voi!

    Vidi i suoi occhi incrociare quelli degli enormi serpenti che avevo "creato", e che ora si erano distanziati notevolmente. Cosa avrebbe fatto, il Corvonero, non potendo usare con molta efficacia il "Vipera Evanesco"? Certo, avrebbe fatto in tempo a far sparire qualche serpente.. ma non tutti. L'incanto, poteva eliminare un singolo serpente o un gran numero.. ma se ammucchiati e ravvicinati. Era per questo che avevo ordinato alle serpi di distanziarsi. Ed eccole li, veloci e sibilati, vicinissime al Corvonero: quale sarebba stata la sua prossima mossa?

  • Fernando_Cipriano

    Corvonero

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 8
    Galeoni: 659
       
       

    6° POST- Coclusione

    *Era finita; non potevo eguagliare tutti quei serpenti, forse due o tre, e se avrei scagliato un incantesimo tutto l’altro branco mi sarebbe saltato addosso, festeggiando con la mia carne succulenta. Solo il pensiero mi dava la nausea. Roxas sorrideva, maligno e giolivo; anche folle, oltre che tonto allora.
    E indietreggiavo e indietreggiavo facendo attenzione a dove mettevo i piedi, che fare? Ora erano guai seri; ero in preda al panico. Ed eccola ritornare ‘’madame agitazione’’, ma non da sola, ad accompagnarla c’era la sorella Paura.
    Volevo scappare ma in questo modo avrei dato la prova di essere un fifone, contrariamente a quello che avevo dimostrato finora; ero arrivato fin lì; avevo fatto tanto e non era il momento di mollare. E mentre pensavo ad un secondo diversivo, i serpenti procedevano la loro avanzata, quasi vedevo in loro un ritmo. Spalancavano le fauci ad intervalli regolari, facendo fuoriuscire una lingua sottile e biforcuta; serpeggiavano dolcemente sul pavimento di pietra dura. Volevo sopravvivere? Dovevo fuggire; guardai per un momento Roxas, poi di nuovo i serpenti. Sospirai…*

    Scappa, non vorrai mica farti divorare…

    *Era la ragione a parlare; e il cuore dove era finito? Era sparito; non riuscivo a sentire il sentimento. Mi sforzavo di cercare quell’istinto, che però aveva voglia di giocare a nascondino, ma purtroppo io non avevo tempo. Sospirai di nuovo e guardai a destra e a sinistra; c’erano parecchi tunnel, ma non sapevo quale imboccare: la camera del labirinto più che dei segreti. *
    Non c’è tempo da perdere…

    *sussurrò ancora la ragione. Non me lo feci ripetere un’altra volta; con uno scatto imboccai la tubatura a me più vicina, perdendo di vista Roxas; i serpenti sembravano sanguisughe.
    Giravo la testa ad intervalli regolari per accertarmi della loro posizione, ma erano decisi a non mollare.
    Il mio respiro si condensava a contatto con l’aria. Avevo perso la sensibilità dei piedi, che erano letteralmente due lastre di ghiaccio; le labbra erano fatte secche e la gola si era disidratata. Le mani tremavano: capitava spesso quando avevo paura. Tutto quello che non sentivo prima, lo avvertivo ora, ma sproporzionalmente amplificato. Ma non potevo correre per sempre… Appena lo pensai i polpacci urlarono la loro protesta e faticai parecchio a rimanere su due gambe.
    Cercai di nuovo nella mia testa, ma niente: anche la ragione mi aveva abbandonato; ero a corto di idee, di alternative; io che ero il più fantasioso, ero a corto di idee? Non si poteva proprio sentire…
    Il tunnel sembrava interminabile, ma poi una luce: la mia unica speranza, l’unica mia salvezza.
    Arrancai a un metro dall’apertura... Dov’ero finito? Mi ritrovavo nel punto di partenza. Roxas fermo e impassibile dove lo avevo lasciato, con la stessa espressione di prima. Sembrava stessi rivivendo quella scena tremenda. Le ginocchia cedettero; i serpenti sfociarono come cascate nella camera; rallentarono alla vista della vittima e lentamente mi accerchiarono. Sibilavano dolcemente, probabilmente parlavano con il loro creatore. Strisciai indietro, graffiandomi la spalla e sentendo il sangue bagnare la maglietta.*

