Obiettivo primario di una Casa Editrice è ovviamente quello di riuscire a ricavare più soldi possibili dai libri che pubblicano e a tal fine si ingegnano continuamente per trovare nuove strategie di marketing e raggiungere così un numero sempre maggiore di lettori. Così abbiamo le edizioni patinate, i cofanetti regalo e le edizioni tascabili economiche.

Teoricamente, quindi, non ci dovrebbe essere nulla di strano nella notizia che la Adriano Salani Editore abbia scelto il libro Harry Potter e la Pietra Filosofale per inaugurare la sua nuova collana di libri tascabili, la “Biblioteca Economica Salani”.



Quello che ha scatenato l’ira dei fan, portandoli addirittura a dar vita a una petizione su internet per convincere la casa editrice a ritirare il libro dal mercato sono le modifiche, a volte sostanziali, che il curatore del libro, Stefano Bartezzaghi, ha apportato alla traduzione del libro.

Leggendo il comunicato stampa che la Salani ha rilasciato in vista dell’uscita del libro, questa nuova pubblicazione rappresenta, in realtà, una vera e propria opera di restyling della saga Potteriana il cui scopo è quello di “ […] restituire ai lettori una traduzione che tenesse conto dell’evoluzione della saga, rivedendo, anche profondamente, i libri esistenti.”

Probabilmente quello che ha spinto la Casa Editrice a imbarcarsi in questa nuova avventura è stato lo scoprire, libro dopo libro, che Harry Potter non è solo una bellissima storia per ragazzi e che quindi, scelte di traduzione fatte nel primo libro, finiscono con lo stonare nell’ultimo.

“Neville Paciock era il nome giusto per il ragazzino pasticcione dell’inizio, non certo per il coraggioso eroe del settimo volume, nonché futuro professore di Erbologia… Fare questi cambiamenti mi è perciò parso come restituire al testo qualcosa che gli era dovuto.” Ha dichiarato Bartezzaghi.

I cambiamenti, quindi, sono tutti stati fatti con il cosiddetto 'senno di poi' tenendo cioè conto dell’intera opera della Rowling. Questo ha portato a ritoccare il lessico “tecnico” degli incantesimi, la tassonometria delle creature fantastiche, sostituendo i “folletti” con i “goblin”, rispettando anche alcune “manie” della Rowling come usare la stessa iniziale per nomi e cognomi di alcuni personaggi.

Se il nome di Albus Silente, nonostante la dichiarazione della Rowling che «Lo immaginavo come un mago benevolo, sempre in movimento, che mormora continuamente tra sé e sé» (Dumbledore, in inglese, è il nome arcaico di bumblebee, il calabrone) è uscito indenne da questi cambiamenti, in quanto, secondo la Salani, “la storia dimostrerà che proprio i silenzi di Albus hanno avuto un ruolo determinante, e anche negativo, nelle avventure di Harry Potter e nella lotta contro la Magia Oscura.”, altri elementi della saga non sono stati così fortunati.

Il cambiamento più evidente e che ha sconvolto di più i fan del maghetto riguarda la scelta fatta per il nome delle quattro Case di Hogwarts. Nella versione originale non è presente l’indicazione dei colori e così Tassorosso diventa Tassofrasso.

Personalmente trovo inutile questa nuova edizione dei libri di Harry Potter, il cui unico risultato sarà quello di creare incomprensioni tra i “vecchi” fan, quelli che hanno seguito la storia del magico Trio fin dall’inizio, e quelli nuovi, che si sono affacciati al Mondo Magico trascinati dal successo che la saga ha avuto.

Voi che ne pensate?

Comprerete questa nuova versione del libro, già in edicola dalla fine di Aprile, oppure firmerete la petizione?

Link per la petizione: QUI (Link Diretto)

Dobbiamo arrivare almeno a 5000!