    Aiuto… Aiuto… Aiuto…

    *sussurravo in modo che solo io potessi sentire la mia voce. Mi ritrovavo a pregare, impotente, debole, senza speranze, sconfitto; il sudore della corsa precedente mi arse la fronte e intaccò il collo: odiavo quella sensazione. Tra quanti giorni avrebbero scoperto il mio corpo? Sarebbe marcito lì dentro?
    Non sarei mai giunto a quella conclusione: sull’orlo della morte. Non pensavo che il mio avversario lottasse per uccidere.
    Non sarei mai tornato di sopra a raccontare a Lalla cosa avevo visto, non l’avrei mai più riabbracciata… Non sarei mai uscito con Luna, non avrei mai avuto l’occasione di amarla. Non avrei mai più mangiato le delizie degli elfi domestici. Il cornetto caldo la mattina… Tutto era perso. Ma soprattutto non avrei mai scoperto le vere intenzioni di Roxas e non sarei mai riuscito a fermarlo.
    La verità era incandescente come fuoco, ma era pur sempre la verità.
    Mi raggomitolai, sperando che avvenisse velocemente…
    In quello stesso istante si affollarono immagini del mio passato nella mente.
    Lalla, Sharon, Lavinia, Sibilla, Cosetto, Mavero… tutti a sorridermi, le chiacchierate con loro in sala comune, quelle che ormai stavano per diventare solo un ricordo, quelle che non avrei mai più rivissuto.
    Le lacrime affiorarono velocemente, calde rispetto alle guance rosee e fredde. Non volevo morire; perché ero sceso in quella dannata camera? Perché era capitato a me di raccogliere quel foglietto in biblioteca?
    Non erano ragionamenti da me in quel momento. Forse la disperazione mi portava a parlare così.
    Addio…

    *Fu’ un sussurro… I grossi rettili schizzarono come proiettili su di me, nello stesso momento in cui dei lampi di fuoco mi passarono vicino ai fianchi, carbonizzando le bestie feroci. Tutto era finito; voltai il capo lentamente, in cerca della fonte di ciò che era successo: tre sagome ben distinte si stagliavano in controluce in corrispondenza del varco. Holibus Silente capeggiava il trio, seguito dal mio prefetto Cosetto, ancora con la bacchetta mirata, e Yaxley.
    Quando cercai di rialzarmi aghi pungenti mi colpirono su ogni centimetro di pelle.
    Con un boato caddi di nuovo a terra, il sorriso stampato in volto. Era stata una brutta nottata, e finalmente tutto era finito. Cosa sarebbe successo quando sarebbero tornati al castello? Conoscevo già la risposta a tale domanda ma preferivo illudermi in quel momento, convincendomi che me la sarei cavata con una punizione.
    Ma ero arrivato al limite: non riuscivo nemmeno a pensare. La testa minacciava di saltare in aria…
    Crollai nel sonno, che aspettava da tempo la giusta occasione per prendere il sopravvento. Non c’erano né vinti e né vincitori; anzi, avevo vinto! Ero riuscito a fermarlo in tutti i casi.*

    Il mattino seguente

    *Riaprii gli occhi, stavo per fare di nuovo ritardo, come al solito… Ma… un attimo! Dove stavo? Cos’era quel posto? Letti bianchi mi circondavano. Mi ci volle un po’ per capire dove mi trovassi: nell’infermeria di Hogwarts. Era vero allora, non avevo sognato! Il ricordo di quel duello negli abissi del castello era nella sua mente come un ricordo lontano, come se fosse successo un anno fa. Feci mente locale e cominciai a scorrere gli avvenimenti di quella notte. Ma ora, Roxas dov’era? Era già andato via? Era stato già espulso?
    Dopo questo turbine di pensieri mi accorsi della presenza di una seconda persona; seduta al fianco del mio letto. Lalla fissava dritto nel vuoto, e non si era accorta della mia ripresa di conoscenza. Dovetti chiamarla per farla ritornare sul pianeta Terra.*

    Oh, Fè! Tu sei pazzo! Ma come ti salta in mente! Insomma, ti è dato di volta il cervello…

    *La ragazza mi assalì, perdendo quasi il fiato per la lunga ramanzina. Era fuori di senno, preoccupata come non l’avevo mai vista…*

    Devo raccontarti tutto…

    *Lalla mi fermò con un gesto di mano, sorridendo*

    Lo so… Rox ha confessato e ha detto di aver esagerato, che si è fatto prendere troppo… Bla bla bla!

    *Concluse ridendo. La guardai con uno sguardo come per consolarla, in modo da distrarla da quella brutta verità*

    Ma raccontami meglio… Dall’inzio alla fine

    *E così le raccontai per filo e per segno di come avevo seguito Rox e avevo tentato di fermarlo. Ad ogni mia affermazione la ragazza sembrava stupita. Insomma, d’altronde non succedevano cose del genere dai tempi di Harry Potter! Mi avrebbero accolto come un eroe? Non era quello il mio scopo; non volevo nessun riconoscimento… Volevo solo vivere nel giusto, volevo far vivere tutti nel giusto, e forse, non lo dico per vantarmi, ma al posto mio qualcun altro avrebbe lasciato far passare la cosa inosservata, ma a me non dava giù questa cosa. Ma loro, come avevano saputo che fossimo nella camera dei segreti?
    Ci volle una decina di minuti per raccontarmi di come avessero setacciato la sala comune e aver trovato il pezzo di pergamena di Rox… Di come Mavero si era accorto che qualcuno non era a letto passando dal dormitorio.*

    Mi espelleranno vero?

    *chiesi incerto alla mia migliore amica che aveva cambiato espressione, da seria a rattristata.*

    Sai, ne parlavano prima, mentre dormivi… Ma… Hanno deciso di assegnarvi solo una punizione!!!!

    *Avevo sperato bene allora; sarei rimasto ad Hogwarts, avrei chiacchierato ancora in sala comune con gli altri.
    Ridemmo un po’, finché Lalla non fu’ letteralmente butatta fuori, dopo varie proteste, dall’infermeria.
    Le porta si chiusero lasciandomi nel silenzio: finalmente un po’ di pace. Quella notte avevo conosciuto la Morte in prima persona, l’avevo sfiorata, ma il destino ha deciso, che il bene vincesse sul male, come è giusto che sia.
    In quello stesso momento il sole sparì dietro le montagne; mi raggomitolai tra le calde coperte; in fondo meritavo anche io un minimo di riposo non credete!?!*

  • Cosetto_Silverwing

    Corvonero Certificato

    Dormitorio: Corvonero
    Livello: 13
    Galeoni: 107217
       
       

    Complimenti ad entrambi per aver rispettato i tempi ed esser stati cosi celeri:

    Roxas, tu inizi il duello, in maniera semplice adire il vero, con una situazione normale, senza troppi giri. Molto dialogo in questo tuo primo post. Racconti in maniera buona il tutto, seppur forse un pò frivolo e fin troppo veloce, ma ognuno ha il suo stile: spesso però soffermarsi a descrivere aiuta maggiormente chi legge ad immedesimarsi e prender parte alla scena, ma va bene cosi. Cominci in maniera azzardata evitando l' Expelliarmus lanciato verso di te con un "Protego", che seppur veloce richiede tempo d'azione, ma poi recuperi quando con un passo da giocatore di basket eviti l'attacco "Orbis" del tuo avversario e come eludi con un espediente l'"incarceramus": degli ottimi metodi, te ne faccio atto. Buona la tua combo, per idea, anche se a mio parere, ingrandendo le serpi queste poi andrebbero a pesare maggiormente, ed il raggio d'azione limitato: da gran serpeverde poi controlli i serpente, ben fatto. Un buon duello, nonostante qualche errore grammaticale, forse di distrazione.

    fernando1996, ti ricollerghi benone al filo della soria, narrando in maniera buona i fatti, ricco di sentimento: scegli come attacco iniziale un "Expelliarmus" d'avvertimento: la scelta per iniziare in maniera "pacifica", e poi continui con un ottima combo positiva e ben realizzata e descritta: mi piace soprattutto l'idea. Descrivi bene il tutto seppur qualche errore. Scegli la via della fuga, ma riesci con un grandissimo espediente, e tre grandi uomini ( Mr Green ) a farcela: spesso la fuga è l'unica alternativa. Bel duello davvero, complimenti!

    Alla fine di questo duello quindi dichiaro una totale situazione di parità: nessuno dei due privaleggia sull'altro, nonostante Roxas riceva il mio personale encomio per l'ottimo duello sostenuto, avendo messo in una situazione sfavorevole l'avversario, dandogli solo la fuga come scelta, e schivando bene gli attacchi avversari; da parte sua fernando1996 va elogiato per la scelta degli incanti e la trama, e per aver scelto la via ovvia ma difficile della fuga, che forse l'umilità ha guidato. Apprezati anche i sentimenti che dal racconto scaturiscono.

    Per quanto concerne le premiazioni:
    a fernando1996 di Corvonero: 40 galeoni
    a Roxas di Serpeverde: 40 galeoni

    Per qualsiasi chiarimento sono disponibile via MP.
    Al più presto verranno accreditati i punti sui rispettivi profili magici e nella Coppa delle Case.
    In bocca al lupo ad entrambi per le prossime sfide! A presto.

    Per il Club dei Duellanti, Cosetto.